L’Italia celebra la festa della Repubblica
Parata sobria per aiutare l’Abruzzo

02 giugno 2009 21:19
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Come è tradizione, l’Italia intera ha celebrato oggi la festa della Repubblica. Nella capitale una parata quest'anno più sobria, che ha tagliato tempi (80 minuti invece dei tradizionali 90) e partecipanti (circa 6 mila 400 contro i 7 mila 200 della passata edizione) e anche ridimensionato i tradizionali allestimenti lungo il percorso. Con i risparmi così ottenuti, il ministero della Difesa ha potuto devolvere un milione di euro a favore delle zone terremotate dell'Abruzzo.

 

La sfilata lungo via dei Fori Imperiali - il cui tema e' ''La Repubblica e le sue forze armate'' – si è articolata in 7 settori ed ha visto la partecipazione di 264 bandiere e medaglieri, 5 mila 890 militari, 500 civili, 209 tra cani e cavalli, 284 mezzi e 9 velivoli, le Frecce Tricolori.

 

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato sul palco delle autorità quando la parata militare sui Fori Imperiali era cominciata già da alcuni minuti. Dopo una stretta di mano con il presidente della Repubblica Napolitano, Berlusconi ha scambiato qualche parola con il Capo dello Stato allargando le braccia. Ambienti governativi spiegano che il ritardo del presidente del Consiglio e' dovuto a telefonate istituzionali legate alla ricorrenza di oggi.

 

“Il 2 giugno si celebra la proclamazione della Repubblica – ha detto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano - passaggio decisivo nel lungo e travagliato cammino storico che l'Italia ha dovuto percorrere per poter fare definitivamente propri i principi di democrazia, libertà, eguaglianza e giustizia sui quali si fonda la nostra Carta Costituzionale. In questa giornata, il nostro deferente omaggio e la nostra riconoscenza vanno a tutti gli italiani che persero la vita in spirito di fedeltà alla Patria nella guerra voluta dal fascismo ed a coloro che, animati da un nuovo senso dell'interesse nazionale, caddero successivamente per far sì che l'Italia riconquistasse libertà, indipendenza e unità''.

 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 2 giugno, ha scritto nel messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini. ''Sono trascorsi sessantatre anni da quel 2 giugno 1946. Ma quei valori - scrive il Capo dello Stato - divenuti principi della Costituzione repubblicana, sono oggi ancora e più che mai condizione e guida per la costruzione di un'Italia coesa, prospera, solidale; per un'Italia che sia sempre più elemento propulsivo di un'Europa finalmente unita, ancora una volta protagonista dello sviluppo economico e del progresso sociale, civile e culturale della comunità internazionale”.

 

La parata militare ai Fori Imperiali è però iniziata con la sedia riservata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vuota. Nella prima fila d'onore a destra del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano erano seduti il presidente del Senato Renato Schifani, poi la sedia vuota, poi il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Alla sinistra del capo dello Stato il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante. Dietro, in piedi, un corazziere in alta uniforme con la corazza luccicante regge un tricolore.

 

Il primo atto della 63.ma cerimonia è stato l’omaggio del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla tomba del Milite Ignoto, al Vittoriano.  Napolitano è giunto all'Altare della Patria accompagnato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e dal capo di stato di maggiore della Difesa Vincenzo Camporini. Ha quindi passato in rassegna un battaglione interforze schierato in piazza Venezia dove erano già assiepate diverse centinaia di persone.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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