Il caso Sicilia tiene banco a Roma, Lombardo è in prova. L’Udc pure

02 luglio 2009 17:59
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Raffaele Lombardo è in prova, come per l’anguria. La compri a patto che sia rosso e di buon gusto. È questo, più o meno, l’umore di Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl, quando esce da una riunione che i coordinatori nazionale del Pdl – Verdini, Bondi e La Russa- e i due capigruppo di Camera (Cicchitto) e Senato hanno dedicato al caso Sicilia. Perché di caso Sicilia si continua a parlare e non di governo regionale e soluzione della crisi.

 

In

Sicilia, nelle stesse ore, il Presidente dei deputati regionali Pdl, Leontini, più cautamente ha detto che il suo gruppo appoggerà il Lombardo- bis, raccomandandogli però che rifletta sulle cause del malessere che ha provocato lo sconquasso nell’Isola.

Insomma, fatti l’esame di coscienza e analizza gli errori che hai commesso.

 

I riti e le liturgie del potere vanno rispettati, a parole naturalmente.

 

È apparso evidente sin dalle prime battute che la disponibilità mostrata dal Premier verso Raffaele Lombardo sia piaciuta poco o niente in Sicilia e che alcuni abbiano ingoiato il rospo e guardato avanti, altri invece hanno cominciato a scavare trincee o hanno preparato trappole, mine, incidenti di percorso, mettendo le mani avanti.

 

Il fatto che a Roma i pezzi da novanta del maggior partito italiano dedichino tanto tempo alla Sicilia è per lo meno strano. Possibile che l’Isola comincia a contare tanto? Sono state le astensioni, la caduta di consenso, i litigi furibondi ad avere impensierito la nomenclatura Pdl o c’è dell’altro?

 

Di vero c’è che i siciliani di Roma agitano le acque e che il vertice del Pdl mantiene un cordone ombelicale con Palermo. Nei fatti che contano – fondi europei, tagli alle risorse – questo collante scompare, disgraziatamente.

 

Ma il caso Sicilia non riguarda solo i siciliani perché c’è di mezzo la strategia del Pdl per le prossime regionali. L’Udc messo fuori dalla giunta di governo siciliana può costituire la buccia di banana che fa “scivolare” indietro il Pdl, assegnando al terzo incomodo, l’Udc, il compito di guastatore. E allora va blandito, tenuto in considerazione, corteggiato e bisogna fargli intendere che prima o poi rientra nel governo siciliano.

 

Questo spiegherebbe il summit romano dedicato al caso Sicilia, ma non spiegherebbe la ragione per la quale il Premier ha acconsentito all’idea di lasciare fuori l’Udc dal governo. Se il Pdl, cioè Berlusconi, non avesse voluto, avrebbe potuto dire “no e poi no” a Lombardo. Che cosa sarebbe successo dopo? Che Lombardo sarebbe tornato su più miti consigli (la qualcosa sarebbe stata improbabile) o che avrebbe fatto il governo con chi ci sta. Ipotesi quest’ultima che avrebbe reso il Pdl più che mai vicino all’Udc di casini e agevolato la futura alleanza.

 

Ciò significa che Berlusconi ha voluto lasciare fuori l’Udc per avere Pierferdinando Casini più malleabile, trattando le alleanze future a cominciare dal “caso Sicilia”.

 

Perché funzioni, però, occorre tenere a sua volta Raffaele Lombardo sulla brace, fargli capire che sì, un passo avanti l’ha compiuto, ma non è risolutivo, tutt’altro. Il problema da risolvere per riportare la coalizione di maggioranza ai nastri di partenza e riconsegnarla agli elettori così come l’avevano “realizzata”, è proprio l’Udc nel governo regionale.

 

Berlusconi sa che Casini non può scontentare Totò Cuffaro in Sicilia perché perderebbe una buona fetta di consensi.

 

Ci rendiamo ben conto che si tratta di un’analisi sofisticata ed insieme rozza, ma bisogna mettersi sulla stessa lunghezza d’onda quando si vuole tentare d’indovinare l’impossibile, cioè le mosse della politica. Specie la politica siciliana, che è talmente ingarbugliata da mettere in imbarazzo Luigi Pirandello: una cosa è il teatro che gli autori raccontano come pare a loro, ed una cosa è la vita, dove le scelte le fanno gli altri.

 

Per consolarsi i siciliani in questi ultimi giorni riflettono sul fatto che è di gran lunga meglio Pirandello che Feydeau (“cielo mio marito…”). Le ragioni? Scopritele voi.

© Riproduzione riservata
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Anonimo 03 luglio 2009   19:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2009. Visualizza »

La Sicilia ai Siciliani !

E Cortile Cascino ai cascinari!

Anonimo 03 luglio 2009   15:51
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2009. Visualizza »

Politico tipo A - Mafia collusione appalti, inciuci.

 

Politico di tipo B - raro onesto e laborioso negli interessi del cittadino.

 

Che percentuale è la prima e che percentuali la seconda specie? In italia?

 

Gli italiani dormono !

illuso: tutti uguali con forme eatteggiamenti diversi

Anonimo 03 luglio 2009   12:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2009. Visualizza »

La Sicilia ai Siciliani !

Politico tipo A - Mafia collusione appalti, inciuci.

 

Politico di tipo B - raro onesto e laborioso negli interessi del cittadino.

 

Che percentuale è la prima e che percentuali la seconda specie? In italia?

 

Gli italiani dormono !

Anonimo 03 luglio 2009   07:11

La Sicilia ai Siciliani !

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