(Insider) E alla fine un altro vertice a Palazzo Grazioli benedisse il Lombardo bis. Giovedì sera poco dopo le 22, Raffaele Lombardo e Angelino Alfano si sono rivisti insieme a Berlusconi a una settimana esatta dall’incontro romano col Premier che sbloccò l’empasse del governo regionale.
Un incontro che archivia, almeno per ora, la crisi della giunta siciliana per passare finalmente a un’azione di governo più forte e risoluta.
E soprattutto utile per aprire quel tavolo di confronto col governo nazionale per dare finalmente alle regioni del Mezzogiorno i fondi Fas, che Lombardo e Miccichè da mesi reclamano a gran voce. Una benedizione importante quella di Berlusconi che serve a Lombardo a mettere in cassaforte il risultato e spegnere sul nascere il nuovo timido tentativo dei coordinatori nazionali del Pdl di riaprire il gioco per l’ingresso del partito di Casini e Cuffaro nel governo siciliano.Una riunione che era stata preceduta, sempre giovedì sera, a palazzo Madama, dall’incontro di Lombardo e Alfano con il presidente del Senato Renato Schifani per mettere a punto deleghe e definire le priorità del governo siciliano nei prossimi mesi, ma anche per parlare della sempre più scottante vicenda di palazzo delle Aquile. Tutto chiaro, dunque, ma solo per ora: perché a breve il quadro politico nell’isola subirà sconvolgimenti.
L’intreccio tra le vicende del Comune di Palermo e quelle della Regione sono ormai chiare. L’Amia rimane un punto interrogativo anche sotto il profilo giudiziario, mentre altre note vicende non solo di carattere politico e amministrativo potrebbe presto giungere a definizione.
Oggi Lombardo completerà il puzzle delle deleghe assessoriali ancora mancanti per fare andare finalmente in mare aperto il Lombardo Bis appena varato. Fatto sta che oltre a Miccichè ora Lombardo può anche contare sul sostegno, fino a dieci giorni fa impensabile, del duo Alfano-Schifani.
Questo mentre Castiglione, rimasto orfano dei suoi protettori romani, ridotto ormai a sottolineare un breve incontro avuto col governatore tenta disperatamente di salvare la poltrona di coordinatore che oramai sembra possedere solo come sgabello, utile cioè per alzarsi più in alto e vedere cosa gli è ormai rimasto del grande esercito che solo per un mese (maggio) egli ha guidato senza troppa fortuna. Tuttavia il ministro Alfano sta cercando nuove formule per rilegittimare Castiglione nel ruolo di coordinatore.