Ma dove vivono questi, fra gli inuit in Groenlandia? O alle Falklands? Si svegliano di soprassalto e inventano allo scopo di fare sapere che loro ce l’hanno duro. Ma i regolamenti, le leggi, le norme costituzionali non sono come il Viagra, che si assume qualche ora prima; per cancellarli, sostituirli, modificarli bisogna rispettare un iter e stare dentro la carta costituzionale.
Spiazzati dalla determinazione del Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ed incorriviti dalla spregiudicatezza e sprezzo del pericolo del sottosegretario Gianfranco Miccichè, i dirigenti massimi del Popolo della Libertà sono scesi in guerra con armi che non possono usare, tanto che si stenta a credere che ad esse abbiano affidato la risposta alla nascita del nuovo governo siciliano.
Hanno cominciato con una decisione interna, del tutto plausibile, la sospensione dal partito di coloro che hanno accettato (seppure con riserva) di entrare nellla giunta di governo e poi hanno messo in campo due iniziative che non hanno né capo né coda; una a Palermo, la mozione di censura, ed un’altra a Roma un disegno di legge che introduce la sfiducia costruttiva.
Gli alfieri della censura siciliana sono i deputati del PDL e dell’UDC, quelli della sfiducia costruttiva sono i capintesta del PDL, fra gli altri il Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, il siciliano Vizzini.
Non c’è traccia nel regolamento interno dell’Assemblea regionale di mozione di censura. Da dove sono andati a prenedere questo strumento di controllo politico del governo? Si possono presentare ordini del giorno che raccomandano, suggeriscono, pretendono, giudicano e censurano, ma l’approvazione di un documento in Aula lascia le cose come stanno giacché ha valore politico, nulla di più. Non sono previste sanzioni né obblighi per alcuno. Serve a dimostrare che la maggioranza dell’Aula censura il governo?
Bene, non è un evento di poco conto, ma non muobe di una virgola le cose. Raffaele Lombardo ha bisogno di una maggioranza affinché i provvedimenti che propone siano esaminati favorevolmente ed approvati. Se non ha questa maggioranza i singoli provvedimenti non “passano” e non può governare. Alla lunga sarebbe costretto a dimettersi, nel caso in cui ciò avvenga, l’Assemblea si scioglie e si va a nuove elezioni. Una eventualità che nel PDL è stata messa in conto, soprattutto da coloro che non siedono sugli scranni di sala d’Ercole ma a Montecitorio o Palazzo Madama, circostanza questa che fa la differenza. Ai deputati regionali non piace per niente di tornare alle urne dopo un anno ed investire un sacco di soldi nella roulette elettorale.
L’altra trovata è costituita dall’introduzione dell’istituto della sfiducia costruttiva. Se ne discute in Italia dal primo vagito della Repubblica, ma non si è mai trovato un accordo sulla sua introduzione a causa del sistema politico-parlamentare ritenuto incompatibile con questa norma.
L’istituto della sfiducia costruttiva consente al parlamento di mandare a casa il governo solo se dispone di una alternativa, se è in grado di sostituire il governo in carica con un nuovo governo ed una nuova maggioranza. In questo caso, e solo in questo caso, la mozione di sfiducia può essere presentata, altrimenti niente.
Con il ddl del PDL si vorrebbe introdurre la sfiducia costruttiva in Sicilia, modificando lo Statuto speciale della Regione siciliana. Siccome le norme dello Statuto fanno parte integrante della Costituzione, la modifica può avvenire adottando l’iter previsto per le norme costituzionali, e cioè doppio esame nelle due camere.
Il disegno di legge preparato dal PDL avrebbe affidato al Presidente della Commissione affari costituzionali, Vizzini, l’incombenza. Ma il PDL non può affidare niente a nessuno secondo il regolamento della Camera dei Deputati, il gruppo parlamentare del PDL può presentare un disegno di legge, inviandolo al Presidente della Camera, cui spetta l’onere di affidare il disegno di legge alla commissione di merito.
Il Presidente della Camera svolge una valutazioone preliminare e potrebbe non inviare il disegno di legge in commissione ritenendo palesemmente incostituzionale o avviarlo, non giudicandolo tale alla Commissione Affari costituzionali. In questo caso toccherebbe all’onorevole Vizzini, siciliano, una vita nelle aule parlamentari, accogliere una simile iniziativa platealmente in contrasto con la Costituzione e irrispettosa della specialità siciliana. Spetta all’Assemblea, infatti, esprimere un parere sulla modifica o introduzione di norme statutarie.
Nessuno che sussurri all’orecchio dei proponenti che le armi messe in campo sono spuntate?
Il Regime degli enti locali è per statuto quindi per legge costituzionale esclusiva competenza della Regione Siciliana.
Art.14 lettera "o".
Quindi lo Statuto può subire questa modifica ma ciò deve essere proposto in Sicilia appunto perche il regime degli enti locali è nostra competenza e non esterna.
Quindi il Sen.Vizzini e il Min.Gapsarri e altri stanno portando avanti un idea che poggia sull'errore.
Certo la Rep.Italiana ne ha violate di cose.Lo farà di nuovo?
Ad aVolpe1.
E Campagna, l'on.le ubiquo che dal 2001 è corresponsabile dell'amm.ne comunale di Palermo, che ne pensa?
Il Presidente del Consiglio Comunale di Palermo (sig. Alberto Campagna) che, per garantire appoggio al Cammarata non si dimette da consigliere comunale di Palermo (nemmeno da presidente di quel consiglio comunale), che ne pensa di questa manfrina? Da che parte sta l'on.le "magazziniere" della Provincia Regionale di Palermo ed ex muratore (mezzo muratore, o manovale) originario di Prizzi (PA)? Che fa? Si nasconde? Sta sotto le gonnelle di coloro che ritiene - oggi - i più forti ed imbattibili, oltre che più prepotenti?
Volpe, batti un colpo, tu che - di lui - sei l'eminenza grigia. Dai, suvvia, suggeriscigli una strategia. Una delle tue. Chiaramente, ti suggeriremmo di evitare il trasformismo: li siete troppo bravi e risultereste imbattibili. Francesco Cascio docet.
Malessere
Vorrei solo chiarire che il Volpe a cui questo Anonimo si riferisce non sono io, ma un altro Volpe, che è stato Consigliere Comunale dopo di me.
Penso, ma non vorrei fare torto a nessuno, che l'Anonimo si riferisca al Consigliere Sergio Volpe, mentre il mio nome è Andrea Volpe.
Grazie, ma il chiarimento era indispensabile.
Andrea Volpe
Se qualcuno prima di fare tanta caciara (Contro Lombardo) sui mass-media, avesse avuto l'accortezza di leggere un buon libro di Diritto Costituzionale, e lo Statuto S P E C I A L E della Regione Siciliana, prima di presentare pseudo ddl o similare, forse avrebbe potuto evitare l'ennesima figura da incompetente malgrado l'immunità sulle opinioni espresse....
Ad aVolpe1.
E Campagna, l'on.le ubiquo che dal 2001 è corresponsabile dell'amm.ne comunale di Palermo, che ne pensa?
Il Presidente del Consiglio Comunale di Palermo (sig. Alberto Campagna) che, per garantire appoggio al Cammarata non si dimette da consigliere comunale di Palermo (nemmeno da presidente di quel consiglio comunale), che ne pensa di questa manfrina? Da che parte sta l'on.le "magazziniere" della Provincia Regionale di Palermo ed ex muratore (mezzo muratore, o manovale) originario di Prizzi (PA)? Che fa? Si nasconde? Sta sotto le gonnelle di coloro che ritiene - oggi - i più forti ed imbattibili, oltre che più prepotenti?
Volpe, batti un colpo, tu che - di lui - sei l'eminenza grigia. Dai, suvvia, suggeriscigli una strategia. Una delle tue. Chiaramente, ti suggeriremmo di evitare il trasformismo: li siete troppo bravi e risultereste imbattibili. Francesco Cascio docet.
Malessere
Proporremo che Carletto Vizzini, grande circumnavigatore politico, venga insignito con l'alta onoreficenza, da creare immediatamente anch'essa con apposito ddl, di "VERO KILLER DEI SICILIANI E DELLA POLITICA EUROPEA" (così, investendo anche l'Europa lo facciamo sentire più importante battezzandolo in un nuovo contesto:per lui inesplorato).
F.to Malessere
questo dimostra l'arroganza e l'ignoranza della nostra classe politica anche nazionale... ma la colpa è solo nostra dei siciliani che votano costoro a maggioranza bulgara con sistema elettorale sovietico... e poi ci lamentiamo pure!!! FORZA LOMBARDO.
Vedere,e soprattutto ascoltare in TV,alcuni personaggi(Gasparri per tutti),mi provoca una cascata di sentimenti ed emozioni che racchiudo in una sola parola:INDECENZA!!!!
Non si puo' non sostenere lascelta fatta da Lombardo,quantunque non lo ho votato.
Un madonita nauseato dall'arroganza del potere,figlia della stupidita'
A qualcuno del Pdl a Roma sono saltati i nervi e quasi nottetempo ha presentato un disegno di legge (ddl) al Senato sulla cosiddetta ‘sfiducia costruttiva’ all'Assemblea Regionale Siciliana, che permetterebbe all’Aula di sfiduciare il Presidente eletto direttamente dal popolo e di sostituirlo con uno scelto dai deputati regionali...!
A parte che la cosa mi pare un poco anticostituzionale, perché non si può sostituire un “eletto” su base popolare con un “eletto” su base assembleare, mi pare inaccettabile cambiare le regole mentre la partita e' in corso. Questo sarebbe come usare le leggi e le maggioranze parlamentari per far fuori i competitors politici e per vendicarsi delle “lese maestà”!
In termini colorati potrebbe dirsi che questo è un “usare le leggi come pallottole politiche” distorcendo e piegando le leggi ad interessi di parte. Ma stavolta le pallottole sono bolle di sapone!
è un'arma spuntata, perchè il Presidente Raffaele Lombardo potrebbe dimettersi un giorno prima dell'approvazione, se non addirittura della promulgazione della legge, e manderebbe tutti a casa!
Dopo, con il coraggio che ha fin qui mostrato..., riproporrebbe la propria candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia con tutti coloro che ci stanno!
E a questo punto sarebbe interessante vedere che cosa farebbero Pdl, Pd, Di Pietro, Udc e tutta la galassia della sinistra!
Vivo la politica in prima persona ormai da molti anni e conosco e sono amico di tanti importanti politici, anche di caratura nazionale e internazionale. Mi trovo, però, a constatare, che tra i politici un uomo così determinato e coraggioso come Raffaele Lombardo non l’ho mai trovato.
Andrea Volpe
E' inutile, non si riuscirà a cavare un ragno dal buco! Ignoranza, arroganza ed interessi personali spadroneggiano negli ambienti politici. Lombardo da una parte e PdL ed UDC dall'altro. CHE SQUALLORE! La spazzatura di Palermo sembra quasi acqua fresca rispetto a queste miserie umane. Purtroppo anzicchè occuparsi dei problemi dei siciliani, i nostri politici cercano di assicurarsi una poltrona a tutti i costi. E poi...questo "Popolo della Libertà di Berlusconi che ce lo aveva duro" ci ha proprio rotto con questi trucchetti: non vogliono rassegnarsi all'idea "democratica" che la legge e le regole vanno rispettate e che per "loro" non ci sono corsie preferenziali.
Caro Direttore,
non riesco a vedere tutta questa incostituzionalità del ddl di cui si parla. E nemmeno questa irrispettosità alla specialità siciliana. Per quanto attiene alla prima è chiaro che una modifica allo Statuto (che è legge costituzionale - non "parte integrante della costituzione", cosa ben diversa) passa attraverso la procedura che hai rammentato. E quindi non c'è niente di incostituzionale a meno di pensare che vogliano fare la cosa con legge ordinaria, nel qual caso più che incostituzionale è inutile, poichè non avrebbe alcun effetto di legge.
Per quanto attiene alla irrispettosità della specialità siciliana (che è una questione prettamente politica e non costituzionale), faccio notare due cose: la prima è che non mi pare che la Sicilia si sia meritata in questi 63 anni una particolare autorevolezza per la quale si possa gridare all'attentato se ti fregano in qualche maniera. La seconda è che parlare di irrispettosità con interlocutori quali quelli che ci governano mi pare fuori luogo: immagino tu abbia ancora presente che abbiamo rispedito in Libia circa 500 (secondo quanto detto da Maroni oggi a "in mezz'ora" della Lucia annunziata) barconi carichi di morti di fame di cui una parte di questi sicuramente con le carte in regola per il diritto d'asilo....
Ma per venire alla questione: chissenefrega di una "fiducia costruttiva" approvata o meno? E' solo un modo per salvare capra e cavoli ovvero: non rifare le elezioni regionali che tanti patemi d'animo procura ai nostri simpatici rappresentanti regionali e dall'altra parte ridimensionare il fenomeno lombardiano di fronte all'opinione pubblica, metterlo in riga quindi.
Detto ciò, se Lombardo non scherza e fa sul serio, visto che la norma è pensata per essere "ad personam" anzi "contra personam" sarebbe carino e divertente che il Presidente si dimettesse un minuto prima che il ddl diventasse legge costituzionale. Si riandrebbe alle elezioni e sarebbe l'ennesimo smacco dell'autonomista nei confronti dei suoi avversari. Forse l'ultimo, ma certamente il più divertente
Turi Comito