I due milioni di siciliani che hanno preferito le spiagge alle urne elettorali, durante le recenti elezioni europee, testimoniano fedelmente il profondo distacco dei cittadini isolani dalla politica. Le cifre dell’astensionismo da guinness emergono dall’ultima analisi dell’istituto nazionale di ricerche Demopolis, specializzato nelle indagini demoscopiche, in relazione alla partecipazione al voto del 6/7 giugno. Le elezioni europee sanciscono definitivamente la debacle della democrazia rappresentativa.
I motivi di questa disaffezione boom sono molteplici. Sfiducia e pruriti da mettere in
relazione ai recentissimi casi di gossip. Vicende private che sono state costate care al premier Berlusconi, che avrebbe pagato con oltre il 40% di preferenze in meno rispetto alle precedenti Politiche dell'aprile 2008. Hanno inciso il caso Noemi e la fuga di Kakà? Anche.
La realtà inoppugnabile è che il vero vincitore delle ultime elezioni è stato l'astensionismo, grande protagonista in particolare al Sud e sulle Isole: Sardegna e Sicilia in primis, dove hanno partecipato meno della metà degli aventi diritto, seguite da Calabria, Molise e Campania. Si tratta di un fenomeno in aumento costante, "catastrofico" a detta del ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Per farsi un'idea è sufficiente dire che la differenza tra la media nazionale e quella siciliana è di oltre venti punti. Nel contesto, la crisi della giunta Lombardo, le beghe interne alla maggioranza che governa l’Isola o l'"eccessivo spirito burocratico delle elezioni" (come lo ha etichettato Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio), hanno fatto il resto.
Quello degli astenuti rappresenta a questo punto un vero e proprio partito. Isolato, che agisce nell'ombra. Demoralizzato e trascurato da una politica dai contorni sempre più "rosa". L'80% dei siciliani chiede infatti più attenzione al governo nazionale, verso problemi più reali. L'Europa, da queste parti, è una realtà sempre più lontana. Affluenza alle urne ai minimi storici: disaffezione, rigetto o semplice noia? La Sicila si prende una pausa di riflessione.
io, oltre alla sfiducia nei partiti, alla disaffezione ecc. aggiungerei, alta percentuale di elettori meridionali disinformati e (diciamo le cose con il loro nome) sostanzialmente ignoranti.
Penso che non trattasi di ignoranza,ma semplicemente di non condivisione del modo di fare politica.E' necessario affrontare i problemi reali con dignità,serietà e da politici programmatori non gestori.