Il segretario nazionale del Partito democratico Dario Franceschini è arrivato a Palermo, dove sta facendo un giro al mercato di via Galilei. Il leader del Pd, accompagnato dal capogruppo del Pd all'assemblea regionale siciliana Antonello Cracolici, dal coordinatore regionale Francantonio Genovese e da Rita Borsellino, si sta fermando nelle bancarelle del mercato per stringere la mano ai palermitani. "Chiediamo una svolta -gli chiedono i cittadini- io ho una laurea ma sono disoccupata".
Il leader del Pd ha ricevuto anche applausi da un folto gruppo di extracomunitari. I venditori ambulanti del mercatino rionale, quando hanno riconosciuto il segretario, lo hanno applaudito. Alcuni di loro gli hanno chiesto: "Ci aiuti". Durante il giro al mercato Franceschini ha anche acquistato una camicia a 10 euro.
Sulla crisi politica in Sicilia, il segretario del Pd ha detto che è “segno dell'esplodere delle contraddizioni interne al centrodestra”. Ha parlato di “toni esasperati della maggioranza che governa l’Isola, cominciare da quelli del presidente Lombardo”.
"In una situazione del genere - ha aggiunto - il rigore sarebbe d'obbligo, ma non è lo stile a cui il Pdl ci ha abituati. Va da sé che i nostri comportamenti e i nostri atteggiamenti sarebbero, in un caso simile, di ben altro tenore". "Sia chiaro che senza una certificazione ufficiale di un rovesciamento dello schema di centrodestra - ha evidenziato Franceschini - non faremo soccorso rosso a nessuno".
Franceschini interviene anche sull’emergenza rifiuti a Palermo. "Sono arrivato questa mattina a Palermo – ha affermato il leader del Pd - e la prima cosa che ho notato è stata una drammatica emergenza rifiuti. Le strade sono piene di rifiuti. Siccome sono stanco di ipocrisie e falsità, mi chiedo come mai l'anno scorso è stata fatta un'intera campagna elettorale sull'emergenza rifiuti e oggi, che l'emergenza rifiuti c'è in una città e in una regione amministrata dalla destra, nessuno ne parla e nessuno la fa vedere".
che simpatia...oggi sfottere il centrosinistra è diventato lo sport nazionale, non si sa bene per quale motivo. ma comunque tenetevi cammarata cuffaro e lombardo che vi fanno annegare nella munnizza...contenti voi..
Perchè, la munnizza di Bassolino era più profumata?
ma cu è chistu? chi cosa vuoli? ancora non si capisce da dove è spuntato quest'altro personaggio! boh?
che simpatia...oggi sfottere il centrosinistra è diventato lo sport nazionale, non si sa bene per quale motivo. ma comunque tenetevi cammarata cuffaro e lombardo che vi fanno annegare nella munnizza...contenti voi..
Vede signor Coniglio, la sinistra non avrebbe nessun bisogno di scoprire solo ora che l’autonomia non contrasta col proprio bagaglio culturale. Il decentramento regionale lo volle proprio la sinistra, per contrastare quelli che , all’epoca, si chiamavano “poteri forti”. C’è una strofetta della celeberrima canzone “Avanti popolo” (almeno una volta) bandiera della sinistra, che recita così: “non più nemici, non più frontiere, sono i confini rosse bandiere”. Oggi, avrebbe dovuto essere proprio la sinistra per sua coerenza culturale a dire per prima che un’Europa unita è una contraddizione in termini con il persistere di una ideologia strettamente legata al centralismo nazionalista. C’è però da tener presente che di sinistre ce ne erano diverse e che quella prevalsa, dopo il crollo del muro di Berlino, è quella stessa sinistra che ha fatto tardi a comprendere che le evoluzioni socio-economiche non si governavano attraverso la rivoluzione. Per prevalere, dunque, ha dovuto, all’ultimo momento, rinunciare a tutto di se stessa, per poter compiacere quelli che il muro avevano abbattuto e sopravvivere attraverso il rito tipico (di quella sinistra) “dell’autocritica”. E' è stato buttato via così, come si suol dire, pure il bambino assieme all’acqua sporca. Il risultato? E’ sotto gli occhi di tutti: una sinistra senza idee, chiusa in se stessa, ma autoconsolata, per la rinuncia ad ogni sua propria identità, da un’autoreferenziata superiorità etico culturale. Sino a quando resterà in questo autocompiacimento, rinunciando all’analisi dei fatti che scorrono oggi, la così detta sinistra è oggi fuori da ogni reale gioco politico. Quanto al Presidente Lombardo, io non credo affatto che egli sia un Don Chisciotte che vive di idealismi. E’ Vero, egli non è né di destra, né di sinistra, anche perché una diversificazione sostanziale su questi concetti, almeno in atto, non c’è, ma in ogni caso egli è un politico ed un politico vero, che ha colto quali sono i segni dei tempi. Oggi si prospettano cambiamenti fondamentali negli equilibri socio economici, che lasciano presagire una crescita dell’importanza dell’area mediterranea. Lombardo pretende che sia direttamente la Sicilia (il Mezzogiorno) a gestirsi questo momento; ma per fare questo, bisogna togliersi dalle palle quegli alfieri la cui sopravvivenza è rimasta ancora legata alle piccole, obsolete clientele del campare quotidiano. In questa operazione, signor Coniglio, io sono con lui, perché in ogni caso non potrà che venirne che un bene, sia alla Sicilia, sia al Mezzogiorno italiano. Quanto meno si cambia musica!
Grazie Signor XXXXX innanzitutto per il Suo intervento che eleva il tono della discussione in S.I. con grande soddisfazione di Salvatore Parlagreco e di noi tutti.
Il mio intervento vuole essere un invito a chi si colloca nella "Sinistra" a vivere e ad approfondire la dialettica in corso, innescata dal movimento di Lombardo, per i riflessi positivi che esso può avere in termini di programma di sviluppo dell'Isola, che per molti aspetti, non è diverso da quello che dovrebbe essere perseguito da una sinistra illuminata.
Ripeto quello che ho più volte ripetuto anche su S.I.: l'autonomia non è una "invenzione di Lombardo" ma è un vasto patrimonio di idee e di azione che appartiene a tanti movimenti, compresa la sinistra. A Lombardo il merito non piccolo di averla riproposta con determinazione in maniera propositiva e realistica.
Rilevo però due problemi da affrontare che non permettono sconti oltre all'esiguità attuale degli aderenti:
1. il primo è la mancanza di una cultura politico-gestionale adeguata alla gravità del momento: manca cioè una capacità di esaminare i fenomeni, capirli, gestirli e proporre soluzioni adeguate all'interno del proprio orizzonte ideale o ideologico;
2. il secondo è la capacità di effettuare una profonda autocritica e di privarsi della collaborazione di "aderenti" che per la loro cultura gestionale e politica e i loro comportamenti non possono continuare a far parte del partito.
Occorrono uomini nuovi che da una parte si liberino dei limiti del passato e dall'altro siano capaci di gestire i profondi cambiamenti che si stanno verificando in tutte le aree del mondo e nelle zone asiatiche e mediterranee in particolare come ben ricordato da Lei e su cui ho scritto diversi articoli anche recentemente su S.I.
Occorre unirsi e far sistema per il raggiungimento di obiettivi comuni che rispondono ai bisogni reali delle comunità presenti sul territorio. Bisogna ritornare ad una visione glocalista del mondo. Ed è da questa esigenza che deve nascere e svilupparsi ulteriormente la voglia di AUTONOMIA di cui senza alcun dubbio Lombardo è un eccellente corifeo, un generale convinto, concreto e determinato, impossibile di fermarlo avendo egli sposato la follia illuminata alla Thomas More e alla Socrate.
Appoggiamolo quindi dal centro e da sinistra non a parole ma apportando il nostro contributo di idee, di conoscenze, di competenze e di impegno sociale, etico e politico se siamo convinti che grazie ad esso potremo consegnare ai nostri figli un ambiente migliore.
Per tutte queste ragioni, rinnovo la mia proposta di dar vita ad un Seminario indipendente dall'MPA sul tema dell'Autonomia in Sicilia oggi, aperto a tutte le forze politiche e sociali siciliane; oppure uno più modesto ma non meno utile su: "Sinistra ed Autonomia in Sicilia"
Enzo Cooniglio
konics000@gmail.com
PS. Mi tolga una curiosità irrefrenabile. Perchè neppure commentatori non si firmano?
Non c'è alcun dubbio che la sinistra non possa e non debba fare da spalla o peggio da puntello alla destra sapendo quanto sia essenziale una opposizione per la salvaguardia della stessa vita democratica del Paese.
Ma non dimentichiamo che l'opposizione si fa in due modi altrettanto necessari: la pars denstruens per bloccare ciò che non va e la pars construens per proporre un nuovo percorso da intraprendere al più presto con chi ci sta, senza inciuci ma con la coerenza e la fermezza che richiedono la gravità dei problemi in campo.
Non si può pregiudizialmente dire NO ad un progetto che di fatto risolve un problema reale come correttamente è stato fatto ad esempio con il caso sanità, anche se proposto dalla destra. Non si apettino le proposte, si studi e si facciano...
In questa fase storica, la sinistra ha una funzione importantissima in Sicilia: porre l'accento sulla emergenza Sicilia in termini di occupazione e di mancato sviluppo e verificare se la volontà espressa da Lombardo di cambiare pagina, si traduce in un programma serio, concreto, efficace ed efficiente che potrebbe avere bisogno per la sua stessa implementazione anche dell'appoggio esterno della sinistra.
In una parola, ho l'impressione che la Sicilia ha bisogno in questo delicatissimo momento di cambiare modo di gestire, concentrarsi più sui fatti concreti che sulle ideologie astratte... E questo cambiamento paradossalmente non si realzzerà senza il contributo di idee e di programmi della sinistra e del sistema universitario.
Chi lo ha detto che Lombardo è un uomo di centro - destra?
A me sembra soprattutto un siciliano determinato a focalizzare la sua attenzione sui problemi della sua e nostra Isola per interrompere la secolare fase gattopardesca.
E' sostanzialmente un AUTONOMISTA che è convinto di poter realizzare meglio il suo piano - programma alleandosi con il centro -destra che, tra l'altro, non lo ama particolarmente.
Lo capisco, è un discorso difficile, complesso, dialetticamente contraddittorio per tutti, compreso per Lombardo, ed è per questo che io suggerisco a Franceschini e a Cracolici di organizzare un convegno sul tema: "Sinistra ed autonomia in Sicilia". Forse si scoprirà che non ci sia contraddizione tra essere di sinistra ed essere autonomista!
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
Vede signor Coniglio, la sinistra non avrebbe nessun bisogno di scoprire solo ora che l’autonomia non contrasta col proprio bagaglio culturale. Il decentramento regionale lo volle proprio la sinistra, per contrastare quelli che , all’epoca, si chiamavano “poteri forti”. C’è una strofetta della celeberrima canzone “Avanti popolo” (almeno una volta) bandiera della sinistra, che recita così: “non più nemici, non più frontiere, sono i confini rosse bandiere”. Oggi, avrebbe dovuto essere proprio la sinistra per sua coerenza culturale a dire per prima che un’Europa unita è una contraddizione in termini con il persistere di una ideologia strettamente legata al centralismo nazionalista. C’è però da tener presente che di sinistre ce ne erano diverse e che quella prevalsa, dopo il crollo del muro di Berlino, è quella stessa sinistra che ha fatto tardi a comprendere che le evoluzioni socio-economiche non si governavano attraverso la rivoluzione. Per prevalere, dunque, ha dovuto, all’ultimo momento, rinunciare a tutto di se stessa, per poter compiacere quelli che il muro avevano abbattuto e sopravvivere attraverso il rito tipico (di quella sinistra) “dell’autocritica”. E' è stato buttato via così, come si suol dire, pure il bambino assieme all’acqua sporca. Il risultato? E’ sotto gli occhi di tutti: una sinistra senza idee, chiusa in se stessa, ma autoconsolata, per la rinuncia ad ogni sua propria identità, da un’autoreferenziata superiorità etico culturale. Sino a quando resterà in questo autocompiacimento, rinunciando all’analisi dei fatti che scorrono oggi, la così detta sinistra è oggi fuori da ogni reale gioco politico. Quanto al Presidente Lombardo, io non credo affatto che egli sia un Don Chisciotte che vive di idealismi. E’ Vero, egli non è né di destra, né di sinistra, anche perché una diversificazione sostanziale su questi concetti, almeno in atto, non c’è, ma in ogni caso egli è un politico ed un politico vero, che ha colto quali sono i segni dei tempi. Oggi si prospettano cambiamenti fondamentali negli equilibri socio economici, che lasciano presagire una crescita dell’importanza dell’area mediterranea. Lombardo pretende che sia direttamente la Sicilia (il Mezzogiorno) a gestirsi questo momento; ma per fare questo, bisogna togliersi dalle palle quegli alfieri la cui sopravvivenza è rimasta ancora legata alle piccole, obsolete clientele del campare quotidiano. In questa operazione, signor Coniglio, io sono con lui, perché in ogni caso non potrà che venirne che un bene, sia alla Sicilia, sia al Mezzogiorno italiano. Quanto meno si cambia musica!
Non c'è alcun dubbio che la sinistra non possa e non debba fare da spalla o peggio da puntello alla destra sapendo quanto sia essenziale una opposizione per la salvaguardia della stessa vita democratica del Paese.
Ma non dimentichiamo che l'opposizione si fa in due modi altrettanto necessari: la pars denstruens per bloccare ciò che non va e la pars construens per proporre un nuovo percorso da intraprendere al più presto con chi ci sta, senza inciuci ma con la coerenza e la fermezza che richiedono la gravità dei problemi in campo.
Non si può pregiudizialmente dire NO ad un progetto che di fatto risolve un problema reale come correttamente è stato fatto ad esempio con il caso sanità, anche se proposto dalla destra. Non si apettino le proposte, si studi e si facciano...
In questa fase storica, la sinistra ha una funzione importantissima in Sicilia: porre l'accento sulla emergenza Sicilia in termini di occupazione e di mancato sviluppo e verificare se la volontà espressa da Lombardo di cambiare pagina, si traduce in un programma serio, concreto, efficace ed efficiente che potrebbe avere bisogno per la sua stessa implementazione anche dell'appoggio esterno della sinistra.
In una parola, ho l'impressione che la Sicilia ha bisogno in questo delicatissimo momento di cambiare modo di gestire, concentrarsi più sui fatti concreti che sulle ideologie astratte... E questo cambiamento paradossalmente non si realzzerà senza il contributo di idee e di programmi della sinistra e del sistema universitario.
Chi lo ha detto che Lombardo è un uomo di centro - destra?
A me sembra soprattutto un siciliano determinato a focalizzare la sua attenzione sui problemi della sua e nostra Isola per interrompere la secolare fase gattopardesca.
E' sostanzialmente un AUTONOMISTA che è convinto di poter realizzare meglio il suo piano - programma alleandosi con il centro -destra che, tra l'altro, non lo ama particolarmente.
Lo capisco, è un discorso difficile, complesso, dialetticamente contraddittorio per tutti, compreso per Lombardo, ed è per questo che io suggerisco a Franceschini e a Cracolici di organizzare un convegno sul tema: "Sinistra ed autonomia in Sicilia". Forse si scoprirà che non ci sia contraddizione tra essere di sinistra ed essere autonomista!
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com
ma cu è chistu? chi cosa vuoli? ancora non si capisce da dove è spuntato quest'altro personaggio! boh?
Comu no canusci. Hai visto che accoglienza a Palermo? Questo prenderà un sacco di voti, per questo anche loro lottano contro Lombardo, se si torna a votare saranno loro ad accaparrarsi la maggioranza assoluta in Sicilia. Poi, lo stile che ha...! Sa no canusci megghiu ca curri e tu fai prisintari.