C’è una terra che unisce e sintetizza come un crogiuolo alchemico svariate dottrine filosofiche e religiose e questa è la Sicilia. Molti accadimenti della storia hanno avuto per centro la Sicilia. I greci la scelsero per costruirvi una grande civiltà, gli ebrei in fuga da Gerusalemme distrutta dai romani vi si stabilirono,gli islamici fecero di Palermo una importante capitale, i normanni ne fecero la sede dell’impero universale immaginato dallo "stupor Mundi"
Federico II. Tutti gli ordini cavallereschi, dopo la perdita dei sacri territori si fermarono in Sicilia. La Sicilia ha dunque una sua unità culturale cementata dai millenni della sua storia. Paradossalmente all’estremo nord d’Italia nel lontano Alto Adige troviamo la medesima unità culturale pur espressa in termini diversi. Ed oggi gli Altoatesini si sentono già fuori dell’Italia.
A Merano ed a Bolzano le celebrazioni in onore di Andreas Hofner eroe battutosi contro Napoleone hanno visto la partecipazione di una folla che non si vedeva dal lontano 1910 quando giunse l’imperatore Francesco Giuseppe. Con tanto di “Schutzen” armati ed in divisa il 33% degli abitanti sud tirolesi aspira ad una completa indipendenza dall’Italia mentre un ulteriore 22% aspira ad un ritorno all’Austria. Che significa tutto questo? Si tratta di un mai sopito irredentismo o c’è qualcosa d’altro?. Ed in più il modello sud tirolese è esportabile in Sicilia?
La questione è complessa, tuttavia ci sono impressionanti similitudini tra le due regioni. L’impresa di Garibaldi e dei suoi sodali massoni compresse l’identità politica e culturale sicula nell’ibrida fusione con l’Italia Savoiarda, mentre la Grande guerra ed i successivi trattati internazionali annessero i territori del sud Tirolo all’Italia. Ma le ragioni storiche dell’anelito all’indipendenza vanno ricondotti agli Ordini monastico-cavallereschi medievali, ed in particolare ai cavalieri Teutonici che con la loro duplice natura di organizzazioni militari e religiose, furono i principali protagonisti delle grandi trasformazioni economiche e sociali che avvennero in quelle epoche tormentate. A loro dobbiamo il modello della struttura politica che ha plasmato la civiltà occidentale, lo stile architettonico e l’organizzazione sociale.
Dopo la perdita dei sacri territori, i Teutonici, si insediarono in Sicilia e in Puglia. L’ospedale di S. Tommaso a Barletta (costruito dallo stesso ordine) e la chiesa della Trinità a Palermo furono le loro prime sedi. Nel 1206 venne fondata in Sicilia la commenda di Polizzi. Più tardi nel 1219 a Palermo, l’Ordine ottenne l’ospedale di San Giovanni dei Lebbrosi, mentre in Puglia gli venne permesso di costruire oltre alle ‘domus teutonicorum’ ubicate nei porti di Brindisi e Barletta, anche una grande masseria fortificata detta Torre Alemanna. Il duca polacco Corrado di Mazovia nel 1211 chiese all’Ordine Teutonico di intervenire contro le incursioni delle popolazioni pagane di ceppo slavo, offrendo loro il diritto di insediarsi nei territori liberati. Tale diritto venne riconosciuto con la bolla di Rimini (1226) da parte di Federico II° di Svevia sancì la sovranità dell’Ordine sulle terre cristianizzate.
Il sistema politico espresso dai Teutonici è visibile ancor oggi nei territori dell’Alto Adige e del Trentino con i possenti manieri da loro edificati e dalle loro splendide commende. I Cavalieri Teutonici hanno avuto un ruolo preminente nella costruzione dell’Europa e hanno fornito il modello dello stato moderno. Le popolazioni slave, barbare e pagane degli Abotriti, dei Vagri e dei Polabi, dei Prussiani, dei Lituani, dei Lettoni (Semgalli, Curi e Livoni) e degli Estoni, che praticavano la poligamia e un politeismo che divinizzava le forze della natura, la Luna, le stelle e certi animali come la lucertola, il serpente e la rana, furono sconfitti e sottomessi, e i loro vastissimi territori recuperati alla cristianità. I metodi seguiti erano sempre gli stessi. Dopo aver sconfitto in battaglia i pagani, era subito edificata nel territorio conquistato una fortezza, attorno alla quale veniva sviluppata una città, dove affluivano i coloni tedeschi che si mescolavano con la popolazione locale.
La loro azione militare e politica è servita a unificare l’intera Europa da un punto di vista religioso, Essi diedero una nuova impostazione alla geografia dell’impero grazie a un modello architettonico preciso, che privilegiava le città, le fiere, i mercati e la circolazione del denaro, a testimonianza del ben noto rapporto fra potere e architettura.
All’inizio del Quattrocento, momento del suo massimo splendore, l’Ordine Teutonico esercitava la sovranità su una popolazione di oltre due milioni di individui divisi in nove province di cui due dette di combattimento: Prussia e Livonia, e altre sette di pace: Germania, Austria, Boemia, Ungheria, Lorena-Borgogna, Italia e Pomerania. L’ordine possedeva diciannovemila villaggi, cinquantacinque città dotate di mura e quarantotto grandi fortezze.Nelle due province di combattimento, Prussia e Livonia, l’Ordine disponeva di tremila cavalieri in arme nella prima, e di cinquecento nella seconda, che avevano l’obbligo di risiedere nelle fortezze tra Prussia e Livonia. il modello politico da seguire diventa con simili presupposti un partito con forti connotazioni regionali o locali piuttosto che un fantomatico partito d’area (del Sud?).
Tanto in Sicilia che in Alto Adige.
Che Antonio Canepa sia il nostro Hofner?
Egregio lettore,
mi scuso del refuso dattilografico. Ovviamente ha ragione Lei si tratta dell'eroe Hofer e non come erroneante TRASCRITTO HOFNER. A parte l'involontario errore di battitura Lei comunque non sembra aver colto il senso generale del mio scritto.
S. Panvini
Egregio Panvini,
se di refuso da battitura si tratta, Le consiglio di controllare meglio i testi prima di inviarli, poichè lo stesso errore è contenuto due volte nel corpo dello stesso articolo.
In quanto al senso dell'articolo, che si conclude con un ipotizzato parallelo tra Hofer e Canepa, mi permetto di ribadire in toto il mio giudizio.
La storia e le religioni plasmano i popoli ma la storia siciliana è così varia e complessa che a volte anche noi stessi non ci rendiamo conto delle potenzialità nascoste che potremmo sviluppare. Forse siamo l'unico popolo accondiscendente nei confronti di più religioni praticabili sul territorio; la storia siciliana appunto, ci insegna che in passato, la presenza di culture musulmane, ortodosse e cristiane con alto livello di espressione culturale, hanno trasmesso un senso di riconoscimento e rispetto per le altre culture che oggi deve diventare una risorsa ed un'esperienza da trasmettere agli altri popoli. L'indole siciliana e tutta particolare.. non dimentichiamo le visite ufficiali della regina Elisabetta , re Juan Carlos di Spagna per fare due esempi ecltatanti che ricordo benissimo e mi sconvolsero (soprattutto il secondo) per la partecipazione numerica della gente per strada.. il re di Spagna che aveva fatto di così eclatante per meritarsi questo tipo di accoglienza? Di contro, solo Pertini da quello che ricordo, ha meritato accoglienza dignitosa tra i capi di stato italiani.
Cosa significa tutto questo ? Che nel nostro subconscio ci rendiamo conto di essere penalizzati, bloccati, non valorizzati. Comprendo bene perché gli alto atesini sceglierebbero l'Austria in cambio dell'Italia.. noi saremo subito pronti ad un ricambio perché ci riteniamo sempre incapaci di auto governarci ..(in effetti con quello che ha prodotto la classe politica siciliana ...). Adesso sono maturi i tempi per decidere in maniera più responsabile ? Esistono le condizioni per realizzare questo progetto ? Aiutatemi perché io non lo so ancora ..
MX
Gentile Signor MX,
credo che potenzialità per la definizione di un soggetto politico autonomo siciliano esistano oggi come esistevano nel passato. Occorre però che sorga una classe politica realmente indipendentista che sappia indirizzare le notevoli risorse economiche della sicilia a vantaggio dei Siciliani valorizzandone in pieno le potenzialità troppo a lungo represse . Operazione non facile poi è scrollarsi di dosso i poteri occulti che hanno spento sul nascere le spinte che più volte si sono manifestate (a partire dai Vespri siciliani) nella storia sicula.
S. Panvini
Credo che l'articolo abbia avuto il merito di evidenziare che una generica "lega sud" non avrebbe molte probabilità di successo se non si incardina nella storia e nell'identità dei popoli che dovrebbe rappresentare.
E in questo senso la diluizione di una terra con caratteristiche identitarie fortissime, come la Sicilia, in un generico "sud", potrebbe essere un tragico errore, come quello dell'apparentamento con La Destra o lo sbarco al Nord delle liste autonomiste.
Il meridionalismo politico non è impraticabile, ma va incardinato innanzitutto in un autonomismo siciliano identitario che sia autosufficiente; poi, se possibile, si trovino pure sponde e alleati nel Sud continentale ed in Sardegna.
L'estremo tatticismo non paga. E la Sicilia, con una propria identità geopolitica ed altrettanto propri interessi, non può mancare di avere una propria ed esclusiva rappresentanza politica, che manca da troppo tempo.
E non si dica che è troppo "piccola". L'esempio del Sud Tirolo dimostra che questo è un problema solo per gli autonomismi immaturi.
Lombardo è avvertito. Io l'ho capita così.
Massimo Costa
Egregio Signor Costa,
Le confermo che Lei ha colto nel segno nell'interpretare il mio scritto . Aggiungo che ritengo assolutamente impraticaBILE QUALSIASI movimento politico d'area (Italia compresa) scollegato con il nucleo culturale e sociale centrale espresso nell'area medesima.
Con i miei più cordiali saluti
S. Panvini
Signor Panvini, Andreas Hofner esiste forse nella sua fantasia. E' esistito Andreas Hofer. Per il resto cercare similitudini tra il Sudtirolo e la Sicilia è come trovarne tra Monica Bellucci e Tina Pica. In effetti, se ci si pensa bene, sono di sesso femminile entrambe.
Egregio lettore,
mi scuso del refuso dattilografico. Ovviamente ha ragione Lei si tratta dell'eroe Hofer e non come erroneante TRASCRITTO HOFNER. A parte l'involontario errore di battitura Lei comunque non sembra aver colto il senso generale del mio scritto.
S. Panvini
Credo che l'articolo abbia avuto il merito di evidenziare che una generica "lega sud" non avrebbe molte probabilità di successo se non si incardina nella storia e nell'identità dei popoli che dovrebbe rappresentare.
E in questo senso la diluizione di una terra con caratteristiche identitarie fortissime, come la Sicilia, in un generico "sud", potrebbe essere un tragico errore, come quello dell'apparentamento con La Destra o lo sbarco al Nord delle liste autonomiste.
Il meridionalismo politico non è impraticabile, ma va incardinato innanzitutto in un autonomismo siciliano identitario che sia autosufficiente; poi, se possibile, si trovino pure sponde e alleati nel Sud continentale ed in Sardegna.
L'estremo tatticismo non paga. E la Sicilia, con una propria identità geopolitica ed altrettanto propri interessi, non può mancare di avere una propria ed esclusiva rappresentanza politica, che manca da troppo tempo.
E non si dica che è troppo "piccola". L'esempio del Sud Tirolo dimostra che questo è un problema solo per gli autonomismi immaturi.
Lombardo è avvertito. Io l'ho capita così.
Massimo Costa
Signor Panvini, Andreas Hofner esiste forse nella sua fantasia. E' esistito Andreas Hofer. Per il resto cercare similitudini tra il Sudtirolo e la Sicilia è come trovarne tra Monica Bellucci e Tina Pica. In effetti, se ci si pensa bene, sono di sesso femminile entrambe.
La storia e le religioni plasmano i popoli ma la storia siciliana è così varia e complessa che a volte anche noi stessi non ci rendiamo conto delle potenzialità nascoste che potremmo sviluppare. Forse siamo l'unico popolo accondiscendente nei confronti di più religioni praticabili sul territorio; la storia siciliana appunto, ci insegna che in passato, la presenza di culture musulmane, ortodosse e cristiane con alto livello di espressione culturale, hanno trasmesso un senso di riconoscimento e rispetto per le altre culture che oggi deve diventare una risorsa ed un'esperienza da trasmettere agli altri popoli. L'indole siciliana e tutta particolare.. non dimentichiamo le visite ufficiali della regina Elisabetta , re Juan Carlos di Spagna per fare due esempi ecltatanti che ricordo benissimo e mi sconvolsero (soprattutto il secondo) per la partecipazione numerica della gente per strada.. il re di Spagna che aveva fatto di così eclatante per meritarsi questo tipo di accoglienza? Di contro, solo Pertini da quello che ricordo, ha meritato accoglienza dignitosa tra i capi di stato italiani.
Cosa significa tutto questo ? Che nel nostro subconscio ci rendiamo conto di essere penalizzati, bloccati, non valorizzati. Comprendo bene perché gli alto atesini sceglierebbero l'Austria in cambio dell'Italia.. noi saremo subito pronti ad un ricambio perché ci riteniamo sempre incapaci di auto governarci ..(in effetti con quello che ha prodotto la classe politica siciliana ...). Adesso sono maturi i tempi per decidere in maniera più responsabile ? Esistono le condizioni per realizzare questo progetto ? Aiutatemi perché io non lo so ancora ..
MX