Ci accorgiamo con costernazione che, come ai tempi di Catone, i furbi prosperano e le persone oneste languono. Ripeto quello che ho detto nella requisitoria dello scorso anno: Hic manebimus optime! Sostanzialmente vuol dire “questo è il posto giusto per noi”.
L’ho scelto allora come motto di molti siciliani, almeno di tutti quelli che a parole vogliono che le cose cambino, ma nei fatti si adoperano perché non cambi nulla. Lo
ripeto quest’anno perché di fatto non è cambiato quasi nulla.Nella nostra Sicilia, infatti, assistiamo alla rappresentazione della commedia dell’assurdo.
Siamo agli ultimi posti in Italia come qualità della vita, ma abbiamo un alto livello di spesa pubblica. Spendiamo una considerevole mole di pubbliche risorse, ma abbiamo la più alta percentuale di disoccupazione tra tutte le Regioni d’Italia, addirittura il doppio della percentuale media nazionale; i nostri giovani se vogliono un lavoro spesso devono emigrare.
Che fine fanno, allora, tutti questi soldi che escono dalle tasche dei cittadini? Ironicamente nella scorsa parifica ho detto che si potrebbe affermare che ogni anno, contabilmente parlando, è migliore del successivo, in quanto ogni anno a venire è peggiore del precedente e, quindi, per necessaria conseguenza, l’anno precedente è migliore del successivo.
L’ironica previsione si è rivelata veritiera, infatti l’esame della contabilità della Regione siciliana mostra nel 2008 un incremento degli impegni di spesa di 2 miliardi 900 milioni di euro, passando da 18 miliardi 200 milioni di euro del 2007 ai 21 miliardi 100 milioni di euro del 2008, con un aumento del 16% .
Per la verità dobbiamo tener conto che 2 miliardi 640 milioni derivano dal “contratto di prestito” dello Stato e sono destinati al ripianamento dei debiti contratti dalla Sanità siciliana in data anteriore al 31/12/2007; ciononostante, dedotta tale cifra, abbiamo avuto pur sempre maggiori impegni di spesa di circa 300 milioni di euro rispetto al 2007.
Va anche aggiunto che, per l’amministrazione regionale, il 2008 è stato un anno di transizione, in quanto solo a giugno scorso si è di fatto insediata la nuova compagine governativa, per cui si è avuta, anche contabilmente, una doppia gestione. Dobbiamo, pertanto, attendere la fine del 2009 per formulare dei giudizi che, al momento, potrebbero rivelarsi affrettati e non veritieri.
Però, prima facie non si può ignorare che ha destato perplessità nell’opinione pubblica, e non solo in quella, il modo in cui è stata realizzata la cosiddetta riforma dell’alta dirigenza della Regione, attuata con Legge Regione siciliana n. 19 del 16 dicembre 2008.
Prima della riforma vi erano 37 Dipartimenti, oggi la riforma ne prevede 32. Anche se dal prossimo gennaio 2010 i Dipartimenti diventeranno 28, pur senza fare valutazioni di merito, ma limitandoci al solo dato numerico, non mi pare una riforma epocale, soprattutto ove si consideri che nel 2000, quando furono costituiti per la prima volta con la Legge regionale n.10, i Dipartimenti erano proprio 32, come quelli attuali.
Ovviamente, mi rendo conto che è difficile incidere su situazioni ormai consolidate. Comunque non si può disconoscere il fattivo impegno del Presidente della Regione e della sua compagine governativa per limitare le spese a carattere “alluvionale” che interessano tutti i settori della finanza regionale ed, in modo particolare, i settori del personale e della sanità.
Apprezzabilissimo è da ritenere il “piano regionale di rafforzamento della legalità” in applicazione della Legge regionale n. 6 del 2005. Altrettanto meritevoli di segnalazione sono le molte iniziative in materia di limitazione della spesa sanitaria che, però, si sono dovute scontrare con aspre resistenze, a tutti i livelli, a cominciare da quelle provenienti dalle strutture accreditate, o preaccreditate, restie a perdere anche soltanto piccole fette dei propri introiti, che vanno sotto il cosiddetto nome di budget, abituate come erano ad avere normalmente riconosciuti anche i rimborsi extra budget.
Riusciva difficile spiegare al cittadino perché, se veniva fissato un tetto massimo di spesa, appunto il budget, si consentiva poi di sfiorarlo concedendo i relativi rimborsi: tanto valeva non porre alcun tetto massimo.
Nel campo della sanità, in particolare, va segnalato che, su proposta del Governo, l’Assemblea regionale siciliana ha di recente varato la legge n. 5 del 14 aprile 2009. Essa prevede la riduzione delle aziende sanitarie dalle attuali 29 a 17: in dettaglio vi saranno nove aziende sanitarie provinciali, tre aziende ospedaliere di riferimento regionale, due aziende di riferimento nazionale ad alta specializzazione e tre aziende ospedaliere universitarie.
La drastica riduzione è parzialmente compensata dall’istituzione di venti distretti ospedalieri che operano nell’ambito delle aziende sanitarie provinciali, ma mantengono autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria, hanno adeguate risorse finanziarie proprie e sono guidate da un coordinatore sanitario e da un coordinatore amministrativo.
Ai distretti ospedalieri si affiancano i distretti sanitari che rappresentano l’articolazione territoriale dell’azienda sanitaria provinciale e fanno capo all’Area territoriale che è coordinata da un direttore sanitario e da un direttore amministrativo.
La Legge prevede anche la decadenza automatica dei Direttori Generali in caso di mancato raggiungimento dell’equilibrio economico di bilancio e la non riconferma degli stessi in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Prevede, altresì, il divieto di esternalizzazione delle funzioni di competenza attraverso appalti di servizi o consulenze esterne. La Legge rivisita anche il Servizio Emergenza Urgenza 118 ed il sistema di erogazione di attività da parte delle strutture private accreditate, ma di questo parleremo l’anno venturo, quando il sistema entrerà a regime.
Alla C.A dell'assessore alla sanita On Russo.
Mi complimento con lei per gli obbiettivi raggiunti, per essere riuscito a fare rientrare la spesa sanitaria in Sicilia:
nel contempo le faccio notare che per fare un esame diagnostico come una ecografia se tutto va bene occorrono sei mesi,
e non continuo a segnalare altre inconcruenze pechè già provo una rabbia ed uno schifo tale cHE non riesco a scrivere. Vivamente le auguro di avere bisogno della sanita siciliano ma non da onorevole o assessore che sia, ma da comune cittadino, cosi mi potra dare un giudizio del suo operato avendo visto anche l'altro lato della baricata
sono amareggiato ,incazzato, deluso. Enzo Capello(Palermo)
Caro Enzo sono incazzato quanto te ma non con l'assessore perchè la domanda che mi faccio io è un'altra. Semplicemente mi chiedo: ma se la Sicilia spende così tanti soldi in più rispetto alle altre regioni che hanno un servizio sanitario d'eccellenza ed io da siciliano ricevo un servizio così scadente dove vanno a finire tutti questi soldi? Non penso proprio che se li sia incassati l'assessore Russo ... no no ... temo proprio di no! mmmmm vuoi vedere che chi si è lamentato violentemente della riforma sanitaria è stato toccato nella tasca? Certo è che da cittadino non mi è utile stare dalla parte di chi ha operato il salasso sulle risorse finanziarie della Regione ... si si sono anche io amareggiato, incazzato e deluso! Ma come abbiamo fatto noi siciliani a sopportare per così tanto tempo queste sanguisughe? Assessore!! Forse è appena il caso di avviare un controllo per una dieta più drastica! L'obesità è una patologia altamente invalidante e ... mi sa che qualcuno DEVE dimagrire e ... chissà magari risarcire!
Alla C.A dell'assessore alla sanita On Russo.
Mi complimento con lei per gli obbiettivi raggiunti, per essere riuscito a fare rientrare la spesa sanitaria in Sicilia:
nel contempo le faccio notare che per fare un esame diagnostico come una ecografia se tutto va bene occorrono sei mesi,
e non continuo a segnalare altre inconcruenze pechè già provo una rabbia ed uno schifo tale cHE non riesco a scrivere. Vivamente le auguro di avere bisogno della sanita siciliano ma non da onorevole o assessore che sia, ma da comune cittadino, cosi mi potra dare un giudizio del suo operato avendo visto anche l'altro lato della baricata
sono amareggiato ,incazzato, deluso. Enzo Capello(Palermo)