Non rispondono alle domande dei giornalisti. Voltano le spalle, si comportano come fossero a casa loro, e invece amministrano i soldi degli italiani, fanno scelte impegnative a nome di tutti noi, assumono iniziative che cambiano la nostra vita, ci regalano guai o opportunità. E quando sbagliano, il mese dopo il nostro portafogli si affloscia. Se imbroccano l’idea giusta, ci danno una boccata d’ossigeno.
Si trovano nelle stanze dei bottoni sono perché li abbiamo scelti ed hanno il compito di rappresentarci. Non è possibile esercitare alcun controllo sul loro operato se non ci fanno sapere ciò che fanno. E’ da ingenui aspettarsi un comportamento diverso? Forse, ma questo non cambia il fatto che sia giusto pretendere di essere informati.
Se non abbiamo alcuna conoscenza delle loro decisioni, delle loro iniziative ci troviamo a piangerci addosso. Pretendere risposte, dunque, non è un atto di superbia, non è una dispettosa mancanza di rispetto, né un tentativo di fare mancare il terreno sotto i piedi ai rappresentanti delle istituzioni. Non solo a loro. I manager e gli amministratori di aziende private che svolgono servizi pubblici hanno il medesimo dovere di fare sapere, informare, comunicare.
C’è una legge, direte, quella della trasparenza che dovrebbe obbligare enti pubblici e privati, amministrazioni e autorities a raccontarci come stanno le cose, aggiornarci sugli eventi, farci toccare con mano come va.
Invece abbiamo i sondaggi commissionati dal premier che aprono le pagine dei giornali e diventano strumenti per rassicurarci sul modo giusti di essere governati.
Le risposte alle domande dei giornalisti sono la misura di una democrazia evoluta, la cartina di tornasole della correttezza dei governanti, del grado di confidenza che stabiliscono con il loro popolo. La insofferenza ai quesiti è una prova di inadeguatezza e, qualche volta, di ben più gravi fatti.
Il Paese vive una realtà in due dimensioni, una realtà virtuale, proposta dai media che indossano la museruola come se si indossasse la cintura in auto, per dovere ed evitare crash, ed una realtà che sfugge alla percezione dell’opinione pubblica, fatta di problemi, stenti, incertezza, disoccupazione.
Questa visione distorta della realtà poggia su una informazione “sequestrata” dal duopolio Rai-Mediaset che nel momento presente affida di fato al proprietario di Mediaset Presidente del Consiglio, un controllo sulla comunicazione che non ha uguale nei paesi democratici.
L’assenza di risposte ai quesiti dei giornalisti, tuttavia, non è un fatto privato fra Silvio Berlusconi e i media.
Le pubbliche informazioni, le istituzioni parlamentari non informano su come spendono i soldi dei contribuenti, sui costi della politica, sul finanziamento occulto ai partiti ed alle leadership. L’atteggiamento dei rappresentanti delle istituzioni verso le “risposte” è sostanzialmente identico ovunque, a Roma come a Palermo, a Milano o a Napoli, nella maggioranza quanto nell’opposizione.
Le assemblee legislative non avare dì informazione, la loro gestione non è monocratica, è affidata ai consigli di presidenza ed al collegio dei questori, organismi in cui sono presenti parlamentari della maggioranza e della minoranza. Sulla distribuzione dei contributi, gli stipendi, i privilegi, le prebende è essenziale una omogeneità di vedute. Se non c’è trasparenza vuole dire la volontà prevalente è di non concederla.
Facciamo un esempio concreto.
Abbiamo posto tredici domande al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, ed inviato una lettera al Capo dell’Opposizione parlamentare, che oggi è il Presidente del Gruppo parlamentare del Pd, Antonello Cracolici. Al primo abbiamo chiesto risposte, al secondo abbiamo chiesto di farci sapere qual è la loro posizione sulla questione. Attendiamo da 46 giorni le risposte e c’è chi ritiene che non arriveranno mai.
Perché? Le domande che abbiamo posto non riguardano fatti di casa loro. Ne proponiamo due, perché il lettore possa valutarle.
A quanto ammonta il vitalizio di un deputato dopo una legislatura? Quanti e quali deputati usufruiscono di un vitalizio in deroga e qual è l’entità dei vitalizi in deroga?
Chi gestisce il fondo di quiescenza dell’Assemblea regionale? Esiste un regolamento del Fondo e qual è? Esiste un consiglio d’amministrazione del fondo e un collegio dei sindaci revisori?
Qualcuno vuole spiegarci perché il Presidente Cascio non risponde? Perché non vuole farci sapere come stanno le cose? Che teme?
Se il problema fosse Berlusconi e la sua dimensione virtuale della realtà, sarebbe stato affrontato e risolto. Ma non è così, ci sono migliaia di pubbliche amministrazioni che si comportano proprio come Berlusconi e ritengono che il “governo” del Paese – locale, provinciale, regionale, nazionale – o di un servizio pubblico, sia una questione privata.
non importa che lingua si parla al mio paese, tanto probabilmente Lei capisce solo il Mongolo
Purtroppo non conosco la nobile lingua di Gengis Khan. Gente seria, quella, capace di conquistare la Cina a cavallo, mentre c'è chi il verbo "cavalcare" al di fuori dei confini di Villa Certosa non sa proprio più cosa significhi. Il mongolo è per me solo una lingua straniera, come probabilmente per Lei l'italiano.
Non ho capito che lingua si parla al suo Paese. A giudicare da come scrive, certamente non l'italiano.
non importa che lingua si parla al mio paese, tanto probabilmente Lei capisce solo il Mongolo
Il mio paese è un paese meraviglioso dove ognuno si fa i cavoli propri e non rompe le palle agli altri, in oltre non c'è ne invidia ne gelosia. Nel mio paese quelli come lei astiosi e rancorosi non possono entrare.
Non ho capito che lingua si parla al suo Paese. A giudicare da come scrive, certamente non l'italiano.
Ci piacerebbe conoscere il suo Paese, ci potrebbe capitare di trovarsi lì, così siamo in grado di regolarci per evitare i rischi di cui lei ci avverte con parole così cortesi
Il mio paese è un paese meraviglioso dove ognuno si fa i cavoli propri e non rompe le palle agli altri, in oltre non c'è ne invidia ne gelosia. Nel mio paese quelli come lei astiosi e rancorosi non possono entrare.
certi gionalisti non fanno altro che buttarti m...addosso anzichè una risposta si meriterebbero un bel calcio nel c....
al mio paese si fa così
Ci piacerebbe conoscere il suo Paese, ci potrebbe capitare di trovarsi lì, così siamo in grado di regolarci per evitare i rischi di cui lei ci avverte con parole così cortesi
quanto riportato nell'articolo è ormai diventata una pratica molto diffusa: al mio paese si dice che è cortesia salutare ed è educazione rispondere. E' chiaro che bisogna ricordarsi di questo piccolo particoare al momento delle elezioni! Ancora tempo ci perdete? Sicuramente questa classe "politica" ha altro tipo d urgenze da far conoscere a chi li ha eletti.
certi gionalisti non fanno altro che buttarti m...addosso anzichè una risposta si meriterebbero un bel calcio nel c....
al mio paese si fa così
Qualche domandina al presidente della regione no ?
Del resto se a livello nazionale rivolgiamo le domande a chi governa (Berlusconi) e non a chi presiese ll parlamento (Fini e Schifani) non capisco perchè a livello regionale non facciamo altrettanto.
Sappiamo bene che chi determina le politiche di governo ed amministra la cosa pubblica regionale è il presidente della regione non quello dell'assemblea.
Lo stesso presidente prima di governare la regione ha governato la provincia e il comune di Catania, quindi ce ne sarebbero di domande da fare viste le condizioni allucinanti in cui versa il territorio etneo. E onestamente Bianco e Musumeci , che tutti rimpiangiamo, avevano lasciato ben altra eredità.
Se a Voi non vengono domande magari potremmo suggerirle noi lettori ? Che ne pensate ?
quanto riportato nell'articolo è ormai diventata una pratica molto diffusa: al mio paese si dice che è cortesia salutare ed è educazione rispondere. E' chiaro che bisogna ricordarsi di questo piccolo particoare al momento delle elezioni! Ancora tempo ci perdete? Sicuramente questa classe "politica" ha altro tipo d urgenze da far conoscere a chi li ha eletti.