"Questo è un giornale indipendente o di partito (Mpa)? La domanda non vuole essere tendenziosa ma tesa soltanto a capire meglio il contenuto degli articoli presenti”. È il commento di un lettore – solo uno su parecchie centinaia ricevuti nelle ultime ore – ma quanto basta. Chi fa il nostro mestiere ha il diritto di raccontare i fatti, esprimere il suo punto di vista, facendolo conoscere ai lettori, ma ha il dovere di dire le cose come stanno.
Se è finanziato da un partito, un imprenditore o un commerciante.
Sicinform, editore di tre testate, SiciliaInformazioni, ItaliaInformazioni e Meditv, è una società a responsabilità limitata. Le quote dei suoi dieci soci sono divise fra liberi professionisti, giornalisti, tecnici. Nessun personaggio politico, nessun imprenditore, nessun banchiere e così via.
A un anno dalla nascita della società, il bilancio appena approvato, non annovera finanziamenti o introiti pubblicitari di qualche rilievo, anzi – come ogni altra società allo start up – annovera un bel rosso.
In campagna elettorale una delle testate, SiciliaInformazioni, ha ospitato un banner del Movimento per l’Autonomia per meno di una settimana. Un contratto di 1500 euro, non basterà per sbianchettare il rosso del primo bilancio, né per stabilire una relazione di dipendenza fra una forza politica e SiciliaInformazioni.
L’indipendenza del giornale è, dunque, un fatto incontrovertibile sulla carta. Ma attenzione, non basta per essere davvero indipendenti. Voglio ricordare un episodio importante della mia attività professionale a tal proposito.
Quando lasciai il Giornale di Sicilia per assumere l’incarico di addetto stampa del Presidente dell’Assemblea Regionale, il direttore Fausto De Luca, che mi stimava, mi avvertì che avrei corso il rischio di diventare un portaborse, uno dei tanti. Ciò che non disse lo si leggeva sul volto: sarebbe stato un peccato se fosse accaduto.
Pur apprezzando l’avvertimento, fui caustico e sferzante: “Si può essere direttori di un giornale e portaborse, perché quella del portaborse è una categoria dello spirito. Uno stato d’animo, insomma. Un modo di essere”.
Tornando all’indipendenza delle testate, quindi, va tenuto in gran conto il fatto che pur non avendo finanziatori, si può lo stesso essere asserviti nell’animo.
Mentre possiamo testimoniare l’assenza di finanziatori occulti o palesi, non possiamo, né vogliamo, giurare sulla nostra indipendenza come persone e come intellettuali, professionisti o lavoratori. Non lo facciamo per tre ragioni: perché non serve a niente, perché non è dignitoso farlo e perché lo si può dedurre (o non dedurre) dagli articoli che pubblichiamo, dai loro contenuti, dall’impaginazione, dall’enfasi e così via.
Il linguaggio, i contenuti e l’impaginazione non sono però addebitabili ad una sola persona ma a parecchi giornalisti che lavorano al desk o sulle tastiere. Ognuno di loro ha sensibilità, storia, opinioni e idee diverse. Per fortuna è così, altrimenti sarebbe una noia.
È chiaro che c’è una linea editoriale da rispettare, della quale il direttore è garante come in qualsiasi altra testata. La linea delle testate di Sicinform è semplice: raccontare di tutto, sempre e comunque, in piena libertà. Se qualcosa non ci convince o non ci piace, scriviamo quel che pensiamo e quel che ci risulta dai fatti; se invece ci persuade, facciamo altrettanto. Questa linea editoriale non ci consegna la verità, né ci impedisce di commettere errori. Tutt’altro. È più facile evitarli quando si deve stare appresso a qualcuno, a un partito, a una azienda.
Avendo chiara la volontà dell’editore e del suo business, è tutto più semplice: i buoni stanno da una parte, i cattivi dall’altra, un fatto va cestinato o nascosto ed un altro enfatizzato e bene impaginato.
All’autore del commento che ci ha convinto della necessità di dare alcune notizie sul nostro conto, va la nostra gratitudine. Gli regaliamo un suggerimento, tuttavia, che nasce dalla perplessità che ci suscita il suo bisogno di sapere chi ci finanzia, soltanto per capire meglio il contenuto degli articoli presenti.
La comprensione degli articoli – se siano scritti in piena libertà o meno – non può essere aiutata dalla conoscenza del finanziatore. Leggendone molti giorno dopo giorno, un’idea se la può fare chiunque senza bisogno di avere notizie sui “presunti” padroni. Se ciò non avviene, beh o siamo troppo bravi a mistificare o il lettore è disattento.
Ma c’è un pregiudizio, legittimo, che vale la pena di analizzare, e riguarda il MPA. Già una volta abbiamo trattato l’argomento, affermando che – per esempio – fra un Parlamento che lavora poco e male, in modo pasticciato e confuso, le proposte del governo siciliano di riduzione della spesa pubblica e di riordino dell’amministrazione regionale sono apparse maggiormente degne di considerazione.
Quando il MPA ha riflettuto sulla storia del Risorgimento iniziando un processo revisionista che sembrava ricalcare il percorso della Lega, invece non ci ha affatto convinto. Così è capitato con il PD, AN ed altri partiti. L’indipendenza ha questo di bello, che ci si può schierare di volta in volta da una parte o dall’altra, ma in modo trasparente e senza la pretesa di stare redigendo il nuovo vangelo.
Vorrei chiedere a voi tutti, lettori e commentatori, se siete d'accordo di ospitare degli interventi estemporanei senza testa nè coda, che non hanno alcun riferimento a quanto stiamo seriamente e serenamente commentando; e per giunta senza avere il coraggio civile di identificarsi, o peggio ancora banalizzando e profanando importanti tradizioni della nostra cultura....
In italiano tale fenomeno si chiamerebbe qualunquismo; in Sicilia babbismo o, in forma più colorita, quacquaracquismo.
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Egregio Signor Coniglio,
Ella sa quanto i Suoi "seriosi" commenti mi spingano ad una incontenibile voglia di risponderLe da "Sibilla" quale sono.
E Le dirò di più. Non immagina quanto apprezzi la "corte" dell'Oracolo di Delfi, il quale da intuitivo e creativo "Oracolo" si pone a spalla dei miei commenti sibillini.
Pertanto, non se la prenda se spesso la "pizzichiamo", senza mai però trascendere nella stupidità e nella volgarità.
Parta, se può, per un viaggio misterico.
Sibilla Cumana
Le fa onore rispondere anche ad una segnalazione che permette a noi tutti, qualora fosse sorto qualche dubbio, di fugarlo e leggere quindi con più interesse i punti di vista o le evidenze sottolineate in un momento in cui la confusione politica impera anche a livello nazionale. Vorrei aggiungere a proposito del MPA che un pò tutti siamo attenti a quanto accade in Sicilia per capire se effettivamente questo vento innovatore sia concreto o di facciata da parte di politici che devono dimostrare di non aver cambiato solo casacca. In Sicilia tutti ci aspettiamo da tempo un leader ed un governo serio, concreto e rappresentativo, a prescindere dal colore politico che finalmente ci dia visibilità e realizzi i reali progetti di sviluppo e ci faccia riemergere dal cascame degradato che ci ha avvolto finora. E' quindi normale che al momento ci possa essere, come sottolineava lei, un margine di entusiamo a certe proposte, magari attenuato subito dopo dal gioco politico perverso dell'assegnazione degli assessorati. Per finire, ci faccia uscire dall'anonimato.. MX
Questo taglio mi piace. Cogliere lo spunto del direttore per un dibattito sul MPA, che io seguo con vivo interesse, senza peraltro nemmeno scandalizzarmi di certi movimenti di potere. Questi giochi fanno parte ad ogni effetto della politica, anche Giulio Cesare macchinava con il potere; la differenza in politica sta nel fatto che il potere può talvolta essere concepito come fatto fine a se stesso, altre volte quale strumento per perseguire un risultato. Qui si tratta di capire dove si sta andando a parare e se ci si riuscirà. Potrebbero approntarsi tempi nuovi non solo per la Sicilia, ma per tutto il Mezzogiorno; tempi importantissimi, specie ora che diventa sempre più chiaro il patto di ferro tra Lega Nord e PDL. Più importanti certamente del "broncio" di Cuffàro o del pur eccellente "pesto di pistacchi". Una sola cosa è certa: i politici, qualora abbiano dimostrato la loro serietà di intenti, da soli non possono mai farcela, bisogna che ad un certo punto scoppi il consenso del popolo. Per questo ritengo utilissimi fogli come questo, cui va tutta la mia gratitudine. Oracolo di Delfi
Le fa onore rispondere anche ad una segnalazione che permette a noi tutti, qualora fosse sorto qualche dubbio, di fugarlo e leggere quindi con più interesse i punti di vista o le evidenze sottolineate in un momento in cui la confusione politica impera anche a livello nazionale. Vorrei aggiungere a proposito del MPA che un pò tutti siamo attenti a quanto accade in Sicilia per capire se effettivamente questo vento innovatore sia concreto o di facciata da parte di politici che devono dimostrare di non aver cambiato solo casacca. In Sicilia tutti ci aspettiamo da tempo un leader ed un governo serio, concreto e rappresentativo, a prescindere dal colore politico che finalmente ci dia visibilità e realizzi i reali progetti di sviluppo e ci faccia riemergere dal cascame degradato che ci ha avvolto finora. E' quindi normale che al momento ci possa essere, come sottolineava lei, un margine di entusiamo a certe proposte, magari attenuato subito dopo dal gioco politico perverso dell'assegnazione degli assessorati. Per finire, ci faccia uscire dall'anonimato.. MX
Vorrei chiedere a voi tutti, lettori e commentatori, se siete d'accordo di ospitare degli interventi estemporanei senza testa nè coda, che non hanno alcun riferimento a quanto stiamo seriamente e serenamente commentando; e per giunta senza avere il coraggio civile di identificarsi, o peggio ancora banalizzando e profanando importanti tradizioni della nostra cultura....
In italiano tale fenomeno si chiamerebbe qualunquismo; in Sicilia babbismo o, in forma più colorita, quacquaracquismo.
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Egregio signor Coniglio, a me pare che la leale dichiarazione del direttore vada molto apprezzata, ma che essa non dia spunto tuttavia a grandi dibattiti, tant'è che se non era per il diversivo, nemmeno lei, nonostante la sua grande facondia, avrebbe avuto null'altro da aggiungere. Alle enunciazioni si può credere o non credere, le linee editoriali possono piacere o non piacere, ma comunque non si può far altro che prenderne atto. Se apprezzo o in ogni caso ritengo utile la testata, la seguo, se invece mi da proprio il voltastomaco non cerco nemmeno la pagina. Ancora con riguardo alle tergiversazioni, se lei ha esperienza di dibattiti saprà bene che esse intervengono sempre in platea, in ogni dibattito, magari tra un intervento e l'altro, specie nei momenti di "stanca". Così è nel reale, così è sul web; la tergiversazione fa parte dello spirito del dibattito. Quindi in queste "pause", la prego, a me lasci che "faccia un po' la corte" alla Sibilla Cumana, quanto a lei, personalmente le consiglierei di essere un po' meno serioso, si rilassi, sorrida pure ogni tanto, non le farà male, mi creda. Poi faccia lei. Cordialmente, Oracolo di Delfi
Piace anche a me il riferimento letterario, che però è di un uomo. Ora sta proprio qui il busillis: ciò che si dice delle donne è proprio, ovvero si tratta di fantasie degli uomini? In ogni caso grazie per essere spunto di certe fantasticherie, finchè riuscirete ancora ad esserlo. Oracolo di Delfi
Vorrei chiedere a voi tutti, lettori e commentatori, se siete d'accordo di ospitare degli interventi estemporanei senza testa nè coda, che non hanno alcun riferimento a quanto stiamo seriamente e serenamente commentando; e per giunta senza avere il coraggio civile di identificarsi, o peggio ancora banalizzando e profanando importanti tradizioni della nostra cultura....
In italiano tale fenomeno si chiamerebbe qualunquismo; in Sicilia babbismo o, in forma più colorita, quacquaracquismo.
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Pregiatissimo Signor Coniglio,
mi piace inviarLe la seguente riflessione letteraria e, da parte mia come donna, anche condivisione:
"Sono tutte più avanti, le donne. Fai viaggio a casa del demonio? La donna ha mille passi di vantaggio". Goethe, Faust I, 3980-82 tr.it. di F. Fortini
Sibilla Cumana
Piace anche a me il riferimento letterario, che però è di un uomo. Ora sta proprio qui il busillis: ciò che si dice delle donne è proprio, ovvero si tratta di fantasie degli uomini? In ogni caso grazie per essere spunto di certe fantasticherie, finchè riuscirete ancora ad esserlo. Oracolo di Delfi
Caro direttore,
il tuo intervento, come sempre puntuale, non aggiunge in chiarezza rispetto alla linea editoriale del tuo giornale.
“Siciliainformazione” basta leggerlo con occhi sinceri per averne sincerità riflessa.
Capisco quel leggero tocco di amarezza, anche io l’ho avuto quando a Messina dirigevo una tv molto piccola ma indipendente.
Oggi, come tu sai, ma non i lettori, sono capo ufficio stampa del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera dei deputati.
Leggo sempre con piacere il tuo giornale e, anche quando registro qualche distonia tra quanto accade nel Palazzo e quanto il giornale riporta, non posso fare a meno di notare la buona fede con la quale i commenti sostengono i fatti.
Avendo vissuto una stagione come quella che tu vivi, ti auguro tanti anni di “Siciliainformazioni” così com’è: libera, chiara.
Buon lavoro.
Fabio Mazzeo
Grazie, ti sono grato. Il ruolo e la tua appartenenza politica, nel Pdl, conferiscono alle tue parole un significato che va al di là di una semplice attestazione di stima. Non abbiamo mai diviso in buoni e cattivi gli uomini, né crediamo che i partiti siano sentina di tutti i mali o depositari di verità e bene assoluti. Chiediamo ai nostri lettori nient'altro che il diritto di sbagliare senza essere additati come propagatori di informazioni gradite o sgradite per conto terzi.
Caro direttore,
il tuo intervento, come sempre puntuale, non aggiunge in chiarezza rispetto alla linea editoriale del tuo giornale.
“Siciliainformazione” basta leggerlo con occhi sinceri per averne sincerità riflessa.
Capisco quel leggero tocco di amarezza, anche io l’ho avuto quando a Messina dirigevo una tv molto piccola ma indipendente.
Oggi, come tu sai, ma non i lettori, sono capo ufficio stampa del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera dei deputati.
Leggo sempre con piacere il tuo giornale e, anche quando registro qualche distonia tra quanto accade nel Palazzo e quanto il giornale riporta, non posso fare a meno di notare la buona fede con la quale i commenti sostengono i fatti.
Avendo vissuto una stagione come quella che tu vivi, ti auguro tanti anni di “Siciliainformazioni” così com’è: libera, chiara.
Buon lavoro.
Fabio Mazzeo
La ringrazio, caro Tornesi per il Suo intervento che riporta gli interventi al livello dignitoso che SI richiede e merita.
Ciò che preoccupa non è soltanto l'acredine del tutto ingiustificata ma una profonda confusione tra due termini della nostra lingua: "babbu" e "babbasuni".
Il babbasuni è un personaggio eccelente perchè mette del pepe e condisce la minestra. U babbu invece è babbu e parla perchè ha un buco denominato bocca: e questo tipo di personaggio ci preoccupa perchè abbassa di molto il livello del dibattito che con molto impegno il Direttore Parlagreco cerca di creare.
Grazie anche per aver firmato il Suo intervento
A presto,
Enzo Coniglio
Pregiatissimo Signor Coniglio,
mi piace inviarLe la seguente riflessione letteraria e, da parte mia come donna, anche condivisione:
"Sono tutte più avanti, le donne. Fai viaggio a casa del demonio? La donna ha mille passi di vantaggio". Goethe, Faust I, 3980-82 tr.it. di F. Fortini
Sibilla Cumana
Gentilissima signora Sibilla,
Mi pare di capire che Lei pensa che i Lettori di questo giornale, quindi anch'io, sono degli sciocchi e si lasciano incantare dalle idee della Redazione.
La invito a pensare che i Lettori potrebbero anche non essere schiocchi e, pur non condividendo o condividendo le idee della Redazione SI, apprezzino comunque la possibilità di esprimere la loro opinione. Il fatto concreto è inequivocabilmente un gesto democratico; se poi, secondo Lei, lo scopo nascosto è un'altro - che non escludo per ampia ipotesi - avremo comunque avuto la possibilità di dire la nostra. Le sembra poco? Specie di questi tempi. Lei forse dimentica che in Sicilia gli editori si sono accordati dividendosi il territorio.
SI sarà magari di parte, ma almeno commentiamo in "diretta" senza dover mendicare la pubblicazione di una nostra opinione.
Spero di non aver suscitato in Lei molto disappunto, non è mia intenzione.
Mi pregio di porgere distinti saluti
Giovanni Tornesi
La ringrazio, caro Tornesi per il Suo intervento che riporta gli interventi al livello dignitoso che SI richiede e merita.
Ciò che preoccupa non è soltanto l'acredine del tutto ingiustificata ma una profonda confusione tra due termini della nostra lingua: "babbu" e "babbasuni".
Il babbasuni è un personaggio eccelente perchè mette del pepe e condisce la minestra. U babbu invece è babbu e parla perchè ha un buco denominato bocca: e questo tipo di personaggio ci preoccupa perchè abbassa di molto il livello del dibattito che con molto impegno il Direttore Parlagreco cerca di creare.
Grazie anche per aver firmato il Suo intervento
A presto,
Enzo Coniglio
Gentilissima signora Sibilla,
Mi pare di capire che Lei pensa che i Lettori di questo giornale, quindi anch'io, sono degli sciocchi e si lasciano incantare dalle idee della Redazione.
La invito a pensare che i Lettori potrebbero anche non essere schiocchi e, pur non condividendo o condividendo le idee della Redazione SI, apprezzino comunque la possibilità di esprimere la loro opinione. Il fatto concreto è inequivocabilmente un gesto democratico; se poi, secondo Lei, lo scopo nascosto è un'altro - che non escludo per ampia ipotesi - avremo comunque avuto la possibilità di dire la nostra. Le sembra poco? Specie di questi tempi. Lei forse dimentica che in Sicilia gli editori si sono accordati dividendosi il territorio.
SI sarà magari di parte, ma almeno commentiamo in "diretta" senza dover mendicare la pubblicazione di una nostra opinione.
Spero di non aver suscitato in Lei molto disappunto, non è mia intenzione.
Mi pregio di porgere distinti saluti
Giovanni Tornesi
Pregiatissimo Signor Tornesi,
sono in grado di rassicurarLa che ho una profonda stima nei confronti del Direttore di Sicilia Informazioni e, credo che lo stesso, lo possa confermare. Non vedo proprio dove stia l' "acredine" di cui Lei racconta.
E comunque ognuno può interpretare ciò che vuole: importante è non creare disordine.
La presenza di una Sibilla Cumana, questa sì che è l'anomalia. Il 90% infatti dei Commentatori appare di genere maschile e sono certa che una Sibilla può dare parecchio fastidio, soprattutto se parla, scrive e pensa come un uomo.
Sa che le dico? Inviterò le mie sorelle a commentare anche loro. Vedremo.
Sibilla Cumana
Gentilissima signora Sibilla,
Mi pare di capire che Lei pensa che i Lettori di questo giornale, quindi anch'io, sono degli sciocchi e si lasciano incantare dalle idee della Redazione.
La invito a pensare che i Lettori potrebbero anche non essere schiocchi e, pur non condividendo o condividendo le idee della Redazione SI, apprezzino comunque la possibilità di esprimere la loro opinione. Il fatto concreto è inequivocabilmente un gesto democratico; se poi, secondo Lei, lo scopo nascosto è un'altro - che non escludo per ampia ipotesi - avremo comunque avuto la possibilità di dire la nostra. Le sembra poco? Specie di questi tempi. Lei forse dimentica che in Sicilia gli editori si sono accordati dividendosi il territorio.
SI sarà magari di parte, ma almeno commentiamo in "diretta" senza dover mendicare la pubblicazione di una nostra opinione.
Spero di non aver suscitato in Lei molto disappunto, non è mia intenzione.
Mi pregio di porgere distinti saluti
Giovanni Tornesi
Caro Direttore,
Le Sue precisazioni sono professionalmente ineccepibili e apprezzabili: complimenti.
Lei si scomette ogni giorno lasciando al lettore di commentare gli articoli e di esprimere quindi eventualmente il proprio dissenso. Il giornale e il lettore possono quindi esprimersi liberamente e a più voci; e questo è un grosso regalo che a qualcuno sfugge ancora oggi. Pochi ci danno questa opportunità.
Lamento che qualcuno utilizza questo importante regalo democratico di S.I. come strumento ludico o psicoterapico. E' comunque normale in un giornale di questo tipo.
C'è però una linea che qualora venisse assunta da S.I. svolgerebbe un ruolo storico altamente positivo per lo sviluppo sociale, politico ed economico della Sicilia: aprire un dialogo dialettico a più voci su un progetto condiviso di sviluppo sostenibile della nostra Regione. Contattiamo gli intellettuali, gli operatori, i partiti, i sindacati: confrontiamoci serenamente e man mano aggreghiano idee, progetti, occasione di lavoro, di informazione e di formazione....
Certamente possiamo avere idee e ideologie diverse; dobbiamo però stare attenti che se facciamo troppo i difficili, consegneremo ai nostri figli una Sicilia allo sfascio peggiore di quella attuale. Fissiamo degli obiettivi comuni, trasversali se è vero che la verità non colori; confrontiamoci quindi su denominatori comuni, su dati puntuali, su ipotesi di sviluppo e cerchiamo di elaborarlo finalmente un Progetto Sicilia.
Allontaniamo però i giocarelloni, gli incompetenti e gli approfittatori che comunque si faranno avanti com'è normale.
Mettiamo insieme le nostre competenze, esprimiamo apertamente il nostro orientamento; firmiamoci e, soprattutto non aggreghiamoci "dietro ad un Boss" ma accanto ai nostri figli".
Io personalmente credo nella bontà del glocalismo come fondamento dell'Autonomia della nostra Isola senza la quale non riusciremo mai a elaborare un progetto organico. Ma non credo che essa possa essere espressa soltanto dall'MPA. Occorre che ci sia un movimento simile negli altri Partiti: un movimento trasversale come ha fatto con successo la Lega Nord.
In una parola, avere un progetto Sicilia chiaro, caro Parlagreco ed esprimerlo sarebbe una eccellente linea editoriale.
E credo che S.I. è uno dei pochi organi di stampa in Sicilia che potrebbe aiutarci a elaborarlo e ad implementarlo.
Grazie comunque per la Sua testimonianza, onestà intellettuale ed impegno.
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Pregiatissimo Signor Coniglio,
Lei finalmente ci ha chiarito, in modo incontrovertibile, i contenuti espressi dal Direttore, nell'articolo madre, di Sicilia Informazioni.
Voglio premettere che chi scrive è la Sibilla Cumana e, in quanto tale, Ella dovrebbe ricordare, da qualche precedente commento, che i Suoi figli e i Suoi nipoti nulla hanno da apprendere dalle mie riflessioni.
Detto questo, Le dico sinceramente che ci è mancato.
Finalmente La ritroviamo e, considerandomi un pò giocherellona, un pò incompetente, ma mai approfittatrice, mi faccio avanti come è normale che sia!
Ella è davvero convinta che S.I. ci offra un "regalo democratico"? E per quale motivazione noi Commentatori, che Ella ritiene aggregati "dietro ad un Boss" , dovremmo ricevere un "regalo democratico" ?
Io personalmente non so che sia un "regalo democratico", ma rifletto e scrivo: e chi non ha figli?
Con chi si aggrega? Non riceve il regalo democratico?
Pregiatissimo sintetizzando, il regalo democratico, noi Popolo Siciliano, lo facciamo ai politici quando votiamo.
Non può esistere un progetto Sicilia, facciamo parte dell'Europa, siamo ormai alle porte del 2010, anno della concretizzazione dell'area mediterranea di libero scambio.
Non sarà certo un Signor Coniglio o una Signora Sibilla a fermare la storia!
Cordialità e non ci lasci da soli per troppo tempo!
Sibilla Cumana
Caro Direttore,
Le Sue precisazioni sono professionalmente ineccepibili e apprezzabili: complimenti.
Lei si scomette ogni giorno lasciando al lettore di commentare gli articoli e di esprimere quindi eventualmente il proprio dissenso. Il giornale e il lettore possono quindi esprimersi liberamente e a più voci; e questo è un grosso regalo che a qualcuno sfugge ancora oggi. Pochi ci danno questa opportunità.
Lamento che qualcuno utilizza questo importante regalo democratico di S.I. come strumento ludico o psicoterapico. E' comunque normale in un giornale di questo tipo.
C'è però una linea che qualora venisse assunta da S.I. svolgerebbe un ruolo storico altamente positivo per lo sviluppo sociale, politico ed economico della Sicilia: aprire un dialogo dialettico a più voci su un progetto condiviso di sviluppo sostenibile della nostra Regione. Contattiamo gli intellettuali, gli operatori, i partiti, i sindacati: confrontiamoci serenamente e man mano aggreghiano idee, progetti, occasione di lavoro, di informazione e di formazione....
Certamente possiamo avere idee e ideologie diverse; dobbiamo però stare attenti che se facciamo troppo i difficili, consegneremo ai nostri figli una Sicilia allo sfascio peggiore di quella attuale. Fissiamo degli obiettivi comuni, trasversali se è vero che la verità non colori; confrontiamoci quindi su denominatori comuni, su dati puntuali, su ipotesi di sviluppo e cerchiamo di elaborarlo finalmente un Progetto Sicilia.
Allontaniamo però i giocarelloni, gli incompetenti e gli approfittatori che comunque si faranno avanti com'è normale.
Mettiamo insieme le nostre competenze, esprimiamo apertamente il nostro orientamento; firmiamoci e, soprattutto non aggreghiamoci "dietro ad un Boss" ma accanto ai nostri figli".
Io personalmente credo nella bontà del glocalismo come fondamento dell'Autonomia della nostra Isola senza la quale non riusciremo mai a elaborare un progetto organico. Ma non credo che essa possa essere espressa soltanto dall'MPA. Occorre che ci sia un movimento simile negli altri Partiti: un movimento trasversale come ha fatto con successo la Lega Nord.
In una parola, avere un progetto Sicilia chiaro, caro Parlagreco ed esprimerlo sarebbe una eccellente linea editoriale.
E credo che S.I. è uno dei pochi organi di stampa in Sicilia che potrebbe aiutarci a elaborarlo e ad implementarlo.
Grazie comunque per la Sua testimonianza, onestà intellettuale ed impegno.
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Mi pare che la frase alla quale lei si riferisce è attribuita ai romani e non agli abitanti del regno delle due sicilie
Il periodo è quello di Carlo V.
La frase esatta:
"che sia Francia che sia Spagna, l’importante è che se magna"
I "democratici "pelosi"
Ho letto la precisazione, non dovuta quindi ancor più apprezzata, del direttore Parlagreco ed i commenti prima e dopo la precisazione. Siamo alle solite, si pretende - giustamente - di avere il diritto di esprimere la propria opinione, ma non si riconosce lo steso diritto agli altri.
In questo caso si fa l'”analisi pelosa" ad una Redazione, pretendendo di legarne la valutazione sulla correttezza intellettuale al tipo di vicinanza - politco-simpatica-econimica - a questo o a quel partito o capopopolo.
Personalmente, ritengo che
Non so se sono di sinistra oltre il PD, vengo da un passato di Democrazia Proletaria, del quale ho abbandonato solo il dogmatismo non certo l'idea, il sogno e la speranza; ma non sto a guardare il colore della mano che fa un gesto di democrazia; gesto che apprezzo - o apprezzerei ancor di più - anche se venisse da chi la pensa in modo diverso da me. Proprio il mio senso di rispetto per la libertà d'opinione degli altri, mi fa sembrare "pelosa" la richiesta che ha provocato la precisazione del dir. Parlavecchio.
Ho molti dubbi sul presidente Lombardo, sull'MpA e sull'idea del Partito del Sud, ma - anche per questo -ritengo lo spazio concesso da SICILIAINFORMAZIONI molto utile per confrontare, elaborare e migliorare le mie idee.
Voglio anch'io associarmi con quanti hanno manifestato apprezzamento per
Giovanni Tornesi
Come avrà potuto comprendere dai risultati proprio del Lazio è stato l'elettorato di destra a "rifiutare" l'accordo di Storace con Lombardo. Perchè ,coi suoi metodi, Lombardo "porta" e trascina i suoi voti dove gli pare. Mentre l'elettorato d'opinione che votava a Destra ha manifestato Rigetto nei confronti di un'Alleanza che è apparsa (ed era) solo un escamotage tecnico e tattico.
Comunque ,qualunque cosa "guardi" in giro, non credo proprio che un eletore "alla sinistra del Pd" abbia proprio qualcosa di cui provar "soddisfazione", vista la geniale bipartizione delle forze tra Ferrero e Vendola. Tale "soddisfazione" suggerisce anzi l'immagine del gobbo che sghignazza del porretto d'un vicino.
MASSIMO DELDISSENSO
Lei ha proprio ragione. Un elettore che si pone a sinistra del P.D. non può essere affatto soddisfatto dei risultati conseguiti dall' area politica che si pone a sinistra del P.D.
Ne avrebbe, però, considerando il pericolo sventato per la democrazia repubblicana visti i risultati dell'area che si richiama a Berlusconi.
Deve lei riconscere però che la sconfitta sul piano dei contrasti interni politici e di strategia e perchè no anche personali è cosa diversa dalla sconfitta per avere scelto di allearsi con uomini che al momento del voto hanno mercanteggiato pur non essendo essi notoriamente liberisti.
Un elettore di sinistra e libertà
Come avrà potuto comprendere dai risultati proprio del Lazio è stato l'elettorato di destra a "rifiutare" l'accordo di Storace con Lombardo. Perchè ,coi suoi metodi, Lombardo "porta" e trascina i suoi voti dove gli pare. Mentre l'elettorato d'opinione che votava a Destra ha manifestato Rigetto nei confronti di un'Alleanza che è apparsa (ed era) solo un escamotage tecnico e tattico.
Comunque ,qualunque cosa "guardi" in giro, non credo proprio che un eletore "alla sinistra del Pd" abbia proprio qualcosa di cui provar "soddisfazione", vista la geniale bipartizione delle forze tra Ferrero e Vendola. Tale "soddisfazione" suggerisce anzi l'immagine del gobbo che sghignazza del porretto d'un vicino.
MASSIMO DELDISSENSO
Egregio signor Parlagreco,
nel ringraziarla per le delucidazioni circa l'orientamento politico della Sua testata, devo però dirle che l'argomento in realtà non mi sembra di sommo interesse. Quello che a mio parere è più interessante, è la sostanza degli articoli che pubblicate. Ho appena finito di leggere quello su Lombardo e Berlusconi e devo dirle che mi è piaciuto. Forse perchè rende giustizia all'operato del nostro Presidente. Premetto a scanso di equivoci, che non sono della parte politica doi Lombardo, il mio cuore ha sempre battuto in altre zone dell'arco Costituzionale. Tuttavia non posso non annotare alcune cose in favore dell'operato di Lombardo. Il suo tentativo di migliorare il livello di risposta degli uffici Regionali, l'azione incisiva sulla sanità, l'intervento sul mondo della formazione dopo l'indecente pastrocchio dell'assessore Incardona, mi sembrano tutti ottimi motivi per guardare con interesse all'uomo venuto da oriente. Infine la sua mossa di azzerare la giunta (sembra essere diventato di moda, a proposito), dimostra coraggio, sangue freddo, intelligenza politica. Senza badare troppo ai dietrologismi, direi che finora Lombardo ha dimostrato una cosa assolutamente rivoluzionaria in Sicilia: vuole Governare. Senza se e senza ma. Dicono che lo faccia nel suo esclusivo interesse. Io non so quali siano gli interessi personali del Presidente, ma questo esercizio lo fanno tutti in politica. Quindi se oltre a fare i suoi interessi facesse, nel frattempo anche quelli della Sicilia? Temo che la cosa che spaventi di più i politici locali sia proprio questa. Vuoi vedere che riesce a far funzionare qualcosa? E allora ben venga Lombardo. La parola d'ordine per noi siciliani dovrebbe essere: pragmatismo. Giudicare il politico sulle cose che fa, non su quello che dice. E sui risultati ottenuti. La partita mi sembra difficile, troppi servi sciocchi in giro. Pertanto formulo i miei auguri al Presidente Lombardo e rimango in attenta osservazione di quanto farà nei prossimi mesi, con l'occhio critico di chi spera di non sbagliarsi.
M.G.
Eg. Direttore, sono un elettore di un'area ch si pone a sinistra del P.d.
Non ho simpatie per l' MPA, anzi ho provato sgomento in occasione dell'ultima alleanza con Storace.
Visti i risultati ( SPECIALMENTE NEL lAZIO) ho trasformato l'iniziale sgomento in piena soddisfazione.
Se permette vorrei trasformare il suo tentativo di provare l'indipendenza del Giornale da Ella diretto in una domanda.
Quale scandalo potrebbe rappresentare per un progetto politico che mira a realizzare una diversa idea del federalismo supportare quel progetto (che io per intenderci definisco semplivemente velleitario) con iniziative di sostegno editoriale ove però l'indipendenza, come la moglie di Cesare, oltre che essere deve anche apparire tale ?
Io credo che il vero problema sia proprio questo:Essere e apparire indipendenti nei contenuti della linea editoriale del Giornale.
Cordialità.
S.V. Greco
Come avrà potuto comprendere dai risultati proprio del Lazio è stato l'elettorato di destra a "rifiutare" l'accordo di Storace con Lombardo. Perchè ,coi suoi metodi, Lombardo "porta" e trascina i suoi voti dove gli pare. Mentre l'elettorato d'opinione che votava a Destra ha manifestato Rigetto nei confronti di un'Alleanza che è apparsa (ed era) solo un escamotage tecnico e tattico.
Comunque ,qualunque cosa "guardi" in giro, non credo proprio che un eletore "alla sinistra del Pd" abbia proprio qualcosa di cui provar "soddisfazione", vista la geniale bipartizione delle forze tra Ferrero e Vendola. Tale "soddisfazione" suggerisce anzi l'immagine del gobbo che sghignazza del porretto d'un vicino.
MASSIMO DELDISSENSO
Egr. Direttore, la presente per esprimerle la mia più sentita condivisione a quanto ha scritto. Come editore indipendente ed autonomo di un bimestrale cartaceo di poesie, critica letteraria ecc - Il Bandolo - mi capita sovente dover spiegare che " non ho nessuno dietro" e mi accorgo ,talvolta, che dover ammettere ciò crea scetticismo nell'interlocutore conterraneo abituato invece a tal costume e che, meravigliato, pensa: " ma dove crede di poter andare, senza santi !?" . Se tale interrogativo sussiste, ahinoi, per uno "zibaldone" senza velleità politiche, un quotidiano come codesto, così ben calato nel territorio lascierebbe supporre pittosto ad un'ottima capacità mimetica. Comunque sia, è indubbia la professionalità Sua e dei molti suoi collaborator e se veramente il fine giustifica i mezzi, buon per tutti che l'obiettivo di una trasparente comunicazione si avvalga di mezzi così ben gestiti. Nel momento particolare che stiamo attravesando caratterizzato da un pot-pourri ideologico ben vengano iniziative "ideali" come questa Sua e se mi consente, come quella mia, prosieguo di un 'invenzione" che fu di mio nonno e che mio padre Ovidio portò al successo già negli anni '80". Ecco perchè sarei tentato di ricopiare questa sua risposta e farne un mio editoriale,( ma ovviamente scherzo !)
Cordiali saluti e buon lavoro
Luigi Gf. Consiglio
Eg. Direttore, sono un elettore di un'area ch si pone a sinistra del P.d.
Non ho simpatie per l' MPA, anzi ho provato sgomento in occasione dell'ultima alleanza con Storace.
Visti i risultati ( SPECIALMENTE NEL lAZIO) ho trasformato l'iniziale sgomento in piena soddisfazione.
Se permette vorrei trasformare il suo tentativo di provare l'indipendenza del Giornale da Ella diretto in una domanda.
Quale scandalo potrebbe rappresentare per un progetto politico che mira a realizzare una diversa idea del federalismo supportare quel progetto (che io per intenderci definisco semplivemente velleitario) con iniziative di sostegno editoriale ove però l'indipendenza, come la moglie di Cesare, oltre che essere deve anche apparire tale ?
Io credo che il vero problema sia proprio questo:Essere e apparire indipendenti nei contenuti della linea editoriale del Giornale.
Cordialità.
S.V. Greco
Egregio Direttore,
condivido pienamente la sua riflessione. A mio modesto avviso credo che "il problema" o "l'anomalia" di cui accennano i Commentatori, sia l'incapacità di lettura (vedrà come sarò "aggredita") di un qualsiasi giornale, sia esso on line o cartaceo, da parte di una vasta maggioranza del Popolo Italiano. E nella fattispecie, Siciliano più o meno. Noi Siciliani, elettori ed eletti, infatti non siamo ancora maturi per il cosiddetto "buon governo" - vedasi gli affreschi del Lorenzetti nella Sala del Palazzo pubblico di Siena - siamo abituati da secoli a "ribellarci" senza proporre o a "comandare", senza rispettare i patti politici. Quello di cui parla il Gattopardo - "ci sentiamo dei" - è quello che sta avvenendo adesso. Se i nostri politici siciliani, studiassero parecchio prima di essere eletti, (vedrà come sarò "aggredita" ancor di più) forse riusciremmo ad evolverci anche senza i fondi Fas e riusciremmo serenamente a commentare anche una testata di area o persino di partito.
Sibilla Cumana
Riporto il commento perchè era fatto a questo post, mi scuso per il disquido.
Carissima
non sia pessimista, non sempre le profezie della Sibilla Cumana, si avverano, vedrà quanti condividono quello che dice.
Io sono uno di questi.
Le ricordo che nel regno delle due Sicilia, vigeva (vige) un detto:VIVA U RE, VIVA A SPAGNA, L'IMPOSTANTE E CA SI MAGNA
Tanta materia, non sembre abbonda quella "grigia".
Siciliano
Carissima
non sia pessimista, non sempre le profezie della Sibilla Cumana, si avverano, vedrà quanti condividono quello che dice.
Io sono uno di questi.
Le ricordo che nel regno delle due Sicilia, vigeva (vige) un detto:VIVA U RE, VIVA A SPAGNA, L'IMPOSTANTE E CA SI MAGNA
Tanta materia, non sembre abbonda quella "grigia".
Siciliano
Mi pare che la frase alla quale lei si riferisce è attribuita ai romani e non agli abitanti del regno delle due sicilie
Innanzitutto un grazie a questo giornale on-line che consente alla gente di informarsi, partecipando
con i commenti al tema dell'articolo. Mi sono chiesto come mai ai siciliani viene data questa incredibile
positiva possibilità, cosa c'è dietro, quale fine... ma va a nostro vantaggio, finchè dura, a vantaggio di
chi spera e anela ad un cambiamento sostanziale di questa disastrata nostra sicilia,
I siciliani hanno preso tante calcagnate nei denti dai nostri governanti, dai nostri politici etc che sono
sfiduciati, delusi o peggio rassegnati. Non si fidano delle cosiddette autorità, nè dai giornali, nè dalle televisioni.
Io sono convinto che se il lettore per vedersi pubblicato un commento dovrebbe effettuare la registrazione
ci sarebbe una drastica riduzione nel numero dei commenti e vorrei azzardare di circa il 90 %. Perchè invece
non spiegare ai lettori la nascita e il fine di questa encomiabile iniziativa ?
Non capisco cosa cambia se uno dice di chiamarsi Biagio o Giuseppe o mettere un nome inventato, l'importante
che chi diffama, calunnia o ingiuria può essere identificato e perseguito nei termini di legge, a me personalmente
non mi sposta niente se un commento è anonimo o firmato Sibilla Cumana, l'importante è il contenuto e il
messaggio che riesce a trasmettere .
Sono d'accordo con Lei che non ha neanche pensato ad un nick mitologico.
Sibilla Cumana
Innanzitutto un grazie a questo giornale on-line che consente alla gente di informarsi, partecipando
con i commenti al tema dell'articolo. Mi sono chiesto come mai ai siciliani viene data questa incredibile
positiva possibilità, cosa c'è dietro, quale fine... ma va a nostro vantaggio, finchè dura, a vantaggio di
chi spera e anela ad un cambiamento sostanziale di questa disastrata nostra sicilia,
I siciliani hanno preso tante calcagnate nei denti dai nostri governanti, dai nostri politici etc che sono
sfiduciati, delusi o peggio rassegnati. Non si fidano delle cosiddette autorità, nè dai giornali, nè dalle televisioni.
Io sono convinto che se il lettore per vedersi pubblicato un commento dovrebbe effettuare la registrazione
ci sarebbe una drastica riduzione nel numero dei commenti e vorrei azzardare di circa il 90 %. Perchè invece
non spiegare ai lettori la nascita e il fine di questa encomiabile iniziativa ?
Non capisco cosa cambia se uno dice di chiamarsi Biagio o Giuseppe o mettere un nome inventato, l'importante
che chi diffama, calunnia o ingiuria può essere identificato e perseguito nei termini di legge, a me personalmente
non mi sposta niente se un commento è anonimo o firmato Sibilla Cumana, l'importante è il contenuto e il
messaggio che riesce a trasmettere .
Non c'è niente di anomalo, egregio Direttore, se un testata è giornale di partito.
Che problema avete?
Sibilla Cumana
Carissima
non sia pessimista, non sempre le profezie della Sibilla Cumana, si avverano, vedrà quanti condividono quello che dice.
Io sono uno di questi.
Le ricordo che nel regno delle due Sicilia, vigeva (vige) un detto:VIVA U RE, VIVA A SPAGNA, L'IMPOSTANTE E CA SI MAGNA
Tanta materia, non sembre abbonda quella "grigia".
Siciliano
Il problema non è nostro, noi siamo come siamo, non abbiamo la possibilità di nasconderci sotto il divano. Ci chiediamo perché mai queste domande non se li pongano quando leggono un quotidiano
E' giusto che non se le facciano per carità.
nel momento che se le fanno vuol dire che vopgliono essere aiutati a capire...
Giornali di partito, grazie a Dio, non ce ne sono più. Ci sono giornali di area. Governativi, sopratutto, E quando c'è qualche testata che non fa parte del coro, allora bosogna chiedersi chi ci sta dietro e scoprirlo. E' avvilente, ma non sposta di una virgola niente.
Egregio Direttore,
condivido pienamente la sua riflessione. A mio modesto avviso credo che "il problema" o "l'anomalia" di cui accennano i Commentatori, sia l'incapacità di lettura (vedrà come sarò "aggredita") di un qualsiasi giornale, sia esso on line o cartaceo, da parte di una vasta maggioranza del Popolo Italiano. E nella fattispecie, Siciliano più o meno. Noi Siciliani, elettori ed eletti, infatti non siamo ancora maturi per il cosiddetto "buon governo" - vedasi gli affreschi del Lorenzetti nella Sala del Palazzo pubblico di Siena - siamo abituati da secoli a "ribellarci" senza proporre o a "comandare", senza rispettare i patti politici. Quello di cui parla il Gattopardo - "ci sentiamo dei" - è quello che sta avvenendo adesso. Se i nostri politici siciliani, studiassero parecchio prima di essere eletti, (vedrà come sarò "aggredita" ancor di più) forse riusciremmo ad evolverci anche senza i fondi Fas e riusciremmo serenamente a commentare anche una testata di area o persino di partito.
Sibilla Cumana
Non c'è niente di anomalo, egregio Direttore, se un testata è giornale di partito.
Che problema avete?
Sibilla Cumana
.....mi sggerite un articolo che va contro l'MPA....
Concordiamo con Lei, preferiremmo che l'anonimato fosse bandito, abbiamo cercato di stimolare questa consuetudine con modesti risultati. La partecipazione dei lettori al nostro lavoro - attraverso i commenti - costiutuisce tuttavia una peculiarità delle nostre testate ed una delle ragioni del suo successo.
Per questa ragione nutriamo alcune perplessità nel fare ciò che Lei ci suggerisce correttamente, ma speriamo che in futuro gli anonimi siano sempre meno, prevalga l'etica della responsabilità e si possa chiedere agli autori dei commenti la firma come condizione per la loro partecipazione.
In definitiva abbiamo creato l'abitudine a partecipare, vorremmo realizzare la consuetudine ad assumere la responsabilutà di ciò che si scrive.
concordo, purtroppo, la civiltà non non si pianta con i frutti già maturi, è come un alberello che va curato, potato e seguito giorno dopo giorno..
Con stima, saluti.
Siciliano
Gent.mo Dott. Parlagreco
Personalmente non la conosco, quindi non sono di parte.
Se ancora seguo con interesse questo sito e questa testata, a cui auguro il diffondersi sempre di più, è perche quando leggo gli articoli proposti, spesso condivido e qualche volte un po meno, ciò sta ad indicarmi che chi scrive ha la propria coerenza e il proprio pensiero che rispetto, e che nello stesso tempo apprezzo per la schiettezza degli articoli e per il proposito della finalità che riesco a carpire, e precisamente credo di intuire che, chi ha la responsabilità di questo sito ha nel cuore , < IL BENE DELLA SICILIA>, per questo lo seguo e mi piace leggerlo e leggere i diversi commenti, perché riesco a capire come siamo fatti e come ci evolviamo.
Inoltre, aggiungo che finché ritengo che avete l'indipendenza che noto senza essere un esperto in materia, nella Home Page del mio sito lascio il Vostro banner ( regolarmente da Voi concesso), dando l'opportunità a chi contatta il mio sito, di farvi conoscere, senza enfasi in tutti e 5 i continenti, assieme all'ISMET, a Biagio Conti, e altri che ritengo meritevoli per quanto tentano e fanno per la Sicilia.
Ai partecipanti di questo sito chiedo:
Forse qualcuno di Voi è stato censurato? Anzi noto che con la scusa dell’anonimato, tutti scrivono in piena “libertà”, non sempre civile.
Si renda responsabile chi partecipa, ma non dall’indirizzo I.P. ma, con l’obbligo che chi vuole commentare, si deve registrare o mettere un recapito mail, lo fanno tutti anche i più semplici siti sportivi, viceversa chi non si registra può solo leggere.
Perché qua, non siamo nel segreto dell’urna, ma in una comunità pubblica e farebbe piacere sapere con chi si interloquisce.
Ovviamente ho espresso la mia opinione, l’editore fa le sue scelte.
Saluti
Siciliano
Concordiamo con Lei, preferiremmo che l'anonimato fosse bandito, abbiamo cercato di stimolare questa consuetudine con modesti risultati. La partecipazione dei lettori al nostro lavoro - attraverso i commenti - costiutuisce tuttavia una peculiarità delle nostre testate ed una delle ragioni del suo successo.
Per questa ragione nutriamo alcune perplessità nel fare ciò che Lei ci suggerisce correttamente, ma speriamo che in futuro gli anonimi siano sempre meno, prevalga l'etica della responsabilità e si possa chiedere agli autori dei commenti la firma come condizione per la loro partecipazione.
In definitiva abbiamo creato l'abitudine a partecipare, vorremmo realizzare la consuetudine ad assumere la responsabilutà di ciò che si scrive.
Gent.mo Dott. Parlagreco
Personalmente non la conosco, quindi non sono di parte.
Se ancora seguo con interesse questo sito e questa testata, a cui auguro il diffondersi sempre di più, è perche quando leggo gli articoli proposti, spesso condivido e qualche volte un po meno, ciò sta ad indicarmi che chi scrive ha la propria coerenza e il proprio pensiero che rispetto, e che nello stesso tempo apprezzo per la schiettezza degli articoli e per il proposito della finalità che riesco a carpire, e precisamente credo di intuire che, chi ha la responsabilità di questo sito ha nel cuore , < IL BENE DELLA SICILIA>, per questo lo seguo e mi piace leggerlo e leggere i diversi commenti, perché riesco a capire come siamo fatti e come ci evolviamo.
Inoltre, aggiungo che finché ritengo che avete l'indipendenza che noto senza essere un esperto in materia, nella Home Page del mio sito lascio il Vostro banner ( regolarmente da Voi concesso), dando l'opportunità a chi contatta il mio sito, di farvi conoscere, senza enfasi in tutti e 5 i continenti, assieme all'ISMET, a Biagio Conti, e altri che ritengo meritevoli per quanto tentano e fanno per la Sicilia.
Ai partecipanti di questo sito chiedo:
Forse qualcuno di Voi è stato censurato? Anzi noto che con la scusa dell’anonimato, tutti scrivono in piena “libertà”, non sempre civile.
Si renda responsabile chi partecipa, ma non dall’indirizzo I.P. ma, con l’obbligo che chi vuole commentare, si deve registrare o mettere un recapito mail, lo fanno tutti anche i più semplici siti sportivi, viceversa chi non si registra può solo leggere.
Perché qua, non siamo nel segreto dell’urna, ma in una comunità pubblica e farebbe piacere sapere con chi si interloquisce.
Ovviamente ho espresso la mia opinione, l’editore fa le sue scelte.
Saluti
Siciliano
effettivamente devo dire che anch'io ho avuto il sospetto di una certa "simpatia" tra MPA e siciliainformazioni ....quindi non sono stato il solo!
da elettore del centrosx devo dire che stimo fini per come difende le sue idee, ha una concezione alta della politica.
certo però non dimentico questo:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=226426
la coerenza non è proprio uno dei suoi punti forti...
Non c'è niente di anomalo, egregio Direttore, se un testata è giornale di partito.
Che problema avete?
Sibilla Cumana
Il problema non è nostro, noi siamo come siamo, non abbiamo la possibilità di nasconderci sotto il divano. Ci chiediamo perché mai queste domande non se li pongano quando leggono un quotidiano
E' giusto che non se le facciano per carità.
nel momento che se le fanno vuol dire che vopgliono essere aiutati a capire...
Giornali di partito, grazie a Dio, non ce ne sono più. Ci sono giornali di area. Governativi, sopratutto, E quando c'è qualche testata che non fa parte del coro, allora bosogna chiedersi chi ci sta dietro e scoprirlo. E' avvilente, ma non sposta di una virgola niente.
Non c'è niente di anomalo, egregio Direttore, se un testata è giornale di partito.
Che problema avete?
Sibilla Cumana
effettivamente devo dire che anch'io ho avuto il sospetto di una certa "simpatia" tra MPA e siciliainformazioni ....quindi non sono stato il solo!
Io credo che un cittadino abbia diritto di conoscere i fatti che accadono senza il filtro politico del giornalista che li descrive di qualunque partito esso faccia parte cosi come i giudici dovrebbero giudicare senza condizionamenti politici personali.
Solo in tal modo potrebbe emergere una coscienza sociale che storicamente stabilisca cio che è bene e cio che è male per la società medesima.
Purtroppo siamo lontani anni luce da questo, piuttosto si processa per fini politici e si informa per fini politici.
Pur non di meno anche la stampa più politicizzata non potrebbe nascondere atti e fatti che nel tempo si ripropongono costantemente; mi riferisco alla sudditanza (connivenza)dei ns politici siciliani nei confronti della politica romana come se quando una volta raggiunta la più importante POLTRONA si dimenticassero chi sono da dove vengono e perchè stanno là.
Quindi e vengo alla risposta al mio collega lettore, non è importante a mio avviso stabilire se siciliaiformazioni sia o meno un giornale di partito, malgrado infatti io non abbia elementi sufficienti a giudicare pienamente l'operato di Lombardo in questo anno trascorso, sicuramente la riforma della sanità in sicilia è un elemento che gioca a suo favore e i contrasti con il pdl e udc in merito dovrebbero illuminare i siciliani sul fatto che Lombardo ha introdotto una discontinuità sul modo di fare politica precedentemente, diamogli credito a tempo sui fatti sul miglioramento delle ns condizioni di vita rispetto a quelle del nord, se dovesse essere solo fumo lo possiamo sempre cacciare.
quello che ha fatto cammarata a palermo non ha bisogno di propaganda giornalistica la città era sommersa dai rifiuti è questo non si può nascondere e una città se bene amministrata non può ridursi così, per questo motivo cammarata và cacciato assieme alla sua compagine politica che invece di sanzionarlo e isolarlo lo ha difeso e sostenuto, per questo vanno cacciati.
I SICILIANI OGGI DEVONO PRETENDERE DAI POLITICI-AMMINISTRATORI INDIPENDENTEMENTE DAL COLORE POLITICO,CHE SI PROGRAMMINO DEGLI INTERVENTI DI RILANCIO DEL SUD E SUGLI EFFETTIVI RISULTATI DOVRANNO ESSERE GIUDICATI.
BASTA TIFARE PER LA DESTRA O LA SINISTRA COME SE FOSSERO SQUADRE DI CALCIO, TIFIAMO I PROGRAMMI E LA LORO SUCCESSIVA REALIZZAZIONE.
SVEGLIAMOCI................
Leggo e apprezzo questo quotidiano e non mi sono mai posto il problema della sua indipendenza perché non ho mai avuto il mito dell'"obiettività". La scelta dei fatti da raccontare e dei temi da enfatizzare o da minimizzare, infatti, ancor prima della loro interpretazione, non può che essere discrezionale. Ciò di cui va dato merito, invece, a Siciliainformazioni è l'assoluta assenza di faziosità. Sintomo di indipendenza e di libera informazione.
Massimo Accolla. Palermo