Mille interrogativi sul Partito del Sud
Tante domande in attesa di una risposta

14 luglio 2009 11:21
Leggi i commenti 5   Inserisci un tuo commento

Partirei da una domanda: l’idea del Partito del Sud può avere lo stesso successo della Lega?

 

Per valutare il potenziale del progetto politico siciliano dovremmo prima analizzare quello avviato in Lombardia venti anni fa con la nascita della Lega Nord, la federazione di movimenti autonomisti regionali che oggi governa il nostro paese con altri alleati. L’atto costitutivo della Lega Nord fu sottoscritto a Bergamo il 22 novembre 1989, due settimane dopo

lo smantellamento del muro di Berlino. Nel febbraio 1991 lo statuto fu approvato all'unanimità dal primo Congresso federale della Lega Nord svoltosi a Pieve Emanuele (MI).

 

Nella Lega confluirono i movimenti denominati: Liga Veneta, Lega Lombarda, Piemont Autonomista, Union Ligure, Alleanza Toscana, Lega Toscana, Movimento per la Toscana, Lega Emiliano-Romagnola. In seguito aderirono alla federazione anche i movimenti autonomisti di altre Regioni (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Marche e Umbria). La Lega si confermò subito come una delle forze politiche più significative del nostro paese, portando i suoi candidati alla vittoria in diverse amministrazioni locali e regionali. Dalla sua nascita la Lega ha proposto la secessione delle regioni settentrionali, indicate collettivamente come Padania.

 

Attualmente persegue il progetto di uno stato federale, attraverso il federalismo fiscale e la devoluzione alle Regioni di molte funzioni esercitate dallo Stato. La Lega propone da sempre di aumentare il peso politico delle regioni del Nord Italia, ritenuto non adeguato al peso demografico ed economico delle stesse. Si contraddistingue ideologicamente da altri partiti per la difesa delle identità e delle culture regionali contro le minacce provenienti dall’esterno, ad esempio l’integralismo islamico; essa è inoltre contraria all'ingresso della Turchia nell'UE ed è considerata tra i movimenti euroscettici. Infine, il partito di Bossi, enfatizza la lotta all'immigrazione clandestina e l'eliminazione degli sprechi nella gestione statale.

 

Fin qui sommariamente la Lega Nord. Adesso affrontiamo il Partito del Sud. Quali idee lo potrebbero contraddistinguere? Già sul nome da dargli si decidono le sue sorti e il suo campo d’azione: Alleanza (o Alleati) per il Sud, Forza Sud, Movimento per il Sud, Lega Sud? Il nome inevitabilmente rivelerà le intenzioni, le appartenenze e l’assetto del nuovo partito-movimento. Sara un partito-federazione che riunisce una serie di movimenti regionali? oppure un partito unico di tutto il sud? Deciso il nome, ad esempio Forza Sud, ci saranno anche Forza Sicilia e Forza Molise? Sarà aperto all’ingresso di altre forze o solo di singoli esponenti del mondo politico? Un altro problema sorge con lo stesso Sud.

 

Sin dove arriva il sud? Tutti risponderebbero in coro: certamente il meridione è quella parte dell’Italia ricadente nel Regno delle Due Sicilie. Troppo facile. La faccenda è più complicata. Partiamo da sopra: l’Abruzzo per Eurostat è nel sud, sebbene alcuni autorevoli abruzzesi sarebbero felici di collocarlo nel centro Italia. Appartenevano al Regno delle Due Sicilie anche alcune zone che attualmente fanno parte del Lazio: come il circondario di Gaeta e quello di Sora, attualmente in provincia di Latina e di Frosinone (parte della provincia campana di Terra del Lavoro soppressa nel 1927), oppure il circondario di Cittaducale e la valle del Velino, attualmente nella provincia di Rieti. Quindi forse il Lazio è sud. Se lo si vuole considerare è appartenuto per secoli al Regno di Napoli anche il piccolo Stato dei Presidi, il cui territorio attualmente fa parte della Regione Toscana e comprende il promontorio dell’Argentario con Ansedonia, Orbetello, Porto Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone e pure Porto Azzurro nell’isola d’Elba.

 

I Presidi sono rimasti ai Borbone fino al 1801. E la Sardegna? Non era parte del grande Regno Borbonico, ma senza dubbio è un isola del sud. Seppure a Cagliari o a Sassari potrebbero ardire di mettere in crisi anche questa certezza. Anche l’isola di Malta era parte del regno meridionale e dai sovrani napoletani fu solo concessa in feudo perpetuo al Sovrano militare Ordine di Malta. Ma poiché Malta è uno stato sovrano, oggi membro dell’Ue, forse non avrebbe senso fondarvi un partito denominato Forza Malta. Forse (?). Sorvoliamo sui problemi relativi alle alleanze del nuovo soggetto politico, poichè essi attengono più alla tattica che alle strategie e visioni di lungo respiro. Le alleanze come le idee possono cambiare nel tempo, ma la forza propulsiva di una idea fondativa che porta alla nascita di un nuovo soggetto politico dovrebbe essere chiara e leggibile già nel nome.

 

Quello ufficiale di battesimo della Lega era di per sé un programma: “Lega Nord per l'indipendenza della Padania”. Molte domande sorgono spontanee: stanno immaginando un movimento che potrebbe chiamarsi “Partito del Sud per l’indipendenza del Mezzogiorno”? Con le varie declinazioni: “Partito del sud per l’indipendenza della Sicilia… della Sardegna, della Calabria, della Puglia..” ? Oppure immaginano un Partito del Sud meno attratto dalle secessioni e più dalle strategie economiche che si contraddistingue certamente per la difesa delle identità e delle culture regionali, ma senza la paura delle minacce provenienti dall’esterno, neppure quelle dell’integralismo islamico? Un partito europeista e certamente critico verso gli euroscettici? Oppure un partito che vuole tentare di sganciare parte del sud dai vincoli europei e dalle pastoie romane? Cosa c’è dietro il nuovo partito? Il vecchio sogno siciliano della Hong Kong del mediterraneo? La Singapore della penisola? Le Bahamas o il Dubai dei grattacieli sul mare?

 

E ancora: sarà un partito che alla lotta all'immigrazione clandestina preferisce l’integrazione e la cooperazione con i paesi dell’altra sponda? Oppure un partito che come la Lega lotta contro l'eliminazione degli sprechi nella gestione statale, ma anche di quelli regionali? Il Partito del Sud avrà una sua politica estera? Sarà favorevole all'ingresso della Turchia nell'UE e pure di Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Territori Palestinesi, Libano e Siria? Sarà un partito osservatore delle riunioni dell’assemblea dell’Unione Africana ad Addis Abeba? Sarà promotore del dialogo, della pace e della cooperazione tra tutti i paesi del sud del mondo? Sara attore primario di importanti accordi di cooperazione tra tutte le isole e le regioni costiere del mediterraneo?

 

Insomma quali sono le idee del Partito del Sud? Stanno discutendo su un partito che si propone di perseguire davvero un nuovo modello di sviluppo fondato sull’economia verde? Vorranno lavorare per creare un’economia del mezzogiorno, sganciata dalle logiche dei grandi capitali e dal profitto a breve termine? Cercheranno di scoraggiare le scelte di governo e le speculazioni azzardate che hanno intrappolato il sud (e non solo) in un circolo vizioso di boom economici brevi e lunghe recessioni? Favoriranno uno sviluppo etico, durevole e sostenibile del Sud in cui una nuova prosperità si traduca in benessere per tutti?

 

Avranno idea che un Partito del Sud dovrebbe innanzitutto lavorare per il rafforzamento della legalità e per un più giusto ed equo contesto di norme e regole di convivenza? Vorranno costruire un partito che agisce sul piano degli incentivi, non solo monetari, necessari a rafforzare le competenze e le intelligenze, ridando giusto valore al merito? Un partito che incoraggia gli investimenti in grado di accelerare la transizione verso altri modelli economici, riducendo la dipendenza da risorse pubbliche, capitali e competenze altrui? I politici e gli imprenditori a loro vicini avranno il coraggio di scommettere e rischiare su un nuovo modello di sviluppo che crea valore, lavoro e occupazione nell’agricoltura e nel turismo di qualità, nell’efficienza energetica, nella produzione di energia rinnovabile, nel trasporto sostenibile, nella gestione delle risorse idriche, nella depurazione, nella gestione dei rifiuti e in tutte le produzioni che usino le risorse in modo efficiente, con tecnologie intelligenti e servizi sostenibili, inclusa la nascita di una Banca etica del sud? Da meridionale un partito che riuscisse a discutere e a dare risposte e soluzioni chiare su tutte queste domande forse comincerei a pensare di votarlo. Forse.

 

 

 

Giuseppe Clementino

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 28 luglio 2009   10:44

Complimenti per la precisa analisi del fenomeno. Vorrei solo lasciare un commento sulla frase letta qui sopra, che lascia molto a desiderare sulla situazione storico-politoco-geografico-istituzionale della Sardegna: "E la Sardegna? Non era parte del grande Regno Borbonico, ma senza dubbio è un isola del sud. Seppure a Cagliari o a Sassari potrebbero ardire di mettere in crisi anche questa certezza." La Sardegna continua ad essere una delle nazioni senza stato europee, assieme, per esempio, a Scozia, Catalogna e Galles, e c'è già un movimento, iRS - Indipendentzia Repubrica de Sardigna, che sta costruendo la Repubblica di Sardegna. Il semplice e palese fatto che un Partito del Sud potrebbe difficilmente attecchire in Sardegna, come d'altra parte mai ha attecchito la Lega Nord, è che nonostante per l'Italia facciamo parte del Sud, più per una condizione economica condivisa che per affinità storiche e culturali che noi condividiamo più con la penisola iberica e il resto del Mediterraneo che non solo con la penisola italiana, i Sardi non sentono di appartenere al Meridione. Saluti e auguri per il nuovo movimento.

maurobruno 16 luglio 2009   10:38

(sono l'autore dell'intervento di cui sotto, il mio account è stato attivato)

 

Ad una domanda si è già avuta una risposta: Lombardo e Puglisi hanno intenzione di costituire una Banca del Sud sfruttando finanziamenti dell'area euromediterranea, in particolar modo della Libia. Direi che questo la dice lunga sulle intenzioni che si hanno nel rapporto con gli altri paesi del Mediterraneo.

Anonimo 14 luglio 2009   18:49

L'articolo mi colpisce molto, perché la nascita del Partito del Sud mi interessa tantissimo; l'eventualità di un partito che sappia rispondere alle domande che Lei ha intelligentemente posto mi indurrebbe non solo a votarlo, ma anche a fare dell’ attivismo in suo favore.

 

Personalmente credo che il Suo intervento ci dia una possibilità, per il giorno in cui è stato pubblicato, da non trascurare: quella di immaginare in che modo sarebbe ottimale un tale partito e discuterne. Se un simile partito ci sarà, esso verrà fondato anche per rispondere all'interesse delle persone, e qualche buona idea o limpida richiesta qua espressa potrebbe essere notata. Ho molta fede nella forza del web e dell'informazione; ma passo alla discussione in sé, sperando che sia stimolante.

 

 

  Inoltre, a differenza del Nord, nel Meridione c'è un problema evidente da affrontare, ovvero il contrasto tra le immense potenzialità di alcune regioni del Sud Italia e il terribile sottosviluppo in cui versano; contrasto acuito dal grandissimo patrimonio storico e culturale di tali zone. I presupposti "teorici" per la nascita di un simile partito esistono dunque; passiamo ad analizzare il secondo problema da Lei sollevato, ovvero la definizione del Sud come un'entità unica.

 

la Sicilia strideva per l'indipendentismo mentre Napoli faceva nascere il "Partito dell'Uomo Qualunque". Dal punto di vista dei bisogni e delle prospettive, invece, ci sono molte convergenze, forse molte più di quante ce ne siano per le regioni del Nord: un' "alleanza" pensata in funzione della risposta economica a tale convergenza non mi sembra né vuota né peregrina. Le idee e l'economia sono cose che si toccano, non le si può mai davvero separare! Inoltre, dei confini, sia pur vaghi, ci sono: sono i confini di un vasto territorio caratterizzato da sottosviluppo, cattiva amministrazione, storia di disinteresse da parte degli esecutivi, spesso criminalità, possibilità di sviluppo negate. La vaghezza di simili confini non deve spaventarci, siamo nel 2009 e il limes è un concetto particolare: chi riconoscerà la propria regione come meridionale voterà Partito del Sud aspettandosi qualcosa, chi invece non lo farà darà il voto a qualcun altro; e il Partito risponderà alle esigenze della sua rappresentanza, e non ad un'idea preconcetta di "Sud" o di "rilancio". Se così non dovesse essere, mi stupirei che fosse considerato un Partito e non un "Progetto statale".

 

 

 dovrebbe occuparsi di tali problemi; anche qua, prima di proposte estreme ci sono un bel po’ di gatte da pelare, e non si tratta di rivendicazioni identitarie ma di diritti, cose su cui dovremmo essere tutti uniti, se non da meridionali almeno da esseri umani.

la Magna Grecia è stata la culla dell’Occidente e di quell’Europa che oggi si vuole unita, sarebbe patetico costruire il Partito sulla xenofobia e l’euroscetticismo. Al massimo possiamo chiederci fino a che punto potrà spingersi l’apertura, ma sarebbe ingessare una linea guida – dentro un partito possono convivere sfumature ed idee diverse, come diverse misure nelle stesse idee! Circa le “pastoie europee”, non sono così costrittive da superare i vantaggi dell’appartenenza all’Unione. Io sono un europeista convinto e forse il mio punto di vista è fin troppo certo, ma spero che, in merito, sia condiviso.

 

la Sicilia) che per troppo tempo ha “subìto” le amministrazioni anziché guardarle negli occhi. Molti sostengono che a Nord esista un’opinione pubblica più attenta alla soddisfazione dell’interesse comune. Io voglio lo stesso per il Sud, e se questo Partito potrà procurarla in un modo o nell’altro, ben venga. Circa gli imprenditori… hanno veramente un’alternativa? La situazione è tragica, e un modello di sviluppo sarebbe già qualcosa di più dell’oppressione e dell’anarchia che per ora vige nel mondo economico del Mezzogiorno.

 

la Questione Settentrionale, che come si sa nasce in gran parte dal dislivello esistente.

Immaginando un’Italia con uno sviluppo parificato, viene meno sia la necessità di una Lega Nord che rivendichi una superiorità ormai controproducente rispetto ad un progresso concertato, sia quella di un partito che rilanci un territorio già sviluppato. L’Italia passerebbe sì per qualche tempo burrascoso, ma potrebbe finalmente risolvere un problema che la affligge dalla sua nascita, e la cui soluzione è stupido procrastinare soltanto perché potrebbe, in un primo momento, essere dolorosa.

 

Mauro Bruno


(PS: mi sto iscrivendo con questo stesso nickname, in attesa che la registrazione al sito venga convalidata - c'è qualche ritardo che non capisco- commento firmandomi.)

Anonimo 14 luglio 2009   16:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 luglio 2009. Visualizza »

Gentile Autore, il Partito del Sud non può non tenere conto della Storia, altrimenti è un salto nel buio. Le attuali regioni italiane, sono troppo recenti.Mussolini in epoca fascista, preso dalla mania per il classicisimo, modificò regioni e toponimi sulla base del mito imperiale romano: così Girgenti diventa Agrigento(Agrigentum), Capitanata, Terra di Bari e  Terra d'Otranto diventano la Puglia (Apulia), Terra di Lavoro(CE) i Principati diventano la Campania, come si chiamava nel periodo classico. Gaeta nel Lazio fu un' altra opera mussoliniana, fu infatti il Duce a ad ordinare il passaggio nel Lazio, al fine di creare il territorio per la provincia della neonata Latina (Littoria).

 

D'altronde ogni anno nella città di Gaeta, si svolge una manifestazione legittimista che vede la presenza di spettatori da ogni parte del Sud ed è molto sentita dalla popolazione. Si tratta della commemorazione della resistenza di Francesco II e Maria Sofia, con il resto dell'esercito borbonico che iscrisse la città dell'antica Terra di Lavoro nella lista delle Fedelissime, insieme a Messina e Civitella del Tronto, quest'ultima fortezza degli Abruzzi, combatteva ancora dopo il 17 marzo del 1861, giorno della proclamazione del Regno d'Italia.

 Sono totalmente d'accordo con lei, la storia è sempre presente e condiziona il futuro, circa il quale penso che il partito del sud, molto più che quello del nord, potrebbe finire con l'essere un ennesimo partito nazionale, poichè con l'effetto serra il sud è mobile, come la linea della palma o dell'ulivo... e ogni anno sale di latitudine (Giuseppe Clementino)

Anonimo 14 luglio 2009   15:53

Gentile Autore, il Partito del Sud non può non tenere conto della Storia, altrimenti è un salto nel buio. Le attuali regioni italiane, sono troppo recenti.Mussolini in epoca fascista, preso dalla mania per il classicisimo, modificò regioni e toponimi sulla base del mito imperiale romano: così Girgenti diventa Agrigento(Agrigentum), Capitanata, Terra di Bari e  Terra d'Otranto diventano la Puglia (Apulia), Terra di Lavoro(CE) i Principati diventano la Campania, come si chiamava nel periodo classico. Gaeta nel Lazio fu un' altra opera mussoliniana, fu infatti il Duce a ad ordinare il passaggio nel Lazio, al fine di creare il territorio per la provincia della neonata Latina (Littoria).

 

D'altronde ogni anno nella città di Gaeta, si svolge una manifestazione legittimista che vede la presenza di spettatori da ogni parte del Sud ed è molto sentita dalla popolazione. Si tratta della commemorazione della resistenza di Francesco II e Maria Sofia, con il resto dell'esercito borbonico che iscrisse la città dell'antica Terra di Lavoro nella lista delle Fedelissime, insieme a Messina e Civitella del Tronto, quest'ultima fortezza degli Abruzzi, combatteva ancora dopo il 17 marzo del 1861, giorno della proclamazione del Regno d'Italia.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
ItalianNews
Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
ItalianNews
Altre notizie
i.c.one italian wines