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Gli italiani sanno quanto è cresciuta la spesa pubblica, ma non sanno perché. Da Roma a Palermo, pellegrinaggio nei “silenzi”

14 agosto 2009 10:56
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Hank Poulsen, chi è costui? Per alcuni un ex giocatore della Juventus, per molti altri uno sconosciuto, nemmeno illustre. E invece dovremmo sapere chi è e che cosa ha

combinato negli ultimi tempi. Hank Poulsen è l’ex Ministri del Tesoro statunitense, ai tempi di George W.Bush.


Il New York Times, in un articolo recente, ne ha messo a nudo errori e complicità nell’affaire dei grandi fallimenti che hanno messo in ginocchio l’America e il mondo intero. Poulsen dirigeva una delle società sull’orlo della bancarotta, la Lehman Brothers, il Times è persuaso che abbia operato in modo da favorirla. Trae questa convinzione dal registro delle telefonate fatte dagli uffici dei Ministri. Troppe, secondo il giornale statunitense, con la Lehman Brothers.


Perché ci raccontate di Poulse e delle sue presunte scorrettezze? Calma, ora ci arriviamo.
Il Ministro è stato sgamato dal Times perché negli USA i giornali hanno la facoltà di ottenere i tabulati telefonici dei Ministri. Avete capito bene, è perfettamente legittimo richiedere qualcosa che in Italia ha mandato in tilt il Parlamento, costretto a mettere da parte tutte le priorità e fatto delle cosiddette intercettazioni telefoniche un caso nazionale ed un sistema da smantellare immediatamente con precedenza assoluta su tutti gli altri.

 

Perché? La privacy è la privacy, le intercettazioni vanno usate sobriamente e disposte solo se ci sono sospetti su alcuni reati particolarmente importanti.
La questione, come comprenderete, interessa solo i pezzi grossi, gli squali e altri pesci acquatici, piccoli o grandi, che scorazzano indisturbati negli oceani della politica politicante.


Che cosa volete che importi ad un impiegato dell’ufficio del registro o ad un tornitore delle acciaierie di taranto, l’uso delle intercettazioni. Se è emergenza, si tratta di emergenza per pochi intimi.


Il governo, Premier in testa, ne ha fatto – manco a dirlo – una questione di principio. Qualche anno fa disse che se avessero reso note alcune sue intercettazioni avrebbe lasciato l’Italia, considerato un paese incivile. Siccome non è avvenuto, è rimasto nel suo Paese, e per giunta a Palazzo Chigi. Vuol dire che questa inciviltà non è riuscita a “penetrare” nelle maglie della infida magistratura italiana.


Ma ciò che in Italia viene bollata come atto di inciviltà, negli USA è previsto nel Freedom of Information Act, la legge sulla libertà d’informazione. Grazie al Freedom of Information Act, il New York Times ha mandato sul banco degli accusati, di fatto, un ex Ministro della Repubblica.


Alcuni mesi or sono, nel Regno Unito, un giornale di opposizione, il Daily Telegraph, conservatore, ha ottenuto le informazioni che chiedeva sulle spese dei Ministri, ed ha potuto raccontare ai britannici che alcuni Ministri avevano fatto la cresta sulle spese, mettendo in serio imbarazzo il Premier, Brown, e costringendo alle dimissioni i titolari di alcuni dicasteri.


Il caso Poulsen e il caso Telegraph, fanno scuola, ma fuori dai confini nazionali. In Italia non ci sentono in questo’orecchio. L’ex Ministro del tesoro americano, tra l’altro, è stato “pescato” in una circostanza di palese conflitto d’interesse, giusto perché si teneva in contatto assiduamente con la sua azienda. Pensate, è come se venisse proposto al ludibrio pubblico il Presidente del Consiglio a causa delle sue telefonate al Presidente di Mediaste Confalonieri, il capo di una delle sue grandi aziende.

 

Nei giorni scorsi, la Rai ha rinunciato ad un bel mucchio di quattrini, sbarellando le sue piattaforme da Sky per portare in casa dell’azienda del Premier, e non è successo niente o quasi. Qualche mugugno del Capo dello Stato, dei Presidenti Rai e Vigilanza Rai, ed è finita lì.


Mettiamo pure che il network di proprietà del Presidente del Consiglio non sia stato favorito in alcun modo dalle strane, incongrue e svantaggiose scelte della Rai – sottoposta inevitabilmente alle pressioni del Capo del’Esecutivo (chiunque sia), il sospetto che abbia fatto i suoi interessi (il Premier) rimane e come. E basterebbe questo perché in un Paese civile, si ripensi a regolamentare la vera questione nazionale, il conflitto d’interessi.


Non c’è settore della vita nazionale, infatti, cui il Presidente del Consiglio sia interessato, dalle assicurazioni alle banche, dall’editoria ai giornali e da questo alla partnership nel duopolio Rai-Mediaset. Non c’è alcun Paese al mondo che permetta al capo del governo di controllare il servizio pubblico e il network privato, a prescindere dall’uso che si faccia di questo potere.


Disponendo di un’ampia maggioranza parlamentare, il Capo del Governo può dormire sonni tranquilli, l’argomento non verrà nemmeno sfiorato e il potere mediatico del Premier farà la differenza a lungo.
Mettiamo da parte i miracoli, e veniamo alle cose terra-terra, il diritto di avere informazioni dai rappresentanti delle istituzioni in Italia. La privacy è diventata un alibi formidabile. Figuratevi che il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, ha negato ad un deputato regionale, l’elenco dei suoi colleghi mandati in missione a spese del Parlamento siciliano perché la privacy non glielo consentiva.

 

Ci sarebbe da farsi una risata lunga un chilometro, se la questione non costituisse una tale enormità da provocare l’irritazione anche di un santo.
Il deputato richiedente ha preso atto della risposta e nessuno dei deputati regionali s’è inalberato, anzi. E sapete perché? Nella loro agenda delle priorità, c’è la salvaguardia dei privilegi, non il diritto dei cittadini di sapere come si spendono i loro soldi.


La nostra testata siciliana, SiciliaInformazioni.com, ha posto tredici domande a Cascio sui costi della politica. Quesiti semplici, che riguardano i bonus, le indennità, gli stipendi, gli appalti e così via. Non ha avuto risposta alcuna. Nella home page di SiciliaInformazioni abbiamo un timer che riferisce il tempo dell’attesa. Se date un’occhiata capite come stanno le cose.


Le nostre domande non riguardano le escort e le veline, e nemmeno i rimborsi spesa dei deputati, ma le modalità di spesa del Parlamento, che non si evince dal bilancio pubblico.


Questo episodio nel contesto nazionale non significa quasi niente, è solo un indizio inquietante della modesta considerazione che il diritto all’informazione gode nel nostro paese, dove la linea di demarcazione fra pubblico e privato non è stata ancora tracciata. Perché conviene che sia così.

 

 

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parlagreco 16 agosto 2009   20:53
L'utente ha risposto al commento di ale del 16 agosto 2009. Visualizza »

Ma perché non richiedete l'accesso ai documenti che riguardano la modalità di spesa del Parlamento. Credo lo consenta la Legge Regionale 30.04.1991, n.10 “Disposizioni per i procedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi".

 

 La legge che lei segnala non riguarda il Parlamento regionale ma la Regione siciliana. L'Assemblea regola se stessa e il regolamento dell'accesso che ha adottato è, di fatto, un regolamento dell'inaccessibilità, Per questa ragione abbiamo posto tredici domande sui costi dell'Assemblea e non abbiamo ricevuto risposto, I tempo di attesa è segnalato da un timer in home page.

ale 16 agosto 2009   18:57

Ma perché non richiedete l'accesso ai documenti che riguardano la modalità di spesa del Parlamento. Credo lo consenta la Legge Regionale 30.04.1991, n.10 “Disposizioni per i procedimenti amministrativi, il diritto di accesso ai documenti amministrativi".

 

Anonimo 16 agosto 2009   16:35
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 agosto 2009. Visualizza »

E' ora di finirla con questi privileggi della casta,non dobbiamo essere sempre noi cittadini a fare i sacrifici,anche i sig. poco onorevoli e politicanti tutti devono darsi una regolata con tutte queste vergogne di spese per mantenerli a fare un ca...,

Un cittadino qualsiasi per avere un elemosina di pensione deve farsi il culo per quarant'anni,per una visita medica ospedaliera deve aspettare cinque mesi,e pagare anche il tiket,con l'auto personale hai bisogno di andare in ospedale e non puoi perchè la targa e dispari e circolano quel giorno le pari,invece il sig. cammarata và in giro per la città con ben tre auto al seguito senza sostenere nessuna spesa,tutto ciò è vergognoso,hanno la faccia come il culo.L'unico impegno che hanno e svolgono ottimamente è quello di svuotare le casse pubbliche e farsi i cazzi loro.

In ogni epoca storica la povera gente per aver garantito alcune libertà fondamentali ha dovuto fare le rivoluzioni.

Oggi, lo scadere della Politica permette al  politico di turno  di disporre a suo piacimento del potere di rappresentanza conferitole dal popolo.

                                Non esistono piu' regole, ne garanzie.

                                                                            Non sarà giunto il momento di una rivoluzione?

                                                                                                               Siete d'accordo?

 

   

Anonimo 15 agosto 2009   12:17

E' ora di finirla con questi privileggi della casta,non dobbiamo essere sempre noi cittadini a fare i sacrifici,anche i sig. poco onorevoli e politicanti tutti devono darsi una regolata con tutte queste vergogne di spese per mantenerli a fare un ca...,

Un cittadino qualsiasi per avere un elemosina di pensione deve farsi il culo per quarant'anni,per una visita medica ospedaliera deve aspettare cinque mesi,e pagare anche il tiket,con l'auto personale hai bisogno di andare in ospedale e non puoi perchè la targa e dispari e circolano quel giorno le pari,invece il sig. cammarata và in giro per la città con ben tre auto al seguito senza sostenere nessuna spesa,tutto ciò è vergognoso,hanno la faccia come il culo.L'unico impegno che hanno e svolgono ottimamente è quello di svuotare le casse pubbliche e farsi i cazzi loro.

Anonimo 14 agosto 2009   13:07

il politico di turno? locale o nazionale?

 

 

SA CHE UNA VOLTA ELETTO POTRA' FARE QUEL CHE CA.....VUOLE.

 

GLI ITALIANI? UN POPOLO DI PECORONI INCAPACI DI FARSI RISPETTARE DAI LORO ELETTI,

ANZI, PRIMA LI ELEGGE E POI COME MANDRIA LI SEGUE, MA ORA NE STA PAGANDO IN PRIMA LINEA LE SPESE !!

 

TUTTE  LE SPESE !!

 

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