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L’ingovernabilità siciliana? Colpa di una malattia, la sindrome delle vacche magre. Vi riveliamo tutto

di Salvatore Parlagreco
22 luglio 2009 10:16
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www.siciliainformazioni.com

(essepì) Approfittiamo della breve pausa che ci concede il partito del Sud per riferirvi di una tesi che s’insinua negli alti piani della politica regionale, attraversa corridoi, scende per le scale, tocca le stanze prive di bottoni per poi finire nei ristoranti dove anima la discussione. Si tratta della sindrome delle vacche magre. Sarebbe questa la malattia di cui soffre il centrodestra siciliano, mai tanto litigioso dalla nascita del parlamento regionale. I sintomi sono la conflittualità permanente, il tutti contro tutti, l’impossibilità di dialogo, l’incapacità di compromesso, la irragionevolezza delle tesi prevalenti, la modesta qualità degli interlocutori, i toni eccessivi usati per motivazioni deboli, l’ingovernabilità e così via.

 

Sono sintomi che la politica conosce bene ma che si affacciano uno alla volta e non tutti insieme. Quando la sindrome assume il carattere di pandemia non si capisce più niente, ognuno va per conto suo e non c’è stanza della politica che non ne sia affetta. Pur colpendo la maggioranza in modo grave, essa inevitabilmente contagia ogni schieramento, anche l’opposizione che viene trascinata nel grand boucle senza poterci fare niente. Perché gli è stata dato il nome di vacche magre? La risposta è semplice, quasi disarmante. Quando la Regione siciliana dispone di risorse – e ciò è avvenuto per alcuni periodi – l’Assemblea regionale diventa ragionevole, manifesta una rissosità ridotta, è disposta alla ragionevolezza, accoglie le iniziative del governo, la maggioranza è più presente e nelle opposizioni ci si ritaglia uno spazio di manovra utile alla convivenza con gli altri schieramenti.

 

Le vacche grasse costituiscono, insomma, una deterrenza formidabile, premuniscono dalla rissosità e quando si manifestano atteggiamenti conflittuali, ci sono antidoti efficaci per la cura. I deputati, per farla breve, possono essere accontentati, nessuno viene lasciato completamente ai margini e chi più e chi meno si porta qualcosa a casa. Il deputato fa fronte ai questuanti, alle richieste del territorio, ai clientes, al bisogno di lasciare una impronta, sia pur lieve, del suo passaggio parlamentare. I peones sono peones fino a un certo punto, nelle Commissioni legislative le loro proposte sono prese in considerazione ed il governo supera senza grande travaglio gli inevitabili ostacoli dell’attività di controllo e indirizzo politico. Quando il governo non può concedere niente, non può fare regali, non può accogliere proposte perché non ha una lira da spendere, la sindrome si sviluppa. Non esiste vaccino a questa malattia che non sia la capacità di spesa della regione siciliana. L’antidoto non può essere sostituito da alcunché.

 

Per questa ragione prevale oggi lo scetticismo sulla possibilità che la conflittualità che attanaglia la maggioranza di centrodestra possa essere superata, malgrado la buona volontà manifestata dai leaders. E’ vero che ci sono, naturalmente , problemi di leadership, che nel Pdl è in corso una guerra senza quartiere fra l’area Miccichè e gli altri, è vero anche che Raffaele Lombardo non è accolto con gioia dai vertici Pdl, soprattutto i coordinatori nazionali, e che in Sicilia i fondi europei non arrivano perché prevale una strategia di confronto con il leader del Mpa, ì vero che c’è una conflittualità che prescinde dalle risorse e dalla loro qualità ed attiene agli equilibri politici che scontentano tanti, ma alla fine le motivazioni di causa, pur diversi dalle risorse, finiscono con il “riconoscersi” proprio nella gestione del sistema, cuffariano e non.

 

E che cosa è il sistema se non l’insieme dei luoghi in cui si decide come spendere: priorità, scelte di settore, manager eccetera. Se tutto questo è vero, si sostiene pertanto, il problema non si risolve fino a che non arriva il tempo delle vacche grasse. Nessuna maggioranza – variabile o meno, di centrodestra puro o “spurio” – è possibile se non c’è trippa per gatti.

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Anonimo 24 luglio 2009   21:43
L'utente ha risposto al commento anonimo del 24 luglio 2009. Visualizza »

puo darsi caro che io sia fuori dal mondo come tu dici, ma sono contento che la sicilia sia solo una regione e non uno stato indipendente, e mi dispiace che sia a statuto speciale, la preferirei a statuto ordinario, meno potere a chi lo usa soltanto per interessi di parte e spesso solo personali.Per il resto ognuno si tiene le sue opinioni e usa il potere che ha quando va a votare, e ti assicuro che il mio potere di elettore, di cittadino che ha delle opinioni e di giornalista che scrive e usa le sue opinioni veicolandole nella carta stampata, lo uso tutto.

taci và; ci fai più figura!

Anonimo 24 luglio 2009   13:53
L'utente ha risposto al commento anonimo del 24 luglio 2009. Visualizza »

tu sei completamente fuori dal mondo!

puo darsi caro che io sia fuori dal mondo come tu dici, ma sono contento che la sicilia sia solo una regione e non uno stato indipendente, e mi dispiace che sia a statuto speciale, la preferirei a statuto ordinario, meno potere a chi lo usa soltanto per interessi di parte e spesso solo personali.Per il resto ognuno si tiene le sue opinioni e usa il potere che ha quando va a votare, e ti assicuro che il mio potere di elettore, di cittadino che ha delle opinioni e di giornalista che scrive e usa le sue opinioni veicolandole nella carta stampata, lo uso tutto.

Anonimo 24 luglio 2009   09:08

salve, vi chiedo scusa se mi esprimo incorrettamente ho solo la 3 media e di cultura politica sono quasi a zero e credo che sia questo il problema siciliano che l'il 70% del popolo siciliano è nella mia stessa situazione . ormai in sicilia siamo arrivati al punto di dire e fare detto in siciliano a chi mi duna pane ci dico papa' . quindisiamo senza dignita'

i politici hanno solo il loro obbiettivo : sentirsi grandi ,indispensabili per la comunita' ,e sopratutto ricchi..

condivido l'articolo

 

A.F

Anonimo 23 luglio 2009   21:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 luglio 2009. Visualizza »

tu sei completamente fuori dal mondo!

Pienamente condivisibile, purtroppo, l'analisi di S. Parlagreco. Poveri noi, in che mani ci troviamo!

Urge la moralizzazione radicale della politica e dei politici perchè ormai è stato toccato il fondo.Ormai solo i furbi scrocconi si accostano alla politica, le persone perbene invece non riescono a contaminarsi e ne stanno alla larga con le conseguenze che ben conosciamo. 

Anonimo 23 luglio 2009   17:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 luglio 2009. Visualizza »

Caro mio, meno male che c'è lo Stato Italiano; ma che scherziamo? NOn oso immaginare cosa sarebbe della Sicilia se fosse in tutto indipendente ed autosufficiente e priva di qualunque controllo politico e costituzionale.Sarebbe il Regno della Mafia, ma non penso a quella che uccide, cioè a quella tradizionale che siamo abituati a conoscere nei serial televisivi, penso alla Mafia politica, cioè a quella che progetta e realizza sistemi di potere assoluto dal più piccolo comune sino alla regione, nutrendosi di convegni, conventions, seminari e via di seguito.Speriamo che la Sicilia rimanga sempre un pezzo di Italia e di Europa.

tu sei completamente fuori dal mondo!

Anonimo 23 luglio 2009   14:02
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 luglio 2009. Visualizza »

colpa dello stato italiano!

 

SICILIA INDIPENDENTE!!!

Caro mio, meno male che c'è lo Stato Italiano; ma che scherziamo? NOn oso immaginare cosa sarebbe della Sicilia se fosse in tutto indipendente ed autosufficiente e priva di qualunque controllo politico e costituzionale.Sarebbe il Regno della Mafia, ma non penso a quella che uccide, cioè a quella tradizionale che siamo abituati a conoscere nei serial televisivi, penso alla Mafia politica, cioè a quella che progetta e realizza sistemi di potere assoluto dal più piccolo comune sino alla regione, nutrendosi di convegni, conventions, seminari e via di seguito.Speriamo che la Sicilia rimanga sempre un pezzo di Italia e di Europa.

Anonimo 23 luglio 2009   12:42

Ma ....... SCUSATE ! questi minchia di fondi FARS che a quanto ho capito sono finalizzati per lo sviluppo del  SUD, perchè non arrivano ? e invece li stornano al nord ?

Anonimo 22 luglio 2009   18:06

Mai analisi è stata così convincente! complimenti all'autore dell'articolo che trovo condivisibile in tutte le sue parti!

Siamo ridotti all'osso...... questa è gente senza ideali e senza progetti validi per la Sicilia.

Idris

Anonimo 22 luglio 2009   14:45

colpa dello stato italiano!

 

SICILIA INDIPENDENTE!!!

Anonimo 22 luglio 2009   11:42

 Questa tesi ci induce ad un ragionamento molto semplice.  Politica? io la chiamerei aggregazione d'interese affaristico di parte, i finanziamenti chiamati con mille sigle, quote da spartire tra le aggregazioni. Ma allora i governi, le oposizioni, gli elettori e quant'altro risultano una comparsa effimera di un gioco perverso perpetrato da generazioni a tal punto che chi sopraggiunge ne acquisisce i metodi, le regole, i sistemi di gestione del potere. Siamo stati abituati per così tanto tempo a quello che stiamo dicendo che magari ci siamo integrati al così detto "sistema" e ne siamo partecipi direttamento o indirettamente tanto che riteniamo (con convinzione) che Lombardo abbia tradito gli elettori rispetto al patto pre-elettorale. Ma di cosa stiamo parlando ?  Se la politica è così infima di cosa siamo stati traditi ?  Naturalmente in tutto questo stato di cose, mafia e poteri occulti sguazzano in lungo e largo ..  Se questa è la realtà, non vedo molte soluzioni. La prima e la più pratica ed immediata, sarebbe un intervento radicale ma lì ci vogliono degli "aggettivi" molto consistenti, un'altra soluzione potrebbe essere quella che forse stiamo vivendo e cioè un passaggio lento ma meno traumatico considerando le parti coinvolte col rischio che nella lentezza chi opera in incognito ha il tempo di riorganizzarsi , l'ultima soluzione, quella classica gattopardiana, la conosciamo tutti .. ma oggi credo comincia a starci un pò strettina ...

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