Il Parlamento siciliano? Sordo e muto
Da 40 giorni attendiamo di sapere come spende i nostri soldi

02 luglio 2009 14:23
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Abbiamo cercato invano nella requisitoria del Procuratore e nella relazione delle Sezioni riunite della Corte dei Conti della Regione siciliana un cenno dedicato ai costi della politica, segnatamente alle spese di Palazzo dei Normanni. Non abbiamo trovato nulla. Non si tratta tuttavia di un’omissione, la Corte dei Conti non può mettere il naso nelle scelte delle assemblee legislative, Camera, senato e Assemblea regionale siciliana. Si chiama sovranità delle rappresentanza elettiva o qualcosa di simile. 

 

Di conseguenza il Parlamento regionale può fare e sfare quello che vuole. In teoria dovrebbe controllare se stesso e le spese che fa attraverso il collegio dei questori e l’apparato amministrativo, ma i risultati di questo autocontrollo sono davvero scadenti. O meglio, non esistono, a giudicare dall’entità delle risorse che il parlamento regionale utilizza e la costante ascesa dei conti in rosso. 

 

Nulla, tuttavia, avrebbe impedito ai magistrati contabili di suggerire, consigliare, esprimere un punto di vista, seppur sobrio, sull’amministrazione del denaro pubblico a Palazzo dei Normanni. I magistrati contabili, nelle loro requisitorie, riescono ad essere anche coloriti ed hanno dei colpi d’ala che lasciano percepire l’entità di questioni che l’analisi contabile non evidenzia compiutamente. 

 

Se non è una omissione, è tuttavia un segno di attenzione verso l’assemblea legislativa che in una situazione normale andrebbe apprezzata ma che coi conti in profondo rosso suscita qualche perplessità. 

 

C’è un gran bisogno di segnalare il riordino della finanza pubblica, la buona amministrazione, una sobria conduzione delle risorse. E questo può avvenire dai magistrati contabili e dall’informazione, cui spetta soprattutto di reclamare la trasparenza, che è il vero nodo della spesa incontrollata. Fino a quando le decisioni di palazzo dei Normanni rimangono inaccessibili e non si sa niente di come vengono spesi i soldi dei contribuenti, non ci si potrà aspettare novità positive. Tutt’altro. 

 

I costi della politica non sono interna corporis alla stregua dei segreti di Stato. Eppure ricevono costantemente omissis con l’aggravante che gli omissis autorizzati riguardano la sicurezza dello Stato e vengono decisi alla luce del sole dal governo, quelli sulla spesa pubblica non subiscono alcun controllo. 

 

SiciliaInformazioni ha posto tredici domande al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, per sapere quanto e come si spendono i nostri soldi. Un timer – in home page - misura i giorni, le ore, i muniti della nostra attesa vana. Mentre scriviamo ci avviciniamo al 40esimo giorno di silenzio. 

 

SiciliaInformazioni ha inviato anche al Capo dell’opposizione una lettera aperta per conoscere le ragioni dell’inerzia della sua parte politica, il perché essa non si spenda e faccia valere le ragioni della trasparenza. Anche il Capo dell’opposizione tace come il Presidente dell’Assemblea. 

 

Non è un buon segno. 

 

Alle domande già poste verrebbe a questo punto di aggiungerne altre. Da che cosa nasce la reticenza dell’Ars nell’offrire le informazioni richieste? Che cosa si vuole nascondere e perché si vogliono nascondere informazioni che dovrebbero essere di dominio pubblico?

  

Perché siamo i soli a pretendere trasparenza? 

 

Abbiamo sotto gli occhi i giornali britannici che hanno condotto una campagna per la trasparenza nel Parlamento, le loro severe requisitorie sui rimborsi spese presentati dai parlamentari. L’indignazione dell’informazione e dell’opinione pubblica britannica nasce da note spese di poche sterline: è la “lealtà” verso i cittadini e lo Stato che si pretende, al di là dell’entità della spesa.

  

Siamo sideralmente lontani dai britannici. La nostra sensibilità su queste questione è assai bassa. Se fosse diversamente, non ci sarebbe un timer nella nostra home page con il compito di tenere il conto del tempo di attesa di informazioni cui qualunque cittadino ha diritto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Anonimo 20 settembre 2009   09:23
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 settembre 2009. Visualizza »

In compenso però i dipendenti regionali sono troppi e troppo pagati; c'è questo strano modo di procedere per cui i costi dell'ARS non si possono o non si riesce a conoscerli mentre, com'è giusto, sono noti e si possono esprimere quindi giudizi ( condivisibili o meno) sul costo e sulle retribuzioni dei dipendenti. GIUSTO!  Abbiamo ormai interiorizzato e fatto nostro e "normalizzato" il concetto dei due pesi e due misure. d'altronde non siamo tutti uguali!?

 

Giuseppe Santoiemma

Tra i dipendenti regionali ci sono anche i dipendenti Ars, ossia coloro che coprono questo silenzio presidenziale che dura da troppo tempo. I loro stipendi servirebbero a sfamare migliaia di persone ma ne vengono pubblicati, come da disposizione del Senato immediatamente recepita, solo i compensi iniziali. Come se non bastasse alcuni di questi "poveri" dipendenti si distinguono, con il consenso bipartisan, per vessazioni, intrighi di varia natura, e l'elenco potrebbe continuare. Ogni tanto si fa un pò di rumore, si tira fuori qualche dossier per utilizzarlo come merce di scambio ma subito si insabbia per non creare scandali e fare venire a galla cose non gradite. Tutto sulle spalle dei contribuenti siciliani. Ricordiamoci che almeno i politici li abbiamo voluti noi ed hanno una loro leggittimità nello stare incollati alle poltrone (anche se non si dovrebbero esimere dallo svolgere il loro mandato nel modo più trasparente possibile), ma questi 300 dipendenti, alcuni dei quali assunti in passato per chiamata diretta e che adesso si trovano in posti strategici dell'Amministrazione "silenziosa", non li abbiamo voluti noi. Rimaniamo con la speranza che un giorno non troppo lontano chi dovrebbe vigilare vigili realmente e finalmente faccia piazza pulita dei faccendieri che occupano questo Palazzo.

Anonimo 25 agosto 2009   14:34

In compenso però i dipendenti regionali sono troppi e troppo pagati; c'è questo strano modo di procedere per cui i costi dell'ARS non si possono o non si riesce a conoscerli mentre, com'è giusto, sono noti e si possono esprimere quindi giudizi ( condivisibili o meno) sul costo e sulle retribuzioni dei dipendenti. GIUSTO!  Abbiamo ormai interiorizzato e fatto nostro e "normalizzato" il concetto dei due pesi e due misure. d'altronde non siamo tutti uguali!?

 

Giuseppe Santoiemma

Anonimo 05 luglio 2009   12:36

ORGANIZZARE UNA SPEDIZIONE IN PARLAMENTO CHIEDENDO AIUTO A STEFANIA PETIX?

 

COME SI PERMETTONO A NON DARE RISPOSTA ?

Anonimo 03 luglio 2009   18:27

Nel parlamento inglese un personaggio dello spessore di Cascio potrebbe essere adibito solo per fare l'usciere... a proposito questo signore non aveva minacciato dimissioni nel caso che Berlusconi l'avesse data vinta a Lombardo? Qualcuno è  informato  se ha dato seguito a quella sparata? Ne dubito, In Italia i politici le dimissioni le annunciano ma non le danno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anonimo 03 luglio 2009   12:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2009. Visualizza »

esistono i bilanci, perchè non li consultate...

anonimo della frase "esistono i bilanci, perchè non li consultate..."

quella gente lì in quel palazzo ce l'hanno mandata i siciliani.

Quindi se i siciliani fanno una domanda al presidente ARS, se egli si sente espressione del popolo, dovrebbe correre per rispondere alle domande che gli vengono rivolte. Ma questo non accade.

 

 

g.fernandez 03 luglio 2009   12:32
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2009. Visualizza »

esistono i bilanci, perchè non li consultate...

Ma se il berlusca ha depenalizzato pure il falso in bilancio.

Comunque si firmi.

Anonimo 03 luglio 2009   09:54

Credo che ci sia poco da commentare.

L'articolo del direttore di Siciliainformazione, dice tutto.

In questa ARS non c'è opposizione , capace di sviscerare tutte le cose che non vanno etc.etc.....perchè succede questo?

Ma come si fà ad andare avanti in questo modo?

Qui il problema non è se c'è o non c'è un partito del Sud , qui il problema e di uomini, puoi fare tutti i partiti che vuoi , più autonomisti del mondo, ma se non cambi la testa alle persone e tutto fiato perso, e strategie che servono solamente per rafforzare il potere...... tutto ciò fa solo ridere.

Auguri a noi tutti Siciliani.

Anonimo 03 luglio 2009   08:36

Caro Direttore nel porre le domande al Presidente Cascio e al "capo" dell'opposizione e nell'attendere(in nome e per conto di tutti noi) mi ricorda quel tale che se ne andava a suonare il violino davanti al camposanto del suo paese:nella speranza che i morti lo sentissero e cominciassero a ballare.

Ciccio

Anonimo 03 luglio 2009   08:09

Se Cascio non risponde alle domande legittime dell'opinione pubblica conferma solo la sua pochezza politica e mostra un certo disprezzo più o meno incoscio verso i siciliani, verso i quali dovrebbe nutrire un senso di servizio e di rispetto. Che Cracolici, o chi per lui tra chi sta all'opposizione, non senta la stessa esigenza di trasparenza, ci fa vedere quanto questa opposizione afasica, che siede tra i banchi dell'Ars, sia debole, ambigua, direi inesistente sul piano politico.

 

ROCCO

Anonimo 03 luglio 2009   00:06
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 luglio 2009. Visualizza »

il governo non e' ne' sordo ne' muto.

e' soltanto ignorante e presuntuoso.

Il governo non c'entra nulla

Anonimo 02 luglio 2009   23:04
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 luglio 2009. Visualizza »

il governo non e' ne' sordo ne' muto.

e' soltanto ignorante e presuntuoso.

Si fanno i cazzi loro, una vola entrati in parlamento.

 

Anonimo 02 luglio 2009   22:18

esistono i bilanci, perchè non li consultate...

Anonimo 02 luglio 2009   22:14

 Caro direttore, 

come può rispondere alle domande il Presidente Cascio alle SUE DOAMANDE se è sempre fuori in missione all'ESTERO a N.S. Spese???? Tutto ad immagine e somiglianza di Berlusconi Voli e FESTE all'estero.... PoverARS 

Anonimo 02 luglio 2009   15:48

Il Legislatore Costituzionale nella suddivisione dei poteri dello stato ne individua tre, tra cui il potere giudiziario. Non ho mai capito, o meglio ancora approfondito, se tutto ciò è stato fatto in buona fede o no. Resta il fatto che tracciando una linea di divisione dei poteri, il Legislatore pensava aver risolto un problema che in caso contrario, avrebbe dato luogo ad un irrimediabile catastrofe. Ognuno dei tre poteri erain grado di controllare l'altro e fissare le garanzie della libertà e del corretto operato di ognuno di essi. Questo nella teoria, ma nei fatti così non è stato! Infatti, un potere pericoloso e insidioso è riuscito con facilità a dare vita ad un controllo trasversale dei tre poteri. Il partito è diventato la porta di accesso ai tre poteri. Meglio dire, il controllore dei tre poteri come di fatto oggi accade e maratamente si evidenzia. I partiti sono i padroni di tutto. Ormai il cittadino rappresenta poco, seppure nelle sue mani viene posto il potere di votare, potere che vien abilmente manovrato dalla politica. Tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione sono stati altrettanto abilmente ragirati dal potere dei partiti. Questa è la dura realtà della nostra isola e di tutto il paese. L'unica realtà che per qualche attimo ci ha fatto sperare nel cambiamento  è stata l'esperienza di tangentopoli. Ma a poco è servita! Il potere della magistratura di fatto ha continuato ad essere un potere strumentale.....Lo stesso modo di amministrare la giustizia lo dimostra ampiamente.....Oggi, se invochi giustizia per un tuo diritto legittimo violato, devi prima esaminare chi ti trovi di fronte. Perchè la giustizia può funzionare in maniera diversa, secodo i casi.......

Oggi più che mai, tentare di difendere un diritto è diventato assai arduo. In certi casi non pare riscontrare una serenità d'animo nel giudicare da parte di chi è stato investito di questo potere. E mi fermo qui..........

Anonimo 02 luglio 2009   15:29

il governo non e' ne' sordo ne' muto.

e' soltanto ignorante e presuntuoso.

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