i risultati del sondaggio non le dicono niente????
Personalmente queste percentuali non mi dicono niente.
Non capisco perchè si può mettere fuori dalla coalizione un partito che ha sottoscritto un programma e ha contribuito ad aleggere il presidente ...che sia del Consiglio dei Ministri o che sia di una Regione(vedi UDC) e non si deve poter mettere fuori se il caso lo ritiene anche il Presidente mettendolo in minoranza ,attravenso un partito della stessa coalizione che ha contribuito a far vincere le elezioni.
Ma che razza di ingiustizia e mai questa?
Qualche giornalista si chiede se Berlusconi non abbia fatto nulla per impedire il ribaltone in Sicilia...... , " visto che Lombardo Presidente della Regione" lo ha fatto.
Vorrei vedere se la Lega Nord andasse via dalla coalizione e mettesse Berlusconi in minoranza....... cosa direbbe il nostro Presidente......apriti cielo ...nemmeno lo dico ve lo lascio immaginare.
Invece adesso per quello che è successo in Sicilia tace........incredibile....., come siamo messi male!!!!!
Un saluto
Purtroppo non so come mettermi in contatto conquesto Librandi . Ovviamente questo signore non ha la minima idea di cosa sia un varo imprenditore , è solo accecato dal fanatismo berlusconiano che purtroppo ci stà portando alla rovina.
Speriamo non sia troppo tardi quando questi signori rimbambiti dalle scempiaggini del loro idolo , apriranno gli occhi e capiranno che hanno adorato un dio che non esiste,
i risultati del sondaggio non le dicono niente????
Signor Libranti, La ringrazio della risposta, che trovo però del tutto insoddisfacente. In pratica, Lei si limita a ripetere acriticamente quel che Berlusconi dice di se stesso, ossia che il suo è il "governo del fare", che l'opposizione "non esiste" o, se esiste, "non ha argomenti", spia attraverso "il buco della serratura" e organizza "complotti" internazionali, che lui è stato un imprenditore "straordinario", che è un padre "straordinario", un uomo "straordinario", il più "straordinario" e il più "amato" dei capi di governo, etc. etc. Anche Lei, come il Suo modello, non sembra fare alcuna distinzione tra la direzione di una azienda e il governo di un grande Paese. Né, naturalmente, Le interessa sapere in qual modo il Suo campione si sia arricchito, o se sia vero quel che la moglie e persone del suo stesso entourage dicono di lui (in sostanza, che sia ammalato e che la sua malattia lo renda ricattabile). Ancor meno Le interessa conoscere l'opinione che del Nostro (e, di riflesso, dell'Italia) si ha all'estero. Inoltre, Lei parla di posti di lavoro creati dal Suo cavaliere...proprio nei giorni in cui le statistiche ufficiali denunciano un rapido aumento della disoccupazione! Ma...dove vive Lei, Signor Libranti? Scusi se glielo dico un po' brutalmente, Signor Libranti, ma...mi aspettavo una risposta che non fosse una mera eco di insulsi luoghi comuni della propaganda berlusco-populista! Comunque, grazie.
(P.S. Tambroni un "padre della Patria"?! Questa -- mi scusi -- è proprio una...diciamo 'assurdità'?)
Purtroppo non so come mettermi in contatto conquesto Librandi . Ovviamente questo signore non ha la minima idea di cosa sia un varo imprenditore , è solo accecato dal fanatismo berlusconiano che purtroppo ci stà portando alla rovina.
Speriamo non sia troppo tardi quando questi signori rimbambiti dalle scempiaggini del loro idolo , apriranno gli occhi e capiranno che hanno adorato un dio che non esiste,
Dopo essermi qualificato, di solito, non colloquio con anonimi, ma considerata la sua educazione e la curiosità di sapere, le rispondo. Ho una certa età ed ho vissuto abbastanza per capire come va il mondo. Anche gli ultimi miti anglosassoni hanno ceduto; sgraffignano anche loro. Detto questo ricordo bene i governi precedenti, quelli presieduti da Tambroni, Fanfani, Moro, Andreotti, Craxi ecc.ecc.. Tutti bravi, tutti padri della Patria, ma il risultato ultimo è che ci hanno lasciato un debito spaventoso, un debito che non riusciremo più a colmare e che incide profondamente nella società in cui viviamo.
Non so che mestiere faccia, nè se ha figli e se teme per l'avvenire, ma come stanno le cose oggi, l'unico governo possibile è quello attuale, non a caso ha preso molti voti. Riuscire a fronteggiare la situazione economica, drammatica, ed altri drammi che il destino ci riserva, senza gravare di nuove tasse il cittadino, mi sembra un miracolo. Il governo si giudica per quello che fa, non per quello che dice di fare e se il Presidente del Consiglio è un puttaniere, sono fatti suoi. Detto fra noi, non mi pare poi tanto puttaniere; a 73 anni, con tutto quello che ha da fare e con la prostata scassata, non credo proprio a tutta questa satiriasi. Gli piace stare in compagnia, ha la possibilità di ospitare e di fare regali (a me risulta molto munifico a prescindere dal sesso e dall'età), non vedo il problema se passa le serate in festa ed allegria. Se poi ci scappa la scopata (per gli altri), fatti loro. L'opposizione politica, purtroppo, non c'è. Il precedente governo Prodi si distingueva per litigiosità ed inadeguatezza. Non avendo argomenti, si limitano a frugare nella vita privata ed a creare casino. Si immagini in questo momento una crisi di governo, roba da zompare all'aria economicamente e, praticamente, in tutti i settori. Ma all'opposizione non frega niente: tanto peggio , tanto meglio.
Credo di aver risposto alla prima domanda, comunque il Presidente del Consiglio, secondo me, dovrebbe avere più poteri e più responsabilità nella politica economica ed anche in quella estera. Il secondo quesito è più delicato. Sicuramente il Berlusca
non è un politico ma un imprenditore, ma qui sta la novità e, secondo me, il vantagio. I politici da noi non guardano lontano,
sono legati alla bottega e vivono alla giornata. Facevano leggi demagogiche e prendevano impegni economici senza copertura finanziaria (tanto poi si pensa). Nessun governo, in passato, ha programmato una politica energetica. Noi oggi acquistiamo dall'estero quasi tutto il nostro fabbisogno, pagandolo molto caro. L'imprenditore invece ragiona in modo diverso, ogni sua azione deve avere una giustificazione ed un profitto. Mutuando questo ragionamento nel governo di una nazione, non si può fare una legge se non c'è una giustificazione e se non c'è copertura finanziaria (è l'uovo di Colombo). Certamente non è facile
perchè ci sono tante necessità ed urgenze, ma qui sta il genio, riuscire a far quadrare il cerchio il più possibile.
Il Berlusca, a prescindere dal suo passato che molti ritengono discutibile, ha dimostrato di saper governare un'azienda, ha creato posti di lavoro, ha moltiplicato le attività ed ha ottenuto risultati molto positivi. C'è tutto un curriculum a dimostrarlo.
Prodi ha solo svenduto le aziende di stato ed ha creato danni. Altri politici non hanno avuto mai la dirittura di ingrandire o allargare attività statali. Sono tutti carrozzoni in deficit che costano alla comunità.
Credo di aver soddisfatto le sue curiosità. cordialmente A.L.
Signor Libranti, La ringrazio della risposta, che trovo però del tutto insoddisfacente. In pratica, Lei si limita a ripetere acriticamente quel che Berlusconi dice di se stesso, ossia che il suo è il "governo del fare", che l'opposizione "non esiste" o, se esiste, "non ha argomenti", spia attraverso "il buco della serratura" e organizza "complotti" internazionali, che lui è stato un imprenditore "straordinario", che è un padre "straordinario", un uomo "straordinario", il più "straordinario" e il più "amato" dei capi di governo, etc. etc. Anche Lei, come il Suo modello, non sembra fare alcuna distinzione tra la direzione di una azienda e il governo di un grande Paese. Né, naturalmente, Le interessa sapere in qual modo il Suo campione si sia arricchito, o se sia vero quel che la moglie e persone del suo stesso entourage dicono di lui (in sostanza, che sia ammalato e che la sua malattia lo renda ricattabile). Ancor meno Le interessa conoscere l'opinione che del Nostro (e, di riflesso, dell'Italia) si ha all'estero. Inoltre, Lei parla di posti di lavoro creati dal Suo cavaliere...proprio nei giorni in cui le statistiche ufficiali denunciano un rapido aumento della disoccupazione! Ma...dove vive Lei, Signor Libranti? Scusi se glielo dico un po' brutalmente, Signor Libranti, ma...mi aspettavo una risposta che non fosse una mera eco di insulsi luoghi comuni della propaganda berlusco-populista! Comunque, grazie.
(P.S. Tambroni un "padre della Patria"?! Questa -- mi scusi -- è proprio una...diciamo 'assurdità'?)
Sig. Libranti: il Suo dialogo con il Sig. Mirabella è pubblico, quindi ritengo di potere intervenire. Dunque: La P2? sì, ma c'era il PCI...; le tangenti? sì, ma anche il PCI...; la Magistratura? sì, ma è politicizzata...; le televisioni? sì, ma c'è Costanzo; Noemi? Patrizia? sì, ma chisenefrega! (a un palmo dal mio c... chi fotte fotte, Dio perdona tutti!) Insomma, sì, ho capito: Berlusconi è un italiano medio, "con i suoi pregi e i suoi difetti"; e Lei, Sig. Libranti, insieme con altra gente non "fessa", lo capisce e lo segue. Tutto chiaro. Le sole cose che non mi sono chiare sono 1. il ruolo che, nella Sua visione del nostro Paese, Sig. Libranti, compete al Presidente del Consiglio dei Ministri e 2. i titoli (competenza specifica, curriculum, etc.) che, a Suo giudizio, fanno di Berlusconi una persona idonea a svolgere quel ruolo. La ringrazio in anticipo delle eventuali, ulteriori precisazioni.
Dopo essermi qualificato, di solito, non colloquio con anonimi, ma considerata la sua educazione e la curiosità di sapere, le rispondo. Ho una certa età ed ho vissuto abbastanza per capire come va il mondo. Anche gli ultimi miti anglosassoni hanno ceduto; sgraffignano anche loro. Detto questo ricordo bene i governi precedenti, quelli presieduti da Tambroni, Fanfani, Moro, Andreotti, Craxi ecc.ecc.. Tutti bravi, tutti padri della Patria, ma il risultato ultimo è che ci hanno lasciato un debito spaventoso, un debito che non riusciremo più a colmare e che incide profondamente nella società in cui viviamo.
Non so che mestiere faccia, nè se ha figli e se teme per l'avvenire, ma come stanno le cose oggi, l'unico governo possibile è quello attuale, non a caso ha preso molti voti. Riuscire a fronteggiare la situazione economica, drammatica, ed altri drammi che il destino ci riserva, senza gravare di nuove tasse il cittadino, mi sembra un miracolo. Il governo si giudica per quello che fa, non per quello che dice di fare e se il Presidente del Consiglio è un puttaniere, sono fatti suoi. Detto fra noi, non mi pare poi tanto puttaniere; a 73 anni, con tutto quello che ha da fare e con la prostata scassata, non credo proprio a tutta questa satiriasi. Gli piace stare in compagnia, ha la possibilità di ospitare e di fare regali (a me risulta molto munifico a prescindere dal sesso e dall'età), non vedo il problema se passa le serate in festa ed allegria. Se poi ci scappa la scopata (per gli altri), fatti loro. L'opposizione politica, purtroppo, non c'è. Il precedente governo Prodi si distingueva per litigiosità ed inadeguatezza. Non avendo argomenti, si limitano a frugare nella vita privata ed a creare casino. Si immagini in questo momento una crisi di governo, roba da zompare all'aria economicamente e, praticamente, in tutti i settori. Ma all'opposizione non frega niente: tanto peggio , tanto meglio.
Credo di aver risposto alla prima domanda, comunque il Presidente del Consiglio, secondo me, dovrebbe avere più poteri e più responsabilità nella politica economica ed anche in quella estera. Il secondo quesito è più delicato. Sicuramente il Berlusca
non è un politico ma un imprenditore, ma qui sta la novità e, secondo me, il vantagio. I politici da noi non guardano lontano,
sono legati alla bottega e vivono alla giornata. Facevano leggi demagogiche e prendevano impegni economici senza copertura finanziaria (tanto poi si pensa). Nessun governo, in passato, ha programmato una politica energetica. Noi oggi acquistiamo dall'estero quasi tutto il nostro fabbisogno, pagandolo molto caro. L'imprenditore invece ragiona in modo diverso, ogni sua azione deve avere una giustificazione ed un profitto. Mutuando questo ragionamento nel governo di una nazione, non si può fare una legge se non c'è una giustificazione e se non c'è copertura finanziaria (è l'uovo di Colombo). Certamente non è facile
perchè ci sono tante necessità ed urgenze, ma qui sta il genio, riuscire a far quadrare il cerchio il più possibile.
Il Berlusca, a prescindere dal suo passato che molti ritengono discutibile, ha dimostrato di saper governare un'azienda, ha creato posti di lavoro, ha moltiplicato le attività ed ha ottenuto risultati molto positivi. C'è tutto un curriculum a dimostrarlo.
Prodi ha solo svenduto le aziende di stato ed ha creato danni. Altri politici non hanno avuto mai la dirittura di ingrandire o allargare attività statali. Sono tutti carrozzoni in deficit che costano alla comunità.
Credo di aver soddisfatto le sue curiosità. cordialmente A.L.
Caro Mirabella, la tua motivazione della discesa in campo la conoscevo. E' abbastanza attendibile, ma escluderei fosse stata suggerita da Craxi, che anzi lo sconsigliò, e lascerei perdere anche la P2, che è un'altra storia. Solo pochi al vertice di quella organizzazione avevano mire politiche, d'altronde giustificate dalla forte presenza del PCI, il resto ci si inseriva per
narcisismo e per stare insieme ai VIP, vedi Maurizio Costanzo. Craxi, come adesso Berlusconi, fu criminalizzato perchè dava fastidio al PCI ed ai "poteri forti". Ricorderai che, quando alla Camera pronunciò il famoso discorso, nessuno si alzò in piedi e nessuno lo confutò. Indice di una lunga coda di paglia. Ora, pare, sia stato riabilitato.
Per quanto riguarda Berlusconi, faceva ancora in tempo a buttarsi a sinistra oliando opportunamente; molti amici di Craxi lo fecero, a cominciare da Amato, che disse di non sapere nulla, ma preferì combattere ancora i famosi "poteri forti".
Non ti sarà sfuggito che sparirono tutti i partiti, PCI escluso, che era quello più tangentaro di tutti. Te la ricordi la "dazione" di un miliardo di Gardini al PCI? Non fu trovato chi materialmente lo aveva intascato (nel frattempo Gardini si suicidò). E la storia di quella famosa cassaforte piena di documenti compromettenti sparita dalle Botteghe Oscure? La Magistratura non fece una piega, pur avendolo controllato e sigillato non punì nessuno per la mancata custodia.
Montanelli poi lascialo perdere; era un cazzaro, basta navigare nei vari siti e leggere vari blog, dove ci si accerta delle bugie che propalava, dichiarandosi testimone di vari fatti storici, contestato da chi c'era veramente. Si mise in urto con il
Cavaliere perchè bussò a quattrini nel momento sbagliato (era nei guai come dici tu), e non potè rifinanziare "il Giornale".
Il Berlusca è uscito indenne da tutti i processi perchè non c'erano gli estremi per condannarlo. Figurati se si lasciavano perdere l'occasione. Si stiracchiava, in alcuni casi, per far decorrere i termini e poi dire: Non è stato assolto, ma il reato è andato in prescrizione. Come sai, quando vogliono, la Giustizia è veloce. Certamente, come tutti gli imprenditori italiani,
ha qualche scheletro nell'armadio, ma pensa a De Benedetti, dovrebbe avere un cimitero completo nella stanza da letto e non cito tanti bei nomi dell'alta finenza. Non ti sarà sfuggito la vicenda familiare degli Agnelli, sta venendo fuori che l'Avvocato aveva, all'estero, ingenti fondi neri sottratti al fisco, ma la notizia è sottaciuta dalla grande stampa, tutta presa da Noemi e da Patrizia. La favola dei quattro quinti dell'informazione in mano al Cavaliere mi fa pensare (qualora si fosse in buona fede), ad Alice, quella del paese delle meraviglie. Come si fa a dire questa sciocchezza quando a Mediaset ci lavora Maurizio Costanzo, che lecca continuamente a sinistra, e fino a poco tempo fa c'era quella quinta colonna di Mentana
(finalmente lo hanno cacciato, ma mica perchè è di sinistra, perchè non vale un fico. E si vede perchè è rimasto disoccupato, non lo vuole nessuno). Poi sulle sue stesse reti lo pigliano per culo evidenziando la calvizie, i tacchi e tante altre amenità. La gente lo segue perchè sotto sotto non è fessa, capisce l'uomo, con i suoi pregi ed i suoi difetti e lo accetta così com'è. Per me non è il massimo, ma attualmente è l'unico che possa tenere una barca sconquassata. L'opposizione non esiste e un altro governo non farebbe altro che litigare, come ha fatto quello di Prodi, non riuscendo a governare. Sono stato un pò lungo, ma andavano precisate alcune cose, secondo il mio punto di vista, con un interlocutore che ritengo serio e preparato. Cordialmente Angelo Libranti
Sig. Libranti: il Suo dialogo con il Sig. Mirabella è pubblico, quindi ritengo di potere intervenire. Dunque: La P2? sì, ma c'era il PCI...; le tangenti? sì, ma anche il PCI...; la Magistratura? sì, ma è politicizzata...; le televisioni? sì, ma c'è Costanzo; Noemi? Patrizia? sì, ma chisenefrega! (a un palmo dal mio c... chi fotte fotte, Dio perdona tutti!) Insomma, sì, ho capito: Berlusconi è un italiano medio, "con i suoi pregi e i suoi difetti"; e Lei, Sig. Libranti, insieme con altra gente non "fessa", lo capisce e lo segue. Tutto chiaro. Le sole cose che non mi sono chiare sono 1. il ruolo che, nella Sua visione del nostro Paese, Sig. Libranti, compete al Presidente del Consiglio dei Ministri e 2. i titoli (competenza specifica, curriculum, etc.) che, a Suo giudizio, fanno di Berlusconi una persona idonea a svolgere quel ruolo. La ringrazio in anticipo delle eventuali, ulteriori precisazioni.
L'analisi di Angelo41 non mi trova del tutto d'accordo. La motivazione della "discesa in campo" del Cavaliere, fra il 1993-94, non era dettata solo dall'ambizione di passare alla storia come l'uomo della provvidenza. C'erano delle ragioni molto più pratiche. In quegli anni la bufera di Tangentopoli aveva appena azzerato la vecchia classe dirigente politica. Craxi, che era il maggior protettore dell'imprenditore Berlusconi, fuggì in Tunisia per scampare il carcere. Si ricorderà che tra i tanti favori concessi all'imprenditore ci fu la legge Mammì che, dal 1984, consente ancora oggi a Mediaset di trasmettere illegalmente con tre reti televisive. Il Cavaliere in quegli anni era nei guai. Le sue aziende erano vicine al dissesto e per di più sentiva il fiato dei magistrati sul collo, per tutti i guai giudiziari in cui già si era cacciato. Lo stesso Craxi, dalla latitanza, gli suggerì di fare un partito, il cui programma poi altro non era che la fotocopia (aggiornata) del piano di rinascita della loggia massonica Propaganda 2, a cui Berlusconi era stato affiliato. Così ha fatto il partito, ha creato in Italia una destra che non c'era (o meglio, una caricatura di destra, come la definì il compianto Montanelli), ha piazzato ai posti chiave tutti i suoi avvocati, i suoi collaboratori (anche quelli più discutibili), persino alcune persone che aveva corrotto.
Il resto è storia nota. Berlusconi nei quindici anni in cui è stato al governo o all'opposizione ha visto centuplicare il proprio patrimonio ed è ovviamente uscito - almeno fino ad ora - quasi indenne da tutti i processi, con il beneplacito di un centrosinistra convinto che demonizzare l'avversario non serve, meglio dargli una mano.
Per quanto riguarda la popolarità, è vero che il Caimano ha dalla sua una gran parte (e non la maggior parte) dell'opinione pubblica: non sarebbe strano il contrario quando si controllano i quattro quinti dell'informazione, per di più in un Paese dove si legge pochissimo e l'informazione sul web è ancora agli albori?
Enrico Mirabella
Caro Mirabella, la tua motivazione della discesa in campo la conoscevo. E' abbastanza attendibile, ma escluderei fosse stata suggerita da Craxi, che anzi lo sconsigliò, e lascerei perdere anche la P2, che è un'altra storia. Solo pochi al vertice di quella organizzazione avevano mire politiche, d'altronde giustificate dalla forte presenza del PCI, il resto ci si inseriva per
narcisismo e per stare insieme ai VIP, vedi Maurizio Costanzo. Craxi, come adesso Berlusconi, fu criminalizzato perchè dava fastidio al PCI ed ai "poteri forti". Ricorderai che, quando alla Camera pronunciò il famoso discorso, nessuno si alzò in piedi e nessuno lo confutò. Indice di una lunga coda di paglia. Ora, pare, sia stato riabilitato.
Per quanto riguarda Berlusconi, faceva ancora in tempo a buttarsi a sinistra oliando opportunamente; molti amici di Craxi lo fecero, a cominciare da Amato, che disse di non sapere nulla, ma preferì combattere ancora i famosi "poteri forti".
Non ti sarà sfuggito che sparirono tutti i partiti, PCI escluso, che era quello più tangentaro di tutti. Te la ricordi la "dazione" di un miliardo di Gardini al PCI? Non fu trovato chi materialmente lo aveva intascato (nel frattempo Gardini si suicidò). E la storia di quella famosa cassaforte piena di documenti compromettenti sparita dalle Botteghe Oscure? La Magistratura non fece una piega, pur avendolo controllato e sigillato non punì nessuno per la mancata custodia.
Montanelli poi lascialo perdere; era un cazzaro, basta navigare nei vari siti e leggere vari blog, dove ci si accerta delle bugie che propalava, dichiarandosi testimone di vari fatti storici, contestato da chi c'era veramente. Si mise in urto con il
Cavaliere perchè bussò a quattrini nel momento sbagliato (era nei guai come dici tu), e non potè rifinanziare "il Giornale".
Il Berlusca è uscito indenne da tutti i processi perchè non c'erano gli estremi per condannarlo. Figurati se si lasciavano perdere l'occasione. Si stiracchiava, in alcuni casi, per far decorrere i termini e poi dire: Non è stato assolto, ma il reato è andato in prescrizione. Come sai, quando vogliono, la Giustizia è veloce. Certamente, come tutti gli imprenditori italiani,
ha qualche scheletro nell'armadio, ma pensa a De Benedetti, dovrebbe avere un cimitero completo nella stanza da letto e non cito tanti bei nomi dell'alta finenza. Non ti sarà sfuggito la vicenda familiare degli Agnelli, sta venendo fuori che l'Avvocato aveva, all'estero, ingenti fondi neri sottratti al fisco, ma la notizia è sottaciuta dalla grande stampa, tutta presa da Noemi e da Patrizia. La favola dei quattro quinti dell'informazione in mano al Cavaliere mi fa pensare (qualora si fosse in buona fede), ad Alice, quella del paese delle meraviglie. Come si fa a dire questa sciocchezza quando a Mediaset ci lavora Maurizio Costanzo, che lecca continuamente a sinistra, e fino a poco tempo fa c'era quella quinta colonna di Mentana
(finalmente lo hanno cacciato, ma mica perchè è di sinistra, perchè non vale un fico. E si vede perchè è rimasto disoccupato, non lo vuole nessuno). Poi sulle sue stesse reti lo pigliano per culo evidenziando la calvizie, i tacchi e tante altre amenità. La gente lo segue perchè sotto sotto non è fessa, capisce l'uomo, con i suoi pregi ed i suoi difetti e lo accetta così com'è. Per me non è il massimo, ma attualmente è l'unico che possa tenere una barca sconquassata. L'opposizione non esiste e un altro governo non farebbe altro che litigare, come ha fatto quello di Prodi, non riuscendo a governare. Sono stato un pò lungo, ma andavano precisate alcune cose, secondo il mio punto di vista, con un interlocutore che ritengo serio e preparato. Cordialmente Angelo Libranti
Ho letto attentamente tutti i commenti. In alcuni ho notato una somiglianza genetica con Alice, quella del paese delle meraviglie. Faccio un ragionamento terra terra, quello che a Roma dicono il ragionamento della serva. Berlusconi è un imprenditore ricco, molto ricco; Qual'è l'obbiettivo di un uomo ricco? Quello di conservare ed accrescere il proprio patrimonio.
Qual'è il sistema per conservarlo? mettersi con i potenti, quelli che contano, ovverossia i "poteri forti". Da chi sono rappresentati i poteri forti? In Italia, e non solo, dalla classe politica dirigente. Quindi dal Governo, rappresentato dal partito vincente e dai suoi vicini, che in oltre sessanta anni di politica, è riuscita ad accumulare un deficit spaventoso. In Italia tutti i grandi industriali, per conservare ed accrescere il proprio patrimonio, hanno leccato con il Governo, formato dall'Arco Costituzionale, compreso il Partito Comunista.
Gli Agnelli, i De Benedetti, I Ferruzzi (Gardini), i Tanzi, per citare solo i più grandi, hanno finanziati i partiti in modo indecente e sono stati al riparo da noie giudiziarie, salvo i balletti degli avvisi di garanzia che hanno lasciato il tempo che hanno trovato e non ha pagato nessuno. Quindi se Berlusconi fosse stato della stessa razza, non avrebbe avuto problemi a buttarsi con loro ed a foraggiare i partiti. Quando agli inizi degli anni novanta la gente ha cominciato a scocciarsi ed il PCI ha
ritenuto che fosse giunto il momento, è partita tangentopoli (non ha pagato nessuno) e la "gioiosa macchina da guerra".
Ecco allora il salvatore della Patria: Berlusconi. Qui bisognerebbe aprire una parentesi e capire perchè ha voluto entrare in politica. Ci sono diverse scuole di pensiero, ma io opto per la più semplice: un imprenditore già famoso, con un pò di anni sul
groppone, solleticato dall'ambizione di passare alla storia come l'uomo della Provvidenza..... si è buttato.
Sono cominciati così i suoi guai; avendo rotto le uova nel paniere un pò a tutti i poteri forti, non ha paracadute nè immunità.
Ora poi che siamo alle strette del fare veramente le riforme e di cambiare qualcosa in questa povera Italia, si sono scatenati
tutti (De Benedetti in primis, ma anche Murdoch al quale sta tarpando le ali col digitale), ed ogni scusa è buona per attaccarlo. E' una bella lotta, ma il Berlusca ha dalla sua la maggior parte del popolo che, forse, ha capito che qualcosa può
cambiare veramente.
L'analisi di Angelo41 non mi trova del tutto d'accordo. La motivazione della "discesa in campo" del Cavaliere, fra il 1993-94, non era dettata solo dall'ambizione di passare alla storia come l'uomo della provvidenza. C'erano delle ragioni molto più pratiche. In quegli anni la bufera di Tangentopoli aveva appena azzerato la vecchia classe dirigente politica. Craxi, che era il maggior protettore dell'imprenditore Berlusconi, fuggì in Tunisia per scampare il carcere. Si ricorderà che tra i tanti favori concessi all'imprenditore ci fu la legge Mammì che, dal 1984, consente ancora oggi a Mediaset di trasmettere illegalmente con tre reti televisive. Il Cavaliere in quegli anni era nei guai. Le sue aziende erano vicine al dissesto e per di più sentiva il fiato dei magistrati sul collo, per tutti i guai giudiziari in cui già si era cacciato. Lo stesso Craxi, dalla latitanza, gli suggerì di fare un partito, il cui programma poi altro non era che la fotocopia (aggiornata) del piano di rinascita della loggia massonica Propaganda 2, a cui Berlusconi era stato affiliato. Così ha fatto il partito, ha creato in Italia una destra che non c'era (o meglio, una caricatura di destra, come la definì il compianto Montanelli), ha piazzato ai posti chiave tutti i suoi avvocati, i suoi collaboratori (anche quelli più discutibili), persino alcune persone che aveva corrotto.
Il resto è storia nota. Berlusconi nei quindici anni in cui è stato al governo o all'opposizione ha visto centuplicare il proprio patrimonio ed è ovviamente uscito - almeno fino ad ora - quasi indenne da tutti i processi, con il beneplacito di un centrosinistra convinto che demonizzare l'avversario non serve, meglio dargli una mano.
Per quanto riguarda la popolarità, è vero che il Caimano ha dalla sua una gran parte (e non la maggior parte) dell'opinione pubblica: non sarebbe strano il contrario quando si controllano i quattro quinti dell'informazione, per di più in un Paese dove si legge pochissimo e l'informazione sul web è ancora agli albori?
Enrico Mirabella
L'anonimo delle 8:35 lamenta che si parla molto delle vicende personali di Berlusconi e poco della politica del suo governo.
I due aspetti, però, non sono indipendenti, poiché le vicende personali del Cavaliere purtroppo incidono (e non poco) nell'agenda del governo e nei contenuti delle cosiddette riforme. Infatti, in un periodo in cui tutti i governi dei paesi industrializzati profondono le loro energie per contrastare la recessione globale, il parlamento italiano è costretto ad occuparsi delle leggi "ad personam", come il tentativo di bloccare le intercettazioni telefoniche. L'obiettivo principale del Presidente del consiglio è al momento quello di "riformare" la giustizia, avvalendosi di illustri giuristi , cioè i suoi avvocati che ha portato in parlamento. Quando sarà riuscito a separare le carriere dei giudici, a nominare direttamente i membri del CSM, a garantire per sé e per i suoi sodali l'immunità a vita, allora (forse) il governo si potrà occupare dei problemi reali del Paese. Non prima però di un altro importante passaggio: piegare a sé quel che in Italia resta della stampa e della televisione che non sia asservita al padrone.
All'estero queste cose le notano molto meglio di noi, perché hanno un osservatorio che non è la Rai e neanche Mediaset. Per cercare commenti sulla politica italiana bisogna avere il ricevitore satellitare e seguire la TVE spagnola, la BBC o le emittenti francesi. Il più gigantesco conflitto di interessi del pianeta non passa inosservato. L'Economist, che non è un giornale comunista, nel 2001 scriveva le ragioni per cui Berlusconi is unfet to lead Italy, è inadatto a guidare l'Italia. Andatevi a rileggere quell'articolo. Oggi quelle ragioni sono non solo validissime, ma ancor più rafforzate sia se si valuta l'efficacia dell'azione di questo governo, sia se guardiamo ai deprecabili comportamenti del premier.
Enrico Mirabella
Ho letto attentamente tutti i commenti. In alcuni ho notato una somiglianza genetica con Alice, quella del paese delle meraviglie. Faccio un ragionamento terra terra, quello che a Roma dicono il ragionamento della serva. Berlusconi è un imprenditore ricco, molto ricco; Qual'è l'obbiettivo di un uomo ricco? Quello di conservare ed accrescere il proprio patrimonio.
Qual'è il sistema per conservarlo? mettersi con i potenti, quelli che contano, ovverossia i "poteri forti". Da chi sono rappresentati i poteri forti? In Italia, e non solo, dalla classe politica dirigente. Quindi dal Governo, rappresentato dal partito vincente e dai suoi vicini, che in oltre sessanta anni di politica, è riuscita ad accumulare un deficit spaventoso. In Italia tutti i grandi industriali, per conservare ed accrescere il proprio patrimonio, hanno leccato con il Governo, formato dall'Arco Costituzionale, compreso il Partito Comunista.
Gli Agnelli, i De Benedetti, I Ferruzzi (Gardini), i Tanzi, per citare solo i più grandi, hanno finanziati i partiti in modo indecente e sono stati al riparo da noie giudiziarie, salvo i balletti degli avvisi di garanzia che hanno lasciato il tempo che hanno trovato e non ha pagato nessuno. Quindi se Berlusconi fosse stato della stessa razza, non avrebbe avuto problemi a buttarsi con loro ed a foraggiare i partiti. Quando agli inizi degli anni novanta la gente ha cominciato a scocciarsi ed il PCI ha
ritenuto che fosse giunto il momento, è partita tangentopoli (non ha pagato nessuno) e la "gioiosa macchina da guerra".
Ecco allora il salvatore della Patria: Berlusconi. Qui bisognerebbe aprire una parentesi e capire perchè ha voluto entrare in politica. Ci sono diverse scuole di pensiero, ma io opto per la più semplice: un imprenditore già famoso, con un pò di anni sul
groppone, solleticato dall'ambizione di passare alla storia come l'uomo della Provvidenza..... si è buttato.
Sono cominciati così i suoi guai; avendo rotto le uova nel paniere un pò a tutti i poteri forti, non ha paracadute nè immunità.
Ora poi che siamo alle strette del fare veramente le riforme e di cambiare qualcosa in questa povera Italia, si sono scatenati
tutti (De Benedetti in primis, ma anche Murdoch al quale sta tarpando le ali col digitale), ed ogni scusa è buona per attaccarlo. E' una bella lotta, ma il Berlusca ha dalla sua la maggior parte del popolo che, forse, ha capito che qualcosa può
cambiare veramente.
secondo me nessun complotto....il premier e' un buon venditore...certo i voti li prende....ha tante aziende e tanti interessi
economici che e' normale che le persone che lavorano per lui ci votano...e magari tanti interessi convergenti......il tutto
unito all'inconsistenza dell'opposizione......conoscono solo la divisione......vorrei dire ha chi ci vota,come mai questo
premier che si dice liberista,non liberalizza niente.....almeno la sinistra ci'ha provato..........a liberarizzare
nonostante questa grande maggioranza questo governo e' schiavo delle lobby........fanno solo chiacchiere........
olmer
L'unica cosa che vedo da utente esterno è che ogni giorno i giornali sono pieni di notizie pro/contro Berlusconi. Poco sulla sua politica e tantissimo sulla persona. Gli si chiede continuamente di dimettersi "per quel che è" e non per la politica che persegue. In tutta risposta lui accentra ancora di più la discussione su sè stesso. Quello che mi chiedo, e che indirettamente chiedo anche ai redattori di questa testata, ma se B. morisse domani tutti quanti votereste centro-destra? Insomma, se l'unico problema di questo governo è che B. abbia delle cattive frequentazioni o che faccia gaffe delittuose, beh allora è poca roba!.
Non trovate che sia un tantino strana come cosa?
Nelle famose 10 domande di repubblica non ce n'è una che sia davvero importante ai fini politici: eppure *anche all'estero* sono tutti morbosamente attenti alle eventuali risposte. Quando ho dovuto dare il mio voto alle nazionali, ho cercato (con non poca difficoltà) le differenze tra le politiche economiche che sarebbero state (teoricamente) portate avanti da Tremonti o da Bersani(Visco). Vi assicuro che non è stato facile! Ogni lettura in cui mi immergevo circa la politica economica del centro sinistra alla fine virava su considerazioni personali sulla persona di B.. Voi siete una testata alquanto attenta, perchè non cambiate, almeno voi, registro? Date a Cesare quel che è di Cesare e criticate/analizzate l'operato del Governo.
L'anonimo delle 8:35 lamenta che si parla molto delle vicende personali di Berlusconi e poco della politica del suo governo.
I due aspetti, però, non sono indipendenti, poiché le vicende personali del Cavaliere purtroppo incidono (e non poco) nell'agenda del governo e nei contenuti delle cosiddette riforme. Infatti, in un periodo in cui tutti i governi dei paesi industrializzati profondono le loro energie per contrastare la recessione globale, il parlamento italiano è costretto ad occuparsi delle leggi "ad personam", come il tentativo di bloccare le intercettazioni telefoniche. L'obiettivo principale del Presidente del consiglio è al momento quello di "riformare" la giustizia, avvalendosi di illustri giuristi , cioè i suoi avvocati che ha portato in parlamento. Quando sarà riuscito a separare le carriere dei giudici, a nominare direttamente i membri del CSM, a garantire per sé e per i suoi sodali l'immunità a vita, allora (forse) il governo si potrà occupare dei problemi reali del Paese. Non prima però di un altro importante passaggio: piegare a sé quel che in Italia resta della stampa e della televisione che non sia asservita al padrone.
All'estero queste cose le notano molto meglio di noi, perché hanno un osservatorio che non è la Rai e neanche Mediaset. Per cercare commenti sulla politica italiana bisogna avere il ricevitore satellitare e seguire la TVE spagnola, la BBC o le emittenti francesi. Il più gigantesco conflitto di interessi del pianeta non passa inosservato. L'Economist, che non è un giornale comunista, nel 2001 scriveva le ragioni per cui Berlusconi is unfet to lead Italy, è inadatto a guidare l'Italia. Andatevi a rileggere quell'articolo. Oggi quelle ragioni sono non solo validissime, ma ancor più rafforzate sia se si valuta l'efficacia dell'azione di questo governo, sia se guardiamo ai deprecabili comportamenti del premier.
Enrico Mirabella
L'unica cosa che vedo da utente esterno è che ogni giorno i giornali sono pieni di notizie pro/contro Berlusconi. Poco sulla sua politica e tantissimo sulla persona. Gli si chiede continuamente di dimettersi "per quel che è" e non per la politica che persegue. In tutta risposta lui accentra ancora di più la discussione su sè stesso. Quello che mi chiedo, e che indirettamente chiedo anche ai redattori di questa testata, ma se B. morisse domani tutti quanti votereste centro-destra? Insomma, se l'unico problema di questo governo è che B. abbia delle cattive frequentazioni o che faccia gaffe delittuose, beh allora è poca roba!.
Non trovate che sia un tantino strana come cosa?
Nelle famose 10 domande di repubblica non ce n'è una che sia davvero importante ai fini politici: eppure *anche all'estero* sono tutti morbosamente attenti alle eventuali risposte. Quando ho dovuto dare il mio voto alle nazionali, ho cercato (con non poca difficoltà) le differenze tra le politiche economiche che sarebbero state (teoricamente) portate avanti da Tremonti o da Bersani(Visco). Vi assicuro che non è stato facile! Ogni lettura in cui mi immergevo circa la politica economica del centro sinistra alla fine virava su considerazioni personali sulla persona di B.. Voi siete una testata alquanto attenta, perchè non cambiate, almeno voi, registro? Date a Cesare quel che è di Cesare e criticate/analizzate l'operato del Governo.
tra Berlusconi ed i leader della sinistra c'è un abisso - il primo è grande in tutto, i secondi ( a parte un poco Prodi ) valgono molto poco. Ed alloga per risolvere il problema anno adottato il vecchio sistema russo e cioè servirsi della magistratura per condannare Berlusconi e toglierselo dai piedi; la cosa però non è facile perchè Berlusconi è tosto ed allora ecco che provano a minare la sua immagine con calunnie fotografie e quant'altro; ma anche in questo caso la cosa si fa dura ed allora ecco che stanno pensando ad un colpo di mano ma anche in questo caso sarà dura molto dura...........Ma poi perchè quando uno vale dobbiamo eliminarlo ??????
I risultati del sondaggio si commentano da soli. Secondo me l'unico a complottare contro il Governo, e quindi contro i cittadini italiani, è proprio Berlusconi. E poi con chi abbiamo a che fare? Molti componenti della maggioranza sono sicuramente degni e sinceramente impegnati nel ruolo, ma potrebbero evitare di fare ascoltare agli Italiani i comunicati di Bonaiuti, Capezzone, Gasparri, Cicchitto... Il loro livello è veramente "SQUALLIDO"! Sono riusciti persino a selezionare, senza alcuno sforzo, 'opposizione ridicola.
Altro che complotto!
Berlusconi non è stato mai capace di governare, non si è diventato uno statista, non sa nulla di politca, è un buon venditore di se stesso, vorrei dire alla gente lo vota, cosa è cambiato da quando governa Berlusconi, i cambiamenti dove sono? le riforme? tanto ventilate, è arrogante, e vuole dimostrare che è lui il padrone, purtroppo i suoi cortigiani gli ubbidiscono, se no tutti a casa, si interessa solo di giustizia perchè ha molti scheletri nell'armadio, e poi quale credibilità può riformare la giustizia con tutti i processi che ha avito e che ha in corso, per cui non essendo capace di governare con tutti i ministri, da sempre la colpa ad altri.
L'Arcigay attraverso Grillini ha comunicato che "Lui" in associazione proprio non ce lo vogliono!
Ha però taciuto in proposito la nota associazione "malati di Alzheimer"! Perché? Che cosa ci nascondono?
kiriosomega
Massoneria internazionale e poteri forti internazionali: questi Berlusconi NON LO VOGLIONO ! .... Obama in testa.
Il problema è che l'Italia deve cedere sugli interessi economici con Teheran...
Speriamo che gli Ayatollah spariscano grazie al popolo iraniano (autodeterminazione senza intervento diretto delle potenze occidentali) Il popolo iraniano è capace di una nuova rivoluzione.
John Reed - Palermo.
Credo che Berlusconi cominci a perdere la sua proverbiale sicurezza. Immagina azioni eversive e complotti ovunque nella magistratura, nel parlamento e forse anche nel suo stesso partito. Un leader che ha 100 deputati e 50 senatori di maggioranza e pensa al complotto teso a sostituirlo alla guida del governo vuol dire che ha perso fiducia di poter continuare fino alla scadenza naturale della legislatura Non credo proprio che ci sia questo rischio, tranne che non sussistano fatti sconosciuti all'opinione pubblica che fanno dire a D'Alema di probabili scosse e di premier dimezzato. Certo se Berlusconi arriva a minacciare di riportare l'Italia al voto piuttosto di passare il comando ad un non eletto vuol dire proprio che tranquilo non è. Che poi il possibile sostitutito di cui si parla sia proprio il Governatore Draghi è una cosa che gli pesa maggiormante visto che è stato l'unico che ha saputo più efficacemente contraddirlo sul rischio che correrebbero 1,6/milioni di precari privi di alcuna copertura in caso di licenziamento. Molti sono i focolai accesi che rischiano di bruciare quanto di buono il premier crede di avere costruito , dalla crisi siciliana, alle difficoltà di rapporto con Fini come alle vicende personali giudiziarie e familiari. E pensare che il tutto sta avvenendo in assenza di una forte opposizione che, se si esclude quella giustizialista e prospetticamente inefficace di Di Pietro, non riesce ad organizzarsi a causa delle divisioni interne tutte spinte alla conquista dell'egemonia del partito in vista del prossimo congresso. La crisi economica accompagnata dalla crisi politica oggi sarebbe un vero e proprio disastro che un paese sviluppato nell'attuale contesto internazionale non può permettersi , pena la rinuncia definitiva a far parte del gruppo dei grandi della Terra.
Franco Pizzuto - Palermo
non si capisce come mai la sinistra non riesce a governare fino alla fine del mandato e poi abbia tanto potere nel complottare contro un presidente come berlusconi.......e' inaudito....non mi so dare una spiegazione.....cioe' chi fa la predica ha in mano tutto.....e si lagna?
e poi quale complotto?????
anche la moglie che lo ha scaricato complotta?????
e' sempre colpa della sinistra?????
farebbe meglio a tacere e a dimettersi e lasciare spazio ai giovani....sicuramente meno arroganti ,falsi e sciovinisti di lui.....
salvatore d'apolito-palermo
Credo che Berlusconi cominci a perdere la sua proverbiale sicurezza. Immagina azioni eversive e complotti ovunque nella magistratura, nel parlamento e forse anche nel suo stesso partito. Un leader che ha 100 deputati e 50 senatori di maggioranza e pensa al complotto teso a sostituirlo alla guida del governo vuol dire che ha perso fiducia di poter continuare fino alla scadenza naturale della legislatura Non credo proprio che ci sia questo rischio, tranne che non sussistano fatti sconosciuti all'opinione pubblica che fanno dire a D'Alema di probabili scosse e di premier dimezzato. Certo se Berlusconi arriva a minacciare di riportare l'Italia al voto piuttosto di passare il comando ad un non eletto vuol dire proprio che tranquilo non è. Che poi il possibile sostitutito di cui si parla sia proprio il Governatore Draghi è una cosa che gli pesa maggiormante visto che è stato l'unico che ha saputo più efficacemente contraddirlo sul rischio che correrebbero 1,6/milioni di precari privi di alcuna copertura in caso di licenziamento. Molti sono i focolai accesi che rischiano di bruciare quanto di buono il premier crede di avere costruito , dalla crisi siciliana, alle difficoltà di rapporto con Fini come alle vicende personali giudiziarie e familiari. E pensare che il tutto sta avvenendo in assenza di una forte opposizione che, se si esclude quella giustizialista e prospetticamente inefficace di Di Pietro, non riesce ad organizzarsi a causa delle divisioni interne tutte spinte alla conquista dell'egemonia del partito in vista del prossimo congresso. La crisi economica accompagnata dalla crisi politica oggi sarebbe un vero e proprio disastro che un paese sviluppato nell'attuale contesto internazionale non può permettersi , pena la rinuncia definitiva a far parte del gruppo dei grandi della Terra.
Franco Pizzuto - Palermo