"Sulla durata indeterminata del processo indietro non si torna". Lo dice, in un colloquio con il Corriere della Sera, il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, secondo il quale per elaborare il ddl sul processo breve "e' stato necessario lavorare sulla condizione soggettiva dell'imputato".
"E' giusto -spiega- applicare tempi di durata del processo diversi per gli incensurati e per chi ha riportato una condanna? Ecco, questa e' la questione alla quale non si puo' sfuggire. Anche perche' i delinquenti abituali non pensino mica di sfruttare le furbizie degli avvocati. Per i recidivi non c'e' spazio in questa legge". Quanto alle esclusioni previste dal ddl, fra le quali il reato di immigrazione clandestina, Gasparri dice che "in commissione si potra' discutere nel merito".
Sul processo breve la maggioranza deve andare avanti, dice Gasparri che contesta i pm di Milano di "voler dettare l'agenda del governo non riconoscendo al premier il legittimo impedimento". "Solo perche' c'e' Berlusconi di mezzo non dovremmo fare una legge? Solo perche' ci sono ricadute su altri processi dovremmo ignorare che contro Berlusconi c'e' una persecuzione giudiziaria? Con il lodo Alfano avevamo proposto un differimento del giudizio, ma -conclude Gasparri- e' andata come e' andata".