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Marrazzo sotto stress
si trasferisce in un istituto religioso

27 ottobre 2009 12:30
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Piero Marrazzo ha lasciato stamani la sua abitazione per recarsi in un istituto religioso nei pressi della capitale. Nella struttura religiosa l'ex presidente della Regione Lazio, travolto dallo scandalo di un video che lo ritrae con un trans e ricattato da quattro carabinieri finiti in manette, trascorrera' parte della convalescenza dopo che ieri, visitato al Policlinico Gemelli, gli e' stato diagnosticato un forte stress psicofisico.

 

Il certificato prevede un periodo di riposo di trenta giorni, periodo che Piero Marrazzo trascorrera' nella struttura religiosa gestita da preti. Marazzo subito dopo la notizia degli arresti e del video era rimasto a casa con la sua famiglia. Ora il trasferimento in una struttura di preti anche, secondo quanto si e' appreso, ''per permettergli di recuperare un po' di serenita' e di equilibrio''.

 

CONCORDO' 5MILA EURO PER PRESTAZIONE - Cinquemila euro. Questa la cifra per la ''prestazione concordata'' tra l'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo e Natalie, il trans incontrato una sera di inizio luglio nell'appartamento di via Gradoli. Natalie pero' ''si mostro' molto contrariata'', scrive il gip Sante Spinaci nell'ordinanza che ha confermato la misura cautelare in carcere per i quattro carabinieri ''infedeli'' e estorsori secondo le accuse: contrariata perche' la somma fini' nelle tasche di due dei militari accusati dalla procura.

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Si delineano ancor di piu' i dettagli dell'affaire Marrazzo nelle otto pagine dell'ordinanza da oggi in possesso anche dei legali dei carabinieri. L'indagine, intanto, va avanti. Oggi in procura, l'aggiunto Giancarlo Capaldo ha incontrato per almeno due ore i vertici del Ros per fare il punto sull'indagine che appare tutt'altro che conclusa ed e' anzi destinata ad allargarsi. In primo luogo la procura sta esaminando la posizione di Max Scarfone, il fotografo che immortalo' l'auto di Silvio Sircana l'ex portavoce di Romano Prodi, a Roma sulla via Salaria accanto ad un trans. Scarfone, per ora teste chiave della procura, potrebbe rispondere del reato di ricettazione.

 

Dalle indagini in corso trapela anche l'ipotesi, per ora solo tale, che altri politici - si parla di due persone - che potrebbero essere stati vittime di ricatti ed estorsioni, finiti in un meccanismo infernale dopo incontri con trans. Dall'ordinanza, intanto, arrivano la conferma delle accuse ai carabinieri e nel contempo i dettagli del ricatto sessuale ai danni dell'ex governatore. ''Marrazzo - scrive il giudice Spinaci - esaminato dal pm il 21 ottobre 2009, ha precisato che tra il 1 e il 4 luglio 2009 si recava in un appartamento per avere un incontro sessuale a pagamento con una certa Natalie.

 

Qui, dopo essersi parzialmente spogliato, deponeva tremila euro parte della somma concordata, pari a 5.000 mila euro, su un tavolinetto, conservando la rimanente parte e i suoi documenti all'interno del portafogli''.

 

''Mentre si accingevano a consumare il rapporto sessuale concordato - continua il gip - si presentavano alla porta d'ingresso due uomini qualificandosi come carabinieri ed entrando nell'appartamento assumevano un atteggiamento estremamente arrogante, tanto da incutere soggezione e paura, si facevano consegnare da Marrazzo che avevano riconosciuto come presidente della Regione il portafogli con i documenti tenendo in un locale separato Natalie e si recavano in un'altra stanza''. Nelle dichiarazioni spontanee fatte da tre dei quattro carabinieri arrestati (Antonio Tamburrino, Nicola Testini, Luciano Simeone e Carlo Tagliente, detenuti in carcere) viene descritta - come si legge nell'ordinanza - l'irruzione fatta nell'appartamento di via Gradoli quando due persone avevano bussato e ''si erano presentate come carabinieri''.

 

''Era presente un uomo in parte svestito - scrive il gip - che gli indagati avevano subito riconosciuto come il presidente Marrazzo, il quale li aveva pregati di non fare nulla per non comprometterlo in considerazione della sua posizione e che li avrebbe ricompensati''. ''Gli indagati Tagliente, Simeone, Testini - si legge ancora nell'ordinanza - nel corso di spontanee dichiarazioni hanno affermato concordemente di aver ricevuto verso la fine di luglio 2009 da un loro confidente, gravitante nel mondo dei transessuali, tale Gianguarino Cafasso (deceduto nel settembre 2009) un filmato su cd nel quale era appunto ripreso il presidente Marrazzo in compagnia di un transessuale in atteggiamenti ambigui e nel quale veniva ripresa anche della polvere bianca''.

 

Nell'ordinanza si parla anche della telefonata giunta all'utenza della segreteria di Marrazzo e fatta da una persona che si era qualificata come un carabiniere. Il gip, infine, nel confermare la custodia in carcere spiega che ''dalle risultanze di indagine emerge un quadro indiziario di assoluta gravita' nei confronti degli indagati, in particolare in relazione alle condotte poste in essere per la realizzazione di un piano preordinato e per l'acquisizione di profitti illeciti''.

 

STRESS PSICOFISICO, 30 GIORNI DI RIPOSO - Lo choc e il disorientamento provocati dallo scandalo Marrazzo sono tangibili in Regione, il primo giorno in cui la giunta si riunisce senza il suo presidente. Gli assessori, riuniti da ore in assemblea, hanno deciso di delegare tutte le comunicazioni al vice presidente-reggente Esterino Montino, ma i loro volti tesi e le loro bocche cucite parlano chiaro. Mentre si attende l'esito della giunta, alla quale e' pervenuto il certificato medico per permettere di far scattare l'istituto dell'impedimento, cronisti, funzionari e impiegati dello staff presidenziale affollano l'ingresso dello stabile di via Cristoforo Colombo.

 

Il certificato quantifica in 30 giorni il tempo per poter riprendere le sue attivita' ''causa stress psicofisico''. All'impedimento seguiranno le dimissioni, che secondo Montino arriverebbero entro un mese. Da queste ultime il voto, per il quale dovranno passare al massimo 135 giorni: rispettando questa tempistica e ipotizzando dimissioni immediate si arriverebbe al 7 marzo.

 

Marrazzo ha rimesso anche la carica di commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro del deficit sanitario regionale. Dal Pdl, che preme per le elezioni anticipate, piovono critiche: 'Le parole di Montino, sprezzanti e arroganti, dimostrano quale sia il senso delle istituzioni di certa gente - dice il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri - Certi personaggi, come chi abusivamente vuole guidare la Regione, sono peggiori moralmente delle altre figure che a Via Gradoli e altrove sono protagoniste di questa storia. Si usa la norma sull'impedimento temporaneo solo per tardare le elezioni, annunciando gia' le dimissioni di Marrazzo.

 

Mentre quella norma ipotizza un rientro in carica. Governo e altre istituzioni dovranno dire la loro. Montino e compagni sono fuori dalla legge. Se hanno coraggio vadano avanti con Marrazzo''. Domenico Gramazio, vice presidente della Commissione sanita' del Senato, si e' detto pronto a denunciare chi oggi ha firmato il certificato medico al presidente Marrazzo. Si tratta di una vera e propria truffa di chi e' evidentemente abituato allo strumento della menzogna, della falsificazione e del raggiro''.

 

SIGNORINI, MIA DECISIONE DI NON PUBBLICARE FOTO - ''Non e' assolutamente vero che Silvio Berlusconi abbia impedito la pubblicazione delle foto dello scandalo Marrazzo sul settimanale Chi, in quanto io avevo gia' autonomamente deciso di non pubblicarle'': lo ha detto a Sky Tg24 Mattina il direttore di Chi Alfonso Signorini a proposito del video che sarebbe stato usato per ricattare il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo. ''Le foto mi sono state offerte dall'agenzia fotografica Masi alla modica cifra di 200 mila euro trattabili e non appena ho visto le immagini - ha spiegato - ho ritenuto che non fosse assolutamente il caso di renderle pubbliche, ne' di acquistarle. Mi ero gia' comportato in modo analogo quando sulla mia scrivania ero finite le foto di Silvio Sircana''. ''Ho avvertito i vertici della mia azienda, il presidente Marina Berlusconi e l'Ad Maurizio Costa e anche loro - ha raccontato Signorini - hanno concordato con me sulla non pubblicabilita' delle immagini. Credo proprio sia vero che Berlusconi abbia contattato Marrazzo, ma non sono stato io ad avvertire Berlusconi''.

 

IL GIP VIETA PUBBLICAZIONE ORDINANZA CARCERE 4 CC - Il gip del Tribunale di Roma, Sante Spinaci ha formalmente vietato la pubblicazione della ordinanza di cuostodia cautelare in carcere per i carabinieri accusati di aver ricattato Marrazzo. Il gip ha fatto riferimento all'articolo 114 del codice di procedura penale che fa divieto di pubblicazione, anche parziale, dell'ordinanza, oggi depositata e in possesso delle parti, fino all'udienza preliminare del procedimento. I legali dei carabinieri, intanto, sono in procinto di depositare richiesta di Riesame. I militari sono accusati a vario titolo di ricettazione, concussione, rapina, estorsione, violazione della legge sugli stupefacenti, violazione di domicilio e interferenza ilelcita nella vita privata.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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