Su termovalorizzatori e rifiuti in Sicilia, Lombardo è
“revisionista” e dice all’Arra: “adesso si cambia tutto”

di Ignazio Panzica
04 luglio 2009 08:30
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Termovalorizzatori in Sicilia. La gara di appalto europea per i primi tre, del 30 giugno scorso, “aperta” a tutti ma andata deserta, sta spingendo il presidente della Regione ad imporre all’Arra un cambio di strategia. Se pensiamo che il “Piano dei rifiuti” che prevedeva i quattro mega termovalorizzatori in Sicilia (indipendentemente dagli obblighi e dagli obiettivi posti dalla Ue sulla raccolta differenziata) è del 2002, e non è mai passato dal vaglio dell’Ars, si comprende il perché dell’orientamento “revisionista” di Raffaele Lombardo.

Cosa vuole fare il governatore? Intanto, spiegano i suoi collaboratori, non può e non vuole smentire né la sua adesione alla filosofia sull’energia pulita e la terza rivoluzione industriale di Rifkin, né le norme di legge sul riciclo ed il riuso dei rifiuti, che impone alla Sicilia di raggiungere la quota di raccolta differenziata del 65%, entro il 31 dicembre 2011. Pena, pesanti multe della Ue

Prioritariamente, il presidente intende chiudere con il “pasticcio”, di origine cuffariano, delle ingombranti presenze della Falck, della Waste Italia e della Sicilpower. Grandi soggetti imprenditoriali, legittimamente interessati a vendere ciò che già fanno, ed hanno (ossia tecnologie del 1999- 2002 ormai superate), per realizzare il massimo del profitto con il minimo dello sforzo (ndr :subappalti in loco a parte). Aziende che, in quanto “vincitrici” della prima gara , organizzata per “concessioni” (ndr: ossia cedendo, irrevocabilmente, a soggetti privati, la titolarità e la proprietà di: progetti, terreni, autorizzazioni, titoli di finanziamento pubblico) porterebbe in sè l’incognita di spogliare la Regione di ogni prerogativa, sia di programmazione del settore rifiuti, che di loro legittimo controllo diretto. Quindi, una parte strategica della filiera dei rifiuti finirebbe, esclusivamente, nelle mani di privati, legittimamente interessati a massimizzare il loro profitto, con riverberi non benefici sulle future aliquote Tarsu. Sarebbe , perciò, un’avventura. Aggravata dalle mega dimensione degli impianti e dalle tecnologie che si prevedono di utilizzare e che, al di là della loro datazione, prevedono, sempre, il sistema dell’espulsione di gas e vapori, tramite un camino; che non può dare mai certezze.

Così, il leader politico autonomista, che al suo ultimo congresso nazionale dell’Mpa ha tuonato contro le precedenti classi politiche siciliane di governo, per i disastri ambientali di Melilli e Priolo, ora non può “rischiare” di mettersi lui sottoscopa per il futuro. Non ne avrebbe nessun vantaggio politico, né alcuna scusante.

Ecco, perché Lombardo pensa ad impianti di dimensioni sensibilmente più piccoli, parecchio meno costosi, più numerosi (da 4 a 6/7), ma soprattutto tecnologicamente di ultima generazione, e senza camino verticale. L’unica, materiale garanzia, che questi impianti non possano produrre un inquinamento eco-ambientale. Negli ultimi anni sia l’Enea che il Cnr, hanno collaborato con americani e scandinavi sulla nuova frontiera del metodo della “pirolisi”, con processo di “gassificazione”, a fiamma “fredda”. Il tipo di procedimento che permette la massima resa produttiva ed energetica nella bruciatura dei rifiuti, con il pregio di minori costi – di costruzione e gestione – senza alcuna alea di emissioni inquinanti (niente pm10, nano polveri, diossina, etc) nell’atmosfera.

Esistono due possibili soluzioni, tecnologicamente contigue, già diffuse sia in Europa che negli Stati Uniti: la “dissociazione molecolare” ed i termovalorizzatori “a torcia al plasma” (e senza camino verticale).

Per sommi capi, vi facciamo un esempio concreto: un impianto “a dissociazione molecolare” della capacità di lavorazione di 250mila tonnellate l’anno (adeguato per Palermo e provincia) costerebbe all’incirca 15 milioni di euro, impegnerebbe una quarantina di dipendenti, avrebbe un costo di manutenzione sui 4 milioni di euro l’anno, con un costo di smaltimento dei residui appena attorno al un milione e mezzo di euro, contro un ricavo certo al minimo di 8 milioni di euro annui, solo per vendita di energia. Ed infine, per costruirli basterebbero poco meno di 400 giorni lavorativi. Se poi fosse dotato dei moderni pannelli solari di ultima generazione (per alimentarne la produzione), diverrebbe un modello “verde” di riferimento per l’Italia e per l’Europa.

Peraltro, ridiscutere l’allocazione dei nuovi siti degli impianti e l’innalzamento del loro numero – come sta facendo Lombardo - permetterebbe di erigere un ulteriore parapetto ideale, per reggere lo scontro in un eventuale contenzioso giudiziario con la Falck e le altre società interessate. Aziende “concessionarie”, che reclamano il pagamento complessivo di circa 300 milioni di euro quale rimborso per lavori preliminari, già effettuati nei quattro siti a suo tempo previsti, sulla base della originaria gara di “affidamento in concessione”; la stessa, fortunatamente, cassata in radice dall’Alta Corte di Giustizia Europea.

Ha spiegato Lombardo. “E’ vero, che esiste il rischio di un duro contenzioso giudiziario. Ma non è vero che procedendo come io mi riprometto, si rischia di perdere altro tempo utile per fronteggiare l’emergenza, o addirittura di perdere tutti i finanziamenti pubblici. Perché, comunque, per costruire i quattro termovalorizzatori previsti ci vorrebbero almeno tre/quattro anni di ulteriore attesa, per cui nel frattempo dovremmo continuare ad andare avanti con le discariche. Il Piano, poi, si può cambiare senza alcun rischio, specie se lo vota l’Ars, che quello di Cuffaro non ha mai votato”.

Infine, il presidente della Regione ha espresso la sua determinazione a voler affrontare al più presto all’Ars la riforma degli Ato, bloccata da Udc e Pdl da circa 8 mesi. Il fallimento e l’agonia di almeno 19 Ato su 27, ha già prodotto un “buco” complessivo da pagare per le casse regionali, di oltre un miliardo di euro. Una voragine incredibile. “Aver ritardato l’iter di questa indispensabile riforma Ato – ha commentato Lombardo – è stato un vero e proprio atto criminale, che ha consegnato all’incedere dell’emergenza rifiuti, intere porzioni del nostro territorio regionale”. Ribadendo, così, quanto aveva già dichiarato a Siciliainformazioni.com il 15 maggio scorso.

Sulla recente e velata minaccia di Berlusconi di voler commissariare, da Roma, il comparto rifiuti siciliano, Lombardo ha invece glissato. Evitando di prendere una posizione diretta e frontale. Delegando la gestione della fattispecie all’opera ed alla valutazione dell’assessore alla Protezione civile Gaetano Armao che, da fine giurista, ha messo subito le mani avanti: “Vedremo e valuteremo laddove sussistano le condizioni”. Parole che ci permettiamo, arbitrariamente, di poter tradurre così: “Si potrà concordare una sorta di commissariamento, se potranno tornarci utili, alla bisogna, nuovi ed importanti fondi statali, extra Fas e a condizione di non perdere, però, la nostra autonoma titolarità regionale di iniziativa, gestione e controllo”.

 

(editing Dario La Rosa)

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Anonimo 08 luglio 2009   13:14
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 luglio 2009. Visualizza »

 Ma perchè prima di scrivere non fai un minimo sforzo per capire almeno quello che è scritto in maniera chiarissima.


Non capisco perchè dobbiamo continuare a dare l'impressione a chi legge dall'esterno che siamo ancora un popolo di analfabeti!


Se hai bisogno di sfogare le tue frustrazioni, fallo altrove ma non qui. Grazie


 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com

Pregiatissimo Signor Coniglio,

in questi ultimi tempi, la trovo sempre più intollerante verso quei Commentatori che si "divertono" a provocare e a punzecchiare, per alleggerire la monotonia di alcuni prolissi commenti.

Perchè Signor Coniglio?

Sibilla Cumana

Anonimo 07 luglio 2009   16:22

Non credo che l'interesse sia di fare bene e di rispettare le normative per costruire i termo valorizatori, si perde tempo e si accendono dispute solamente per trovare il modo più conveniente per spartire la torta.

Da quello che ormai siamo abbituati a vedere  da decenni in Sicilia  le cose utili o non si fanno  o se si fanno sono inservibili e bisogna rifare il tutto e quindi ricominciare a disputare per la spartizzione dell'ennesima torta.(blasco)

Anonimo 06 luglio 2009   09:50
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 luglio 2009. Visualizza »

Non ho capito questo commento e quello precedente. Il mega-progetto dei 4 inceneritori, voluto da Cuffaro, che per funzionare a regime dovevano importare immondizia da tutta Europa e bruciarla in Sicilia era un piano "ambientalista"?

L'obiettivo del 65 % di raccolta differenziata, peraltro imposto dall'Europa, ci farebbe respirare diossina?

Impedire che i 4 megaimpianti vadano alle solite 4 grandi imprese del nord che poi, in subappalto, avrebbero dato qualcosa alle imprese locali amiche degli amici non era business, peraltro al solito a nostro danno?

Ma va, va...

Aveva ragione Lord Bentinck. I Siciliani andrebbero governati solo col bastone. Non puoi fare una cosa nel loro interesse che i primi che ti ritrovi contro sono proprio loro.

Presidente, avanti tutta, se non sbaglio Crosta era quello dello scandalo per il compenso professionale più alto d'Italia. Mi ricordo sul tema un'intervista di Ilaria D'Amico a Cuffaro che ci fece cadere la faccia per terra.

Io mi ricordo un bel servizio di Report---Rai Tre - Sulla gestione e la statura morale di Lombardo nel catanese!

Anonimo 06 luglio 2009   08:51

Bene, benissimo Lombardo per le intenzioni. Ma la mia personale preoccupazione è che ci mettano il naso da Roma in quanto la posta in gioco è altissima e le società interessate hanno riferimenti certamente alti. Speriamo come siciliani in Lombardo e nel PdL compatto per il bene della Sicilia. Se al governo ci fosse stato l'UDC come mai si sarebbe potuta portere avanti questa strada che cozza con quella del precedente governatore? Se il PdL è compatto allora si riuscirà a realizzare quanto descritto, altrimenti....

Il Pattese

Anonimo 06 luglio 2009   07:39
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 luglio 2009. Visualizza »

rimango sempre di più incredulo alla politica fantocciana del presidente Lombardo. In questo articolo viene chiamato revisionista secondo me visto la politica che sta attuando lo chiamerei disfattista...

nicola da Palermo

 Ma perchè prima di scrivere non fai un minimo sforzo per capire almeno quello che è scritto in maniera chiarissima.


Non capisco perchè dobbiamo continuare a dare l'impressione a chi legge dall'esterno che siamo ancora un popolo di analfabeti!


Se hai bisogno di sfogare le tue frustrazioni, fallo altrove ma non qui. Grazie


 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com

Anonimo 05 luglio 2009   23:29

rifiuti in vendita in box stile souvenir   http://nycgarbage.com/artist.html

perchè non provare a palermo ?

Se a NY ci rescono ...

Anonimo 05 luglio 2009   16:37
L'utente ha risposto al commento anonimo del 05 luglio 2009. Visualizza »

Non ho capito questo commento e quello precedente. Il mega-progetto dei 4 inceneritori, voluto da Cuffaro, che per funzionare a regime dovevano importare immondizia da tutta Europa e bruciarla in Sicilia era un piano "ambientalista"?

L'obiettivo del 65 % di raccolta differenziata, peraltro imposto dall'Europa, ci farebbe respirare diossina?

Impedire che i 4 megaimpianti vadano alle solite 4 grandi imprese del nord che poi, in subappalto, avrebbero dato qualcosa alle imprese locali amiche degli amici non era business, peraltro al solito a nostro danno?

Ma va, va...

Aveva ragione Lord Bentinck. I Siciliani andrebbero governati solo col bastone. Non puoi fare una cosa nel loro interesse che i primi che ti ritrovi contro sono proprio loro.

Presidente, avanti tutta, se non sbaglio Crosta era quello dello scandalo per il compenso professionale più alto d'Italia. Mi ricordo sul tema un'intervista di Ilaria D'Amico a Cuffaro che ci fece cadere la faccia per terra.

 

Questo si chiama parlare.

Chi fa commenti contro l'azione politica di Raffaele Lombardo è palesemente in malafede e non ha capito che il malaffare, la corruzione, la sopraffazione, lo sperpero, l'inganno ai danni dei Siciliani sono ormai alla frutta.

Ed è questo che fa impazzire e schiumare di rabbia chi, invece, ha il solo scopo di tramare contro i Siciliani a favore delle proprie tasche.

Lombardo ha l'approvazione dei Siciliani onesti.

Hai proprio ragione: i siciliani - quelli con la schiena piegata intendo, come alcuni di questi commentatori - hanno più bisogno del bastone che della carota.

Sono queste persone che disonorano la Sicilia e i Siciliani con la complicità di partiti che fanno gli interessi propri e del Nord.

Sapete perché in continuazione la Lega Nord si appropria di fondi destinati al Sud e li gira al Nord? Sapete perché la Lega Nord - che fa gli interessi della padania - ottiene successi su successi a favore della propria economia?

Perché le popolazioni del Nord votano compatte per la Lega, coscienti che si tratta di un partito che fa veramente gli interessi dei lombardi, dei veneti, dei piemontesi e così via. E in questo modo hanno imposto le proprie decisioni anche a Roma e ai partiti nazionali.

Perché questo non succede anche in Sicilia?

Forse perché la maggior parte dei siciliani è schiava delle clientele dei vari politici?

Forse perché la maggior parte dei siciliani è interessata più al favore personale chiesto al solito politico imbroglione che al vero cambiamento della Sicilia?

Qualsiasi sia il motivo, io sono stanco di vedere una Sicilia senza speranza. Basterebbe cambiare la mentalità masochista e rassegnata - e in molti casi ion malafede - della maggior parte dei siciliani per dare alla Sicilia nuova dignità. Una dignità che - ahimè - ad oggi non ha e di cui nemmeno sente il bisogno.

 

Primo Turri

 

Anonimo 05 luglio 2009   14:40

Credo che Lombardo farebbe bene a divenire revisionista anche sulla questione del ponte. Tanto, non mi pare che gli venga nulla dai signori de ponte, mentre la reale questione infrastrutturale siciliana non può più essere rinviata, vedi Termini Imerese; nè possono continuarsi a dilapidare fondi per il nulla.

Anonimo 05 luglio 2009   14:36

Giuseppe Maritati

Anonimo 05 luglio 2009   14:23

Se i lettori hanno compreso le vere ragioni politiche di quel faraonico piano rifiuti, che ha costretto la Sicilia a preferire le discariche alla raccolta differenziata, lo devono all'accurato e onesto lavoro di indagine portato avanti dall'autore di questi articoli che fanno luce su un tema di estrema complessità e rilevanza economico sociale.  Un elogio anche per la sintetica descrizione sulle moderne teconologie e procedimenti di termovalorizzazione.

Ma se è positivo che il presidente Lombardo riconosca la necessità di archiviare subito il progetto Cuffaro non si capisce perchè continui a parlare di  piccoli termovalorizzatori quando la comunità scientifica resta divisa sul ricorso alla fase dell'incenerimento per i rischi legati  all'aumento di patologie tumorali e tiroidee. Non per fini allarmistici Panzica richiama la tragica lezione vissuta dalle popolazioni di Priolo e Melilli.

Il contenzioso giudiziario va esaminato con attenzione tenendo ben presente la permeabilità politica e istituzioniale  alle spinte affaristiche e alle dinamiche corruttive e criminali, oggetto di indagine della magistratura. E comunque dentro i binari della legge e del regolamento dei Lavori Pubblici.    

Anonimo 05 luglio 2009   13:18

 

A proposito del buco di un miliardo di euro prodotto dalla gestione degli ATO rifiuti cosa dice la Cordte dei Conti nella requisitoria?Qualcuno pagherà mai per il danno prodotto?

Mi permeto inoltre di far notare che sarebbe utile illustrare per sommi capi  le nuove tecnologie per il trattamento dei rifiuti di cui si parla nell'articolo.Possibile che non ci siano emissioni ?Perchè non si forniscono dati di confronto tra le varie tecnologie:emissioni,ceneri, energia prodotta etc.Possibile che non sia necessario nessun camino (nè verticale, nè orizzontale etc)?

Anonimo 05 luglio 2009   11:09

rimango sempre di più incredulo alla politica fantocciana del presidente Lombardo. In questo articolo viene chiamato revisionista secondo me visto la politica che sta attuando lo chiamerei disfattista...

nicola da Palermo

Anonimo 05 luglio 2009   10:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 05 luglio 2009. Visualizza »

Ecco cosa c'è dietro all'accordo Berlusconi- Lombardo! Un bel businis in deregulation.

E' anche possibile che ci siano accordi di vertice per il problema rifiuti in Sicilia. Ben vengano se serviranno a risolvere il gravissimo ed ormai insostenibile problema. Mi e vi chiedo: Ma è mai possibile che una commissione regionale, nel caso specifico quella el territorio ed ambiente, tenga sotto scacco un'intera regione e metta continuamente in difficolltà l'argomento rifiuti?. Per quanto tempo si può tirare avanti così? Ma la Sicilia conosce bene il presidente della commissione territorio e ambiente? Andate su YOUTUBE e digitate  - lo stile dell'onorevole -. Ascoltate attentamente il comizio, vi renderete subito conto.....Fatevi una vostra opinione.......Questi ONOREVOLI dovrebbero risolvere i nostri problemi???????

Presidente continui così!! E' impossibile lavorare per la sicilia con questi personaggi . I siciliani vicini a lei aumentano sempre di più!!! 

Anonimo 05 luglio 2009   09:19

Di certo la sicilia non ha bisogno di  ben quattro megainceneritori per i rifiuti.

 La sicilia come tutte le regioni meridionali produce circa la metà dei rifiuti che si producono in una regione

del nord ( circa 540 kl  pro capite l'anno in sicilia dati 2006), quello che occorre in sicilia è fare una raccolta

differenziata del 40/50 %   e utillizzare il sistema Thor per consorzi di comuni.

  I megainceneritori oltre che costosi, inquinanti, pericolosi, producono ceneri che debbono essere inviate

in Germania per lo smaltimento con costi proibitivi, per non parlare delle ceneri finissime e nocive che finiscono

nell'aria. Dall'inceneritore di Brescia ogni giorno partono carichi di cenere diretti in Germania e da Brescia

la Germania è molto più vicina.

 Seguo con molta apprensione questa storia dei rifiuti in sicilia e la vergogna di quasi tutti gli Ato che non

funzionano e nessuno prende provvedimenti. La mia regione rischia molto sia sotto il profilo sanitario che

ambientale con danni enormi per l'immagine e il turismo, uno dei settori che produce lavoro e ricchezza.

  Mi sono reso conto quali partiti e quali personaggi hanno voluto tutto questo e mi fa piacere constatare

che molti altri la pensano come me. 

   Ulisse

Anonimo 05 luglio 2009   08:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 05 luglio 2009. Visualizza »

Tanto Felice Crosta ha ormai le ore contate all'ARRA. Poi Lombardo ci piazza uno dei suoi e la Sicilia avrà tutta la diossina che vuole!

Non ho capito questo commento e quello precedente. Il mega-progetto dei 4 inceneritori, voluto da Cuffaro, che per funzionare a regime dovevano importare immondizia da tutta Europa e bruciarla in Sicilia era un piano "ambientalista"?

L'obiettivo del 65 % di raccolta differenziata, peraltro imposto dall'Europa, ci farebbe respirare diossina?

Impedire che i 4 megaimpianti vadano alle solite 4 grandi imprese del nord che poi, in subappalto, avrebbero dato qualcosa alle imprese locali amiche degli amici non era business, peraltro al solito a nostro danno?

Ma va, va...

Aveva ragione Lord Bentinck. I Siciliani andrebbero governati solo col bastone. Non puoi fare una cosa nel loro interesse che i primi che ti ritrovi contro sono proprio loro.

Presidente, avanti tutta, se non sbaglio Crosta era quello dello scandalo per il compenso professionale più alto d'Italia. Mi ricordo sul tema un'intervista di Ilaria D'Amico a Cuffaro che ci fece cadere la faccia per terra.

Anonimo 04 luglio 2009   12:51

Tanto Felice Crosta ha ormai le ore contate all'ARRA. Poi Lombardo ci piazza uno dei suoi e la Sicilia avrà tutta la diossina che vuole!

Anonimo 04 luglio 2009   12:49

Ecco cosa c'è dietro all'accordo Berlusconi- Lombardo! Un bel businis in deregulation.

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