La stampa nazionale avverte Lombardo
Il Cavaliere ha bisogno dell’Udc. Che significa?

29 giugno 2009 17:00
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Comincia in Sicilia, secondo La Stampa di Torino, il corteggiamento del Premier a Pierferdinando Casini. Il Corriere della Sera invece affronta il caso Sicilia con una intervista a Gaetano Quagliarello, vicepresidente vicario del Popolo della Libertà al Senato.

 

Il giornale torinese non ha dubbi: Berlusconi è al bivio: se vuole ricucire i rapporti con Casini, sarebbe questo l’attimo giusto: la crisi della regione siciliana gli offre l’occasione per un gesto di pace e di amicizia verso l’Udc.

 

Ugo Magri, corrispondente da Roma, riflette sul fatto che ove lo ritenesse,il Cavaliere è ancora in tempo per fare marcia indietro rispetto al patto stipulato con Lombardo e affidare al Presidente della Regione siciliana il compito di preparare il rientro dell’Udc in giunta di governo. Avrebbe gli strumenti per imporlo?

 

Magri questo non lo spiega, le sue considerazioni non danno grande importanza alla cosa. “pazienza se Lombardo ci resta male…”.  Ma se il Premier non facesse questo, avverte La Stampa, le conseguenze potrebbero essere gravi per il Pdl, al punto da pregiudicare i risultati delle regionali che si svolgeranno il prossimo anno.

 

Il quotidiano torinese fa qualche calcolo e prevede che ben undici regioni sono in bilico fra Pd e Pdl e la scelta dell’Udc sarebbe determinante, di sicuro decisivo in quattro o cinque regioni. La posta è troppo importante, ne deduce il quotidiano torinese, perché i vertici del Pdl non abbiano a occuparsene.

 

Perciò, fatti i conti con il futuro prossimo, sarebbero andati da Silvio Berlusconi per “svegliarlo” dalla sbornia lombardiana e rimettere le cose a posto, facendogli balenare il timore di una sconfitta alle regionali. Il partito intero deve perciò fare pressioni su Lombardo perché la coalizione che ha vinto le elezioni siciliane torni in sella.

 

Scordiamoci il passato, semmu a Napoli, paisà, dunque. E’ un coro unanime o quasi, dando uno sguardo alla grande stampa. Il Corriere affronta l’argomento facendosi aiutare da Gaetano Quagliarello, per il quale “L’Udc è il partito più vicino e allo stesso tempo il più distante dal Pdl”.

 

L’ossimoro viene così spiegato: “Condividiamo i principi del popolarismo europeo, ma ci divide la concezione del sistema politico. Noi crediamo nella centralità della sovranità popolare e quindi nel bipolarismo tendente al bipartitismo. Loro sono ancorati alla logica del vecchio parlamentarismo per cui le coalizioni possono cambiare ed è questo il motivo in base al quale scelgono di allearsi ora con la destra ora con la sinistra».

 

Le osservazioni di Quagliarello sembrerebbero non lasciare dubbi sulla “distanza”, ma non è così; subito dopo ecco che il vicecapogruppo lancia un assist a Casini, partendo dalla evoluzione della crisi siciliana, dove l’Udc è stato escluso nonostante abbia fatto parte dell’alleanza che ha eletto il Presidente Lombardo.

 

“Un’evoluzione che, fatta salva la specificità del caso”, ragiona il Corriere, “ha messo in evidenza un paradosso”. Quale? Lo spiega Quagliarello: “Lì abbiamo rubato il mestiere all’Udc, che ci rimprovera di comportarsi come noi non vogliamo che lei faccia. Fuori da questo gioco di parole, voglio significare che non si può mutare alleanze senza passare per le urne».

 

Fatta questa premessa, la conseguenza non può che essere una, ricucire con l’Udc. «Da questa contraddizione — sostiene Quagliariello — dobbiamo partire e ricostruire il dialogo seguendo una logica lineare: noi dobbiamo riaffermare la centralità della sovranità popolare, l’Udc la faccia propria, ponendo così le basi su cui costruire alle prossime Regionali un’alleanza strategica con noi.

 

Verso il partito di Casini, tuttavia, è bene registrare una “ricchezza di idee” verso l’alleanza da parte dei coordinatori nazionali. Denis Verdini è dell’avviso che sia necessaria una trattativa a tutto campo che metta dentro le politiche e le regionali, Ignazio La Russa crede sia meglio limitare “i danni” alle regionali, perché i due forni dell’Udc, residuo della prima repubblica, non lo convincono affatto della bontà di stare insieme. Certo, aggiunge, sarebbe altra cosa se Casini abbandonasse, “la politica dei due forni, delle mani libere”.

 

Spetterà al Presidente Berlusconi dipanare la matassa e “misurare” l’utilità di un corteggiamento dell’Udc con proposte alle quali non si può dire di no.

Lombardo è avvisato.

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Anonimo 01 luglio 2009   10:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 luglio 2009. Visualizza »

la coerenza della posizione dell'UDC e dell'incoerenza del PDL ha radici antiche, che passano attraverso il tentativo di annessione, al tentativo di realizzare alle politiche 2008 un "olocausto" politico sempre a danno dell'UDC in ultimo consentendo a Lombardo in Sicilia di tradire non soltanto la maggioranza  che gli elettori hanno espresso, non solo quella parte politica che lo ha voluto prima candidato contro il forzista Miccichè e poi è stata determinante per la sua vittoria ma anche contro la maggioranza del PDL siciliano, Castiglione in testa, che reclamando la "coerenza", tanto cara a parole al cavaliere, ritenava non possibile una maggioranza diversa da quella espressa in campagna elettorale. Se ci fosse coerenza in Castiglione credo che dovrebbe dimettersi dal suo incarico dopo essere stato clamorosamente smentito dal suo capo supremo. La differenza tra il PDL e l'UDC è abbissale non soltanto perchè non crediamo in un bipartitismo perfetto o imperfetto che sia, ma perchè pensiamo che la Sovranità Popolare sia veramente elemento essenziale della democrazia e risiede nel singolo cittadino che ha diritto a scegliere il proprio candidato ad esempio con il voto di preferenza, ma si comprende che chi è nominato a fatica ad accettare il confronto elettorale veroo, meglio essere nelle grazie del capo è più semplice basta obbedire e la volontà popolare è salva. La politica dei due forni è cosa che appartiene alla preistoria, ma d'altronde La Russa & company sono campioni di trasformismo quindi se ne intendono davvero, loro vorrebbero solidificare l'attuale confuso quadro politico in attesa del dopo Berlusconi, chiunque non la pensa come loro sono....

L'ultima riflessione la lega al nord il neo partito del sud nel mezzogiorno annunciato da Lombardo e Miccichè il PDL ha veramente deciso di smembrare l'Italia?

Mi auguro che l'UDC resista e non si lasci infinocchiare da chi oggi ostenta vittoria e sicurezza la buona ragione magari tarda a farsi comprendere ma prima o poi, speriamo prima che poi, sarà compresa dalla maggioranza degli italiani.

L'UDC partito nuovo e diverso dalla vecchia DC senza rinnegare affermi la suA DIVERSITA' da quella vicenda politica oramai esaurita e consegnata alla storia patria.

 

Mi auguro che l'udc resista senza Cuffaro, Mannino, Dina, Cintola, Antinoro etc.. etc.. etc..

Fatevi commissariare il partito in Sicilia, fatevi mandare Tabacci 

e cercate dei probiviri...

Anonimo 30 giugno 2009   19:56
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 giugno 2009. Visualizza »

Nulla da dire . Discorso e nalisi perfette.

Non fare ad altri quello che non verresti che facessero a te. Se si cambia coalizione bisogna andare davanti agli elettori.

Questa si chiama coerenza e correttezza politica.

la coerenza della posizione dell'UDC e dell'incoerenza del PDL ha radici antiche, che passano attraverso il tentativo di annessione, al tentativo di realizzare alle politiche 2008 un "olocausto" politico sempre a danno dell'UDC in ultimo consentendo a Lombardo in Sicilia di tradire non soltanto la maggioranza  che gli elettori hanno espresso, non solo quella parte politica che lo ha voluto prima candidato contro il forzista Miccichè e poi è stata determinante per la sua vittoria ma anche contro la maggioranza del PDL siciliano, Castiglione in testa, che reclamando la "coerenza", tanto cara a parole al cavaliere, ritenava non possibile una maggioranza diversa da quella espressa in campagna elettorale. Se ci fosse coerenza in Castiglione credo che dovrebbe dimettersi dal suo incarico dopo essere stato clamorosamente smentito dal suo capo supremo. La differenza tra il PDL e l'UDC è abbissale non soltanto perchè non crediamo in un bipartitismo perfetto o imperfetto che sia, ma perchè pensiamo che la Sovranità Popolare sia veramente elemento essenziale della democrazia e risiede nel singolo cittadino che ha diritto a scegliere il proprio candidato ad esempio con il voto di preferenza, ma si comprende che chi è nominato a fatica ad accettare il confronto elettorale veroo, meglio essere nelle grazie del capo è più semplice basta obbedire e la volontà popolare è salva. La politica dei due forni è cosa che appartiene alla preistoria, ma d'altronde La Russa & company sono campioni di trasformismo quindi se ne intendono davvero, loro vorrebbero solidificare l'attuale confuso quadro politico in attesa del dopo Berlusconi, chiunque non la pensa come loro sono....

L'ultima riflessione la lega al nord il neo partito del sud nel mezzogiorno annunciato da Lombardo e Miccichè il PDL ha veramente deciso di smembrare l'Italia?

Mi auguro che l'UDC resista e non si lasci infinocchiare da chi oggi ostenta vittoria e sicurezza la buona ragione magari tarda a farsi comprendere ma prima o poi, speriamo prima che poi, sarà compresa dalla maggioranza degli italiani.

L'UDC partito nuovo e diverso dalla vecchia DC senza rinnegare affermi la suA DIVERSITA' da quella vicenda politica oramai esaurita e consegnata alla storia patria.

 

Anonimo 30 giugno 2009   12:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 giugno 2009. Visualizza »

Nulla da dire . Discorso e nalisi perfette.

Non fare ad altri quello che non verresti che facessero a te. Se si cambia coalizione bisogna andare davanti agli elettori.

Questa si chiama coerenza e correttezza politica.

Ma il PDL con in testa il suo "papi" dimentica che proprio alle ultime elezioni politiche volevano far fuori l'UDC!

Hanno fatto di tutto per non accettare l'alleanza, come invece hanno fatto con la Lega.

Ora, che l'Udc è determinante in tante regioni d'Italia chiedono a Casini "coerenza". Ma quale coerenza?

Mica l'udc ha fatto patti elettorali con il PDL e se un candidato "X" di C.s. va bene qui ciò non implica che non si possa votare "Y" di c.d. altrove.

Questa non è politica dei "due forni". La Russa avrebbe fatto bene a non farsi infinocchiare da "papi" e a sostenere l'udc come allenza strategica un anno addietro. Ora è troppo tardi. Ora, le condizioni li detta Casini e Cuffaro... proprio quello che non volevano "Papi" e "figli".

Anonimo 30 giugno 2009   10:07

C'è un'altra differenza fondamentale fra PLD e UDC:

La gente di Casini, da buoni democristiani, non parlano mai di ridurre le tasse o di diminuire la presenza pubblica nell'economia del paese, ossia non hanno un'anima liberista (nè liberale, a mio parere, visto il bacchettonismo che li contraddistingue).

Poiché penso che sia questo il motivo per cui gran parte degli italiani hanno votato per Berlusconi, l'alleanza con l'UDC può essere pericolosa perché allontana il PDL dal suo elettorato. Credo anche che sia questo il motivo del grande exploit della Lega nel nord del paese.

Tradotto: in democristiani (non a caso si chiamano UDC) non vogliono diminuire la torta da spartirsi, anzi pretendono che la loro fetta sia sempre più consistente. Da questo punto di vista l'MPA è molto più in linea con il PDL. Berlusconi rifletta!

Anonimo 30 giugno 2009   05:17
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 giugno 2009. Visualizza »

La Sicilia non ha bisogno degli ascari per eccellenza

Non si preoccupi. Il campionato di Terza Categoria la Sicilia lo gioca senza ascari. Ma in che ruolo gioca?

Anonimo 29 giugno 2009   23:41

La Sicilia non ha bisogno degli ascari per eccellenza

Anonimo 29 giugno 2009   22:30

Credo proprio per questo e mi vado sempre più convincendo che Berlusconi è al capolinea. Sarà la storia delle escort, sara Murdoch, sta di fatto che ultimamente non ne azzecca una. Forse la mancata opposizione e il largo divario che lo separa dal PD gli ha fatto perdere l'appiglio e la sagacia di un tempo. Certo la Sicilia non merita da parte di Berlusconi questo trattamento. E non difendo l'UDC ma bensì tutti quei siciliani traditi dal lascia passare dato da Berlusconi a Lombardo. Tutta gente impegnata nel territorio a difendere la causa del PDL ed oggi scherniti dagli uomini di Lombardo. Se oggi ci fosse una qualunque tornata elettorale il PDL non supererebbe il 30% a volere essere ottimisti.

Anonimo 29 giugno 2009   19:42

Nulla da dire . Discorso e nalisi perfette.

Non fare ad altri quello che non verresti che facessero a te. Se si cambia coalizione bisogna andare davanti agli elettori.

Questa si chiama coerenza e correttezza politica.

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