Che giudizio date alla conclusione della crisi di governo siciliana? L'autonomia ne esce meglio o peggio? L'editoriale di SiciliaInformazioni ha dato vita a un grande dibattito di cui ospitiamo gli interventi

29 giugno 2009 10:35
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L'autonomia siciliana ne esce meglio o peggio dopo la crisi di governo che ha portato alla formazione di una nuova giunta? Su SiciliaInformazioni è nato un grande dibattito che ha portato all'espressione di diverse opinioni che qui di seguito vi riportiamo.

 

 

Il lettore Francesco Salinitro pensa che "Quando una linea politica autonomista pretende di attuare le sue prerogative, Roma interviene (e non è la prima volta) stimolata dagli stessi

Master mediazione familiare
siciliani che aspirano a coltivare il proprio orticello verde in una moltitudine di orticelli desolanti.

E’ stato interesse di Roma (Pdl) intervenire in Sicilia per costringere i più recalcitranti a digerire il rospo e a recedere dall'obiettivo di azzerare la Giunta del Presidente Lombardo. L'intervento di Berlusconi tendeva ad evitare guai elettorali peggiori nella Regione che più di altre aveva premiato il centro destra, piuttosto che a limitare prerogative istituzionali. Quella spada di Damocle credo che lo sia più per i pomotori dell'iniziativa che per il Presidente Lombardo. In quel caso molti più siciliani apriranno gli occhi su ciò che realmente accade ai danni della nostra Regione.

 

La scelta, perorata da alcuni siciliani del centro destra e dell’Udc, di avviare la procedura parlamentare per far decadere il Presidente della Regione siciliana, dimostra che l’iniziativa centralista e anti autonomista è stata stoppata da Lombardo, ma se quell'iniziativa ha potuto avere seguito è perché a molti dei nostri parlamentari non importa nulla dell’autonomia siciliana e perciò sono disposti a svenderla alla prima occasione pur di far fuori un Presidente che intende muoversi nel solco dell’autonomia o, semplicemente perchè da loro fastidio.

 

Gli avversari dell’Autonomia siciliana sono sempre in agguato e numerosi e non aspettano altro per por fine ad uno Statuto che avversano da sempre. Si tratta, in definitiva, di un tentativo sventato, da Lombardo e tutto ebbe inizio con “pazzia” di mandare a casa quanti gli stavano costruendo la trappola per defenestrarlo.

Come è possibile affermare con tanta sicurezza che non è mai avvenuta una intromissione del Governo centrale negli affari siciliani. Credo piuttosto che siano stati tanti e pesanti nel tempo attraverso la limitazione dei fondi alla Sicilia senza che nessuno avesse nulla da ridire, o attraverso la trasmissione delle volontà centrali ai propri luogotenenti (vicerè) che si sono succeduti nei decenni.

 

 

In presenza dell’acquiescenza dei subalterni nessuno ha interesse ad interferire. Il problema si pone quando si pretende che le prerogative autonomistiche siano attuate e questa volta l’esistenza di un partito autonomista ha rotto i giochi di sempre e ha mandato in fibrillazione il sistema. Se è come penso su questo punto ne vedremo ancora delle belle.

All’autonomia, molti siciliani ci credono eccome, e ciò che conta è che ci credano i cittadini, piuttosto quelli che hanno perso la fede sono pregati di accomodarsi oltre, oppure, abbiano il coraggio di dichiararlo pubblicamente e facciano propagando politica per chiedere i voti necessari per abolirla dai nostri ordinamenti.

 

 

Gli sperperi del mezzogiorno non sono addebitabili al meridionalismo, come non sono addebitabili all’autonomismo quelli della Sicilia. Ma né la politica meridionalista e neppure quella autonomista hanno mai trovato spazi per la loro concreta attuazione e quando ci si prova accade sempre qualcosa".

 

 

La prima risposta al commento di apertura sottolinea come "finora in Sicilia non erano mai accadute tante cose, ma guarda caso stanno accadendo tutte adesso. Sarà mica colpa dell'ultimo inquilino di Palazzo d'Orleans ? Ma nooo .... cosa andate a pensare.

Il fatto che la Sicilia sia diventata una polveriera è dovuto al riscaldamento globale e all'inquinamento, quello poverino si è solo trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Del resto bisogna dare atto che con Berlusconi è riuscito a chiudere la crisi (che lui stesso aveva creato).

 

 

Ma siamo sicuri che sia chiusa? O forse la crisi si è incancrenita ulteriormente?

Ha ragione Maira dell'Udc quando dice che Raffaele parla con pezzi dei partiti avversari per dilaniarli? Ma allora è un ingrato visto che ce l'hanno messo loro su quella poltrona.

E quanto all'aumentata sudditanza da Roma? Sono stati i coordinatori regionali del Pdl a rifiutarsi di parlare col Kapò o viceversa? Non è stato lui a dire che non avrebbe parlato con i coordinatori regionali perchè voleva vedere solo "Papi" a Roma ? Della serie "parlo solo con chi c'è l'ha più grosso". E allora di chi è la colpa dell'aumentata sudditanza da Roma?

 

 

 

Per fortuna ha controbilanciato con l'Udc. "Basta Casini, mi sta antipatico parlo solo con i vertici regionali" . Poi però ha fatto sapere che da Roma l'Udc non l'ha più richiamato autoescludendosi dal nuovo governo.

E voi pensate che i federalisti debbano tenere in gran considerazione il popolo che si fa rappresentare da uno così?

Credere per fede va bene, ... agli integralisti islamici e agli ignoranti.

 

 

Non possiamo più firmare cambiali in bianco, la Sicilia è sull'orlo di un immenso baratro e per farcela precipitare c'è un lumbard che ce la sta mettendo tutta ... ma non è della Lega, è di Grammichele".

 

 

Un altro lettore cita un pezzo dell'articolo di riferimento ed evidenzia che "questo significa che Lombardo fa paura a Roma, o meglio Mlano, e quando un partito siciliano fa paura a Roma significa che sta lavorando in favore della Sicilia".

 

 

Per qualcun altro invece "L'unica soluzione e` un nuovo vespro siciliano contro gli pseudosiciliani colonizzati e i loro padroni italici. La Sicilia deve essere dei Siciliani, punto e basta!!!"

 

 

Il lettore Andrea Volpe dissente dall'autore del pezzo: "Non mi pare che l'articolista centri il senso di quello che è successo.

In questa vicenda non c'è una resa al centralismo statalista, ma un'affermazione dell'autonomia siciliana nella persona di Raffaele Lombardo e del suo Movimento, che alla fine sono riusciti a non fare nessun passo indietro rispetto a quello che si era localmente deciso.

Il dato che per fare questo sia stato necessario estorcere, con numerosi discorsi ed incontri, l'avallo del Presidente del Consiglio, rientra nella ritualità della politica e, soprattutto, nella necessità di mantenere una sponda autoritativa sul recupero dei fondi Fas.

Che sia stata una vittoria della periferia sul centro è testimoniato dal fatto che tutti i "gran commis" nazionali di tutti i partiti si son sentiti messi da parte e non capisco perchè a questo partito trasversale centralista si sia ascritto anche l'autore dell'articolo.

Così si crea solo disorientamento, non si fa corretta informazione e, sopratutto, non si aiuta la Sicilia!".

 

 

Un lettore che si firma M.C., nella sua disamina, cita episodi di un passato più o meno recente per mettere in evidenza alcune differenze con il presente: "Con gran rispetto per l'editoriale ci sono cose che non capisco bene.

Soprattutto il passaggio secondo cui la trattativa Lombardo - Berlusconi affosserebbe l'Autonomia. Credo che invece ci sia una novità veramente importante, e cioè che così cadono "i paraventi fittizi dell'autonomia".

Mi spiego.

 

 

Per molte decadi (almeno dalla caduta di Milazzo, forse con qualche timida e incerta eccezione ai tempi di Nicolosi e poi di Mattarella) in Sicilia non si è mai deciso nulla di veramente importante. Le decisioni (in silenzio) venivano prese nelle segreterie dei partiti romani, o in altri potentati nazionali (l'ABI, la Confindustria, Mediobanca, la Massoneria,...) e poi in Sicilia si faceva una recita, la recita di una comunità politica autonoma, con i suoi riti barocchi, in cui l'unica cosa su cui i politici locali discutevano veramente era la spartizione della torta. In un certo senso la Sicilia era (e in parte ancora è) uscita dalla storia, priva di qualunque storia propria.

 

 

Ora Lombardo ha dimostrato una verità elementare, diamogliene atto. I partiti "italiani" hanno la testa a Roma e quindi è inutile negoziare con i "rappresentanti/agenti di commercio" per l'Isola. Meglio andare a trattare direttamente con il loro Capo.

Lombardo non ha un "capo" a Roma, e questa è la novità. E la Sicilia, ritrovando una propria dignità istituzionale, va a negoziare con l'Italia, sua potenza coloniale, direttamente i propri interessi.

Questo è l'inizio dell'Autonomia, appena appena l'inizio, ma non certo la fine. E' quindi esattamente il contrario.

 

 

Non voglio tessere lodi partigiane dell'Mpa. Ha i suoi difetti, ci mancherebbe. Ma è un partito "regionale" (nonostante la proiezione nel Sud). Se anche gli altri partiti lo diventassero, o se il suo consenso diventasse un giorno maggioritario (anche in senso relativo) nell'Isola, le trasferte a Roma potrebbero forse diminuire. I "partiti italiani" sono inutili per la Sicilia, anzi dannosi, anzi un controsenso rispetto all'autonomia speciale, perché al momento del dunque tra l'interesse della Sicilia e quello dell'Italia, sono costretti per la loro carriera politica a scegliere sistematicamente il secondo.

Ma fintantoché ci sono e sono maggioritari nel consenso in Sicilia, perché questo E' il grado di autocoscienza del Popolo Siciliano oggi, è a Roma che dobbiamo andare a discutere. Ed è con i partiti romani che si devono fare le coalizioni: "coalizioni", cioè governi "insieme", in cui nessuno può decidere tutto da solo, ma in cui si deve arrivare ad un compromesso.

 

 

Ma anche dopo, fintantoché la Sicilia farà parte dello Stato italiano, le trattative più importanti si faranno sempre a Roma: è lì che si decide il federalismo finanziario, da lì le minacce di controriforme costituzionali, etc.

Credete che i sudtirolesi dell'Svp facciano o abbiano fatto le loro trattative con lo stato italiano sul Brennero o nei masi chiusi?

O che gli scozzesi negozino o abbiano negoziato le loro prerogative fra gli scogli delle Highlands piuttosto che a Westminster?

Davvero, se la pensiamo così, in questo concordo con l'editoriale, ancora la cultura autonomista in Sicilia è assai minoritaria.

 

 

Le vere autonomie, quelle rilevanti politicamente e non solo amministrativamente, si negoziano al centro. Quando si lascia tutto al livello locale vuol dire che in loco non si decide più nulla di veramente importante, vuol dire che sono riunioni condominiali...

Quando mai Berlusconi va a negoziare qualcosa con il governatore della Liguria o della Basilicata? Perché quelle (belle) regioni italiane non hanno spessore politico; la Sicilia sì, finalmente.

Ora però vogliamo vedere i frutti, almeno qualcosina".

 

 

Un utente che si firma Tengo Famiglia risponde ad Andrea Volpe e in particolare a un punto preciso del suo commento: "...Così si crea solo disorientamento, non si fa corretta informazione e, sopratutto, non si aiuta la Sicilia! (Andrea Volpe).

Perfettamente in riga con la linea dell''Mpa. Tutti la devono pensare come il grande capo(ò). Chi non è (totalmente) con noi è contro di noi e dunque va defenestrato (specie dall'Amm.ne della Regione)

Io invece faccio i complimenti all'autore dell'articolo".

 

 

"Mi pare che l'autore dell'articolo confonda la delusione rispetto ai suoi evidenti desiderata (l'asse Lombardo-Miccichè- Cracolici che sarebbe piaciuto anche a me, ma che non si reggeva politicamente) - scrive un commentatore - con un sostanziale arretramento rispetto ai "valori" dell'autonomia siciliana che sarebbero stati ulteriormente avviliti dalal trattativa del Governatore con il Presidente del consiglio.

Ma perchè, negli ultimi cinquant'anni, non è stato sempre così? Il Presidente della regione siciliana non ha avuto sempre da Roma (piazza del Gesù, via del Corso o Palazzo Chigi che differenza fa?) il placet per la composizione del governo e per qualsiasi iniziativa politica che avesse un minimo rilievo?

 

 

L'autonomia, la libertà, lo sviluppo della Sicilia da sempre, dal tempo dei Romani in poi, hanno avuto un solo, imbattibile, costante nemico: la ferma determinazione dei siciliani a combattersi ferocemente e senza esclusione di colpi tra loro e a prostrarsi immediatamente di fronte al primo, più o meno potente, invasore (materiale o metaforico) di turno. I siciliani non permetteranno mai a uno di loro un milionesimo di quanto sono prontissimi a concedere a qualsiasi non siciliano.

Non a caso l'unica "istituzione" che dalla dominazione esterna è riuscita a preservarsi e che, ahimè, con i potenti di "fuori" ha mostrato di sapere trattare da pari a pari, si chiama Cosa "Nostra". Non è cosa di cui da andare fieri, purtroppo.

 

 

Allora, che arrivi questo Movimento del sud, ma che sia movimento di popolo, volontà di riprendersi in mano il destino e il futuro dei nostri figli. Che ponga alla base della propria esistenza i motivi dello stare insieme e combatta, ferocemente, senza pietà, qualsiasi tentativo di divisione. Che l'unico crinale discriminante sia la legalità, il rispetto delle regole, la voglia di riscattarsi da una storia fatta di assistenzialismo, sottomissione, cinismo, scetticismo. Sono i nostri veri mali, sono i nostri veri nemici".

 

 

Infine il direttore Salvatore Parlagreco risponde a M.C. : "Gentile lettore, Le sembrerà strano ma concordo con molte delle sue considerazioni. L'articolo si limitava a mettere insieme fatti oggettivi, che per esempio il Presidente della Regione abbia dovuto trattare con il Capo del governo italiano gli assessorati da distribuire. Perché non ha potuto farlo con i siciliani? La responsabilità non è personale, di Raffaele Lombardo, de ma di una classe dirigente - della quale Lombardo fa parte innegabilmente - dedita ai giochetti di potere, sprovvista di cultura politica - né autonomista, né meridionalista né altro - che ha scelto di coltivare il proprio orticello rinunciando a pensare in cambio delle piccole prebende paesane.

 

 

E quando qualcuno dei siciliani varca lo Stretto, siccome crede di non avere avuto alcun merito, sbraca con una velocità pazzesca. Lombardo ha governato "in" questo contesto - ma non ha governato "il contesto" , alla giornata con un pragmatismo audace adatto al contingente, non all'onda lunga. Ci vuole ben altro. Per esempio il partito del Sud. Solo che ci dovrebbero dire, prima o poi, con chi vogliono farlo e come".

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Anonimo 02 luglio 2009   11:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 luglio 2009. Visualizza »

LA Sicilia in questo momento non può non essere con Lombardo.

 

Lombardo rappresenta la Sicilia che va a trattare con l'Italia. Questo è il primo passo verso un'autentica autonomia. IL vero federalismo, cioè l'attuale condizione costituzionale della Sicilia, federata con l'Italia. Ora bisogna pretendere i nostri diritti calpestati da oltre 60 anni.

ANTUDO

Si parla continuamente del Presidente Lombardo come colui, vedi nella Sanità, che fa della lotta agli sperperi un suo preciso cavallo di battaglia. A tal proposito desideravo insieme a chi mi legge, se siete d'accordo, fare queste domande al nostro Presidente :  cosa è stato fatto per limitare le auto blù che vengono utilizzate anche per i Capi di Gabinetto oltre che Dirigenti Generali ed Assessori ? cosa è stato fatto per limitare le unità a disposizione degli Uffici di Gabinetto circa 40 per ogni Assessorato che succhiano una marea di soldi ? perchè sono stati "infilate" con varie strategie persone con contratti a tempo determinato il cui lavoro può essere tranquillamente svolto dagli impiegati di ruolo con un esborso di varie centinaia di migliaia di euro ?  grazie per il tempo che mi vorrete dedicare.   

Anonimo 02 luglio 2009   00:01

Con una operazione gattopardiana Lombardo, prima delle elezioni fa credere ai soliti cucchi che lo votano di essere "sciarriato" con Silviuccio che tra una cena con con giudici costituzionali ed una con veline o zoccole di regime lo riceve a palazzo Grazioli e gli fa dire OK il prezzo è giusto.

Ci penso mi. Presidente che lei pensa di averla fatta franca e aver preso tutti i siciliani per cucchi ha sbagliato i suoi conti.

Chi di voltafaccia gioisce di voltagabbana perisce. Questa è storia che si ripete, veda Cuffaro con Capodicasa, Vedi Mastella con Prodi.

Anonimo 01 luglio 2009   20:13

Presidente, dica e faccia qualcosa veramente da Sicilianista, al di la di giochi di coalizione politica, e le crederò. Ad oggi vedo solo lotte per le poltrone ed apparentamenti strani, il tutto in salsa italiana.

Trinacria.

Anonimo 01 luglio 2009   19:54

Una sola domanda. Ma il nostro voto a cosa è servito? Non avevamo votato solo il Presidente, ma individuato una coalizione politica con un mandato preciso, sulla base di un programma. Non vedo svolte autonomiste (sic!) nelle iniziative intraprese, ma solo iniziative legate forse a condizionamenti correntizi e valutazioni elettorali. Non rimane che rimanere in attesa di iniziative programmatiche. Sempre che siano state prese in considerazione a monte delle iniziative intraprese!

 

Anonimo 01 luglio 2009   07:03

Aspetterei a dire che la grisi di governo si è conclusa, perchè bisogna vedere come si comporterà la maggioranza in aula davanti ai primi provvedimenti che scottano della giunta Lombardo. Sull' autonomia, se ne esce meglio o peggio, non c'è in ballo nessuna autonomia ma un riposizionamento dei partiti e delle persone rispetto al potere. E' cambiata la cornice ma il quadro è sempre lo stesso.Tutto qui! Quello che dovrebbe far riflettere è un'altra cosa : un sistema democratico si fonda sulla volontà della maggioranza, e in Sicilia questo Presidente e i partiti che lo hanno candidato hanno stravinto, come mai non riescono a governare? La colpa è degli elettori liberi, perchè dare un così largo consenso a partiti e persone che sono  al potere da 15 anni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, significa dire loro : bravi continuate a fare politica clientelare. I clienti aumenteranno e gli elettori liberi diminuiranno. Contenti noi , contenti tutti !

Maria

Anonimo 30 giugno 2009   11:46
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 giugno 2009. Visualizza »

LA Sicilia in questo momento non può non essere con Lombardo.

 

Lombardo rappresenta la Sicilia che va a trattare con l'Italia. Questo è il primo passo verso un'autentica autonomia. IL vero federalismo, cioè l'attuale condizione costituzionale della Sicilia, federata con l'Italia. Ora bisogna pretendere i nostri diritti calpestati da oltre 60 anni.

ANTUDO

Sono in sintonia con quanti dicono che Lombardo non può traghettare la Sicilia e il Sud in generale verso una vera autonomia.

Per quello che stiamo vedendo non ci sono uomini in grado di fare ciò.

Quindi dò un giudizio negativo al Lavoro di Lombardo, e lo motivo... Quando lui dice mi dimetto dall'MPA e mi dedico a tempo pieno a fare il Presidente della Regione, in certo qualmodo ha scaricato ad altri la costruzione di questo fantomatico partito del Sud.

Secondo me ,se ci crede veramente dovrebbe fare il contrario, dimettersi da Governatore e dedicarsi alla costruzione di questo partito. Da quello che vedo, fà sempre tutto al contrario(vedi gestione crisi ARS, prima ha azzerato la Giunta e poi a cercato di discutere, invece prima doveva discutere e se non trovava collaborazione all'interno della coalizione faceva quello che ha fatto)

Un saluto a tutti i siciliani DOC.

 

Anonimo 30 giugno 2009   03:30

LA Sicilia in questo momento non può non essere con Lombardo.

 

Lombardo rappresenta la Sicilia che va a trattare con l'Italia. Questo è il primo passo verso un'autentica autonomia. IL vero federalismo, cioè l'attuale condizione costituzionale della Sicilia, federata con l'Italia. Ora bisogna pretendere i nostri diritti calpestati da oltre 60 anni.

ANTUDO

Anonimo 29 giugno 2009   18:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 giugno 2009. Visualizza »

Il giudizio di solito si esprime dopo aver ascoltato le Parti.

Nel caso in esame, dovremmo limitarci a leggere un articolo giornalistico?

Sibilla Cumana

concordo perfettamente con il commento di sibilla cumana e credo che per esprimere un giudizio non fazioso bisogni ascoltare tutti gli interessati. Ma aldilà dell'ammirazione che l'audacia di questo presidente sicuramente suscita, aldilà dell'affaire "Fondi FAS", come non restare allibiti nell'apprendere che alla formazione sono stati appena stanziati quasi tre milioni di euro solo per l'aggiornamento del personale a tempo indeterminato quando per quattro milioni di fondi FAS, destinati allo sviluppo di questa povera isola, abbiamo, giustamente,rischiato il tracollo del governo. Lo scandalo non è sicuramente la battaglia per ciò che ci spetta di diritto, ovvero i Fas, ma lo stanziamento di tutti questi fondi per la formazione! Ricordo a tutti che proprio la formazione era stato il bersaglio di tagli, da parte del governatore, in quanto spreco di risorse.

Madame de Stael 

Anonimo 29 giugno 2009   15:57

Il giudizio di solito si esprime dopo aver ascoltato le Parti.

Nel caso in esame, dovremmo limitarci a leggere un articolo giornalistico?

Sibilla Cumana

Anonimo 29 giugno 2009   15:00

La Sicilia è la mamma dcella politica italiana. Occorre prima definire quale politica deve pilotarte il futuro della Sicilia prima e dell?talia dopo.Quella di Castiglione o quella di Lombardo o meglio,  quella di Firrarello o quella di Micchicè o meglio ancora quella di Palermo o quella di Catania. Se  non si riassetta l'equilibrio Est Ovest,nessuno propgetto pilota possa interferire col continuo della fiction siciliana. L'idea del Partito dxel

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