Prima radio
Prima radio

Informazione. Denuncia di un frate cappuccino: "Vogliono censurare la rete"

09 giugno 2009 18:27
Leggi i commenti 3   Inserisci un tuo commento
foto computer pc

"Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese e' ormai l'unica fonte informativa non censurata". A lanciare l'allarme sul web è un noto religioso, padre Giorgio Butterini (del convento dei cappuccini di Trento) che ha diffuso una mail nella quale critica il governo Berlusconi. 

 

Il frate ha titolato la sua innovativa forma di comunicazione elettronica "Perche' lo Spirito vi tenga svegli", e nel testo ricorda - tra l'altro - che "l'attacco finale alla democrazia e' iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla l iberta' della rete internet per metterla sotto controllo". Il frate poi prosegue scrivendo che "secondo il pacchetto sicurezza approvato in Senato se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo". Il religioso scrive inoltre che "il ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorita' giudiziaria, puo' disporre con proprio decreto l'interruzione della attivita' del blogger, ordinando ai fornitori di connettivita' alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attivita' di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali".

 

Padre Butterini si pone quindi un quesito: "Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la casta con questa legge? [...] Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet. Chi non puo' farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il piu' possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!".

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 10 giugno 2009   11:55

condivido l'allarme del "frate", io e molti altri dinosauri della rete prima ancora che venisse conosciuta come oggi la conoscono in molti, tramite la sua interfaccia "web"... ci battiamo per la libera diffusione delle informazioni. Mi sorprende tuttavia che il frate dimentichi che la casta di oggi e' il frutto di tutta una "selezione" adoperata dai suoi fratelli predecessori, che censuravano le informazioni fin dal tempo in cui era in vita nostro Signore.

 

0disse0

 

Anonimo 10 giugno 2009   08:36
L'utente ha risposto al commento anonimo del 10 giugno 2009. Visualizza »

Questa si era già sentita. La verità è che siti come youtube, facebook ecc... sono diventati delle zone franche dove non esiste nessuna regola e ognuno posta e scrive quello che vuole, in regime di anarchia completa. Si sono visti spuntare gruppi di fans di boss mafiosi, gruppi che istigavano a picchiare i bambini, insulti e bassezze di ogni tipo. Credo che qualche legge che regolamenti l'uso di internet in un paese civile sia dovuta perché allo stato attuale siamo in balia dell'anarchia informatica.

Ecco appunto, il frate difenderebbe anche chi inneggia alla mafia o chi invita a stuprare le donne?

 

Perchè se lui vuole abolire i reati di istigazione a delinquere e apologia di reato, solo in nome del fatto che sul web si può fare e dire qualsiasi cosa, beh, non mi pare sia proprio nel giusto.

AT

Anonimo 09 giugno 2009   18:43

Questa si era già sentita. La verità è che siti come youtube, facebook ecc... sono diventati delle zone franche dove non esiste nessuna regola e ognuno posta e scrive quello che vuole, in regime di anarchia completa. Si sono visti spuntare gruppi di fans di boss mafiosi, gruppi che istigavano a picchiare i bambini, insulti e bassezze di ogni tipo. Credo che qualche legge che regolamenti l'uso di internet in un paese civile sia dovuta perché allo stato attuale siamo in balia dell'anarchia informatica.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

ItalianNews
Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
diario dell'orrore
Altre notizie