I sindacati metalmeccanici hanno scritto oggi al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per chiedere un incontro sull'annunciata chiusura dello stabilimento Cnh di Imola e sull'intenzione della Fiat di non produrre più auto a Termini Imerese. Lo hanno fatto dopo l'incontro di oggi con l'azienda al Lingotto, che definiscono "deludente". La data - secondo i sindacati - dovrebbe essere fra il 7 e il 9 luglio.
"L'incontro di oggi è andato male - dice Enzo Masini, responsabile Auto della Fiom nazionale - perché la Fiat continua a pensare di bastare a se stessa. Non c'è disponibilità vera sul premio di risultato e non c'è un'idea per affrontare una fase delicata come quella attuale con un confronto di merito con il sindacato assumendo reciproci impegni. Così rimangono grandi fibrillazioni a livello di singoli stabilimenti, ci sono situazioni che stanno esplodendo. Noi andiamo da Scajola per modificare il piano, la Fiat vuole solo parlare di ammortizzatori sociali".
Anche per Bruno Vitali, responsabile Auto della Fim, "l'incontro è stato deludente perché sull'Auto e sull'Iveco la Fiat dice di non avere nulla da approfondire. Sono invece disponibili a un incontro a livello sulle flessibilità, cioè su come gestire cassa integrazione e straordinari, ma non c'è una data".
"Il governo finora - afferma Eros Panicali, responsabile Auto della Uilm - ha sottovalutato il problema. Deve fare la sua parte perché non si riduca la capacità produttiva dell'Auto in Italia e non sparisca un'attività a Imola". Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, parla di "incontro interlocutorio" e sottolinea la necessita che "il ministro Scajola coordini gli incontri di settore, a partire da Cnh e Auto". Sul premio di risultato da pagare a luglio, la Fiat ha chiarito che non sarà erogata una cifra analoga a quella dell'anno scorso (1.100 euro) e che c'è ancora tempo per affrontare la questione.