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Ddl Sicurezza, Maroni critica il Vaticano
"Le proteste? La solita liturgia". La replica della Cei

03 luglio 2009 14:33
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Le critiche del Vaticano al ddl sicurezza? "E' la solita liturgia...". Quelle dell'opposizione? "Solo pregiudizio politico e ideologico". Il ministro dell'Interno Roberto Maroni liquida cosi' le proteste pervenute da piu' fronti dopo l'approvazione definitiva al Senato del disegno di legge sulla sicurezza: "Gli elogi sono enormemente superiori alle critiche, in quantita' e in qualita'", chiosa il titolare del Viminale.

 

Maroni sottolinea che "ci sono norme che penso che anche chi ha criticato qualche passaggio dovrebbe apprezzare. Per esempio, la norma che toglie la potesta' genitoriale a chi sfrutta i minori, a chi li manda ad accattonare o a rubare: mi domando se chi ha definito come legge razziale questa norma condivida la misura che abbiamo inserito.

  

Il ministro dell'Interno i dice poi "dispiaciuto che, solo per motivi essenzialmente politici e di pregiudizio ideologico, l'opposizione abbia deciso di contrastare norme che sono molto dure: contro la mafia, contro l'immigrazione clandestina e contro ogni forma di criminalita'. Essendo io molto tollerante, penso comunque che queste persone dovrebbero leggersi attentamente il disegno di legge e rivedere le loro critiche".

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Maroni ricorda che "questo pacchetto sicurezza completa il disegno complessivo del governo in materia. Sono fiero e orgoglioso di questo lavoro e ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare".

 

Per il titolare del Viminale si dice a tal proposito "assolutamente soddisfatto". E -a margine di una conferenza a Palazzo Chigi per la firma di un protocollo d'intesa con i ministri dell'Istruzione Mariastella Gelmini e delle Pari opportunita' Mara Carfagna sulla violenza contro le donne- sentenzia: "Nessun governo ha mai fatto tanto in cosi' poco tempo contro la mafia, contro la criminalita', contro l'immigrazione clandestina".

  

"Sulla questione dell'immigrazione -dichiara invece al Sir, l'agenzia stampa dei vescovi, mons. Domenico Pompili, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della Cei- vale anche oggi (cioe' all'indomani dell'approvazione da parte del Senato del ddl sicurezza) quanto affermato nel comunicato finale dell'ultima assemblea generale della Cei tenutasi lo scorso mese di maggio'', quando "hanno concordato sul fatto che si tratta di un fenomeno assai complesso, che proprio per questo deve essere governato e non subito.

  

"Due azioni convergenti sembrano irrinunciabili. La prima consiste nell'impedire che i figli di Paesi poveri siano costretti ad abbandonare la loro terra, a costo di pericoli gravissimi, pur di trovare una speranza di vita". La seconda ''sta nel favorire l'effettiva integrazione di quanti giungono dall'estero, evitando il formarsi di gruppi chiusi e preparando 'patti di cittadinanza' che definiscano i rapporti e trasformino questa drammatica emergenza in un'opportunita' per tutti''.

 

E le prese di posizione di esponenti della Chiesa contribuiscono a tenere accesa la polemica. "Rispettiamo la preoccupazione della Chiesa ma l'applicazione della legge non portera' sofferenza ma solo punizione per chi commette illeciti. Le persone per bene saranno sempre tutelate", assicura il ministro degli Esteri Franco Frattini.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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