(s.d'a.) Il caso Fiat arriva nei corridoi dell'Ars. La Regione siciliana, ancora una volta, ribadisce all’azienda automobilistica che lo stabilimento di Termini Imerese non si tocca ed espone il suo piano per salvare l'impianto. Il governo regionale ha promesso ai sindacati un finanziamento da 390 milioni di euro.
Si è svolta ieri pomeriggio la riunione congiunta delle commissioni regionali Lavoro e Attività produttive. “La Fiat deve lasciare la produzione automobilistica a Termini Imerese”, tuona l’assessore regionale all'Industria Marco Venturi intervenuto all’incontro insieme alle organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm e Ugl, oltre al sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato. Non c’erano però i vertici del Lingotto, che in una lettera inviata ieri ai presidenti delle due commissioni ha declinato l’invito “in quanto non ci sono ulteriori elementi di approfondimento rispetto a quelli già trattati nell’incontro tra azienda, governo e sindacati svoltosi il 18 giugno a Palazzo Chigi”.
“Neanche oggi la Fiat è presente all’incontro della commissione - dice il presidente della commissione Attività produttive Salvino Caputo -. E’ già la seconda o la terza volta che il Lingotto non si fa vedere. L’aveva fatto anche mesi fa e pure allora non c’era stato un atteggiamento collaborativi”. Nonostante l’assenza dell'azienda le commissioni si sono riunite lo stesso per trovare una soluzione al problema e salvaguardare i livelli occupazionali. “Rispetto a qualche giorno fa - ha detto Venturi - è cambiato ben poco nella situazione dello stabilimento di Termini Imerese. Abbiamo chiesto un incontro con il Lingotto che spero avverrà ben presto. Oggi la Fiat termitana è solo assemblaggio, ma deve essere dedicata alla produzione automobilistica. Anche noi, però, dobbiamo invogliare la Fiat a rimanere. Dobbiamo rendere la Sicilia più appetibile. Fare in modo, insomma, di convincerla a rimanere a Termini Imerese”, spiega il nuovo assessore del Lombardo-bis, che fino a un mese fa faceva l’imprenditore. L'assessore ha esposto ai sindacati il piano d'azione che la Regione ha intenzione di attivare. Venturi ha promesso 390 milioni di euro per aiutare lo stabilimento di Termini Imerese. I finanziamenti serviranno non solo a sostenere le aziende dell'indotto, ma anche incentivare la formazione professionale e a sviluppare un polo di ricerca per le vetture ecologiche.
Così invece il sindaco di Termini, Salvatore Burrafato: “La nostra è una comunità che sta vivendo una grande tensione sociale. Dal 2002, quando ci sono stati gli altri scioperi, ad oggi, non è cambiato nulla e questo pesa sul futuro del paese. Noi facciamo auto di buona qualità e vogliamo continuare a farlo anche in futuro, ma in questo momento abbiamo bisogno della massima coesione sociale e territoriale”. Incontro privo di frutti per la Fiom Cgil. Secondo il sindacato, la Regione Sicilia è “troppo lenta” negli interventi sulla situazione dello stabilimento Fiat. La segretaria regionale della Fiom Cgil, Giovanna Marano, dice "di non aver sentito nulla di nuovo dall'assessore" rispetto all’ultimo incontro. “Da venerdì - spiega la sindacalista - la vicenda si è addirittura aggravata. Lombardo - ha proseguito - faccia un gesto esplicito e chieda un tavolo a Roma sulla questione di Termini Imerese”.
La Cisl, invece, chiede al governo e all’Ars di muoversi “in perfetta sintonia”, nell’elaborazione di una proposta a Fiat che renda competitivo Termini Imerese. Per la Cisl, la proposta che governo e parlamento siciliani dovrebbero avanzare al Lingotto “entro qualche giorno”, dovrebbe puntare a “riequilibrare le diseconomie esterne” delle attività di Termini, rendendo conveniente l’auto anche attraverso produzioni ecologicamente compatibili. Per questo, sottolinea il sindacato, “è necessario contrattare rapidamente col governo nazionale le risorse aggiuntive attraverso cui finanziare un contratto di programma che impegni Stato, Regione e Fiat sul terreno dello sviluppo”. All’incontro, la delegazione Cisl era composta da Giorgio Tessitore, della segreteria regionale, Mimmo Milazzo, segretario provinciale di Palermo e Giovanni Scavuzzo Battaglia (Fim Palermo), accompagnati da una delegazione Fim della Rsu di Termini Imerese.
S.D'A.
Qualcuno sa cosa si intende per dare un finanziamento di 390 milioni alla FIAT?
E' un vero finanziamento (da restituire) o è a fondo perduto? Quanto costerà al siciliano?
Con una cifra simile, si potrebbe costituire una società, acquisire gli stabilimenti ed avviare la produzione senza coinvolgere la FIAT.
Esiste, non bilancio regonale, una cifra simile?
Di che cosa stiamo parlando?