"Pdl-Sicilia è un progetto al quale guardiamo con simpatia e interesse. E non può che essere così. Quando la coscienza critica di una parte del Popolo della Libertà in Sicilia sfocia in malessere, e si trasforma in gruppo autonomo all'Assemblea regionale, è la dimostrazione concreta che qualcosa all'interno del Pdl si è rotto. Si rassegni chi crede ancora in una ricomposizione del 'bel giocattolo'". Lo afferma il parlamentare nazionale del Pdl
"Guardiamo con grande attenzione alla nascita della cosiddetta 'terza via' del Pdl in Sicilia. D'altronde, le argomentazioni politiche poste in discussione sono nello stesso solco di quanto andiamo predicando da mesi: il Sud e la Sicilia non sono tra le priorità dell'agenda del governo nazionale". Lo dicono Titti Bufardeci e Michele Cimino, assessori del governo siciliano, commentando le evoluzioni politiche all'interno del Pdl, che sono state oggetto di un dibattito svoltosi a Palazzo dei Normanni. "Proprio in queste ore si moltiplicano i segnali di una classe dirigente meridionale non più disposta ad accettare supinamente la tenaglia leghista che orienta le manovre politico economiche del governo nazionale - continuano - perché in questo senso va letto il forte segnale che proviene dalla votazione di ieri pomeriggio alla Camera, con un nutrito gruppo di deputati del Pdl che non hanno preso parte al voto di fiducia". "Le questioni aperte sul tema del Mezzogiorno e del suo sviluppo - affermano Bufardeci e Cimino - non possono essere liquidate etichettandoci con la solita falsa richiesta di assistenzialismo".
"In questo giorni ho avvertito l'accento puntato troppo sulle rivendicazioni nei confronti dello Stato italiano, e troppo 'antitremontismo', mentre il mio convinto meridionalismo va coniugato più come monito culturale, attraverso un progetto compiuto, cui dovranno essere gli atri a doversi adeguare: un progetto che non sia contro qualcuno, ma per la nostra gente", dice l'assessore Nino Strano. "Voglio essere - ha aggiunto Strano - autore e non comparsa di questo progetto politico, a sostegno del governo Lombardo, che ridia un ruolo alla Sicilia, ma solo se è capace lei stessa di disegnarlo, senza assistenzialismo e elemosinando col cappello in mano".
"Il malessere e l'insoddisfazione per il disinteresse ai limiti del qualunquismo mostrato dal qualche esponente del governo nazionale nei confronti del Mezzogiorno, che da più parti quotidianamente percepiamo, non può più essere sottaciuto. E' necessario virare la rotta e dare attuazione a nuove e più incisive politiche a favore del Sud, e questo può essere fatto solo attraverso una vera e propria rivoluzione culturale". Lo afferma il parlamentare nazionale del Popolo della Libertà Francesco Stagno D'Alcontres, che aggiunge: "le parole di circostanza e i buoni propositi non servono più a nulla. Il Sud ha bisogno di più fatti e meno chiacchiere. E il progetto di rinnovamento politico che stiamo portando, per una maggiore attenzione e partecipazione del Sud, ha esclusivamente questo obiettivo".
"Si sta parlando tanto di nuove prospettive per il Mezzogiorno, di politiche più efficaci da parte del governo e di interesse sempre più crescente dei partiti, ma allo stato attuale la realtà è un'altra: il Sud è stato abbandonato a se stesso. Alcuni esponenti del governo nazionale hanno operato seguendo una una precisa strategia politica nord-centrica". Lo dichiara il parlamentare nazionale del Popolo della Libertà Ugo Gerimaldi. Per Grimaldi: "é giunto il momento che in Parlamento ci sia una forza viva e determinante per far ottenere al Sud quello che gli spetta: maggiore attenzione e considerazione da parte del Governo, politiche efficaci ed efficienti volte allo sviluppo socio-culturale, e classe dirigente motivata e pragmatica".
"Assistiamo ad un finto scontro che si gioca all'interno del Pdl, quella stessa forza politica che si atteggia a paladina del Sud finendo poi per cadere in letargo quando si tratta si votare una legge che riguarda lo sviluppo della Sicilia" dice il vice presidente della commissione attività produttive, Pino Apprendi.
"Temo che all'interno del Governo Berlusconi ci sia una forma di strabismo politico verso la Sicilia che rischia di avere effetti molto pericolosi verso la nostra Regione e, alla lunga, per lo stesso Governo." Francesco Musotto, presidente dei deputati del MPA all'Assemblea Regionale Siciliana commenta così la concomitanza di due notizie che riguardano la Sicilia e i suoi rapporti con il Governo Nazionale. "Da un lato - afferma Musotto - il Consiglio dei Ministri riconosce ed evidentemente apprezza i risultati raggiunti dall'azione del Governo Lombardo e non avvia, come invece ha fatto per altre regioni, il commissariamento per il contenimento della spesa sanitaria; dall'altro pone la fiducia su un provvedimento come il maxiemendamento alla legge cosiddetta "anticrisi" che è un provvedimento nel quale gli interessi e le esigenze del Mezzogiorno, ed in particolare della Sicilia, appaiono del tutto dimenticati". "La contraddizione fra l'azione Amministrativa nel primo caso e quella politica nel secondo è evidente - continua il capogruppo MPA - e credo che presto tale contraddizione esploderà se non ci saranno dei significativi cambiamenti di rotta. Il voto di astensione del MPA sulla fiducia, che non a caso ha visto il minimo storico di consensi per l'attuale Governo, credo sia stato solo il primo segnale."
On. Fallica... colui che ha rovinato Amia ....... speriamo che fa meglio il senatore che l'amministratore.
Ci troviamo di fronte alla proposta di un Pdl-Sicilia, che su idea di Berlusconi, in maniera non troppo dichiarata, viene proposta da un gruppo di parlamentari regionali e nazionali, e alla quale vedono bene tutti quanti, primo fra tutti quel Miccichè che tanto predicava il Partito del Sud, ripreso poi dal suo leader, come un ragazzino inesperto.Dimostrazione di ciò sono le dichiarazioni dell'On.Fallica e degli assessori Cimino e Bufardeci, che vedono bene la proposta!!!Consiglio vivamente ai signori che vorranno aderire a tale forma federale di partito di guardare meno a quelle che possono essere le strategie per riprendere il consenso perso negli ultimi tempi e lavorare di più per il bene della Sicilia e dei siciliani, lavorando quindi in controtendenza rispetto agli ultimi anni.Se ciò non faranno dimostreranno, cosa di cui comunque sono convinto, che come sempre in una Sicilia gattopardiana, in cui tutto sembra sia mutato per non mutare mai, gli unici a far fede all'impegno preso con e per il Sud siamo noi uomini dell'UDC, che da sempre lottiamo, in Sicilia, come a Roma, per recuperare il gap che ci distanzia dal Nord.