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Amia. Lo Cicero presidente con riserva, l'opposizione in coro: "Fatti, non chiacchiere".
E intanto sale la tensione tra i dirigenti

di Ignazio Panzica
18 giugno 2009 22:06
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amia

L’ingegnere Lo Cicero, ancora Dg in carica del Comune di Palermo, si è insediato nel pomeriggio di giovedì quale presidente dell’Amia. Un fatto atteso da settimane, che si compie nello stesso giorno in cui è partita la petizione/provocazione delle quattro domande a Lo Cicero, ospitata e veicolata sul Web dalla nostra testata, SiciliaInformazioni.com. Quattro richieste di impegni, etici e gestionali, che non implicano oneri di spesa, sul passato, sul presente e sul futuro dell’Amia. Una iniziativa rivolta alla società civile palermitana, promossa dalla Cgil di Palermo insieme con i capogruppo consiliari dei tre partiti del centrosinistra al Comune – Pd, un'altra storia, Italia dei valori - più quello dell’Mpa. Lo stesso schieramento di opposizione che ha conseguito, con un duro ostruzionismo durato circa 20 giorni, la prima vittoria in otto anni di sindacatura Cammarata, bocciando un nuovo  aumento del 35% della Tarsu.


Lo Cicero ha accettato l’incarico con riserva, perché probabilmente seguace di San Tommaso: intende toccare con mano, prima di sciogliere la riserva, che i finanziamenti straordinari “salva-Amia” arrivino effettivamente da Berlusconi, per come la racconta in giro Cammarata.


Il neo presidente dell’Amia, presente il resto del CdA e il suo fedele dirigente Gervasi, ha tenuto a rassicurare i sindacati interni - convocati per l’occasione dell’insediamento – che giorno 30 giugno l’azienda sarà in grado di pagare il mensile e la quattordicesima; una affermazione fatta con grande sicurezza. La prima disposizione di Lo Cicero nella sua nuova veste, è stata quella di ordinare alla sua segreteria di inviare in copia ai sindacati aziendali, tutti gli atti che firmerà da oggi in poi. Anche se, a chi gli faceva notare che i promotori della petizione volevano vedere le carte “misteriose” della gestione Amia 2001-2008, pare, abbia biascicato in appena un soffio: “il passato ormai è passato”.


"E no! Da un nodo del passato così disastroso non se ne esce. Lo Cicero se ne deve fare una ragione se vuole essere preso sul serio – si inalbera il capogruppo Pd in Comune, Davide Faraone - lui deve rispondere alle quattro domande che gli pone la petizione via web, ed alla interrogazione presentata dal PD sui fatti emersi in Procura circa il deficit dell’Amia, che sinora era stato dichiarato attorno ai 150 milioni di euro, ma probabilmente è superiore, almeno tra i 200 e i 230 milioni. Come non può sottrarsi all’art.18 della legge regionale n°22 del 2008, che impone alle aziende pubbliche ex municipalizzate di “rendere noti nei rispettivi siti internet tutti gli atti adottati dai CdA, nonché le determine dirigenziali e presidenziali. Senza eccezioni”.


“Neanche si è seduto che già fa il vago, il politico, lui che è un tecnico. Lo Cicero deve scegliere che parte vuole recitare sulla scena dell’AMIA – commenta sarcastico Mimmo Russo capogruppo dell’Mpa - se vuole la credibilità che siamo disposti a riconoscergli per i suoi noti meriti tecnici del suo passato all’Amia, prima deve dimettersi da Dg del Comune – perché non può fare il controllore-controllato – e poi rispondere alle quattro domande della Petizione popolare via Web".
“Lo Cicero non può eludere il passato dell’Amia – incalza Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Italia dei valori in Comune – altrimenti come diavolo potrà redigere il nuovo Piano industriale dell’azienda, che deve essere organico e credibile, senza omissioni, né per il passato finanziario né per lo sviluppo del futuro. Cominci a rispondere alle quattro domande della petizione popolare via web”.


“La gestione di una azienda è fatta di comportamenti e metodi concreti – puntualizza Antonella Monastra capogruppo di “Un'altra storia” in Comune –, questioni a cui deve rispondere un amministratore, sia per il passato che per il presente. Ed allora, mentre scrive la lettera di dimissioni da Dg del Comune, per lui grave fatto di incompatibilità, il neo Presidente dell’Amia pensi a come chiedere conto e ragione ai suoi dirigenti che hanno avallato con pareri di congruità e legittimità ogni dissennata iniziativa della gestione Amia 2001-2008”.
Conclude la carrellata di giudizi politici Maurizio Calà, segretario della Camera del lavoro di Palermo: “E’ apprezzabile che Lo Cicero, come suo primo atto formale di governo all’Amia, abbia disposto di trasmetterci in copia ogni provvedimento amministrativo che firmerà. Peccato che noi gli avevamo chiesto di far luce sul buco nero della gestione 2001-2008, che ha ingoiato oltre 200 milioni di euro, scippati dalle tasche dei cittadini palermitani. Credo che Lo Cicero abbia frainteso la nostra petizione, e ne abbia letto solo una parte ed a modo suo. L’odierna tragica situazione organizzativa e tecnica dell’AMIA è figlia dell’allegra gestione degli otto anni precedenti. Da lui non vogliamo chiacchiere, ma fatti concreti. Come per esempio rispondere alla nostra petizione, evitare una nuova stagione di emergenza rifiuti, remare gestionalmente in direzione opposta di quella scelta nel passato dal Cda 2001-2008”.


Nel frattempo nella sede Amia la tensione si taglia a fette. Come tutti i bravi manager che si rispettino, Lo Cicero, rispondendo all’input di Cammarata sull’esigenza di una “scopa nuova”, deve dare dimostrazione di segare qualche dirigente che è stato troppo supino nei confronti della gestione passata, o che non ha diretto in modo particolarmente brillante il suo dipartimento. I boatos aziendali vedrebbero il laser distruttivo del neo presidente, orientato su Morvillo (capo della logistica mezzi e delle manutenzioni) e la signora Calì (capo del settore Comunicazione e marketing) da pochi anni diventata dirigente e molto vicina al gruppo del vecchio Presidente Galioto.    

 

 


(edit ebon)

 

 

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Anonimo 21 giugno 2009   12:21

il quesito piu' semplice e' il seguente:

dov'era lo cicero mentre si scialacquavano i soldi dell'azienda amia?

perche' non comunicare "tuti" i nomi dei viaggiatori a dubai

quante sorprese ci sarebbero

se per caso qualcuno non fosse accreditato per andare

le circolari inviate alle aziende dal d.g. lo cicero che risposta avevano?

secondo me dovrebbe dimettersi anche lui

 

Anonimo 20 giugno 2009   09:35
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 giugno 2009. Visualizza »

insomma signori! o questi dirigenti sono co-responsabili piu o meno con la scellerata gestione di Galioto e Colimberti, oppure sono stati veramente sfigati! rimane solo il dubbio di capire se tra questi c'è qualcuno che sapeva e ha taciuto! ma senza che nessuno se la possa sentire, che colpa ne avrebbe la signora Calì che è diventata dirigente solo un paio di mesi prima che se ne andasse Galioto? Certamente non ha potuto partecipare attivamente alle commissioni politico clientelari degli amici del Presidente, specie quando questo, totalmente assente nella conduzione gestionale, affidava a lei l'attività di programmazione dei servizi a garanzia degli "onesti" palermitani! Perciò la Calì è una che ha certamente meritato l'inquadramento per i servizi che ha reso. Smettiamola! e chiediamo veramente i nomi dei veri responsabili!

In qualsiasi azienda pubblica per essere assunti a fare il dirigente occorre fare un concorso e non passare da due livelli inferiori a dirigente utilizzando una bacchetta magica o dovrei dire "bocchetta" magica? Al comune dove erano quando l'AMIA pagava consulenti a fior di quattrini per certificare il bilancio che non è mai stato certificato? I geni del comune non si sono mai accorti di niente? Allora che cosa controllavano? Indaghi la magistratura, se non è pure collusa.....
Anonimo 20 giugno 2009   06:21

COMMISSARIATELA, NON PERDETE TEMPO!

Anonimo 19 giugno 2009   23:14
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 giugno 2009. Visualizza »

La Dott.ssa Calì è dirigente da alcuni mesi, altro che due anni...... Il suo compito istituzionale, oltre alla gestione del protocollo, si riduce alla conta dei cassonetti pieni...... Che carico di lavoro!

insomma signori! o questi dirigenti sono co-responsabili piu o meno con la scellerata gestione di Galioto e Colimberti, oppure sono stati veramente sfigati! rimane solo il dubbio di capire se tra questi c'è qualcuno che sapeva e ha taciuto! ma senza che nessuno se la possa sentire, che colpa ne avrebbe la signora Calì che è diventata dirigente solo un paio di mesi prima che se ne andasse Galioto? Certamente non ha potuto partecipare attivamente alle commissioni politico clientelari degli amici del Presidente, specie quando questo, totalmente assente nella conduzione gestionale, affidava a lei l'attività di programmazione dei servizi a garanzia degli "onesti" palermitani! Perciò la Calì è una che ha certamente meritato l'inquadramento per i servizi che ha reso. Smettiamola! e chiediamo veramente i nomi dei veri responsabili!

Anonimo 19 giugno 2009   22:06
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No parla chiaro!!

condivido: oramai bisogna parlare chiaro! fuori la verità!

Anonimo 19 giugno 2009   18:43
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 giugno 2009. Visualizza »

sicuramente lo cicero non è stupido, qualche dirigente poteva fare veramente il dirigente e non limitarsi ad avallare le decisioni del suo capo settore, indovinate a chi mi riferisco?

 

No parla chiaro!!

Anonimo 19 giugno 2009   18:41
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 giugno 2009. Visualizza »

Lo Cicero ha cominciato a togliere lo strarodinario ai dipendenti (e bene sia) ma per quale motivo nessuno (compreso Lo Cicero) parla del colossale affitto che si paga per la sede di Via Nenni?

Per quale motivo con i numerosi immobili vuoti di proprietà del Comune o confisscati alla mafia, con le ristrettezze economiche che ha, l'Amia deve pagare l'affitto per la sede di Via Nenni?

Si parla da tempo di immobili vuoti siti a Piazza Rivoluzione o di altri locali vuoti alla "marina".

Non sarebbe più logico e produttivo che il Comune desse un locale all'Amia e si risparmiassero circa 1.000.000,00 di euro all'anno?

Se bisogna razionalizzare non bisogna guardare in faccia a nessuno... nemmeno agli amici, proprietari di locali che si sono fatti i bagni pure loro in questi anni.

Se Lo Cicero deve essere superpartes (come dice di voler fare rispetto ai dipendenti e ai dirigenti) lo dovrà essere a 360° altrimenti avrà fallito e sarà uno dei tanti "mangiatari" dell'Amia.

Rispondo al tuo commento,forse ho una risposta alla tua domanda,se ti interessa saperlo il locale in affitto di cui parli è della SIGNORA LO CICERO moglie del Direttore LO CICERO

Anonimo 19 giugno 2009   16:12

Indubbiamente all'amia esiste da sempre una classe dirigente molto attenta...! Allora, riteniamo importante, fare una riflessione...a scanso di qualsiasi equivoco. Gli atti deliberativi, nel frontespizio riportano una serie di visti di "regolarità contabile", di "legittimità", di "deliberazione proposta dal dipartimento" (ora i dipartimenti sono undici). Ogni dirigente interessato appone la propria sigla sull'atto che successivamente approda in consiglio di amministrazione. Se l'atto viene approvato saranno apposte su di esso le firme del direttore e del presidente: per gli altri componenti il cda viene riportata la presenza o l'assenza. Detto questo la riflessione è:

a   fra tutti gli atti c'è qualche firma di parere contrario?

b   fra tutti gli atti c'è qualche firma che attesti che l'atto è indispensabile?

c   fra tutti gli atti c'è qualche firma che l'atto comporta una spesa non prevista in budget?

d   fra tutti gli atti c'è qualche firma che l'atto non comporta spesa?

e   fra tutti gli atti c'è qualche firma che attesta che la spesa è prevista in budget?

f   può essere che queste firme richieste siano state tutte apposte dalla stessa persona?

g   questi atti hanno comunque determinato una conseguenza: un'assunzione, l'aggiudicazione di una gara, un rimborso spese, etc. etc. etc.

Allora se sono stati prodotti degli atti deliberativi, e conseguentemente gli atti hanno determinato un fatto senza che nessun dirigente responsabile abbia mai sollevato un benchè minimo dubbio sulla sua liceità significa una sola cosa: sicuramente in tanti sono stati molto attenti, omertosi, i n c a p a c i.....tanto poi ci pensa "papi"!

E adesso cosa facciamo? Continuiamo a far gestire una meravigliosa azienda a gente incapace o cerchiamo di fare pulizia a 360°. All'ing. Lo Cicero vogliamo suggerire di tenere in considerazione la petizione che ci accingiamo a votare in massa: senza fare chiarezza sul passato non riusciremo a costruire nessun futuro!!!!!

Anonimo 19 giugno 2009   13:58
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L'Ing. Morvillo ,prima che essere un Dirigente dell'AMIA e' un Signore , una rara persona per bene e certamente anche un valido ed onesto dirigente che da anni tira la carretta.

Sarebbero ben altri i dirigenti quantomeno inutili e raccomandati da eleminare, anche perche' diventati tali non per avere partecipato ad un regolare concorso ma per altri presunti meriti.

Concordo. Dare responsabilità a Morvillo della situazione farebbe ridere se non fosse una sesquipedale cortesia.

Anonimo 19 giugno 2009   12:12

L'Ing. Morvillo ,prima che essere un Dirigente dell'AMIA e' un Signore , una rara persona per bene e certamente anche un valido ed onesto dirigente che da anni tira la carretta.

Sarebbero ben altri i dirigenti quantomeno inutili e raccomandati da eleminare, anche perche' diventati tali non per avere partecipato ad un regolare concorso ma per altri presunti meriti.

Anonimo 19 giugno 2009   11:23
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 giugno 2009. Visualizza »

La Dott.ssa Calì è dirigente da alcuni mesi, altro che due anni...... Il suo compito istituzionale, oltre alla gestione del protocollo, si riduce alla conta dei cassonetti pieni...... Che carico di lavoro!

Lo Cicero ha cominciato a togliere lo strarodinario ai dipendenti (e bene sia) ma per quale motivo nessuno (compreso Lo Cicero) parla del colossale affitto che si paga per la sede di Via Nenni?

Per quale motivo con i numerosi immobili vuoti di proprietà del Comune o confisscati alla mafia, con le ristrettezze economiche che ha, l'Amia deve pagare l'affitto per la sede di Via Nenni?

Si parla da tempo di immobili vuoti siti a Piazza Rivoluzione o di altri locali vuoti alla "marina".

Non sarebbe più logico e produttivo che il Comune desse un locale all'Amia e si risparmiassero circa 1.000.000,00 di euro all'anno?

Se bisogna razionalizzare non bisogna guardare in faccia a nessuno... nemmeno agli amici, proprietari di locali che si sono fatti i bagni pure loro in questi anni.

Se Lo Cicero deve essere superpartes (come dice di voler fare rispetto ai dipendenti e ai dirigenti) lo dovrà essere a 360° altrimenti avrà fallito e sarà uno dei tanti "mangiatari" dell'Amia.

Anonimo 19 giugno 2009   08:13
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 giugno 2009. Visualizza »

sicuramente lo cicero non è stupido, qualche dirigente poteva fare veramente il dirigente e non limitarsi ad avallare le decisioni del suo capo settore, indovinate a chi mi riferisco?

 

La Dott.ssa Calì è dirigente da alcuni mesi, altro che due anni...... Il suo compito istituzionale, oltre alla gestione del protocollo, si riduce alla conta dei cassonetti pieni...... Che carico di lavoro!

Anonimo 18 giugno 2009   22:21

sicuramente lo cicero non è stupido, qualche dirigente poteva fare veramente il dirigente e non limitarsi ad avallare le decisioni del suo capo settore, indovinate a chi mi riferisco?

 

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