Caro Direttore,
La proposta di introdurre nello Statuto della Regione Siciliana, con un ddl del Pdl, la sfiducia costruttiva, merita la massima attenzione per alcune ragioni di ordine politico che riguardano il momento presente, anche se sono poche le possibilità che venga approvato e firmato dal Presidente della Repubblica.
Nel comunicato emesso in occasione della presentazione del ddl è stato precisato che esso “prevede che, in caso di violazione del patto
programmatico con gli elettori o di trasformazione della maggioranza che sostiene il Governo, quest'ultimo possa essere sfiduciato e sostituito con un nuovo presidente eletto dall'Assemblea, nell'ambito della coalizione che ha ottenuto la maggioranza alle elezioni"
Bisognerebbe cioè provare che sia stato violato il patto programmatico con gli elettori oppure che si è radicalmente trasformata la maggioranza che sostiene il Governo.
Su queste due circostanze conviene fare qualche riflessione in relazione al caso Lombardo che possiamo sintetizzare in modo seguente:
Lombardo non ha in alcun modo violato il patto programmatico con gli elettori se è vero, com’è assolutamente vero e indiscutibile, che il primo impegno programmatico istituzionale di un Presidente di Regione sia quello di agire con efficacia ed efficienza; di affrontare e risolvere i casi di malgoverno che creano sprechi e danni effettivi alla Comunità; è quello di ottimizzare le poche risorse disponibili.
Esaminando il programma promosso e realizzato dal Governo Lombardo si rileva che egli si è attenuto scrupolosamente a questo impegno programmatico.
Per quanto paradossale possa sembrare, i suoi problemi con la maggioranza nascono appunto dall’avere egli preteso con forza l’applicazione di questo elementare principio gestionale, fondamento di ogni patto programmatico a livello politico. Quindi, la sfiducia costruttiva per questo versante non potrebbe essere applicata alla sua persona; caso mai, bisaognerebbe prevedere la sfiducia alla sua maggioranza.
Tutto l’opposto quindi! Si dovrebbe prevedere un rimedio nel caso che la maggioranza abusi del suo potere, rubi o sperperi il denaro pubblico, ostacoli il Presidente eletto direttamente dai Siciliani a svolgere le sue funzioni istituzionali. Il Presidente non è un pupazzetto nelle mani di una maggioranza irrazionale. E questo potrebbe essere il caso della Sicilia oggi!
Quanto alla seconda fattispecie e cioè che la sfiducia costruttiva si possa applicare qualora si sia radicalmente modificata la maggioranza che sostiene il Governo, mi pare evidente che essa non può in nessun caso essere applicata a Lombardo perchè egli continua a muoversi all’interno della maggioranza e degli impegni programmatici; le offre tutta la doverosa rappresentanza nella Giunta di Governo: cosa deve far di più? L’unica cosa che non può fare è tollerare che venga ostacolato nel raggiungimento degli obiettivi propri di ogni buon Presidente sopra ricordati: tradirebbe gli elettori siciliani che direttamente lo hanno eletto e che pretendono una rigorosa gestione amministrativa delle risorse.
Francamente non vedo un cambiamento radicale nè in termini di maggioranza, nè tantomeno in termini di programma.
Quello che vedo è una riforma radicale introdotta da Lombardo in termine di cultura gestionale; essersi assunto a corifeo del cambiamento in Sicilia; volere a tutti i costi far fuori il glorioso Gattopardo e diventare lui il Vicerè e, se del caso, farlo fuori e diventare lui stesso il Re con l’appoggio diretto del popolo siciliano e non con quello romano o del Nord! Forse non c’è bisogno di un Vicerè alla Spagnola...
E questo si, caro Parlagreco, è asolutamente inaccettabile, merita la forca o la gigliottina. Lo può pretendere Bossi e la Lega Nord per il Nord ma non si deve mai, ripeto mai, permetere al Sud! Per carità! Si immagini cosa sarebbe da oggi in poi una Sicilia senza Gattopardi, senza Vicerè; una Sicilia senza sprechi e senza ladroni. Non ci riconoscerebbero più nel mondo intero. La maggioranza tutto questo lo sa e quindi fa bene a non volerlo e a combattere Lombardo con tutti i mezzi anche quelli spuntati!
Ma se le cose stessero veramente così, suggerirei alla maggioranza di cambiare il ddl con qualche cosa più incisivo, meno paludato, corposo, forte, irresistibile: La marcia su Palermo! come hanno fatto i Piemontesi durante i Fasci siciliani sotto la guida di Siciliani Doc come Crispi e Di Rudinì. Lo facciano presto prima che ai siciliani possa venire in mente di imitare un’altra pagina storica: La marcia su Roma!
Enzo Coniglio