Affaire Amia e l’emergenza rifiuti prevedibile a Palermo
Cammarata è preoccupato, Berlusconi si è arrabbiato
Vi sveliamo il “mistero dello straordinario”

di Ignazio Panzica
01 giugno 2009 20:34
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Il giorno dopo la defenestrazione di Orazio Colimberti da Direttore generale dell’AMIA, Cammarata e Caruso sono molto preoccupati. La furba abitudine del Sindaco di individuare sempre – dopo aver fatto le “frittate”, l’ultima si chiama mancato aumento Tarsu - un dirigente amministrativo come capro espiatorio finale (vi ricordate l’affaire Ztl!?), stavolta non è risultato un argomento “funzionale”. Perché, stante oggi, Colimberti rappresenta, oggettivamente, il know-how dell’Azienda. Cioè, l’unico che in 48 ore potrebbe, scientificamente , ripulire, se volesse, la città. Ma mandato via, in mala maniera, obbligandolo ad utilizzare d’ufficio (=coatto) le sue ferie arretrate, non è probabile che, l’ormai,ex Dg dell’Amia voglia muovere un dito mignolo, di suo, in soccorso dei due esponenti politici alle prese con la patata bollente dell’emergenza rifiuti. Specie , in queste ore, che l’Azienda risulta, formalmente, sotto l’unica responsabilità del Presidente Marcello Caruso. I cui rapporti con Colimberti , nonostante le apparenze, non sono mai stati sostanzialmente “amicali”.

 

Il fatto è che la teoria del “tanto peggio tanto meglio”, testata nell’affaire “ aumento Tarsu - Amia - Consiglio Comunale”, non ha funzionato. Invece di mettere all’angolo il centrosinistra in Consiglio comunale e procedere spediti verso il ricontrollo politico totale del sistema dei rifiuti cittadino, et voilà, Cammarata ha provocato la creazione di una nuova maggioranza politica consiliare, contro se stesso ed il Pdl. Un oggettivo disastro politico, aggravato dalla notizia che a Berlusconi, questa storia dell’emergenza rifiuti a Palermo, ha dato parecchio fastidio, sin dal momento che ha visto i telegiornali di domenica sera. Quando, poi, il suo “migliore collaboratore di Governo” gli ha riferito degli "sos" lanciati da Cammarata per raggiungere Tremonti e Bertolaso, l’ira del Cavaliere è esplosa sovrana. La leggenda parla di una raffica di improperi, principiati con il solito “massa di buoni a nulla”. Dopodichè ha ordinato a Bertolaso di armarsi della sua bacchetta magica e sbarcare, immediatamente, a Palermo, con un mandato irriducibile : entro il 6 Giugno sulle strade di Palermo non ci deve più essere un solo sacchetto di immondizia. E’ comprensibile la preoccupazione del leader : i palermitani amministrati da Cammarata, non potranno votare in massa il Pdl, se per farlo dovranno, prima,dribblare i cumuli maleodoranti della “munnizza”.

 

Avete capito, adesso, perché Cammarata e Caruso sono preoccupatissimi !

Ma cerchiamo di “leggere” dall’interno della struttura Amia, come funziona il marchingegno della raccolta dei rifiuti a Palermo.

Gli autocentri cittadini dei mezzi Amia adibiti alla raccolta dei rifiuti sono due, Brancaccio e Tascalanza. Ai turni di raccolta (il serale dalle ore 22 alle ore 04 ed il mattutino dalle 05 alle 11) sono assegnate 300 unità, tra autisti ed i cosiddetti “scarichini”. Gli auto compattatori in dotazione all’Azienda dovrebbero essere circa 130, alcuni anche veri pezzi di modernariato. In realtà da mesi ne possono uscire – in grado di espletare comunque la funzione affidata loro – poco meno di 35, e non tutte le notti. Le ultime rilevazioni notturne raccontano di una media da fare tra un massimo di 17 ed un minimo di 7 mezzi al giorno. Vi chiederete, come mai?

 

Perché, l’autoparco Amia – a cui la precedente gestione Galioto aveva sottratto la possibilità di usufruire di una efficace autofficina interna – è decimato da innumerevoli problemi di manutenzione. Le officine private convenzionate, ricche di crediti non onorati dall’Amia, non ne vogliono più sapere di dover riparare gli autocompattatori. Discorso simile per una trentina di ottimi e sofisticati mezzi speciali, recentemente acquistati dall’Amia,capaci da soli di mangiarsi in 36 ore metà dell’attuale emergenza rifiuti. Ma la sfortuna perseguita l’Azienda. Acquistati con il moderno sistema della manutenzione in esclusiva, compresa nel prezzo, non possono essere riparati perché i venditori dei mezzi sono stati bidonati dall’AMIA. Nel senso, che i pagamenti non sono mai stati completati ai venditori privati. Quindi, niente liquidazione finale delle fatture : niente prestazioni e garanzia di manutenzioni.

 

Per non parlare del “peccatuccio” delle polizze auto, ancora, non pagate a Generali e a Reale Mutua Assicurazioni. Ogni volta che un mezzo esce, perciò,rischiano in solido sia i dirigenti che gli autisti.

Ma non è finita. I sindacalisti interni all’Amia, specie quelli della Cisl e Fesica, stanno giustificando “lo stato di agitazione” in corso con il mancato rispetto, da parte dell’Azienda - a danno dei lavoratori - delle norme sulla sicurezza (la legge 626), nonché sul pericolo di fallimento dell’Amia. In materia di sicurezza, i lavoratori hanno ragioni da vendere, ma sino ad oggi non ci avevano mai badato. In materia di fallimento solo tre persone l’hanno adombrato: il Sindaco, il capogruppo Pdl e lo stesso Presidente dell’Amia. Argomentazione, recitata en passant, per “ricattare politicamente il Consiglio comunale”, come ha sempre detto il consigliere PD Maurizio Pellegrino.

In realtà, l’ostruzionismo di una parte dei dipendenti Amia ha, anzitutto, una chiave di lettura: lo straordinario. Meglio ancora, l’ordine di servizio Amia, che predisponeva a far data dall’1 giugno 2009 un suo drastico ridimensionamento dell’uso all’interno dell’Azienda.

 

Di questo “mistero” - lo straordinario - dell’igiene urbana a Palermo (ndr : racconta una leggenda metropolitana) ne parlava, sconvolto, agli intimi un ottimo professore di Economia, che per alcuni anni il caso volle facesse il presidente dell’Amnu, per un periodo degli anni 80. L’uomo era un “precisino” che non vi dico. Dopo un paio di mesi di presidenza – profondo conoscitore di numeri e di norme – osservò che, talvolta, “lo straordinario” di taluni eguagliava, o superava, l’ordinario orario di lavoro. Fenomeno , quanto più appariscente quando riguardava, addirittura, intere squadre. Così , si chiese, come mai ? Grossomodo , lo scoprì. Dopo una serie non limitata, di alterchi con gruppi di inferociti che , a giorni alterni, gli invadevano il suo ufficio, armati anche di forconi. All’epoca, dentro l’Amnu, imperversavano dei clan di intere famiglie di dipendenti, o soggetti gestori di piccole attività imprenditoriali private. Tutti figli della lottizzazione politica dell’epoca, soprattutto delle correnti interne alla Dc. Comunque, allora, un “accordo” fu trovato.

 

“Lo straordinario”poteva essere, pure, utilizzato in modo non proprio, a patto che non si esagerasse; ma soprattutto Palermo, non vivesse alcuna emergenza rifiuti. Da allora ad oggi, finiti i partiti e con essi la politica democratica; esauritisi i tradizionali clan familiari interni, l’Amia è diventata un “casino” , come il resto della società : in mano a gruppetti di furbacchioni. Che sconoscono il confine tra uso ed abuso. Così, nell’ottobre 2008 la Giunta Cammarata, alle prese con la necessità di far quadrare i conti del bilancio comunale, è stata costretta a diramare una direttiva alle aziende controllate, in testa l’Amia, con la quale si dava disposizione di ridurre drasticamente “gli straordinari”. All’Amia dove vi sono amministrativi, che portano a casa anche 70 ore al mese di straordinario, o “focosi operai”che marciano sulle 20/30 ore mensili, la cosa ha dato oggettivamente fastidio. L’insipienza di taluni politici, che pensano di poter aver un buon ritorno politico da un eventuale “salvataggio stile Alitalia” dell’AMIA, propiziandolo aizzando disservizi e scioperi , ha fatto il resto.

 

Morale della favola, eccovi l’attuale “aperitivo” dell’emergenza rifiuti, che Sicilainformazioni.com, vi aveva pur raccontato per sommi capi, in anteprima, con tutta una serie di articoli già a partire dallo scorso 11 maggio.

Adesso, siamo certi che Bertolaso, attuerà l’ordine di Berlusconi, restituendoci Palermo pulitissima entro il 6 giugno. Ma la storia è destinata a ripetersi. Ci auguriamo in farsa, e non in tragedia, all’incirca tra la fine giugno e tutto luglio, quando il caldo è destinato ad aumentare. Non vi stiamo rivelando un segreto di stato. Sono mesi che i boatos, provenienti dalle viscere dell’Amia lo raccontano a decine di migliaia di palermitani. C’è da chiedersi : Come mai nessuno, sin’ora, ha mai mosso un dito per intervenire preventivamente? A voi la risposta.

 

Un anziano cronista,oggi in pensione, sentendo questa storia , è scoppiato a ridere. “A Palermo c’è un precedente illustre – ricorda questa splendida memoria storica della cronaca palermitana – te la ricordi la truffa collettiva del falso scommettitore Giovanni Sucato da Villabate. In un paio d’anni ha raccolto alcune centinaia di migliaia di “puntate”, ma di lui se ne accorsero tutti tardi, sia le forze dell’ordine che giornali; naturalmente a truffe già andate in porto nell’ordine di decine di migliaia”.

 

Ci viene spontaneo dirlo. Complimenti!!!

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Anonimo 03 giugno 2009   08:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 giugno 2009. Visualizza »

palermo quinta città d'italia, non sesta.

 

come territorio forse la terza.

 

 

ammetto il mio errore, per abitanti Palermo è la quinta città d'Italia: ciò rende, se possibile, le condizioni generali di vita dei suoi abitanti ancora più inammissibili.

Anonimo 02 giugno 2009   17:43
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 giugno 2009. Visualizza »

Grande articolo nella sostanza, grazie e complimenti. Come informazione sulle vicende di Palermo il vostro sito è già diventato il numero uno, e non da ora: continuate così! La cosa che lascia l'amaro in bocca è prevedere tra pochi giorni il solito "trionfo" elettorale della destra, a colpi di banconote di 50 euro o di una ricarica telefonica per un voto, malgrado questa ultima vicenda dei rifiuti, che poi è "soltanto" la manifestazione più recente, oltre che la più sgradevolmente evidente a tutti, del nulla amministrativo in cui si consuma da anni l'agonia di una città criminalmente non governata da un pugno di irresponsabili. Niente progettualità, nessun senso di un percorso, Palermo procede ormai da troppo tempo con le modalità inconsulte di un corpo lasciato acefalo da una dirigenza tra le peggiori che essa abbia mai avuto, tra periodici tentativi-beffa di gettare fumo negli occhi con "campagne di informazione" (impossibile non pensare all'invasione di qualche tempo fa dei cartelloni rossi con un'antologia di baggianate tra cui l'indimenticabile "Palermo è la città più cool d'Italia"), insomma il nulla. Tanto per dirne una, scusandomi fin d'ora a chi dovesse apparire fuori tema, adesso è arrivata l'estate: non so quanti si rendono conto del fatto che la sesta città d'Italia non ha da anni una sua manifestazione culturale articolata nei mesi estivi capace di proiettarne un'identità positiva agli occhi del mondo, attraendo verso di essa le persone e facendone un volano importante per lo sviluppo della sua economia, a partire dal turismo: una volta c'era una cosa così, si chiamava "Palermo di Scena", divenuta poi "Kals'Art". Da due anni in qua zero, così come ovviamente manca qualsiasi piano organico di inquadramento e programmazione per le iniziative private in quell'ambito: la Palermo che è di scena da troppo tempo in qua è la città triste, sciatta, e adesso anche manifestamente lurida in cui ci tocca ritrovarci a vivere: ma è davvero questa la città che vogliamo?

palermo quinta città d'italia, non sesta.

 

come territorio forse la terza.

 

 

Anonimo 02 giugno 2009   15:02

 

SOSTIENE il nostro presidente del Consiglio, Berlusconi ( coma ampiamente riportato da TUTTI gli organi di informazione), che il dissesto del servizio RIFIUTI a PALERMO sia da accreditarsi alle azioni, alle opere e ai pensieri di Orlando, il fu sindaco di Palermo sino a far data otto anni addietro.

 

E’ ragionevolmente ovvio supporre che Berlusconi affaccendato, nel suo ruolo, in tantissime vicende nazionali,estere e familiari, non abbia, lì per lì, ben calibrato lo scorrere del tempo.

 

Sarebbe certamente utile che il presidente della Regione siciliana, Lombardo, lo informasse delle reali e concrete cause che hanno determinato l’orribile situazione palermitana.

Giusto….per dovere di cronaca, almeno di mondezza e di “interessi” all’uopo in uso.

Non pare, stante sempre le letture, l’audio e il visivo degli Organi informativi, che sia stato fatto.

 

E’ bene rimediare.

……Poi,…………a ciascuno il Suo.....in monnezza e sfregio alla salute dei cittadini.

 

d.s.

Anonimo 02 giugno 2009   12:39

concordo al 100x100 : l'Argentina è molto vicina ! Quasi tutte le P.A. fanno praticamente quello che vogliono senza che si controllino a vicenda e questo è un vero pericolo x la base di una civile democrazia! ormai chi può cerca di arraffare più denaro possibile spremendo i cittadini a più non posso. Male, molto male!

Anonimo 02 giugno 2009   12:31

Come si puo' andare avanti così, ma chi controlla cosa si fa con 70 ore di straordinario, con questi numeri Palermo dovrebbe essere più pulita della Svizzera. L'unica salvezza sarebbe fare gestire tutti i soldi dell'amia ai Carabinieri e chi ha causato questo disastro a casa. 

Anonimo 02 giugno 2009   11:32

Cara Magistratura e Corte dei Conti……….. perché ancora non siete intervenuti??????, tuttavia avete gli strumenti per poterlo fare... È inaudito che gli sprechi e le incompetenze di una cattiva gestione aziendale venga "promosso" Senatore della Repubblica, ha portato un crac finanziario all’azienda Amia di Palermo “BANCAROTTA” e forse magari dobbiamo ringraziarlo…. Basta ora!!!!!! con le prepotenze siamo stanchi…… ci siamo rotti le …..sfere

Anonimo 02 giugno 2009   11:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 giugno 2009. Visualizza »

Io non capisco una cosa,tra le tante,perchè licenziano Colimberti e non azzerano il CDA?Ma questo CDA allora a cosa serve se non ha alcun potere sugli operai?Caruso,poi, è da licenziare due volte perchè ha lottato per avere il posto di Galioto convinto di sostituirlo nelle trasferte d'oro e invece........ma come si può tenere come Presidente uno che non conosceva l'azienda e non aveva capito che era al fallimento?Io penso che l'unica soluzione possibile,oggi,per tentare di salvare una città,un'azienda,posti di lavoro,i polmoni dei palermitani,sia quella di commissariare sia l'AMIA che il Comune di Palermo e mettervi a capo magistrati seri e apartitici.A questo punto vorrei anche sapere se ,ora,posso camminare tutti i giorni con la mia auto euro3 visto(sic!) il fetore!

Caruso dovrebbe presentare la querela contro Galioto, e poi dimettersi. Ma non lo farà.

Anonimo 02 giugno 2009   11:23
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 giugno 2009. Visualizza »

Io non capisco una cosa,tra le tante,perchè licenziano Colimberti e non azzerano il CDA?Ma questo CDA allora a cosa serve se non ha alcun potere sugli operai?Caruso,poi, è da licenziare due volte perchè ha lottato per avere il posto di Galioto convinto di sostituirlo nelle trasferte d'oro e invece........ma come si può tenere come Presidente uno che non conosceva l'azienda e non aveva capito che era al fallimento?Io penso che l'unica soluzione possibile,oggi,per tentare di salvare una città,un'azienda,posti di lavoro,i polmoni dei palermitani,sia quella di commissariare sia l'AMIA che il Comune di Palermo e mettervi a capo magistrati seri e apartitici.A questo punto vorrei anche sapere se ,ora,posso camminare tutti i giorni con la mia auto euro3 visto(sic!) il fetore!

SAREBBE  OPPORTUNO  CONOSCERE I NOMI DI TUTTI I DIPENDENTI AMMINISTARTIVI DELL' AMIA PARENTI DEI PARENTI, E CHI HA FATTO ASSUMERE I FUNZIIONARI CHE PARTIVANO PER  GLI EMIRATI ARABI

Anonimo 02 giugno 2009   10:49

W

Siciliainformazioni




( w italiainformazioni)

Anonimo 02 giugno 2009   10:43

L'articolo suggerisce un commento.

Se i servizi pubblici fossero gestiti da enti pubblici le cui spese e le cui entrate sono regolate da norme di contabilità di Stato ( di origini francesi - quella sì che è una P.A.)sarebbe così facile sperperare denaro pubblico come queste pseudo aziende private che di privato hanno solo le uscite  mentre le entrate sono quelle erariali a carico dei cittadini.

Se poi si ritornasse al controllo preventivo  e successivo del bilancio della Corte dei Conti, molte di queste spese folli nonpotrebbero essere impunemente sostenute.

  Così come nella riforma della scuola qualche improvvisato intellettuale crede di poter fare meglio dell'intellettuale ministro  Gentile, anche nella organizzazione della p.a. qualche presuntuoso politico si illude di poter fare meglio dell'ordinamento napoleonico.

La democrazia trova fondamento e sostegno in un organico sistema di controlli tra i poteri.

Oggi purtroppo nessun potere controlla l'altro e così stiamo arrivando all'anarchia senza punto di ritorno.

L'Argentina è vicina.

 

 

Anonimo 02 giugno 2009   10:10

Grande articolo nella sostanza, grazie e complimenti. Come informazione sulle vicende di Palermo il vostro sito è già diventato il numero uno, e non da ora: continuate così! La cosa che lascia l'amaro in bocca è prevedere tra pochi giorni il solito "trionfo" elettorale della destra, a colpi di banconote di 50 euro o di una ricarica telefonica per un voto, malgrado questa ultima vicenda dei rifiuti, che poi è "soltanto" la manifestazione più recente, oltre che la più sgradevolmente evidente a tutti, del nulla amministrativo in cui si consuma da anni l'agonia di una città criminalmente non governata da un pugno di irresponsabili. Niente progettualità, nessun senso di un percorso, Palermo procede ormai da troppo tempo con le modalità inconsulte di un corpo lasciato acefalo da una dirigenza tra le peggiori che essa abbia mai avuto, tra periodici tentativi-beffa di gettare fumo negli occhi con "campagne di informazione" (impossibile non pensare all'invasione di qualche tempo fa dei cartelloni rossi con un'antologia di baggianate tra cui l'indimenticabile "Palermo è la città più cool d'Italia"), insomma il nulla. Tanto per dirne una, scusandomi fin d'ora a chi dovesse apparire fuori tema, adesso è arrivata l'estate: non so quanti si rendono conto del fatto che la sesta città d'Italia non ha da anni una sua manifestazione culturale articolata nei mesi estivi capace di proiettarne un'identità positiva agli occhi del mondo, attraendo verso di essa le persone e facendone un volano importante per lo sviluppo della sua economia, a partire dal turismo: una volta c'era una cosa così, si chiamava "Palermo di Scena", divenuta poi "Kals'Art". Da due anni in qua zero, così come ovviamente manca qualsiasi piano organico di inquadramento e programmazione per le iniziative private in quell'ambito: la Palermo che è di scena da troppo tempo in qua è la città triste, sciatta, e adesso anche manifestamente lurida in cui ci tocca ritrovarci a vivere: ma è davvero questa la città che vogliamo?

Anonimo 02 giugno 2009   08:35

Io non capisco una cosa,tra le tante,perchè licenziano Colimberti e non azzerano il CDA?Ma questo CDA allora a cosa serve se non ha alcun potere sugli operai?Caruso,poi, è da licenziare due volte perchè ha lottato per avere il posto di Galioto convinto di sostituirlo nelle trasferte d'oro e invece........ma come si può tenere come Presidente uno che non conosceva l'azienda e non aveva capito che era al fallimento?Io penso che l'unica soluzione possibile,oggi,per tentare di salvare una città,un'azienda,posti di lavoro,i polmoni dei palermitani,sia quella di commissariare sia l'AMIA che il Comune di Palermo e mettervi a capo magistrati seri e apartitici.A questo punto vorrei anche sapere se ,ora,posso camminare tutti i giorni con la mia auto euro3 visto(sic!) il fetore!

Anonimo 02 giugno 2009   07:15

Cammarata...Berlusconi...Bertolaso...Disservizi...Soldi pubblici...Tasse...E' una cantilena, un girotondo di parole diventato ormai insopportabile. Al di là del pastrocchio politico veramente ridicolo, mi chiedevo: con questa emergenza, dove andranno a finire i rifiuti raccolti? Lo sapete che mestiere fanno i dipendenti dell'Amia? (dicevo come secondo lavoro!). Se qualcuno (GdF, Ispettori del lavoro, Carabinieri...) indagasse scoprirebbe cose veramente interessanti! Perchè non provaa d intervenire SUPERBRUNETTA o quel moralista diILARDA!

Anonimo 01 giugno 2009   23:52

Caro Panzica, lei sostiene che  l’unico che in 48 ore potrebbe, scientificamente , ripulire, se volesse, la città è il Direttore Colimberti il quale  rappresenterebbe, oggettivamente, il know-how dell’Azienda. Allora le chiedo, sicome il dirigente è da tempo capo dell'azienda cosa gli  ha impedito di affrontare e risolvere il problema rifiuti a Palermo?  e perchè non ha voluto? non credo affatto che Cammarata, con tutti i suoi difetti,  gli avrebbe impedito di operare secondo le sue capacità. Nè tantomeno si può dire che ad ostacolarlo possa essere stato il Presidente dell'ente dato che occupa quel posto soltanto da pochi mesi. Così facendo non si rischia come al solito di non voler mai trovare  il vero responsabile a danno dei cittadini incolpevoli? Ma lei , a quanto leggo, ha già trovato la soluzione prima delle elezioni. Berlusconi manda Bertolaso a nascondere i rifiuti fino al 7 giugno, poi si vedrà, tanto la responsabilità dell'attuale situazione, secondo il premier, è da attribuire alla precedente gestione orlandiana che risale ormai ad oltre 8 anni fa.

Franco Pizzuto 

Anonimo 01 giugno 2009   21:33

e tutto stò casino per lo straordinario? mi pare riduttivo! certo, gente dell'Amia che con lo straordinario si è fatto la casa, il villino, la casa per i figli, l'amante da campare, la bmw ecc ecc, ce ne è stata parecchia, ma erano altri tempi! oggi con l'euro, con lo straordinario riesci solo ad avere quel surplus che ti consente di campare! credo invece più alla tesi che, complici gli "amici" sindacati, si siano usati i lavoratori dell'Amia mettendoli di fronte al pericolo del posto di lavoro se non si fosse approvata la delibera che poi avrebbe permesso l'aumento TARSU! questo pare più probabile! 

Anonimo 01 giugno 2009   21:05

si, solo che a Sucato se lo sono sucato! quà il conto non lo pagherà nessuno e nel posteriore lo prenderanno solo i palermitani! ma almeno stavolta se lo ricordino alle elezioni prossime e non prossime !

Anonimo 01 giugno 2009   21:01

si, solo che a Sucato se lo sono sucato! quà il conto non lo pagherà nessuno e nel posteriore lo prenderanno solo i palermitani! ma almeno stavolta se lo ricordino alle elezioni prossime e non prossime !

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