Di ipotesi se ne possono fare tante e tutte plausibili. La ragione è semplice, il panorama è confuso, le forze in campo non hanno radici e le ideologie, deprecate e deturpate, non sono state sostituite da un bel niente, né in Sicilia né altrove. Si cambia casacca come l’abito nuovo, si fonda un partito con la leggerezza con la quale si partecipa ad una serata al dancing, si spacchetta uno schieramento politico con la stessa nonchalance con cui lo si è costruito,
e ci si sente frustrati quando, dopo un cursus honorum ricco e soddisfacente si rimane orfani di qualche orpello per un mese o due.
Dobbiamo fare nomi? Lasciamo perdere. Il contesto non ci piace, ma i suoi protagonisti non sono tutti uguali. Se li consideriamo tali, l’alternativa è la Nuova Guinea Nassau, tanto per dire. Valigia, biglietto di sola andata e amen. Invece è qui che bisogna rimanere e rompersi le ossa se occorre. È proprio perché è tutto oscuro e non ci piace che abbiamo il dovere di capire, entrare senza corrivo nel merito, farsi un’idea senza scolpirla sul marmo.
Le idee sono fatte perché qualcuno le passi attraverso la macina. Se resistono, bene, altrimenti vuol dire che avevano qualcosa che non funzionava. La Sicilia? E perché no l’Italia? Quel che sta succedendo in Sicilia non è siciliano. Vorrebbero che lo credessimo, così come capita quando si butta qualcuno in galera e si getta la chiave, poi tutto quello che accade gli viene addebitato.
Ci sono stati tanti personaggi, con molti peccati sulla coscienza, che sono serviti da paravento, hanno ripulito il mondo che li aveva messi sotto chiave. Come? Levando di mezzo il cattivo, e il gioco è fatto. La stessa logica con cui si mette il diverso fuori dalla nostra portata visiva. Ma tutto questo non c’entra niente con la politica. Fino a un certo punto. Vorrebbero che la Sicilia fosse una specie di bubbone purulento. Facciamoli litigare fra loro, come si fa con i banditi; che si scannino, meno ce ne sono meglio è.
Non c’è chi non abbia capito che la situazione politica l’hanno fatta incancrenire perché non ci hanno voluto mettere mano a Roma. E non ci riferiamo ai nordisti, gli Scajola, i Tremonti, Calderoli, Bossi ed altri, ma quelli che ricoprono cariche importanti, stanno al vertice della Repubblica. È siciliano il presidente del Senato, è siciliano il ministro della Giustizia, è siciliana la ministra dell’ambiente. È siciliano il ministro della Difesa. Mezzo governo, la seconda carica dello Stato. Non ce la fanno coi siciliani perché sono litigiosi? Idiozie, loro stanno dentro le liti dalla testa ai piedi, rinunciando al carisma che il ruolo gli offre.
Il Premier, per dire, che fa non li ha mai chiamati a Palazzo Grazioli per dire loro: amici miei, fare le persone serie, aggiustate le cose come meglio è possibile. Possibile che non abbia dato istruzioni al suo fidatissimo e discolissimo sottosegretario di stato Gianfranco Miccichè, che una ne fa e cento ne pensa? Che aspettano, di raccogliere i cocci? La Sicilia, questa è la nostra impressione, è tenuta in ostaggio, sequestrata dagli equilibri mobili che questa vigilia delle europee sta sperimentando. Equilibri interni al Pdl e fra il Pdl e gli alleati leghisti, e ancora equilibri fra il Pdl e l’Udc.
Le europee pretendono che il centrodestra si accaparri l’Udc. Il patto non può essere sottoscritto, ma qualcosa di importante si può fare, seppure sottobanco. E in questo sottobanco entra a pieno titolo la Sicilia. Equilibri interni: Gianfranco Fini ha fatto della Sicilia la piattaforma della ricostruzione di una sua area politica. Non ha ispirato lo scisma? Possibile, ma non l’ha nemmeno condannato, anzi: i suoi uomini più rappresentativi sono dentro il Pdl Sicilia.
E questo non basta per fare sospettare che dietro il ribaltone, il voto congiunto del Pdl e Pd contro Lombardo nel Parlamento regionale, ci sia proprio la sua precisa volontà di lasciare che le cose cadano come debbono andare? Perché dovrebbe permettere agli uomini di Gianfranco Fini di prendersi la Sicilia insieme a Gianfranco Miccichè? Equilibri nuovi fra Pdl e Lega? Più la Lega si allarga a Nord, più il Pdl è costretto a meridionalizzarsi, viene spinto verso giù, per conquistare voti che inevitabilmente regalerà alla Lega alle europee. La candidatura dei presidenti leghisti trascina voti verso il partito di Bossi. È facile prevedere, dunque, che accanto ad un incremento fisiologico dei voti leghisti ci sia quello determinato dalla prudenza dei “governatori” in pectore.
Questo significa che il granaio del Sud va sfruttato a dovere. Senza l’Udc in Sicilia il Pdl non vince, soprattutto se è spaccato. Traendo le somme, la crisi siciliana è siciliana, ma nell’Isola si combattono le fazioni nazionali, si trattano le questioni ancora in sospeso. Come quella di Raffaele Lombardo e del suo MPA. Che farne, si chiedono a Roma. Per ora facciamolo cuocere nel suo brodo, propende una parte. No, dobbiamo mandarlo a casa, sollecita un altro. Riduciamolo a miti consigli, suggerisce il terzo. Ricominciamo tutto da capo, alle urne, pensa il quarto. Potremmo continuare ancora con l’inventario delle opzioni.
Siamo goveranti da una manata di pagliacci mantenuti, che non sanno mettersi d'accordo su niente! A meno che non trovano la quadratura delle spartizioni! Allora in questo caso diventano amici!
Vergogna hanno distrutto la Sicilia! VERGOGNA!
Alle prossime elezioni, qualsiasi esse siano, i siciliani per bene dovrebbero scrivere vergogna! Sarebbe una grande rinascita civile!
Viene il vomito a sentir parlare questi quattro pupazzi politicastri siciliani, scodinzolano davanti al Berlusconi di turno e si fanno prendere in giro da anni, poveri noi!
Mi viene solo da ridere. Non so se la banca del sud sia positiva o meno per il mezzogiorno, ma il fatto che l'emendamento viene dichiarato inammissibile da un siciliano la dice lunga sui politici siciliani....
Insomma stiamo assistendo a una tempesta politica?A una guerra per la conquista di posizioni?
Una cosa e' certa:il temporale non si e' materializzato d'un colpo.
Il cielo della politica siciliana e' pieno di nuvole e nuvoloni da qualche anno(potremmo pure dire da sempre)
Cuffaro si dimette.Si va a nuove elezioni.Lombardo viene acclamato e diventa Presidente.
La coalizione di destra viene premiata dagli elettori siciliani,si dira',per il suo programma.
Ma il vero programma che Lombardo deve portare avanti qual'e'?Di sicuro questo programma,quello vero e non dato alle tipografie,non prevedeva minimamente di interrompere il percorso gia' tracciato dal suo predecessore e dalla stessa coalizione che lo sosteneva.(in tema di rifiuti,di sanita' e via discorrendo).
Invece...Invece succede che la lotta ai capisaldi del potere costituitosi precedentemente viene osteggiata in tutti i modi(contrabbandata a difesa dei siculi e dello sviluppo siculo) ed evitare che si instauri un altro potere.
Perche' in fondo la tempesta in atto sta avvenendo proprio per questo.
Mi auguro che nessuno ma proprio nessuno dei protagonisti di questa tempesta riesca a incontrare il tunisino di turno che vende ombrelli a 5 euro.Devono restare scoperti e fradici inzuppati.
Poi noi siciliani sempre cosi' generosi e misericordiosi stenderemo i loro abiti al sole,li rivestiamo belli e asciutti e li rimandiamo di nuovo a giocare all'ARS e a godersi una indennita' spropositata e non meritata.Pronti ad organizzare il solito gioco.E via ad una nuova edizione de La Tempesta Politica Virtuale