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Crisi siciliana, Adamo s’insedia e sogna il governo forte e coeso. I finiani presidiano il fortino di Lombardo

17 novembre 2009 15:43
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''La Sicilia ha bisogno di un governo forte e capace di portare avanti le riforme strutturali necessarie per il suo sviluppo, sostenuto a Sala d'Ercole da una maggioranza coesa e determinata. Pdl-Sicilia pone al centro di ogni ragionamento politico queste due condizioni''. E’ l’ouverture della neo presidente del gruppo parlamentare dell’Ars del Pdl Sicilia, Giulia Adamo. ''La via maestra per la risoluzione della crisi - sottolinea - passa inevitabilmente dalla condivisione di un grande progetto riformatore e dalla coerenza delle forze politiche nel voler sostenere con i fatti l'esecutivo guidato”.

Letta distrattamente la nota ufficiale dell’onorevole Adamo può sembrare aria fritta. Insomma, ha scoperto la carta vetrata. E invece non c’entra né l’aria fritta e la carta vetrata: la deputatessa regionale ha detto le cose che andavano dette, che sono poi quelle che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e il suo alleato, Gianfranco Miccichè, vorrebbero ottenere. Ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Di più, l’oceano. Quando si scende nel dettaglio e si fa l’inventario di ciò che significa progetto riformatore, quali condizioni devono essere realizzate per ottenere la condivisione e quali patti devono essere stipulati per sostenere l’esecutivo guidato da Lombardo, si brancola nel buio, come scrivevano in gramaglie i cronisti obbligati alcuni decenni or sono a redigere, da notai, il pastone politico quotidiano.

Se non fosse passato di moda, il pastone, le vicende della giornata politica potrebbero essere illustrare con trenta righe, perché di novità vere ce ne sono poco o niente.
Invece i cronisti parlamentari devono stare appresso alle riunioni, gli incontri, le dichiarazioni, i comunicati pieni di niente. Non c’è il bicchiere mezzo vuoto e non c’è nemmeno il bicchiere mezzo pieno, perché non c’è il bicchiere.
Ricordare quel film con Harrison Ford, in cui il protagonista era accusato di avere ammazzato l’amante? Bene, ricorderete anche che il tribunale non ammise la prova del bicchiere, perché non si trovava. Nei tribunali americani non si può discutere di una prova che non c’è.

Ebbene, siano nelle stesse condizioni di spirito. Non c’è niente e dobbiamo parlare di tutto. Non c’è un tribunale che ci dica, statti zitto, non ne hai la facoltà. Anzi. Sicché la nota di Giulia Adamo che in qualsiasi altra parte del mondo, farebbe girare intorno un sacco di gente alla ricerca della notizia che non c’è, qui diventa, a pieno titolo, un punto di riferimento nella trattativa in corso fra i nemici-alleati del centrodestra.
La notizia, quella vera, è vecchia di qualche giorno, ed è il ritorno nel giro del Pdl, a scapito naturalmente del gruppo neo-nato nel Parlamento regionale, il Pdl Sicilia. Perché nel momento che il Pdl è legittimamente parte della trattativa, il gruppo scissionista diventa uno strapuntino. Ed è per questa ragione che Miccichè ha tirato in remo in barca, dopo avere annusato l’atmosfera di palazzo Chigi. Il Cav. è stressato da mille questioni e deve vedersela, a quanto pare, con un Fini in grande spolvero.

Il presidente della Camera non rinuncia a dire la sua su tutto, con la sofferenza che fino a qualche mese fa entrava a gamba tesa sui temi etici e sociali, ora entra a gamba tesa sulle questioni di ogni giorno. A cominciare dal caso Cosentino, il sottosegretario per il quale è stata richiesta dalla procura la custodia cautelare. Fini ha subito detto che non vuole più sentirne parlare come candidato governatore della Campania, Berlusconi l’ha ricevuto a Palazzo Chigi ed a conclusione dell’incontro, Cosentino ha escluso di essersi fatto da parte.
Questo con la Sicilia non ha niente a che vedere, direte. Magari con il Mezzogiorno d’Italia e con i presunti rapporti fra mafia e politica. E invece non è così, perché in Sicilia i finiani hanno usato lo stesso metro, seppure per motivi differenti. Il Pdl Sicilia l’hanno creato loro insieme a Miccichè, e delle due parti che compongono lo scisma, quella finiana è la più robusto e motivato, come sì è capito abbondantemente quando è cambiato il clima.

Incassato il voto negativo sul documento dio programmazione economica e finanziaria (voto contrario del Pdl, Udc e Pd) e fatti i contri – trenta voti su novanta – Miccichè ha fatto dietrofront, s’è consultato con se stesso, ha assunto notizie dalla capitale ed ha detto, fresco e pettinato, che lui vedrebbe di buon occhio il ritorno della vecchia maggioranza. Come se nulla fosse? Questo non lo sappiamo, si vedrà.
L’onorevole Adamo ha espresso con parole semplice quello che Miccichè si augura, senza tracciare l’identikit dei willings. Volenterosi, a gratis, non se ne vedono in giro. Bisognerà che sputino l’anima, quelli che vogliono restare dove sono, per ottenere il risultato preteso dalla neo presidente.

 

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Anonimo 17 novembre 2009   19:08

Complimenti per l'analisi precisa e, secondo me, assolutamente azzecata.

Il problema è che come la scorsa volta, per la corsa a Presidente della Regione,  Miccichè è rimasto col cerino in mano e se ne prevede la scomparsa sino al prossimo up & down emotivo. L'ultima volta ha chiuso i commenti al Blog, chissà cosa chiude stavolta.

 

Daltronde la sua vicinanza a Fini ed ai Finiani è da sola motivo di scomunica potenziale da parte di Re Silvio.

 

Senza tanti giri di alta politica è chiaro che PDL-UDC ed MPA fanno maggioranza anche senza di lui ma non il contrario e la scelta di portare alle estreme conseguenze lo scontro operata da Castiglione e Nania alla fine si è dimostrata pagante.

 

Lombardo, improvvisamente fulminato sulla via di Damasco dalla bontà delle ragioni dei lealisti (che sino ad ieri erano i malavitosi, gli affaristi, le vergogne della Sicilia, etc.), si è messo al tavolo a dialogare e metà dei ribelli sono pronti a tornare, da lupi, agnelli specie i serial traitors (hanno tutti, compresi i deputati nazionali aspiranti sottosegretari, fatto già il giro delle componenti della vecchia AN e qualcuno è già a metà del secondo tour) che compongono il gruppo di Fini che si squaglierà quando sarà costretto a scegliere chi resta al Governo tra Gentile e Strano (sempre che uno dei due resti...).

 

E' chiaro infatti che, fatto il conto, se l'UDC (che conta 12 Deputati) rientrasse in Giunta l'anomalia di un gruppo, il PDL-Sicilia che con 15 componenti esprime 5 Assessori (di cui un "tecnico" di area Misuraca come Armao) e dell'MPA che con 15 Deputati esprime il Presidente della Regione più 4 Assessori (di cui 2 "tecnici") mentre il PDL-lealista con 19 Parlamentari ne esprime 2 + il Presidente dell'ARS dovrà essere risolta ed indovinate a danno di chi?

 

 

Anonimo 17 novembre 2009   18:57

Mentre siano piegati da mille problemi cosa fanno a Palazzo dei Normanni? GIOCANO!!!!!!

 

E' anche comprensibile con tutto il ben di Dio che arraffano, a destra e a manca, cosa gliene frega della gente che lasciano senza lavoro? I loro conti in banca godono di ottima salute!

 

Come diceva Maria Antonietta, la decapitata delle Rivoluzione Francese? "Se il popolo ha fame dategli le brioss".

 

Meditate gente, meditate... alla Maria Antonietta la ghigliottina tagliò la testa!

 

Sarebbe ora, cari "onorevoli" che vi occupaste del benessere di tutti i siciliani, mettendo a frutto le enormi risorse che abbiamo, e la smetteste di fare i Vostri porci comodi.

 

Maria Antonietta" la francisa" docet, la storia è fatta di corsi e ricorsi.

 

 

Anonimo 17 novembre 2009   16:54

Certo che se dovessimo andare dietro agli articoli che scrive questo e quel giornalista staremo freschi.

Non ci sono vie di mezzo questo è chiaro a tutti tranne che al sig. Lombardo.

Qui ......o si torna indietro azzerando la giunta e facendo il mia culpa..... oppure ci sono solo le elezioni anticipate.

PUNTO E BASTA.

Ma cosa ci vogliamo inventare l'acqua calda? Troppo tardi l'hanno già scoperta secoli e secoli fà.

Ormai è chiaro che Lombardo non arretra di un millimetro perchè perderebbe la faccia, e allora...????????

Elezioni anticipate, non ci sono altre strade da percorrere, ogni altro tentativo è perdita di tempo, di credibilità, e trascinerebbe inesorabilmente la Sicilia nel baratro econimico più di quanto già lo è.

Signori On.li nonchè scienziati dell'ARS avete compreso che non ci sono alternative ?

Al voto a Marzo.

Un fraterno saluto.

Anonimo 17 novembre 2009   16:52

Certo che se dovessimo andare diero gli articoli che scrive questo e quel giornalista staremo freschi.

Non cin sono vie di mezzo questo è chiaro a tutti tranne che al sig. Lombardo.

Qui ......o si torna indistro azzerando la giunta e facendo il mia culpa..... oppure ci sono solo le elezioni anticipate.

PUNTO E BASTA.

Ma cosa ci vogliamo inventare l'acqua calda? Troppo tardi l'hanno già scopertta secoli e secoli fà.

Ormai è chiaro che Lombardo non arretra di un millimetro perchè perderebbe la faccia, e allora...????????

Elezioni anticipate, non ci sono altre strade da percorrere, ogni altro tentativo e perdita di tempo, di credibilità, e trascinerebbe inesorabilmente la Sicilia nel baratro econimico più di quanto già lo è.

Signori On.li nonchè scienziati dell'ARS avete compreso che non ci sono alternative ?

Al voto a Marzo.

Un fraterno saluto.

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