Divisi come non mai gli ex di An. Gasparri “sbugiarda” Fini
e difende le “ghedinate” criticate da Bocchino

17 novembre 2009 09:34
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Maurizio Gasparri si è tolto il testale, come si diceva un tempo. Stavolta non addolcisce la pillola, non sente alcun bisogno di girarci attorno, e sbugiarda il suo ex leader Gianfranco Fini in modo inequivocabile. Sta dall’altra parte, insomma. Le cose si sono messe in modo che non avrà bisogno di scusarsi, come quando gli capitava di fare battute al bar sul conto di Gianfranco Fini e il giorno dopo veniva messo “in sonno” e spogliato del suo ruolo di portavoce. Che ha nel sangue. Ma andiamo al fatto.

 

È il processo breve che tiene banco, o meglio quella puttanata della contravvenzione agli immigrati che non entrerebbe nelle norme di accelerazione delle procedure. I farabutti, truffatori, corruttori e malandrini sì, gli immigrati no, perché sono “colpevoli” fino a prova contraria e per sempre. Un trattamento che viene il ribrezzo solo a sentirne parlare, perché una cosa è pretendere il rispetto della legge, com’è giusto, ed un’altra è tenerli fuori dalle leggi che gli italiani si danno. Una specie di piccola Guantanano, fatte le dovute proporzioni.

 

Gasparri si trova accanto ai leghisti sulla questione. Come sia possibile che quelli che la patria viene prima di tutto stiano a braccetto con quelli che la patria e le sue bandiere ci faccio uno straccio, è un mistero. Le dinamiche politiche seguono percorsi che non hanno nulla a che vedere con la ragione, i sentimenti, i valori, le idee e così via. Gasparri “inchioda” Fini. Non sul merito della questione (il presidente della Camera non è affatto dell’avviso che si debbano fare discriminazioni) ma sui tempi della sua contrarietà. Che non è di poco conto, perché se qualcuno dice prima sì e poi torna indietro e fa la battaglia di principio vuol dire che è mosso da bisogni diversi da quelli che professa, e sono inconfessabili.

 

“Tutti sapevano, anche Fini" che "i reati connessi all'immigrazione sarebbero stati esclusi dal processo breve", afferma il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri, intervistato dal 'Quotidiano nazionale'. E aggiunge: "Fini era consapevole di questa legge, ha incontrato Berlusconi per parlarne, ne ha condiviso il testo". "L'unica cosa di cui non era informato -precisa- è l'uso del termine 'reati' al posto di 'delitti' per l'immigrazione. Un termine più ampio, che è uscito nel momento della stesura e su cui è legittimo discutere".

 

Nell'intervista Gasparri “sbugiarda” il presidente della Camera e fa un elogio dell’avvocato del premier, Niccolò Ghedini, che era stato aspramente attaccato da Italo Bocchino, vice presidente del gruppo parlamentare di Montecitorio e finiano di ferro. Bocchino ha manifestato una forte insofferenza verso le ghedinate, auspicando che si cominci a lavorare su proposte di legge razionali. Gasparri difende l'avvocato del premier, Niccolò Ghedini, che viene dipinto come un "capro espiatorio": "Non c'è tecnico che tenga -dice- di fronte a gente come quella che sta nella Corte costituzionale che cambia idea: noi abbiamo fatto il lodo Alfano seguendo una loro sentenza e loro hanno detto che non andava bene. Nessun giurista può reggere di fronte a scelte politiche degli avversari".

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Anonimo 18 novembre 2009   19:03

Gasparri, La Russa, Matteoli, ormai hanno tastato la poltronae e faranno come Giuda, abiurando Fini in favore del Dedosciato ed altro nazionale.

Anonimo 18 novembre 2009   07:31

Maurizio Gasparri lo conosciamo tutti. Non merita nessun commento. PACO

Anonimo 18 novembre 2009   06:49

La posizione del sen. Gasparri, capo gruppo al senato per il PDL,è nota da tempo infatti essendo al servizio del Capo non può stare con il Presidente Fini altrimenti come potrebbe fare il presidente del gruppo parlamentare al senato e quindi è più comondo stare al servizio che servire le cause del partito e degli italiani, quando si accorgerà che non servirà più alla causa del Capo(eliminare una personalità ed uno statista come I presidente della camara on Fini che gli è stata utile dal 1994 fino al 2008) e sarà messo alla porta allora rimpiangerà la militanza e il rispetto delle idee e magari dirà come sono abituauti a dire chi è stato baciato dalla fortuna(PRESIDENTE FINI)(vedi il sen Nania coordinatore regionale assieme all'on.Castiglione promossi sul campo per meriti di poltrona) no per essere servili e servizievoli)diamo la parola alla base e allora se ne vedranno delle belle perchè non avranno alcun peso e uscirebbero dalla scena politica perchè se no ci pensa la base ci penseranno i vecchi democristiani non avendo più la cappa da sempre del nostro Presidente Fini a proteggergli le poltrone.

Anonimo 17 novembre 2009   12:58

E' perfettamente inutile fargli notare le scipcchezze, Lui ormai c'è l'hà la poltrona finalmente e pur di mantenerla arebbe le divine cose

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