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Mpa e Pdl verso l'accordo. I lealisti pressano: "Udc dentro il governo". Mozione del Pd contro Armao

di Salvatore D'Anna
17 novembre 2009 13:56
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Incontri, vertici, dialoghi. L'aria sembra cambiata a Palazzo dei Normanni, dove da qualche giorno è tutto un susseguirsi di summit tra i partiti. Doppio appuntamento per i leader del Mpa, che hanno dialogato prima con il Pdl, poi con i "ribelli" del gruppo Sicilia. Pdl e Mpa sembrano avere finalmente ritrovato la sintonia perduta, i berluscones chiedono però l'azzeramento della giunta e il rientro dell'Udc nel governo regionale. Richieste che il presidente della Regione Raffaele Lombardo sta esaminando e potrebbe anche accettare, avendo capito che senza i voti dei lealisti la sua esperienza a Palazzo d'Orleans avrà vita breve. Il condizionale, però, è d'obbligo, perché il governatore non fa salti di gioia all'idea di tornare sui suoi passi. Il Pd rimane da solo all'opposizione. Il Partito democratico ha presentato in aula una mozione per chiedere il ritiro delle deleghe assessoriali a Gaetano Armao, accusato di conflitto di interessi per la vicenda dei termovalorizzatori. Se ne discuterà mercoledì 25 novembre.

 

L'incontro tra l'Mpa e il Pdl presso la sede del gruppo del Movimento per l'Autonomia all'Ars sigla la tregua definitiva e pone le basi per ripartire d'amore e d'accordo. C'era tutta, o quasi, la nomenklatura siciliana dei due partiti. La delegazione del Pdl era formata dal co-coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, dal vicepresidente dell'Ars Santi Formica e da Innocenzo Leontini e Salvo Pogliese, rispettivamente capogruppo e vice del Pdl all'Ars. Quella del Mpa, oltre al senatore Enzo Oliva, commissario regionale, era formata dal capogruppo all'Ars, Francesco Musotto, dal capogruppo alla Camera, Carmelo Lo Monte, da Giovanni Pistorio, presidente del gruppo misto al Senato, e l'assessore regionale alla Cultura Lino Leanza.

 

Così la seduta dell'Assemblea regionale siciliana si è conclusa con un nulla di fatto. A chiedere il rinvio a mercoledì 25 novembre al presidente Francesco Cascio è stato lo stesso governo regionale durante la conferenza dei capigruppo prima, a Sala d'Ercole poi, formalizzando di fatto la crisi dopo la richiesta di Mpa e Pdl, che vogliono prendere tempo in vista di un prossimo incontro, in programma giovedì. La seduta in calendario all'Ars era infatti una di quelle in cui Lombardo e la sua giunta rischiavano di essere impallinati dal fuoco "amico". In discussione ci sarebbe stata la discussione dei ddl sul rendiconto finanziario della Regione e l'assestamento di Bilancio, ma soprattutto sull'affaire Armao. Discussione che però non c'è stata. L'Udc, che aveva minacciato fuoco e fiamme, la mozione non l'ha mai presentata. Il Pd, rimasto solo, dopo una riunione del gruppo, ha deciso di forzare la mano. Il Partito democratico ha presentato così la mozione per chiedere il ritiro di tutte le deleghe dell'assessore alla Presidenza che intanto, nel rimettere a Raffaele Lombardo quella alla Protezione civile, ha consegnato un disegno di legge per la riforma del settore.

 

Nel Pd rimane comunque un nodo da sciogliere. Intransigenza totale al governo Lombardo, come professa il segretario regionale Giuseppe Lupo, o timida apertura, come sponsorizza invece il capogruppo all'Ars Antonello Cracolici, spalleggiato dal senatore Beppe Lumia? Di certo c'è che la ritrovata sintonia tra Pdl e Mpa per il momento mette fuori gioco i piddini.

 

La verifica, dunque, continua. L'Mpa sta mediando tra i ribelli di Miccichè e i lealisti, che intanto chiedono che l'Udc rientri nel governo regionale. Scudocrociato che ribadisce ancora una volta di volere rimanere all'opposizione, a meno di un azzeramento totale dell'attuale giunta. Solo in quel caso si potrà tornare ad avere un dialogo anche con i cuffariani, anche alla luce dell'apertura di Gianfranco Miccichè all'Udc. "Al momento siamo all'opposizione. Lombardo azzeri la giunta e poi ci confronteremo e discuteremo", spiega il capogruppo all'Ars Rudy Maira, richiesta fatta per altro anche dal Pdl. Il fatto che però l'Udc non abbia presentato una sua mozione contro Armao la dice lunga. Lo scudocrociato è pronto a ritornare nella maggioranza.

 

Il senatore dell'Mpa Oliva, al termine dell'incontro, ha affermato che entrambe le delegazioni sono state "concordi nel considerare indispensabile, nell'interesse della Sicilia, un impegno a rilanciare l'attuale maggioranza e a sostenere quella forte carica innovativa che sta caratterizzando il secondo governo Lombardo". Oliva ha inoltre annunciato un nuovo incontro tra le due delegazioni per giovedì prossimo. "Nel frattempo - ha aggiunto - abbiamo convenuto che sia meglio rinviare i lavori d'aula fin quando il chiarimento non sarà completato. Di certo però il dialogo è ripartito, con segnali di forte distensione da entrambe le parti. E la prova sta nel fatto che la mia proposta di rivederci in tempi brevissimi è stata immediatamente accolta". "Si stanno facendo significativi passi in avanti, verso il ricompattamento di quella maggioranza voluta e votata dagli elettori" conferma Leontini. "La delegazione dell'Mpa – sottolinea Leontini – ha, peraltro, confermato la priorità di un recupero della collaborazione e dell'alleanza con il Pdl, riconoscendo l'opportunità di una ricostruzione successiva ma graduale del rapporto con l'Udc. La verifica politica di giovedì non può che ripartire con il coinvolgimento dell'intera coalizione di governo, inclusa l'Udc". L'Mpa per il momento frena. "Durante l'incontro non si è convenuto né sull'azzeramento né sull'inclusione dell'Udc in maggioranza. Si è convenuto invece di rilanciare l'azione politica dell'attuale maggioranza. Il resto provvederemo a chiarirlo nell'incontro di giovedì", ribatte Oliva.

 

Al termine del vertice con i "lealisti" del Pdl, la delegazione del Mpa ha incontrato anche i rappresentanti del Pdl-Sicilia: il capogruppo all'Ars Giulia Adamo e il deputato Francesco Mineo, i quali, ha riferito Musotto, "hanno condiviso appieno le conclusioni tratte nel precedente incontro", anche se Miccichè continua a volere la testa dei due coordinatori regionali del Pdl, Castiglione e Nania. ''La Sicilia ha bisogno di un governo forte e capace di portare avanti le riforme strutturali necessarie per il suo sviluppo, sostenuto a Sala d'Ercole da una maggioranza coesa e determinata. Pdl-Sicilia pone al centro di ogni ragionamento politico queste due condizioni'', afferma la Adamo.

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Anonimo 18 novembre 2009   12:42

Per una volta provate a fare i disoccupati, tanto con quello che avete grat...e arraffato ve lo potete permettere.

Anonimo 17 novembre 2009   22:25

E DAI FACITI A PACI CA SI CAPI'

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