"La mia rabbia nasce dal fatto che gli interessi dei responsabili dei partiti sembra rivolto a quanti assessori piazzare nelle giunte piuttosto che lavorare tutti insieme per salvaguardare gli interessi del Sud". Lo dice Gianfranco Micciché, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe. "Se non si riesce ad attirare l'attenzione del Paese - aggiunge - verso le potenzialità di crescita del Mezzogiorno éobbligatorio che i politici del Sud trovino un sistema per farsi sentire, altrimenti credo che sarebbe delittuoso non utilizzare l'esperienza della lega Nord per salvaguardare gli interessi territoriali". "La gestione di tutti i partiti - afferma - specialmente di quelli in Sicilia è scadente. Quello che appare oggi è che la Lega è riuscita con abilità a spostare gli interessi nazionali al Nord". "Sento parlare di questione settentrionale in quelle regioni che hanno il 120 per cento del pil medio - osserva - mentre è sparita la questione meridionale. Questo è un pericolo che porta ad una vera divisione del Paese e al disinteresse per le classi più deboli. Mentre invece ho la certezza che per esempio la Sicilia ha una potenzialità di crescita enorme".
Sono completamente d'accordo con l'analisi. Risolvere la questione meridionale è uno degli elementi per poter risolvere positivamente anche la questione settentrionale.
Per questo il sud deve attingere alle sue risorse umane ma soprattutto puntare a nuove regole economiche e sociali che gli permettano di cambiare "le carte" con cui oggi in Italia si gioca la partita della crescita e del progresso.
Le risorse pubbliche nazionali andranno intese nel futuro dalle amministrazioni Regionale e Locali del meridione come risorse per "investire sulla crescita" e non come risorse per "gestire il presente".
In Italia, per lunga tradizione e come effetto della crisi attuale, le capacità di investimento sono maggiormente presenti nel privato piuttosto che nel pubblico. Creare le condizioni perchè ciò avvenga nel Sud, ma soprattutto "per il Sud", è una delle sfide che ogni politico meridionale dovrebbe cogliere per la propria terra.
Quello che impavidamente ha affermato Miccichè, purtroppo non è una novità, e questo a tutti i livelli della nostra politica. Che lo affermi un uomo politico ci fa capire quale gravità ha raggiunto la cosa. Ben venga una nuova generazione di politici che smettano di pensare alla poltrona di assessore peer i loro amici e comincino seriamente a lavorare per la Sicilia e i Siciliani. Se Miccichè è la testa d'ariete i siciliani saranno con lui. In riferimetno poi alla qustione meridionale, non si è mai chiusa a mio avviso, ci pensò Prodi qualche tempo fa con una serie di affermazioni. Speriamo che tutti i siciliani ascoltino.
E' urgente mettere mano agli ATO come avevate cercato di fare con il presidente lombardo. Velocemente prima che gli effetti vi travolgano tutti, buoni e cattivi!