Prescrizione breve, tempi lunghi dei processi. Il mattatoio della giustizia è pronto

10 novembre 2009 11:29
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(essepì) Se non si mette un punto sui processi di Berlusconi, finisce che liquidiamo quel che resta della giustizia in Italia. Se il prezzo da pagare è l’assoluzione per legge, si prenda in considerazione questa opportunità, perché di opportunità si tratta, altrimenti la guerra dei vent’anni fra Berlusconi e le toghe ce la trasciniamo per altri dieci anni e forse più, obbligando i libri di storia dei nostri nipoti a studiarla come insieme alla battaglia di Solferino, Lepanto ed altro.

 

Crediamo che si arrivi a questo punto, per come stanno le cose.  Nella ricerca di una soluzione ai processi – le toghe rosse in agguato al tribunale di Milano non aspetterebbero altro che addentare con le loro fauci la loro vittima sacrificale, cioè il Premier – si stanno mettendo in campo strategie distruttive.  La prescrizione breve è l’ultima trovata utile. Viene presentata con la faccia seria e con una ipocrisia inaudita dagli uomini di governo. E c’è chi, come il Presidente del Senato, il siciliano Renato Schifani, non passa giorno che non ricordi al popolo che le questioni della giustizia sono una emergenza nazionale.

 

La prescrizione breve calata nei tempi lunghi della giustizia accorcia la punibilità dei presunti colpevoli e, soprattutto, concede loro una sostanziale impunità. Di fatto consente ai delinquenti di tutte le specie- spacciatori e truffatori, truffatori, ladri, tagliagole, evasori eccetera – di uscire indenni dai tribunali perché i tempi del processo sono lunghi e la prescrizione è breve.

 

Il Ministro della Giustizia, il siciliano Angelino Alfano ha spiegato in più occasioni che il governo non ha alcuna intenzione di presentare una proposta di legge sulla prescrizione breve, ma mentre rassicura gli italiani, qualcuno in Parlamento studia la prescrizione breve e qualcun altro  si appresta a presentare il disegno di legge, sicché è probabile che il governo sia “costretto” a prendere atto di ciò che il Parlamento deciderà. Nel frattempo il Presidente del Consiglio intende accelerare i tempi per togliersi di dosso i processi e prepara i suoi a un giuramento di fedeltà sul tema della giustizia. Non solo, intende persuadere gli italiani che la legge ad personam è giustificata ed essenziale, perché la magistratura italiana lo vuole morto, almeno politicamente. Lo insegue e lo perseguita da una vita. Se si vuole impedire alle toghe di nuocere e di mettersi sotto i piedi la sovranità del popolo, che l’ha eletto, non c’è altro modo che costruire una cintura sanitaria attorno a lui.

 

Come non l’ha ancora rivelato, e nemmeno il suo Ministro l’ha spiegato, ma se lo faranno attraverso la prescrizione breve oltre che a negare giustizia a migliaia di italiani che l’attendono, e regalare l’immunità a quelli che hanno commesso reati, stabiliranno il principio secondo cui vale la regola che il Parlamento giudica l’operato della magistratura e legifera per impedirne lo svolgimento, facendo cadere le fondamenta di uno Stato di diritto, la separazione dei poteri.

 

La prescrizione breve non è in sé, uno strumento negativo, tutt’altro, ma costituisce il corollario di una giustizia che funzioni. Se i processi sono celeri, la prescrizione deve essere breve, perché non si può rimanere appesi al giudizio dei tribunali per una vita. Affrontare questo problema significa dunque affrontare la questione giustizia nella sua interezza. Significa, per fare un esempio, riflettere sui tre gradi di giudizio così come sono mprevisti dal codice. Costituiscono un presidio garantista per l’imputato e si sono trasformati in un percorso ad ostacoli, un impedimento verso la certezza della pena.

 

Con la conseguenza che si finisce in galera per decisione dei Pm in via cautelare e non si sconta la pena quando c’è una sentenza di condanna. Tutto capovolto: il principio dell’habeas corpus ignorato. Le manette devono arrivare in casi eccezionali prima del processo, scontare pene preventive è diventato invece una regola. Così stando le cose, perfino chi merita la punizione può sentirsi ingiustamente colpito da un provvedimento del magistrato, e il danno per l’immagine della giustizia è grave.  Per salvare il salvabile bisogna “assolvere” in Parlamento un presunto colpevole? E’ il caso di riflettere.

 

 

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parlagreco 13 novembre 2009   12:08
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 novembre 2009. Visualizza »

Caro Direttore,la violenza non piace a nessuno.Ma almeno quella verbale alle volte ci vuole.Aiuta a calmarsi.

Comunque vada(o andiamo)a finire,nessuno puo' disconoscere che l'italia diventa sempre piu' uno stato in rapida decomposizione.

La tristezza ormai supera la rabbia.

Dal recinto madonita

Gentile lettore, sono in disaccorto. La violenza verbale è propedeutica a quella fisica, la prepara, la feconda, la rende plausibile e la suggerisce.

Anonimo 13 novembre 2009   12:04

Caro Direttore,la violenza non piace a nessuno.Ma almeno quella verbale alle volte ci vuole.Aiuta a calmarsi.

Comunque vada(o andiamo)a finire,nessuno puo' disconoscere che l'italia diventa sempre piu' uno stato in rapida decomposizione.

La tristezza ormai supera la rabbia.

Dal recinto madonita

Anonimo 10 novembre 2009   17:01
L'utente ha risposto al commento di parlagreco del 10 novembre 2009. Visualizza »

Gentile lettore, abiamo pubblicato la sua sfuriata per una questione di principio. Non vogliamo censurare alcuno, ma la violenza, anche se verbale, non ci piace. Oltre che inaccettabile è "filosoficamente" idiota perché non convince nessuno. I nemici del suo nemico non hanno bisogno delle filippiche, gli amici del suo nemico reagiranno con un istintivo bisogno di tutelare, garantire, difendere. Il suo fine non è affatto di persuadere alcuno, né di dialogare con alcuno, ma di usare le parole come il machete. Un atteggiamento mentale che fa paura, più paura del suo nemico. Ci sono molte buone ragioni per esprimere un punto di vista. Lei non ne ha messe in campo nemmeno una.

Siamo quindi vicini alla resa dei conti tra presidente del consiglio e magistrati impegnati a tutelare quel che resta del diritto e della legge uguale per tutti. Mi è capitato di conoscere , durante la mia iniziale esperienza universitaria negli anni "80, alcuni studenti della facoltà di giurisprudenza di palermo che credevano con convinzione che il DIRITTO e l'Ordinamento italiano presentato nella Costituzione del 1947 fosse una garanzia per la nostra giovane nazione da poco uscita dalla martoriata esperienza del periodo bellico.

Già allora si percepiva quello che il futuro avrebbe riservato a mafiosi e malavitosi d'Italia: il carcere.

Ricordo molto bene con quanto affanno si sono cimentati uomini politici cosiddetti garantisti per distinguersi dai giustizialisti; fermo restando che a me pare che i fautori del garantismo sono  azzeccacarbugli che difendono spesso persone colpevoli che  trovano naturale difendersi anche per i notevoli mezzi economici posseduti.

Le persone normali invece spesso fanno calcoli del tipo "quanto potrà costarmi una difesa in giudizio" e decidono di farsi condannare sperando nella clemenza del collegio giudicante. Costoro non hanno mezzi per approntare una difesa come invece può fare il nostro "perseguitato" presidente del consiglio. Mi viene da profferirgli una frase celebre dell'italianissimo Totò: "Ma mi faccia il piacere !"

parlagreco 10 novembre 2009   15:59
L'utente ha risposto al commento anonimo del 10 novembre 2009. Visualizza »

Quello riportato è un pensiero socialmente discriminante, filosoficamente idiota e profondamente ingiusto.

Mi spiego.

Perché ad ogni costo dovrebbe essere salvato dall'azione magistrale... rossa, verde, gialla per verosimili misfatti compiuti in tempi in cui non era "nessuno", e, nonostante i lecchini parlamentari e ytalyoty che lo seguono per imitarlo e ambirne gli scarti, è in pectore rimasto "nessuno".

E poi, ha salvato dalla possibile galera anche mafiosi esportatori occulti di denaro e riciclatori attraverso le banche svizzere, o del Lichtenstein, o di Tonga... Ma anche disonesti imprenditori sono stati premiati attraverso lo scudo fiscale, mentre io pago con tanti altri, veri costruttori e salvatori d’Italia, sino all'ultimo centesimo dei contributi che governi insindacabili e squalificati m’impongono.

Allora perché la gentaglia che compie reati cosiddetti comuni, ancorché gravi, deve essere punita se non ha protezioni in alto loco, mentre l'oligarchia di casta per reati gravissimi deve sempre restare impunita, tra loro includendo banchieri, loro sodali, assicuratori, magistrati irresponsabile per l’alto compito assunto, e giù giù sino agli uomini in gonna del Vaticano citati, qui, per ultimi, ma non ultimi in proposito di malfare.

Chi ha diritto a lamentarsi dello schifo di questo Paese, e farlo a ragion veduta, sono solo quelli che subiscono soprusi specialmente, quando ledono la loro dignità.

Allora o dentro il nano e suoi accoliti, se acclarato/i colpevole/i, o fuori tutti. Dunque si faccia processare l'ectoplasma dei tribunali, e la smetta di gonfiare il petto mettendosi i tacchi alti per mostrarsi imponente… tanto non impressione chi la logica e l'intelligenza la usa per capire.

  ma c'è da urlare anche contro ministri e "minestre" assunte nell'empireo puzzolente del governo dopo balletti e belletti...

Se il potere, secondo il divo giulio, “logorava chi non ce l’ha”, oggi il potere fa puzzare chi ce l’ha. Ma anche possiamo affermare che in ytalya dal 1946 i politici diventarono ladri per occasione,

e che oggi i loro emuli sono invece ladri che si travestono da politici… ma si sa, in tempi in cui i culattoni travestiti vanno di moda e imperano, a me non danno fastidio, purché se ne stiano con le loro scempiaggini nel loro mondo, anche i politici si travesto da mignatte della politica,

La smetto qui, tanto in ytalya, per dirla con il politicamente scorretto giolitti, il ministro di malavita: "Un sigaro e una croce di cavaliere non si rifiuta a nessuno".

krsm

Gentile lettore, abiamo pubblicato la sua sfuriata per una questione di principio. Non vogliamo censurare alcuno, ma la violenza, anche se verbale, non ci piace. Oltre che inaccettabile è "filosoficamente" idiota perché non convince nessuno. I nemici del suo nemico non hanno bisogno delle filippiche, gli amici del suo nemico reagiranno con un istintivo bisogno di tutelare, garantire, difendere. Il suo fine non è affatto di persuadere alcuno, né di dialogare con alcuno, ma di usare le parole come il machete. Un atteggiamento mentale che fa paura, più paura del suo nemico. Ci sono molte buone ragioni per esprimere un punto di vista. Lei non ne ha messe in campo nemmeno una.

Anonimo 10 novembre 2009   12:43

Quello riportato è un pensiero socialmente discriminante, filosoficamente idiota e profondamente ingiusto.

Mi spiego.

Perché ad ogni costo dovrebbe essere salvato dall'azione magistrale... rossa, verde, gialla per verosimili misfatti compiuti in tempi in cui non era "nessuno", e, nonostante i lecchini parlamentari e ytalyoty che lo seguono per imitarlo e ambirne gli scarti, è in pectore rimasto "nessuno".

E poi, ha salvato dalla possibile galera anche mafiosi esportatori occulti di denaro e riciclatori attraverso le banche svizzere, o del Lichtenstein, o di Tonga... Ma anche disonesti imprenditori sono stati premiati attraverso lo scudo fiscale, mentre io pago con tanti altri, veri costruttori e salvatori d’Italia, sino all'ultimo centesimo dei contributi che governi insindacabili e squalificati m’impongono.

Allora perché la gentaglia che compie reati cosiddetti comuni, ancorché gravi, deve essere punita se non ha protezioni in alto loco, mentre l'oligarchia di casta per reati gravissimi deve sempre restare impunita, tra loro includendo banchieri, loro sodali, assicuratori, magistrati irresponsabile per l’alto compito assunto, e giù giù sino agli uomini in gonna del Vaticano citati, qui, per ultimi, ma non ultimi in proposito di malfare.

Chi ha diritto a lamentarsi dello schifo di questo Paese, e farlo a ragion veduta, sono solo quelli che subiscono soprusi specialmente, quando ledono la loro dignità.

Allora o dentro il nano e suoi accoliti, se acclarato/i colpevole/i, o fuori tutti. Dunque si faccia processare l'ectoplasma dei tribunali, e la smetta di gonfiare il petto mettendosi i tacchi alti per mostrarsi imponente… tanto non impressione chi la logica e l'intelligenza la usa per capire.

  ma c'è da urlare anche contro ministri e "minestre" assunte nell'empireo puzzolente del governo dopo balletti e belletti...

Se il potere, secondo il divo giulio, “logorava chi non ce l’ha”, oggi il potere fa puzzare chi ce l’ha. Ma anche possiamo affermare che in ytalya dal 1946 i politici diventarono ladri per occasione,

e che oggi i loro emuli sono invece ladri che si travestono da politici… ma si sa, in tempi in cui i culattoni travestiti vanno di moda e imperano, a me non danno fastidio, purché se ne stiano con le loro scempiaggini nel loro mondo, anche i politici si travesto da mignatte della politica,

La smetto qui, tanto in ytalya, per dirla con il politicamente scorretto giolitti, il ministro di malavita: "Un sigaro e una croce di cavaliere non si rifiuta a nessuno".

krsm

Anonimo 10 novembre 2009   12:29

Mi vergogno di essere italiano e di essere rappresentato da uhn simile governo.

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