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Il sindaco di Palermo non ride più e prepara l’addio. Monastra: “Basta con il malgoverno di Cammarata”

di Ignazio Panzica
24 giugno 2009 12:47
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Ai carcerati ed agli studenti – una volta accadeva pure ai soldati di leva – capita di fare il conto alla rovescia, dei giorni mancanti alla fine del “loro” supposto “supplizio”. I giovani studenti romani hanno inventato, e continuano ad onorare, l’epopea “dei cento giorni”.Una condizione psicologica, in cui si rispecchia, oggi, il Sindaco di Palermo. L’avevamo già scritto il 12 maggio scorso : Cammarata non si diverte più a fare l’inquilino di Palazzo delle Aquile, vuole solo andarsene, gettandosi alle spalle una esperienza di sindacatura che rischia di “segnarlo”.

In Prefettura, durante la conferenza stampa del Ministro Prestigiacomo, lo abbiamo osservato smagrito e, ormai, privo del suo perenne sorriso a 32 denti; che pur era diventato, nell’immaginario collettivo, un suo quasi tratto somatico, addirittura distintivo. Ma cosa gli sta succedendo ?

Gli è, che addosso gli è caduto di tutto : da dentro il suo partito,i dispetti, in pubblico ed in privato, di Miccichè & company,che lo giudicano un “traditore”, un “venduto”, uno senza spina dorsale; i procedimenti giudiziari in cui si ritrova solo per responsabilità oggettiva, perché è il rappresentante legale del Comune; il bilancio comunale “scannato” da tutte le finanziarie nazionali e regionali che si sono susseguite dal 2001 ad oggi, che hanno reso “arduo” amministrare un ente locale; l’impossibilità economica di poter coltivare una”sua immagine” di grande Sindaco, sino a dover rinunciare ad un grande cartellone di Kals’art e, nei giorni scorsi, anche al monumentale Ufficio Stampa del Comune, che ha dovuto chiudere definitivamente per mancanza di denari, per l’oggi e per il domani; il dover avere a che fare spesso con funzionari e dirigenti comunali , a suo modo di vedere pretenziosi, che lo vorrebbero sempre presente ed interessato, non si capisce bene a che cosa; l’esercito infinito di palermitani che protestano sempre, riversandosi a manifestare contro il Comune, siano essi senza-casa, precari, disoccupati,cenciaioli, rottamatori, quant’altro è possibile. Un tormento, insomma.

Master mediazione familiare

E, tutto ciò, pure al netto di tre veri ed enormi problemi : le “traballanti” società controllate dal Comune, il mega disastro-Amia, lo spettro da orrore del “dormiente” dissesto finanziario : una “robetta” tra i 600/700 milioni di euro (Amia esclusa). Cammarata si rende conto che il suo refrain quotidiano – “va tutto bene, è tutto in ordine, a cominciare dal bilancio”- oltre che stucchevole, non lo regge più neanche lui. Non che si vergogni, per carità, la politica, gli hanno spiegato (!?) è anche questo. Ma, adesso, ha la sensazione di perdere il suo tempo, di non guadagnarci più nulla, in questa insostenibile avventura di Sindaco. E poi , dopo la rottura con Micciché è rimasto privo di un appoggio serio e globale del suo partito. Per cui,giocoforza, ha dovuto appoggiarsi agli affettuosi amici cattolici. Porca miseria,così si è ritrovato: prima nelle pesti per il caso ZTL e TD group (di Pisa, vi ricordate!); e poi ha scoperto che la straordinaria “operazione termovalorizzatore”a Bellolampo, che tanto lo aveva entusiasmato si sta trasformando – da quando è finita nel “mirino” di Raffaele Lombardo – giorno dopo giorno in un brutto incubo; di gran lunga più “complicato” della storia, pur imbarazzante, della ZTL.

Ma Cammarata ha giurato a se stesso che sotto le macerie del Comune lui non ci finirà. L’uomo che si è fatto da solo, un campione di pubbliche relazione nell’alta società, ha trovato un canale serio, e “diretto”, con Berlusconi. Lo aveva già sondato a maggio (ndr: ve ne avevamo parlato il 12 maggio), ma adesso, appena passate le elezioni è tornato alla carica, quando con la scusa delle’emergenza rifiuti, nei giorni scorsi è stato ricevuto da Berlusconi, già informato e preindottrinato, sull’esigenza irrinunciabile di fornire al Sindaco una”exit strategy” .

Raccontano a Palazzo Chigi, che Berlusconi pur avendolo trattato con cortesia ed attenzione , pare, non nutrisse nel suo animo, un sentimento poi tanto amicale. Si dice, che non abbia apprezzato, in particolare, le dichiarazioni alla stampa che Cammarata aveva fatto a Palermo prima di partire, quando aveva ricordato, urbi et orbi, che “era certo del sostegno finanziario straordinario al Comune di Palermo da parte del Presidente del Consiglio”. "Non intendo proseguire questi tre anni di sindacatura galleggiando o sopravvivendo – aveva detto il 10 giugno Cammarata - ho fatto scelte precise condividendole con Berlusconi e con la maggioranza, scelte che mi hanno consentito di stabilizzare i precari. Ma adesso, il problema è la mancanza di risorse.” In quella occasione il Sindaco aveva, pure,sottolineato che non si sentiva un uomo solo: "mi sento parte di una squadra di siciliani e palermitani che molto ha fatto per la città, e molto ancora può fare, nessuno escluso: dal ministro per l'Ambiente (ndr: Stefania Prestigiacomo), al presidente del Senato (ndr: Renato Schifani), dal ministro della Giustizia (ndr: Angelino Alfano), che ho sempre avuto al mio fianco, sino al Sottosegretario alla Presidenza (ndr: Gianfranco Micciché), che per Palermo si è sempre speso, e non capisco perché non debba più farlo adesso".

Sottolineando ed insistendo, con garbo, su questi concetti Cammarata avrebbe ottenuto,finalmente, un impegno a che entro il 30 ottobre prossimo Roma lo tirerà fuori dall’ingrata Palermo. Con quale destinazione ? Le ipotesi sarebbero tre : un posto di Sottosegretario di Stato ; una nomina in un importante sottogoverno nazionale; o addirittura la designazione all’estero in una prestigiosa “istituzione culturale di emanazione internazionale” (roba da passaporto diplomatico, capperi!), naturalmente, un incarico dotato di un lauto stipendio, e di un coevo rimborso spese a piè di lista.

Nel frattempo, ha deciso di fronteggiare il problema più esplosivo a breve : la “munnizza”. L’ha affrontato, inviando in prima linea il suo “Richelieu”, l’ing. Lo Cicero, l’unico di cui si fida, in toto. Un bravo manager che, però, per circa otto anni gli ha fatto da DG al Comune.

Per adesso lo Cicero pare stare al suo gioco, insediandosi come Presidente dell’AMIA, ma senza essersi prima, o subito dopo, dimesso da DG del Municipio. Nonostante, “Richelieu”, continui in giro a parlare bene del Sindaco, immaginiamo, conosca bene l’antico detto : “ chi si alza perde la piazza, chi si siede è cavaliere”. Se non fosse per onorare il dovere verso se stesso di pensare al proprio futuro professionale, nonché per “curare” più da vicino “Bellolampo” – pensiamo noi - Lo Cicero non avrebbe mai accettato di ficcarsi, oggi,nel “disastro AMIA”. Specie, determinato come è a non smentire il Sindaco sulla gestione Aziendale 2001-2008. Ossia, come ha avuto modo di dire, in Prefettura, al vostro cronista : “ i vecchi amministratori non posso denunciarli. Mi dica lei quale artifizio dovrei inventarmi, se non vi sono le concrete basi giuridiche per procedere !”.

In effetti, il vostro cronista non è un avvocato penalista. Ciononostante, conosce l’esistenza del misterico “buco” di bilancio della gestione AMIA 2001-2008, pari a 230 milioni di euro (sostiene adesso il CTU della Procura) , rimasti da pagare sul groppone dei contribuenti palermitani. Ammesso che, domani, non si scopra siano ancora di più. E allora, che si fa !?

Intanto, Cammarata, ha ottenuto un rinvio alla settimana prossima della convocazione del consiglio comunale. “E’ gravissimo l’atteggiamento attendista del Sindaco – protesta Antonella Monastra capogruppo di “un'altra storia”- proprio mentre si aggravano le condizioni economiche di AMIA, AMAT ed AMAP. La verità è che Cammarata, dopo la sconfitta subita dal rifiuto del Consiglio di reggergli bordone per l’aumento della TARSU,è consapevole di non avere più una sua maggioranza politica sulla quale appoggiarsi. Ed allora, se ne vada a casa, invece di pensare solo per lui a tirare a campare; siamo stanchi del suo malgoverno!”

 

P.S.: Nel frattempo, voi che avete letto questo articolo, firmate la petizione popolare via WEB, che trovate nella nostra prima pagina, in alto a destra. Grazie

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Anonimo 25 giugno 2009   15:27

rutto libero!

Anonimo 25 giugno 2009   14:47
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 giugno 2009. Visualizza »

poverino....

non gli danno soldi .. e tutti gli danno contro....

 

ma costui non è stato capace di firmare il 29 dicembre una delibera con un impegno di spesa di 1.2 mil di euro per un piano di comunicazione? piano poi ritirato, riformulato ed approvato ...

in tale circostanza, il ns. sindaco aveva forse dimenticato tutte le altre esigenze della città?

 

che lo mandino a lavorare, ma a lavorare!, altro che.

 

in caso contrario, se vogliono destinarlo a più importanti mansioni fuori da Palermo, mi auguro gli indichino prima qual'è in tal luogo il pub più snob affinchè possa organizzare subito la segreteria.

 

poveri noi.

 

MP

bravo panzica,come sempre un articolo,superlativo e professionale e veramente fine e letterario.

avanti così,incalziamo sempre più cammarata e la sua giunta,a condizione però che a novembre "sappimo votare"

cambiamo pagina e diciamo no a clientele e comitati vari.

ernesto gerratana

Anonimo 25 giugno 2009   03:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 25 giugno 2009. Visualizza »

poverino....

non gli danno soldi .. e tutti gli danno contro....

 

ma costui non è stato capace di firmare il 29 dicembre una delibera con un impegno di spesa di 1.2 mil di euro per un piano di comunicazione? piano poi ritirato, riformulato ed approvato ...

in tale circostanza, il ns. sindaco aveva forse dimenticato tutte le altre esigenze della città?

 

che lo mandino a lavorare, ma a lavorare!, altro che.

 

in caso contrario, se vogliono destinarlo a più importanti mansioni fuori da Palermo, mi auguro gli indichino prima qual'è in tal luogo il pub più snob affinchè possa organizzare subito la segreteria.

 

poveri noi.

 

MP

carrarata vada a   dubai assieme a galioto, e perchè no anche lo cicero........è facile fare il manager pubblico,senza rischiare

Anonimo 24 giugno 2009   22:27

Non riesco a capire perchè per mandare via un sindaco inetto dobbiamo dargli un premio!Perchè non si fa una mozione di sfiducia e l'opposizione con la parte miccichiana lo sbattono fuori?

Anonimo 24 giugno 2009   21:46

Certo che il DG del Comune di Palermo adesso ha un bel da fare perchè si ritrova anche a dover esercitare le funzioni di Presidente dell'ex municipalizzata AMIA (di cui è stato il direttore generale!). Mi viene in mente una famosa citazione latina: "Lepores duo qui insequitur, is neutrum capit".

Anonimo 24 giugno 2009   18:11

FIRMATE LA PETIZIONE e soprattutto VOI lavoratori dell'AMIA: che aspettate che la MUNNIZZA in casa VOSTRA veniamo noi da fuori a togliervela????

Anonimo 24 giugno 2009   15:10

oramai Panzica ci ha abituto a delle finezze! un appuntamento quotidiano con la buona informazione.....e quando penso a come ha soprannominato Lo Cicero mi f... da ridere!

Anonimo 24 giugno 2009   14:23

poverino....

non gli danno soldi .. e tutti gli danno contro....

 

ma costui non è stato capace di firmare il 29 dicembre una delibera con un impegno di spesa di 1.2 mil di euro per un piano di comunicazione? piano poi ritirato, riformulato ed approvato ...

in tale circostanza, il ns. sindaco aveva forse dimenticato tutte le altre esigenze della città?

 

che lo mandino a lavorare, ma a lavorare!, altro che.

 

in caso contrario, se vogliono destinarlo a più importanti mansioni fuori da Palermo, mi auguro gli indichino prima qual'è in tal luogo il pub più snob affinchè possa organizzare subito la segreteria.

 

poveri noi.

 

MP

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