Partito del Sud. E’ un enigma, ci sono i manifesti e gli annunci, ma chi lo ha fatto nascere?

11 luglio 2009 00:00
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Il Partito del Sud è diventato un enigma. Chi lo vuole? Chi lo ha lanciato? Gianfranco Miccichè ha ribadito la sua volontà di costituirlo, Raffaele Lombardo l’ha dato per cosa fatta sino dal giorno dopo il risultato eletorale delle europee, e dei manifesti giganti sono stati affissi alla periferia di Palermo. Il logo, tuttavia, appartiene al partito del sud che si è presentato alle elezioni, quindi non può essere addebitato né a Micciché né a Lombardo.  Eppure sono loro che ne hanno parlato con insistenza e sono loro che alimentano l’aspettativa.
 

Il quotidiano La Stampa ha regalato all’iniziativa un paginone ed un titolo in prima pagina, Repubblica ha ospitato un articolo che non lascia dubbi sulle intenzioni dei protagonisti.  Raffaele Lombardo qualche settimana fa ha fatto sapere di avere affidato ad altri la guida del partito perché vuole dedicarsi unicamente al governo della Regione. Miccichè non ha concretamente presentato alcun logo né ha dato formalmente incarico ad alcuno di farlo.  In più l’iniziativa non è stata formalmente esaminata, discussa e formalmente approvata da alcun organismo.

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Se partisse dal Movimento per l’Autonomia gli organismi interni avrebbero dovuto riunirsi e votare un documento. Se Gianfranco Miccichè e coloro che la pensano come lui, avessero voluto formalizzare l’iniziativa, avrebbero dovuto darne conto e costituire un comitato promotore. Un partito non può nascere perché lo vuole un leader, a meno che le coswe siano cambiate in modo radicale in questi ultimi mesi. La voglia di farlo nascere e l’insistenza con cui è stata ribadita questa volontà sono innegabili, ma altrettanto innegabile è l’assenza di iniziative concrete perché gli annunci diventassero realtà.
 

Circolano perciò tante voci sulla paternità del partito. Pare che Lombardo non desideri in alcun  modo essere accostato all’iniziativa, nonostante l’intenzione manifestata nei giorni scorsi.  Il partito del Sud di Lombardo è lo stesso partito del Sud di Micciché?  Anche questo interrogativo, allo stato, è senza risposta. Potrebbe non essere affatto la stessa cosa. L’iniziativa di Miccichè mira abbastanza chiaramente a costituire un soggetto politico assai vicino al Pdl. Nascerebbe da una costola del Pdl e non avrebbe affatto l’opposizione del Cavaliere, che – secondo quanto ha raccontato lo stesso Miccichè non lo vedrebbe affatto come un “nemico”. Può darsi che le cose siano cambiate, ma è difficile, perché stando alle anticipazioni della Stampa con Miccichè si troverebbe anche Stefania Prestigiacomo, che è Ministro della Repubblica.

 

Va bene che il rimpasto è alle porte, ma  promuovere un partito nuovo senza l’assenso del leader sarebbe un suicidio per la Ministra. Non è in cima ai pensieri del Premier? Può darsi, ma non basta per sospettare un golpe, tutt’altro.  Stefania ha detto chiaro e tondo, tra l'altro, qualche mese fa a Miccichè che non l’avrebbe seguito nella ribellione e sarebbe rimasta nel Pdl.  E allora perché il suo nome viene fatto come la probabile leader del nuovo partito, la testimonial, il volto nuovo.  Miccichè starebbe alla macchina, Stefania al vertice, e Marcello dell’Utri l’ideologo.  Ma che c’entra Lombardo con tutto questo? Niente o quasi. E con i manifesti 6X3 del Partito del Sud? C’entra, ma fino a un certo punto.

 

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Anonimo 13 luglio 2009   15:19
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 luglio 2009. Visualizza »

RICATTI E AMBIZIONI DI POTERE, ALTRO CHE PARTITO DEL SUD

Quando un politico non si rassegna all'idea di passare la mano se arriva il momento di farlo e pretende di riemergere a qualunque costo, dando addosso persino a chi è stato il proprio leader, perde ogni credibilità e dirige rapidamente i suoi passi sul viale del tramonto. Il Partito del Sud è una sorta di minaccia annunciata, di grossolano ricatto gettato sul tavolo della politica che, nelle intenzioni di questi furbetti, dovrebbe sortire il risultato di garantirgli una fetta di potere consistente e l'incollaggio con mastice alle poltrone che contano. Con la più teatrale indifferenza, si passa dall'etichetta dell'Mpa a quella del Partito del Sud, che nella vera intenzione dei protagonisti dovrebbe formare un nuovo zoccolo duro (elettorale) tra Miccichè-Dell'Utri-Lombardo e loro contigui. Finalmente è caduta la maschera! Questi signori hanno travolto la volontà e la buonafede degli elettori alle ultime elezioni regionali, quando pensavano già di utilizzare i voti dell'Udc per raggiungere l'obiettivo e sbarazzarsene subito dopo, decapitandolo. Vigliaccheria e mediocrità penose, perfettamente aderenti ai personaggi di cui parliamo. Un errore davvero clamoroso aver candidato Lombardo, ma d'altronde se avessero portato Miccichè alla presidenza della Regione, oggi le cose sarebbero anche peggio. Oggi Miccichè pensa di succedere a Lombardo e si gioca tutto, o la va o la spacca. Infatti di questo si tratta, perchè è ampiamente dimostrato che questi signori al di là delle spacconate non sanno spingersi. Ma si, lasciamo che nasca questo Partito del Sud e andiamo alle elezioni, così Berlusconi dovrà necessariamente scendere giù in Sicilia, girare per ogni città un paio di mesi e sbarazzarsi definitivamente della zavorra, se non vuole sospingere quest'isola nel baratro. Una cosa è comunque sicura: il Partito del Sud è la trovata più farsesca, trasversale, ambigua e soprattutto inutile che poteva nascere in questo teatrino siciliano della politica, già amaramente calcato proprio da questi personaggi.

Sono in perfetta sintonia e condivido in pieno quanto detto dall'anonimo che titola la sua critica..

RICATTI E AMBIZIONI DI POTERE, ALTRO CHE PARTITO DEL SUD.

Bravo hai detto tutta la verità

Anonimo 12 luglio 2009   10:51

RICATTI E AMBIZIONI DI POTERE, ALTRO CHE PARTITO DEL SUD

Quando un politico non si rassegna all'idea di passare la mano se arriva il momento di farlo e pretende di riemergere a qualunque costo, dando addosso persino a chi è stato il proprio leader, perde ogni credibilità e dirige rapidamente i suoi passi sul viale del tramonto. Il Partito del Sud è una sorta di minaccia annunciata, di grossolano ricatto gettato sul tavolo della politica che, nelle intenzioni di questi furbetti, dovrebbe sortire il risultato di garantirgli una fetta di potere consistente e l'incollaggio con mastice alle poltrone che contano. Con la più teatrale indifferenza, si passa dall'etichetta dell'Mpa a quella del Partito del Sud, che nella vera intenzione dei protagonisti dovrebbe formare un nuovo zoccolo duro (elettorale) tra Miccichè-Dell'Utri-Lombardo e loro contigui. Finalmente è caduta la maschera! Questi signori hanno travolto la volontà e la buonafede degli elettori alle ultime elezioni regionali, quando pensavano già di utilizzare i voti dell'Udc per raggiungere l'obiettivo e sbarazzarsene subito dopo, decapitandolo. Vigliaccheria e mediocrità penose, perfettamente aderenti ai personaggi di cui parliamo. Un errore davvero clamoroso aver candidato Lombardo, ma d'altronde se avessero portato Miccichè alla presidenza della Regione, oggi le cose sarebbero anche peggio. Oggi Miccichè pensa di succedere a Lombardo e si gioca tutto, o la va o la spacca. Infatti di questo si tratta, perchè è ampiamente dimostrato che questi signori al di là delle spacconate non sanno spingersi. Ma si, lasciamo che nasca questo Partito del Sud e andiamo alle elezioni, così Berlusconi dovrà necessariamente scendere giù in Sicilia, girare per ogni città un paio di mesi e sbarazzarsi definitivamente della zavorra, se non vuole sospingere quest'isola nel baratro. Una cosa è comunque sicura: il Partito del Sud è la trovata più farsesca, trasversale, ambigua e soprattutto inutile che poteva nascere in questo teatrino siciliano della politica, già amaramente calcato proprio da questi personaggi.

Anonimo 11 luglio 2009   21:35

Un partito del sud sarebbe visto come una copia farsesca della Lega Nord, mi viene da ridere solo a pensarci. Immaginate solo i possibili paragoni...Padania vs. Terronia, l'ampolla del Po  vs. il battesimo dentro il fiume Oreto, Roma ladrona vs. Roma mammona, il celodurismo vs. la m...... nostrana ecc. ecc.

per non parlare dei temi cari alla Lega: federalismo fiscale (ossia i soldi che paghiamo in tasse rimangono qui), lotta all'immigrazione, localismo esasperato. Noi soldi in tasse ne versiamo poco e niente, immigrati non ce ne stanno, localismo esasperato quello lo abbiamo, ma non ci abbiamo mai concluso nullo.

E' evidente che la cosa non regge, non ci sarebbero nè i contenuti nè la base su cui la Lega ha costruito il suo successo.

Anonimo 11 luglio 2009   13:19

IL PRESIDENTE LOMBARDO,PERSONA NAVIGATA IN POLITICA,SA' CHE IL SUO PARTITO ESISTE IN FUNZIONE SUA E NEL TERRITORIO.USCIRE DALLA SICILIA DIVENTA SOLO UNA AVVENTURA.....COMUNQUE AUGURI.CARLO POCHY RIANO'

Anonimo 11 luglio 2009   09:29

girala comu vò...sempri cucuzza resta!!

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