Tra le polemiche, il ddl per i processi brevi, che fissa a sei anni la durata massima dei procedimenti, comincia oggi il suo iter parlamentare al Senato. Il relatore, Giuseppe Valentino (Pdl), leggerà la sua relazione in commissione Giustizia. Poi prenderà il via la discussione generale, al termine della quale verrà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.
"Contiamo di votare il testo a Palazzo Madama entro Natale - assicura il presidente della commissione Filippo Berselli - perché dovremmo concluderne l'esame in commissione" in circa 15 giorni. E cioé il lasso di tempo che probabilmente sarà concesso per presentare gli emendamenti a un'altra riforma che sta a cuore del governo: quella delle intercettazioni, il cui ciclo di audizioni dovrebbe concludersi entro la settimana. Quindi si fisserà un termine per presentare le proposte di modifica "che sarà di almeno 15 giorni". Ed è in questo periodo che ci si potrà occupare a tempo pieno del ddl 'accorcia-processi': il testo di cui l'opposizione chiede a gran voce il ritiro e che vede le toghe sul piede di guerra.
Con il Csm che per domani organizza un confronto anche tra Procure e ministro e convoca una conferenza stampa per comunicare i dati sull'impatto del ddl in nove uffici giudiziari.
Intanto non si placano le polemiche per le dichiarazioni in diretta Tv del Procuratore di Milano Armando Spataro che ha definito "inutile" il ddl firmato dai capigruppo di Pdl e Lega in Senato Maurizio Gasparri e Federico Bricolo.
Duri i commenti di Gasparri ("comportamento vergognoso e inaudito") e di Osvaldo Napoli (Pdl) ("ci sono forze che lavorano per la capitolazione della politica alla magistratura"). E non tenero é anche il giudizio dell'ex presidente della Camera Luciano Violante (Pd): "In momenti di tensione" sarebbe bene che i magistrati evitassero critiche politiche per non approfondire i conflitti.