Il Pdl e l’Mpa appoggiano la nuova giunta regionale, l’Udc no, ma il partito centrista non presenta l’annunciata mozione di sfiducia, anche perché mancano i numeri all'Ars, e passa (costretto dalla defenestrazione dal Lombardo-bis) all’opposizione con il Pd. Lo scudocrociato in aula però ha prospettato al governatore l'apertura di un dialogo.
A Palazzo dei Normanni è andato in scena il secondo round del dibattito sul nuovo governo regionale. Dopo gli interventi in aula dei deputati dei vari gruppi parlamentari, è stata la volta della replica del presidente della Regione Raffaele Lombardo, che ha ribadito di non avere azzerato la giunta per un capriccio personale. Un Lombardo appassionato e accalorato, lui di solito sempre tranquillo e pacato. “In questi ultimi mesi, dopo la riforma della Sanità, ho ricevuto insulti e attacchi da parte non solo della maggioranza, ma anche da qualcuno che faceva parte del governo - ha detto Lombardo -. Non potevo continuare con chi mi metteva i bastoni tra le ruote. Dell’azzeramento e della necessità di imporre un percorso di affidabilità reciproca, erano stati informati tutti i partiti della maggioranza. Ciascuno ha deciso in autonomia il modo in cui comportarsi. Nessuno è stato escluso a priori”. Il presidente della Regione ha tirato le orecchie a chi, tra gli alleati, si è fidato delle sirene esterne all'Ars e ha finito però per essere "sedotto e abbandonato". Lombardo si è dichiarato disponibile con tutti, "accolgo l’appello al dialogo e al dibattito. Un confronto però si può fare solo discutendo lealmente dei problemi e delle cose da fare. Ma a nessuno è consentito far finta di dialogare a Palermo e a gestire i volantinaggi contro il governo in periferia", e ha difeso la sua scelta di trattare direttamente con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per risolvere la crisi: "Con chi avrei dovuto farlo, visto che con i vertici regionali del Pdl non c'era dialogo?".
L’Udc è tornato però a ribadire che Lombardo ha tradito il voto dei siciliani. “Sarà ricordato come il primo presidente ribaltonista della seconda repubblica. Eletto con una maggioranza, governa con un’altra”, ha detto Toto Cordaro, vice presidente del gruppo all’Ars, che ha chiamato a raccolta il Pd, nuovo compagno di opposizione. “Oggi – ha proseguito Cordaro – l’Udc inaugura una nuova stagione e chiede al Pd di svolgere coerentemente il suo ruolo di opposizione. Basta con il tempo degli equivoci”. Un messaggio anche al Pdl: “A loro dico che c’è sempre tempo per recuperare alle miserie altrui”. Le posizioni dell’Udc sono state sostenute in Aula anche dal capogruppo Rudy Maira, che ha ricordato la sua amicizia di vecchia data con il Raffaele Lombardo: “In questi mesi però ci siamo trovati a non condividere le sue azioni, e siamo finiti in una black list personale, tra i non graditi”. Secondo l’Udc non sono state fornite risposte alla crisi politica. “Non abbiamo ancora capito chi remava contro – ha detto l’ex assessore Pippo Gianni -. Io di certo quando ero in giunta non l’ho fatto. Lombardo in tre mosse ha spento le speranze dei siciliani. Con la nomina di Bob Leonardi ha perso tempo e cinque miliardi di fondi europei, poi ha sostituito otto capaci dirigenti regionali per mettere i suoi uomini, quindi ha azzerato la giunta escludendo l’Udc e paralizzando la Sicilia”. Maira ha ribadito: “Lombardo ci deve dire perché è stata sciolta la giunta, è arrivato il momento di dire i nomi e cognomi degli assessori che hanno remato contro, in quali occasioni e perché”. Per lo scudocrociato questa è una giunta senza peso politico, “non è il momento di dare responsabilità politica ai tecnici”, e Maira ha parlato di sfiducia politica e morale da parte dell’Udc. “Molto peggio di una mozione di sfiducia presentata all’Ars”, ha aggiunto Maira, che però lascia spazio a uno spiraglio: “Mi auguro di aprire un dialogo di confronto politico nell’interesse dei siciliani. Questo però non significa chiedere assessorati”.
L’Mpa è compatto attorno al suo leader. Il capogruppo Lino Leanza ha parlato di “scelta coraggiosa e importante. Lombardo ha chiarito fino in fondo le motivazioni che lo hanno portato ad azzerare la giunta e si è preso le sue responsabilità. Noi dell’Mpa diciamo no alle maggioranze blindate e siamo per il dialogo con tutto il Parlamento”. Il capogruppo dell’Mpa ribadisce che “in aula c’è una maggioranza politica”, e fa il filo al Partito democratico: “A me piace Cracolici e mi piace il Pd, mi piace questo Pd perché fa opposizione costruttiva e non ha fatto sconti alla maggioranza ma ha lavorato con noi a tante leggi, come nel caso della riforma della Sanità, frutto dell’intero parlamento”.
Il Pdl mette da parte la guerra delle correnti, prende atto di quanto deciso nel vertice Lombardo-Berlusconi e appoggia il nuovo governo regionale. Ma gli uomini del premier ribadiscono che è necessario fare rientrare l’Udc nella maggioranza dandogli nuova centralità. “Forse abbiamo esagerato un po’ tutti, in questi tre mesi, andando oltre le normali tensioni elettorali – ha detto il capogruppo Innocenzo Leontini -. L’azzeramento della giunta e la sua ricostituzione sono valsi per far fuori un alleato, l’Udc, che l’elettorato siciliano aveva votato in questa maggioranza. Noi avremmo mantenuto, probabilmente, quella necessità di collegialità e di equilibrio nel rispetto della volontà degli elettori. Auspichiamo che il prosieguo dell’attività di governo possa far ritornare la coalizione come era: ora, la coalizione è incompleta, l’alleanza è incompleta: nostro dovere è quello di superare questa discrasia”.
Il Pd in aula si affida al suo capogruppo Antonello Cracolici. Il centrosinistra per adesso allontana le sirene. Per l’opposizione il Lombardo-bis è un governo debole, e senza una maggioranza parlamentare. “Lombardo non ha detto la verità, ha spiegato che l’azzeramento è stato dovuto a ‘chi remava contro’, ma la realtà è un’altra: la coalizione che lo ha eletto non è in grado di risolvere i problemi della Sicilia, non c’è una linea comune sulla soluzione da dare alle questioni principali come rifiuti, sanità, formazione e riforma della Regione”. Per il Pd il nuovo governo rinvia i problemi solo di qualche settimana “perché Lombardo un anno fa ha vinto le elezioni, ma non ha una maggioranza capace di affrontare i problemi della Sicilia”. A proposito della lunga trattativa che ha preceduto il completamento della giunta, Cracolici ha detto: “In nome dell’Autonomia ha dovuto fare pellegrinaggio un giorno sì e un giorno pure a Palazzo Grazioli. Lombardo oltre che degli assessori ha forse chiesto a Berlusconi che fine hanno fatto i fondi che spettano alla Sicilia?”. Il Pd annuncia battaglia sul terreno dell’innovazione nel campo della formazione professionale e della riforma dei rifiuti. “Io temo che quelle di Lombardo siano solo dichiarazioni di intenti”, conclude Cracolici.
bhè senti una cosa, s il cambiamento che invochi tu è Raffaele Lombardo, meglio mille volte Cuffaro e questa è ormai voce di popolo, lo dimostra anche il risultato elettorale. Lombardo è solo un imbonitore, non ha spina dorsale politica e non hasoprattutto capacità di governo. Quelli che gli hanno "remato contro" -come dice lui, non avevano scelta difronte alla sua inutile quanto insuperabile prosopopea. Ma comunque, visto che sei così fiducioso, siamo in attesa di vedere i prossimi "miracoli" del governo Lombardo 2. A settembre ne riparleremo.
c'è un abuso della parola politica:
spina dorsale politica - geometrie variabili per la politica di governo - ......
La politica che interessa ai milioni di siciliani è quella di fare le cose, realizzare interventi, opere, migliorare la gestione dei servizi, .... dobbiamo imparare a parlare di queste politiche.
Ormai dire la spina dorsale politica non significa piu' nullla. E sai perchè? > hai visto milioni di elettori scendere per strada e protestare contro la decisione di Lobrado di non far entrare l'UDC in Giunta? No! E allora vuol dire che ai siciliani sta bene anche così. Non sta bene all'UDC che ha preso voti ! Ma che ci frega ai siciliani se l'UDC non puo' governare. Lo ha fatto per anni con Cuffaro senza risolvere i problemi di questa terra.
Quindi ora via, che si mettano da lato.
Poi valuteremo l'oprato di questa giunta e faremo paragoni, ma poi, per ora che governino !
ma che centralità pretende l'UDC â?ºâ?ºâ?ºâ?ºin tanti anni di presidenza Cuffaro, non e' riuscito nemmeno a far arrivare l'aqua tutti i giorni presso le case di Agrigento (tra parentesi: la sua città di provincia).
Basta, dobbiamo cambiare!
Sempre i soliti nomi che girano da tanti anni e sempre gli stessi problemi irrisolti (sanità, infrastrutture viarie, economia delle pmi che non decolla,...).
Se non sanno migliorare le condizioni di vita su quest'isola, devono mettersi da parte, il loro tempo l'hanno fatto e hanno dato prova di non saper risolvere i grandi problemi.
Ora proviamo nomi diversi.
I tecnici, non dovendo agire per tutelare i consensi di classi cieche e sorde, raggiugnono prima e piu' facilmente gli obiettivi di cambiamento a vantaggio della collettività. Vanno benissimo i tecnici. Questa è la conferma che la politica dei partiti, quella autoreferenziale, quella dei giardinetti è fallita, e' arrivata al capolinea, non e' sostenibile all'infinito !!!
Non so se questo governo farà scintille per il miglioramento, ma quanto meno cambiamo individui.... testiamone di nuovi e poi giudicheremo.
Anche se un governo tecnico non è un governo rappresentazione dei partiti e' sempre un governo con una politica, una politica del fare, politica della mobilità, delle energie rinnovabili, della sanità, dell'internazionalizzazione delle pmi, della valorizzazione del territorio per il turismo. Queste sono le politiche che interessano ai siciliani, non quelle dei partiti, delle geometrie variabili, e dell'autoreferenzialismo che non produce nulla di buono x i cittadini siciliani.
Purtroppo l'UDC in questi anni non ha perseguito queste politiche e la realtà che viviamo oggi - con i relativi dati in tutti i settori - ne è l'amara conferma.
Quindi .... let's change 
bhè senti una cosa, s il cambiamento che invochi tu è Raffaele Lombardo, meglio mille volte Cuffaro e questa è ormai voce di popolo, lo dimostra anche il risultato elettorale. Lombardo è solo un imbonitore, non ha spina dorsale politica e non hasoprattutto capacità di governo. Quelli che gli hanno "remato contro" -come dice lui, non avevano scelta difronte alla sua inutile quanto insuperabile prosopopea. Ma comunque, visto che sei così fiducioso, siamo in attesa di vedere i prossimi "miracoli" del governo Lombardo 2. A settembre ne riparleremo.
Forse oggi dal confronto Micciche'-Cracolici capiremo meglio cosa avverra' domani.
Nulla deve avvenire e può avvenire dopo il confronto Cracolici -Miccichè, se non che il PD farà cio' che oggi spetta ad un partito di sinistra:
opposizione,dentro e fuori l'assemblea regionale,opposizione e ritorno fra la gente e radicamento nel territorio.
Nessun aiuto al centro destra nè palese nè sottobanco.
il PD può solo fareil suo dovere di forza di sinistra!
ernesto gerratana
ma che centralità pretende l'UDC â?ºâ?ºâ?ºâ?ºin tanti anni di presidenza Cuffaro, non e' riuscito nemmeno a far arrivare l'aqua tutti i giorni presso le case di Agrigento (tra parentesi: la sua città di provincia).
Basta, dobbiamo cambiare!
Sempre i soliti nomi che girano da tanti anni e sempre gli stessi problemi irrisolti (sanità, infrastrutture viarie, economia delle pmi che non decolla,...).
Se non sanno migliorare le condizioni di vita su quest'isola, devono mettersi da parte, il loro tempo l'hanno fatto e hanno dato prova di non saper risolvere i grandi problemi.
Ora proviamo nomi diversi.
I tecnici, non dovendo agire per tutelare i consensi di classi cieche e sorde, raggiugnono prima e piu' facilmente gli obiettivi di cambiamento a vantaggio della collettività. Vanno benissimo i tecnici. Questa è la conferma che la politica dei partiti, quella autoreferenziale, quella dei giardinetti è fallita, e' arrivata al capolinea, non e' sostenibile all'infinito !!!
Non so se questo governo farà scintille per il miglioramento, ma quanto meno cambiamo individui.... testiamone di nuovi e poi giudicheremo.
Anche se un governo tecnico non è un governo rappresentazione dei partiti e' sempre un governo con una politica, una politica del fare, politica della mobilità, delle energie rinnovabili, della sanità, dell'internazionalizzazione delle pmi, della valorizzazione del territorio per il turismo. Queste sono le politiche che interessano ai siciliani, non quelle dei partiti, delle geometrie variabili, e dell'autoreferenzialismo che non produce nulla di buono x i cittadini siciliani.
Purtroppo l'UDC in questi anni non ha perseguito queste politiche e la realtà che viviamo oggi - con i relativi dati in tutti i settori - ne è l'amara conferma.
Quindi .... let's change 
Mi pare che all'ARS si stia svolgendo un dibattito civile, a prima vista foriero di un frangente politico costruttivo, che dovrebbe portare buoni frutti alla collettività siciliana.
Certo che c'erano e ci saranno coloro che remano contro e, visto che la domanda è stata sollevata in aula, imi si consenta di dare la mia risposta: Hanno remato contro tutti quelli che hanno visto nel modo di fare di Lombardo una restrizione dei poteri e dei privilegi acquisiti nel corso delle precedenti amministrazioni regionali.
Ma mentre Lombardo, come Presidente eletto dai Siciliani, ha la legittimazione per chiedere di avere referenti di sua fiducia nei posti chiave (in America, quando si insedia il nuovo Presidente, a Washington cambiano decine di migliaia non di politici, ma di funzionari), i vecchi politici, anche se hanno vinto le elezioni, non sono legittimati a mantenere il proprio giro di potere e il proprio orticello di clientelismi!
Altrimenti l'elezione diretta del Presidente sarebbe solo un farsa gestita dai soliti quattro politici.
Questo non è più sopportabile.
Andrea Volpe