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Polemiche sulle nomine di Lombardo in società partecipate.
Barbagallo: "Scandalosi i doppi incarichi dei direttori"

07 luglio 2009 18:10
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"E' scandaloso che siano stati nominati dirigenti generali esterni con stipendi superiori a 200 mila euro l'anno e, nel contempo, alcuni direttori generali dell'amministrazione regionale siano privi di specifici incarichi e percepiscano ugualmente il loro stipendio di 170 mila euro l'anno". Ad affermarlo Giovanni Barbagallo, deputato regionale del Pd. "Alcuni di tali direttori esterni - aggiunge - ricoprono doppi incarichi, sono cioé titolari ad interim di più dipartimenti. La Regione dispone già di altri 2.245 dirigenti di ruolo e di 19.998 dipendenti. Nelle 25 società partecipate dalla Regione sono, inoltre, impiegati altri 3.546 dipendenti che sono pari a tutti gli impiegati in dotazione alla Regione Lombardia. A questi si devono aggiungere i circa 63 mila precari che ruotano nell'orbita della Regione Siciliana". "E' possibile - chiede - che tra tutto questo personale non ci siano le professionalità necessarie per l'amministrazione regionale e si debba ricorrere a soggetti esterni con un conseguente aggravio della spesa pubblica?"

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Sulle recenti nomine nelle società partecipate dalla Regione intervengono anche Michele Palazzotto ed Enzo Abbinanti, rispettivamente segretario generale Fp-Cgil Sicilia e componente della segreteria. "Il presidente della Regione dimostra, ancora una volta, che la sua politica infarcita di annunci che sistematicamente vengono disattesi. A questo - proseguono - si aggiunga la chiara volontà di controllare il processo di riordino della sanità nella sua Catania con nomine di amici e affini. Strano che non riesca ancora a dare le deleghe ai suoi assessori e a colmare di conseguenza i vuoti nei posti chiave dell'amministrazione che, ormai da mesi, sono senza direzione e procedono a vista". I responsabili della Fp-Cgil sostengono che "bisogna porre fine alla grave crisi politica dando seguito a tre priorità: dare le deleghe agli assessori, concludere le nomine di vertice delle amministrazioni con trasparenza e criteri di merito e chiudere con l'enorme spreco delle innumerevoli società che la Regione gestisce".

 

“L’assessore alla Sanità Massimo Russo si rende protagonista dell’ennesimo provvedimento spericolato, di dubbia legittimità e di evidente violenza sulla terzietà della burocrazia regionale. Le revoche dei commissari straordinari negli ospedali “Umberto I” di Enna e “Piemonte” di Messina sono atti di prevaricazione perché imbastiti su iniziativa del suo ufficio di gabinetto o non dal Dipartimento della pianificazione strategica. E’ questo l’agire che distingue Massimo Russo dai suoi predecessori?”. Lo afferma Nino Dina, deputato Udc all’Assemblea regionale siciliana. “I provvedimenti di revoca degli ex commissari – aggiunge Dina - non presentano alcuna motivazione, come è richiesto invece dalla legge, e pertanto le nuove nomine sono da intendersi come atti politici e di mero potere tant’è che tra i prescelti figura anche il cognato del presidente della regione Raffaele Lombardo. Auspichiamo – conclude Dina – che l’assessore Russo possa al più presto mettere da parte le liste di proscrizione su cui sta lavorando con scientifica applicazione”.  

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 08 luglio 2009   15:55
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 luglio 2009. Visualizza »

Le società partecipate della regione sicilia- eccezionali enti di massima levatura-  per meriti acqisiti  è meglio che vadano a dubai- come l'amia- a cominciare dalla  multiservizi a finire a sicilia innovazione..............siamo alla frutta o meglio all'immondizia

L'assessere  russo nomini  il medico nino dina come suo   primo collaboratore, lui di sanità se ne intende...................

Anonimo 08 luglio 2009   15:51
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Le società partecipate della regione sicilia- eccezionali enti di massima levatura-  per meriti acqisiti  è meglio che vadano a dubai- come l'amia- a cominciare dalla  multiservizi a finire a sicilia innovazione..............siamo alla frutta o meglio all'immondizia

I NOVANTA proprietari dell'assemblea regionale - divisi tra padrono e sotto-  sono i veri responsabili della disfatta della sicilia

Anonimo 08 luglio 2009   02:41
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 luglio 2009. Visualizza »

Caro Barbagallo le voglio attribuire la buona fede o se vuole accetto il ravvedimento tardivo. La madre di tutte queste nefandezze si chiama Legge regionale n. 10 del 2000 voluta, stilata, scritta, approvata da quello scellerato ma per fortuna breve Governo Capodicasa, con Assessore alla Presidenza il Diessino Crisafulli e l'altrettanto uomo rosso Orazio Aleo Direttore al Personale. Questa Triade infernale peggio non potevano concepire. Bene se lei è convinto di quello che scrive, si adoperi all'ars affinchè questo obbrobrio venga cancellato dal diritto regionale.  Credo che invece dagli sdegni i politici siciliani al massimo sappiano soffiarsene il naso.

Le società partecipate della regione sicilia- eccezionali enti di massima levatura-  per meriti acqisiti  è meglio che vadano a dubai- come l'amia- a cominciare dalla  multiservizi a finire a sicilia innovazione..............siamo alla frutta o meglio all'immondizia

Anonimo 07 luglio 2009   21:44

Per abolire lo scandalo, Onorevole Barbagallo, faccia nominare anche i Suoi,  "dirigenti generali esterni con stipendi superiori a 200 mila euro l'anno e, nel contempo, faccia sì che i direttori generali a Ella vicino, anche senza specifiche mansioni, continuino a percepire ugualmente il loro stipendio di 170 mila euro l'anno".

Elementare, no?

Sibilla Cumana

Anonimo 07 luglio 2009   18:32

Caro Barbagallo le voglio attribuire la buona fede o se vuole accetto il ravvedimento tardivo. La madre di tutte queste nefandezze si chiama Legge regionale n. 10 del 2000 voluta, stilata, scritta, approvata da quello scellerato ma per fortuna breve Governo Capodicasa, con Assessore alla Presidenza il Diessino Crisafulli e l'altrettanto uomo rosso Orazio Aleo Direttore al Personale. Questa Triade infernale peggio non potevano concepire. Bene se lei è convinto di quello che scrive, si adoperi all'ars affinchè questo obbrobrio venga cancellato dal diritto regionale.  Credo che invece dagli sdegni i politici siciliani al massimo sappiano soffiarsene il naso.

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