"E' grave e intollerabile che il signor Rizzoli mi accusi, dalle colonne del Suo giornale, di 'destabilizzare' i miei figli". Il 'Corriere della Sera' pubblica oggi una lettera di Veronica Lario nella quale la donna risponde alle affermazioni dell'editore Angelo Rizzoli pubblicate dal quotidiano di via Solferino. "Il mio fermo proposito di mantenere sul piano della compostezza la vicenda della separazione da mio marito evidentemente -scrive- infastidisce persone che non dovrebbero
avere alcun interesse per la questione e certamente non hanno alcun titolo per esprimere pubblicamente giudizi al riguardo". In particolare, la signora Lario se la prende per le parole attorno al figlio piu' piccolo Luigi che lei destabilizzerebbe mentre "andrebbe invece sostenuto.
A volte -aveva detto Rizzoli- ci si ritira nella religione come fuga dal mondo''. Cosi' Rizzoli dimostra "di considerare i sentimenti religiosi di mio figlio, che riguardano solo lui e che non sono certo nati in queste settimane, come un fenomeno anomalo e patologico; cosa forse naturale, purtroppo, per chi non riesce nemmeno a immaginare che possano esistere valori diversi da quelli materiali". Inoltre, la signora Lario sottolinea anche un altro passaggio dell'intervento di Rizzoli al 'Corriere' in cui vengono "insultate quattro mie 'amiche milanesi', non meglio identificate, tacciandole di 'crassa ignoranza'. E' increscioso e ridicolo". "Per buona fortuna -conclude Lario- Luigi non e' affatto in fuga dal mondo, e ha sufficiente forza morale per valutare lo squallore di quelle parole. Ma vorrei ugualmente che venisse lasciato in pace, come me e le mie figlie. E possibilmente anche le mie amiche".
Intanto Giampaolo Tarantini, l'imprenditore della Technohospital al centro dell'inchiesta di Bari che ha toccato anche il premier, racconta la sua verita' in una lunga intervista al ''Giornale''. ''Sono stanco di questo gioco al massacro, stanco di leggere falsita', stanco di essere definito un procacciatore di escort''.
''Che cavolata che ho fatto, che stupido sono stato...'', racconta Tarantini. ''Quando ho avuto la possibilita' di conoscere Berlusconi ho toccato il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Poi l'ho conosciuto sul pianop personale, con la sua simpatia, il suo calore umano, il suo rispetto per gli altri, la sua genialita'. Davvero irresistibile. E ho creduto che sarebbe stato piu' facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze. Da qui e' venuta fuori la storia che ha occupato i giornali e che e' nella realta' molto diversa da come e' stata raccontata''. Cosi' l'imprenditore chiede scusa a Berlusconi: ''Per aver dato il pretesto a Repubblica, all'Espresso e agli altri organi della sinistra di coinvolgerlo in questo tipo di storie. Spero che mi perdoni, perche' so che e' un uomo che non sa portare rancore''.
La cena dal presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli la sera tra il 4 il 5 novembre 2008? "Una cena del tutto normale, durante la quale, e data anche la ricorrenza delle elezioni Usa, si e' prevalentemente parlato di politica. Quanto ho letto sui giornali in merito a quella sera e' fuori dalla realta'. Non risponde a verita'". Del resto, l'abitudine dell'imprenditore di circondarsi di belle ragazze valeva per tutte le sue frequentazioni. Anche quelle, frequenti, coi politici locali di centrosinistra in Puglia: "Diciamo che avere al fianco una bella ragazza fa sempre comodo, ti rende certamente meno noioso", conclude Tarantini.
Tarantini, nella lunga intervista, spiega che se "avesse saputo che Patrizia D'Addario faceva la escort" non l'avrebbe mai "frequentata" e tantomeno l'avrebbe "portata ad una cena col presidente". "Lei si era presentata come figlia di un imprenditore del settore edile. Ho letto che avrebbe chiesto a me e al presidente di intervenire su una pratica edilizia. Ma vi rendete conto? Ma come si puo' pensare che il presidente potesse fare qualcosa in un Comune, in una Provincia, in una Regione, tutte amministrate dalla sinistra? Una vera assurdita'. Ne viene fuori che questo e' stato soltanto un alibi per coprire la vera "missione".
Gia', perche' Tarantini appena lette le "rivelazioni" della D'Addario non ha avuto dubbi: "Ho pensato quello che hanno pensato tutti: che qualcuno avesse progettato con lei di tendere un'imboscata al presidente a fini politici e che tutto fosse stato progettato con cura. Il registratore, le testimonianze delle amiche e infine quella dichiarazione davvero incredibile: "Io sono una escort e costo mille euro a prestazione". Quanto deve farsi dare una persona per una patente di questo tipo che le segnera' la vita? La risposta di tutti e': molti, molti soldi".
Le ragazze invitate alle feste di Berlusconi, continua Tarantini, erano pagate "solo per rimborsare le spese che dovevano sostenere per gli spostamenti". In nessun caso, mette in chiaro, al denaro corrispondevano "prestazioni intime".
Inoltre, il premier non sapeva nulla dei pagamenti: "Il presidente non poteva neppure lontanamente immaginare che io, per fare bella figura con lui, rimborsassi a delle ragazze le spese che dovevano sostenere per venire a Roma e soggiornare in albergo. La stampa di sinistra poi ha avanzato la tesi che addirittura le pagassi per una loro prestazione 'intima'. Figuriamoci". Anche perche', continua Tarantini, "Conoscere il presidente e' per tutti un privilegio. C'e' la fila per incontrarlo e frequentarlo. Quanto alle ragazze, alle donne in generale, sono loro che corrono dietro a lui, e non viceversa. Molte signore mi hanno detto che dopo aver conosciuto lui tutti gli altri sembrano incolori e inesistenti. Pagherebbero loro per una storia col presidente!".
Leggendo le dichiarazioni di Tarantini, vedi caso proprio al Giornale, sento i conati di vomito assalirmi sempre più frequentemente, dichiara con il cuore in mano che quando ha avuto la fortuna di conoscere il cavaliere ha toccato il cielo con il dito, si é liberi di adorare chi si ritiene più utile a dare una mano ad uscire delle difficoltà io, debbo essere sincero mi sono sempre affidato al buon Dio. Quando Tarantini dichiara che non era al corrente che la tizia era una escort, aggiunge candidamente che quando deve incontrare qualcuno per cocludere un affare si fa accompagnare da una bella figliuola, cosa c'é di male se ha voluto allietare il "riposo del guerriero" con lo stesso sistema? Nulla, solo che dal mio punto di vista e spero da quello degli italiani, questo modo di agire non discolpa affatto ne Tarantini, ne il cavaliere che a quasi 75 anni ed avendo la responsabilità politica che gli é stata affidata dai suoi elettori, non si é limitato ad ammirare la bellezza estetica delle fanciulle, ma da perfezionista quale é ha voluto sondare più in profondità ed ha trovato una sgradita soepresa, pazienza cavaliere, il mondo é pieno di immondizia, se ne liberi come ha fatto a Napoli, ma non la trasferisca in periferia, qualcuno potrebbe prendersela a male! UN ITALIANO CHE NON HA CAPITO NULLA DELLA VITA.
Veronica scagliandosi contro il marito ha da una parte avuto il consenso della sinista ma dall'altra il non consenso della destra e quindi ne deve subire le conseguenze. Se la sua situazione matrimoniale non era più sostenibile avrebbe dovuto chiedere il divorzio senza tante chiassate e sparate sui giornali.