Il governo condivide lo "spirito e l'obiettivo" del testo della maggioranza sul processo breve. A 48 ore dalla presentazione del ddl in Senato e nel giorno in cui lo scrittore Roberto Saviano invita Silvio Berlusconi a "ritirare la norma del privilegio", esecutivo e maggioranza fanno quadrato e confermano cheil provvedimento andra' avanti. Si tratta di una priorita' dell'agenda di governo, spiega il ministro della Giustizia Angelino Alfano,perche' giova agli italiani e, solo di riflesso, "avra' un impatto"sul presidente del Consiglio.
Diametralmente diverso rimane il parere dell'opposizione, cheinvita il premier a non ostacolare il corso della giustizia. Si difenda in tribunale, dice Francesco Rutelli, come fanno tutti icittadini, evitando di "stravolgere l'ordinamento per trovare una viad'uscita ai suoi processi". Non andra' avanti, almeno per adesso, laproposta del Pdl di reintrodurre l'immunita' parlamentare. Cresce loscontro fra Pd e Pdl. Il capogruppo Maurizio Gasparri accusa AnnaFinocchiaro di aver sostenuto un analogo ddl dei Ds nel 2006.
Menzogne, replica la presidente dei senatori democratici. Saranno le "forze politiche" che "valuteranno" in merito a unlodo Alfano in forma costituzionale, dichiara invece il presidente del Senato Roberto Schifani che commenta un'osservazione fatta ieri daPier Ferdinando Casini. Nel giudicare una "mostruosita' giuridica,profondamente anticostituzionale" il provvedimento del Pdl depositatoa Palazzo Madama, il leader dell'Udc aveva infatti avanzato all'opposizione la proposta di "sostenere la soluzione di un lodo Alfano per via costituzionale. Farebbe meno danni -aveva aggiunto- erisponderebbe all'obiettivo di uscire da questo scontro sulla giustizia''.
n proposito Schifani ricorda che la Consulta hamosso "dei rilievi sostenendo che per istituire l'immunita' delle alte cariche occorra un percorso costituzionale", aggiunge che "se le forze politiche decideranno di adeguarsi a questo principio e attivarsi diconseguenza lo facciano. Non ci troverei niente di strano, se nonquello di porre chiarezza su un istituto che costituisce elemento didibattito politico anche aspro".
"Non ci fermeremo -chiarisce Alfano confermando la determinazione del governo sul ddl che accordia i tempi processuali-figurarsi se possiamo farlo solo perche', facendo una cosa per il bene degli italiani, ne avra' un impatto anche il presidente... Una buonalegge non si ferma solo perche' ci sara' un impatto anche per ilpresidente Berlusconi'', continua Alfano. ''Noi abbiamo in mente di fare le riforme che servono ai cittadini. Questo conta".
''Io non ho presentato questo testo -precisa Alfano- ma posso garantire che il governo ne condivide lo spirito, ossia l'obiettivo di accelerare i processi per tutti i cittadini. Il ministero e' gia' a lavoro per fare una valutazione di impatto del ddl. Attendiamol'esito'', conclude il Guardasigilli. Berlusconi si faccia processare, come fanno tutti i cittadini: la sollecitazione di Pierluigi Bresani rivolta ieri al premier, viene ripresa oggi da Francesco Rutelli. "Non si puo'stravolgere l'ordinamento per trovare una via d'uscita ad alcuni processi. Finora Berlusconi -ricorda il leader dell'Alleanza perl'Italia- non e' mai stato condannato. Svolga serenamente la suadifesa come debbono fare tutti".
"Noi -continua l'ex leader della Margherita- ci dobbiamo impegnare a non chiedere la sua eliminazione politica per la viagiudiziaria; lui non deve distruggere ancor piu' la certezza dellapena nel nostro Paese per evitare qualche processo".
Per Rutelli nonc'e' un'"offensiva giudiziaria", anzi, e' una delle "migliori assicurazioni sulla vita del premier".
Che Berlusconi voglia sfuggire dal giudizio dei magistrati e' una falsita'. "E' stupefacente -sostiene il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi- che Bersani in perfetta continuita' con tutti i suoipredecessori abbia ripetuto senza provare il minimo imbarazzo che ilpresidente del Consiglio dovrebbe sottoporsi ai processi che loriguardano. Dal 1994 a oggi, Berlusconi "ha sopportato il peso di 103procedimenti penali, relativi a soggetti e societa' del GruppoFininvest".
"Bersani -prosegue Bondi- invita la persona che e' stata processata di piu' nella storia a sottoporsi ai processi! Con che faccia si possono dire certe cose! E' questa la novita'rappresentata da Bersani? Eppure Bersani sa bene, per le vicendegiudiziarie che hanno interessato anche esponenti del suo stessopartito, che certi giudici cloni di Di Pietro, i quali lavorano indeterminate procure della Repubblica, a partire da quella di Milano, tutto hanno in mente fuorche' amministrare la giustizia con imparzialita'".
"Piuttosto che sostenere certe banalita' con il tono pacioso che nasconde soltanto una sfacciata ipocrisia e l'obiettivo di sempre difar fuori Berlusconi per via giudiziaria, Bersani farebbe bene a direin che modo il suo partito intende seriamente affrontare la questione della riforma della giustizia e la creazione di un regime equilibrato dei poteri in Italia, completamente saltato dopo Tangentopoli e lasoppressione dell'immunita' parlamentare. In caso contrario -concludeil coordinatore del Pdl- le sue parole, e quelle del suo partito, rappresenteranno soltanto una minima variazione rispetto allo spartito eversivo suonato e diretto dalla banda di Di Pietro".
"Questo atteggiamento, un po' peloso e un po' ipocrita -prosegue Verdini riferendosi a Anna Finocchiaro- dimostra quanto il gruppo dirigente del Pd, fingendo di interessarsi a migliaia di processi dei quali in realta' non gli importa nulla, pensi solo adun processo: quello nei confronti di Berlusconi. Finocchiaro comequasi tutti i suoi compagni di partito, spera ardentemente e solonella scorciatoia giudiziaria, cercando con ogni mezzo -conclude Verdini- di fare in modo che il premier resti sulla graticolagiudiziaria e impedendo in questa maniera una nuova fase costituenteper il bene dell'Italia".
L'ex pm di Venezia, Felice Casson, spiega perche' le dueproposte non possono essere assimilate. "Il 26 luglio 2006 il senatore Massimo Brutti presento' il ddl 878 in materia di prescrizione,sottoscritto anche dagli altri membri dell'allora Ulivo in commissione
Giustizia. Quel ddl non puo' assolutamente essere definito 'stessa legge targata Pd' con riferimento al vergognoso ddl sul 'processobreve', presentato due giorni fa dal senatore Gasparri e altri".
"Per rendersene conto -aggiunge Casson- basta leggere il testodi quel ddl, che in sintesi all'articolo 4 prevede che dal momento in cui perviene all'Autorita' giudiziaria la notizia di reato al momentodella sentenza di primo grado possano decorrere sei anni. E ulteriori due anni possono decorrere fino alla sentenza d'appello. E altri dueanni fino alla sentenza di cassazione. E altri due anni perl'eventuale sentenza in sede di rinvio disposto, previo annullamento,da parte della Corte di Cassazione".
"Con previsione -prosegue l'esponente democratico-di fasi di prolungamento di sei mesi e di sospensione/interruzione nei casi, ad esempio, di rogatorie all'estero o di legittimo impedimentodegli avvocati, a tutela del diritto di difesa. Mi pare quindi molto, ma molto diverso il ddl del senatore Brutti rispetto a quello delsenatore Gasparri. In compenso -conclude Casson riferendosi alleproposte del Pdl- continua ad operare la cucina di progetti di leggesalva-premier, salva-manager, salva-delinquenti, in disprezzo della democrazia e del principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge".
Presidente, ritiri la legge sul processo breve. E' l'appellorivolto dallo scrittore Roberto Saviano a Silvio Berlusconi. "Ritirila legge sul processo breve. Non e' una questione di destra osinistra. Non e' una questione politica, ne' ideologica. E' unaquestione di diritto. Non permetta -conclude l'autore di 'Gomorra' -che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il dirittoin Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto perdifendersi non avra' piu' speranze di giustizia".
"Dobbiamo mettere degli standard alla giustizia, perche' i tempi sono troppo lunghi", osserva invece il ministro della Pubblicaamministrazione, Renato Brunetta. "Un processo non puo' durare diecianni, perche' questo vuol dire negare la giustizia". E' innegabile che "ci sia un problema di giustizia troppo lenta, di inefficienza, scarsa produttivita' del sistema, e non mi si dica come sempre che mancano le risorse, e' evidente. Manca una cultura organizzativa del sistemagiustizia che deve essere prodotta".
"L'Italia -ricorda il ministro delle Politichecomunitarie Andrea Ronchi- e' il Paese europeo piu' colpito dalle denunce della Corte europea per i diritti dell'uomo per la lunghezza dei processi. Noi oggi andiamo a sanare questa lacuna. Penso chel'articolazione e il dibattito che ci saranno alla Camera e al Senatodaranno ragione alla bonta' di questo impianto e soprattutto togliera'la strumentalita' delle prese di posizione".
"Non esistono solo gli avvocati di Berlusconi o il partito dei magistrati -afferma il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini-esistono tante persone ragionevoli in Parlamento nella maggioranza eanche, soprattutto, nell'opposizione. Io faccio un appello ai partiti responsabili dell'opposizione: troviamo una soluzione perche'interessa tutti. Interessa gli italiani. Evitiamo il baratro: questoPaese -conclude Casini- va allo sfascio, dobbiamo fermare la crisidella giustizia e trovare una soluzione politica".
Di Pietro annuncia battaglia e rilancia il referendumabrogativo. "Il 5 dicembre, in occasione della grande manifestazione contro il governo che vedra' la presenza dell'Italia dei Valori,inizieremo la raccolta delle firme per il referendum abrogativo dell'ultima legge vergogna di questa maggioranza sul processo breve,per quello contro la politica del nucleare e la privatizzazionedell'acqua".
Sul ripristino dell'immunita' parlamentare,scatta, almeno per ora, il semaforo rosso di Alfano. ''Il tema e'presente -obietta il Guardasigilli- ma al momento non e' assolutamente nell'agenda del governo''. In merito alla proposta di lanciare un'lodo-bis' con legge costituzionale avanzata dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il ministro risponde: ''per noi bisogna andareavanti con il processo breve. E se qualcuno pensa che sia invece giusto lo scudo processuale per le alte cariche, allora lo rappresenti''.
"Riproporre l'autorizzazione a procedere nei confronti deiparlamentari -attacca infine il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro- e' un obbrobrio giuridico e soprattutto morale in un Paese in cui iparlamentari, spesso, fanno i parlamentari per non fare i latitanti. Allora -aggiunge Di Pietro- si decida una volta per tutte che quandouna persona e' sotto processo, prima si fa processare e poi va a fareil sindaco, il parlamentare, il presidente del Consiglio. Non bisognacommettere reati, non e' che non bisogna farsi giudicare".
''Il processo breve non impedisce altre soluzioni''. Ne e'convinto Italo Bocchino, presidente vicario del Pdl alla Camera, chenon chiude la porta a un lodo Alfano costituzionale, ne' allareintroduzione dell'immunita' parlamentare, purche' ci sia la
disponibilita' dell'opposizione a discuterne. ''Intanto -dice Bocchino- il Parlamento discute questa legge e se c'e' disponibilita'da parte dell'opposizione a discutere di un lodo Alfano costituzionale o della reintroduzione dell'immunita' parlamentare, si puo' tranquillamente fare e sarebbe utile''.