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IL Pdl siciliano come a Saigon. Guerra totale fra gruppi autonomi ed autosospesi

21 settembre 2009 13:27
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bandiere bandiera pdl partito delle libertà

Non ci posso credere, quelli del progetto Miccichè fanno gruppi autonomi nei consigli comunali, provinciale e forse anche nel Parlamento regionale, e i “nemici” rispondono facendo gruppi autosospesi. Se consideriamo che qualche mese fa circa c’erano i ribelli autosospesi, quelli di Miccichè, che poi sono rientrati nei ranghi, e che i cosiddetti lealisti, berlusconiani di fero, sono diventati ribelli, non possiamo che trarne una conseguenza: il Pdl è diventato un casino, non si capisce più niente. E se si prova a chiedere in giro che cosa abbia provocato un’anarchia totale nel partito dominato da un Leader indiscutibile, vi guardano come se foste ospitati nel Cottolengo di Torino.

L’on.le Giulia Adamo, seguace di Miccichè, s’è arrabbiata con i lealisti che addebitano al suo leader siciliano di stare preparando il dopo-Berlusconi, accusa oltremodo indigeribile, osservando indispettita che “il progetto Miccichè coincide con l’idea di partito che ha Berlusconi”, perciò “ chi afferma il contrario ha una visione distorta della realtà”. La qualcosa potrebbe essere anche vera a patto che si abbia conoscenza di questa realtà e dello stesso progetto Miccichè, che sono oggetti, pardon idee, ancora misteriose, almeno per chi non ha mani e piedi dentro il Pdl .

L’inconoscibile, tuttavia, non è sinonimo di nulla. Una guerra mondiale non scoppia perché ci si sveglia con gli umori sotto i tacchi, c’è roba importante dentro; potremmo definirla elegantemente la guida del partito in Sicilia o, meno elegantemente, la conquista dei posti chiave nelle stanze dei bottoni della Regione siciliana. Un obiettivo che può essere raggiunto esternalizzando il conflitto. Ecco perché ciò che accade nel cuore del Pdl, l’area forzista, contagia e coinvolge nel cerchio più vicino l’ex area AN, e specificatamente i finiani, e nel secondo cerchio il MPA di Raffaele Lombardo.

La presenza dello stato maggiore finiano - rappresentato in Sicilia al massimo livello da Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Nino Lo Presti e Pippo Scalia - ha consentito ai lealisti berlusconiani di accusare Miccichè di volere indebolire il leader maximo, Berlusconi, e di stare organizzando il tradimento, cioè il dopo-Berlusconi,con l’aiuto dei frondisti di Fini, che mirano a creare le condizioni di un delfinato trasparente.

Dove sta la verità?

E chi lo sa, le strumentalizzazioni in una situazione così caotica, sono fisiologiche, come lo scambio di accuse aspre e, talvolta, prive di fondamento. Esilarante, proprio per questo aspetto, un episodio. Giuseppe Castiglione, nemico di Lombardo e affatto amico di Miccichè, ha chiesto al capo dei gruppi autonomi, Miccichè, chi gli avrebbe offerto la candidatura alla presidenza della Regione alle elezioni (anticipate) di primavera in Sicilia (notizia riferita dall’interessato con il dettaglio non secondario che era stata rimandata al mittente); il senatore Salvo Fleres, Pdl catanese, ha suggerito a Castiglione di porre la domanda al suocero, il senatore Pino Firrarello, Pdl lealista e acerrimo nemico di Lombardo, perché in una intervista a Repubblica ha confessato di avere proposto la candidatura proprio a Miccichè.

Episodio marginale ma rappresentativo.

Come uscirne?

Allo stesso modo dei tragici greci: il deus ex machina, cioè Silvio Berlusconi.

Tonino D’Alia, lealista, avverte il bisogno di un pressing sul Premier e lo invoca, come il coro greco prima dell’arrivo del deus ex machina.

Solo che nelle tragedie la soluzione si trova sempre, mentre la polis siciliana non la trova mai. Il “deus” benedice, ammonisce e se ne va. Né vincitori né vinti, tutto come prima.

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Anonimo 23 settembre 2009   09:42

Non se ne può proprio più.

Ma non si rendono conto a che punto stanno trascinando la Sicilia?

Non c'è più nessuna dignità , la morale non esiste più, pensano solo a litigare e se ne fregono dei problemi veri della gente che a fine mese non può più arrivare.I nostri figli sono in cerca di lavoro che non trovano, la sfiducia è totale.

COSA DOBBIAMO FARE????

Siamo prigionieri di questi Signori che della politica ne fanno... uso abbuso e consumo.

Avessero il coraggio di dimettersi ...........

State pur sicuri che questi signori che dicono di fare cadere il Governo, non faranno cadere un bel niente, sono come i ladri di Pisa di giorno litigano e di notte.....

Un caro saluto a tutti i Siciliani stanchi......di sopportare questi politici.

Anonimo 22 settembre 2009   13:16
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 settembre 2009. Visualizza »

MAGARI facessero veramente la guerra tra loro, sti 4 beduini.

Almeno nel corso di una guerra qualcuno muorirebbe e qualcun altro resterebbe mutilato.... in ogni caso ce ne toglieremmo un po' dalle p..e

non tutti i mali vengono per nuocere ? (la guerra fra beduini) purtroppo non credo sia vera guerra, perché questi valorosi combattenti somigliano tanto ai lottatori di catch: se le danno di santa ragione e poi alla fine stanno tutti benone. intanto, i problemi della gente aspettano

Anonimo 21 settembre 2009   14:18

iL SUOCERO ... IL GENERO ... GLI AMICI DEL PISTACCHIO = mancu li cani

Anonimo 21 settembre 2009   14:12

MAGARI facessero veramente la guerra tra loro, sti 4 beduini.

Almeno nel corso di una guerra qualcuno muorirebbe e qualcun altro resterebbe mutilato.... in ogni caso ce ne toglieremmo un po' dalle p..e

Anonimo 21 settembre 2009   14:11

Il PdL è un partito carismatico: per questo credo che si debba accettare questa condizione, altrimenti non si capisce nulla nè della sua natura, nè della sua evoluzione.

E' il leader che fissa il percorso: e il leader non può diventare minoranza.

Anzi non è affatto prevista nessuna minoranza interna, in un partito carismatico.

Il gruppo degli ex aenninni sbaglia, essendo di provenienza democraticistica, in cui la guida Fini proveniva dalla dialettica dei dirigenti.

Il fatto che questo gruppo ex aennino insista a proporsi come sono sempre vissuti nel partito di provenienza, dimostra che non ha capito la natura del PdL, perchè non ha studiato  il modello di partito carismatico nel quale è entrato inconscientemente.

Miccichè invece e gli altri politici provenienti da Forza Italia, pur nelle legittime lotte interne di un partito per lo scranno e per il cadreghino, si adeguano sempre e comunque nel solco di una scala gerarchica, unita attorno ad un leader.

Per questo ragionamento, non mi preoccuperei più di tanto, di tutta questa bagarre giornalistica.

Sibilla Cumana 

sibillacumana2009@gmail.com

 

 

 

 

Anonimo 21 settembre 2009   14:02

stanno tutti dimostrando di essere dei pagliacci attaccati al potere ed alla sedia.

dovremmo insorgere ed andarli a prendere a schiaffi per ricordare a questi baggiani che sono stati votati NON PER IL LORO INTERESSE ma per quello della sicilia.

ma anche alle prossime elezioni, troveranno i voti con i buoni benzina, con la pasta e con tante promesse.... e tutto andra' peggio di prima.

fortuna che sto scappando da questa terra senza onore e speranza.

Anonimo 21 settembre 2009   13:49

Ed intanto la MUNNIZZA a Palermo ci sta seppellendo! Vergogna, plotoco di me...a!!

Giusy

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