Finanziaria Regionale 2009. Il Commissario dello Stato impugna sei articoli

di Ignazio Panzica
09 maggio 2009 14:24
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Impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale parte della Legge Finanziaria per il 2009 della Regione Siciliana, approvata dall’ARS il 30 aprile scorso. Il commissario dello Stato ha censurato i contributi agli Enti che erano stati deliberati dall'Ars. Si tratta di voci da 78 milioni di euro, 14 in più rispetto allo scorso anno. Secondo Di Pace vi sarebbero oltre un centinaio di nuovi capitoli di spesa, suddivisi fra le varie rubriche di pertinenza dei diversi assessorati, tutti relativi ad erogazioni di contributi ad enti, organismi, associazioni talora di notevole ammontare. L’eccezione del Commissario dello Stato per la Sicilia si è concentrata su sei articoli del DDL n°.250, “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2009″.

 

In dettaglio si tratta :

  • art. 8, comma 3, relativo al patto di stabilita’ interno regionale, impugnato per violazione degli articoli 117, 119 ( 2° comma) e 120 della Costituzione;
  • art. 29, relativo al censimento degli alloggi popolari limitatamente all’inciso uno/ter, “I Comuni e gli Istituti autonomi per le case popolari possono regolarizzare la posizione dei detentori senza titolo degli alloggi, previo pagamento delle mensilita’ del canone dovuto”, impugnato per violazione degli articoli 3, 97, e 119 ( comma 5), della Costituzione;
  • art. 34, relativo al programma di interventi per l’edilizia abitativa, impugnato per violazione dell’articolo 81 ( 4° comma) della Costituzione;
  • art. 58, limitatamente alla definizione agevolata delle violazioni del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani, impugnato per violazione dell’articolo 117 ( comma 2 e lettera E) della Costituzione, e degli articoli 14, 17 e 36 dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, nonché’ del D.P.R. 26 luglio 1965 n. 1074;
  • art. 61, commi 2 e 3, relativo alle misure di contenimento dell’emergenza ambientale, impugnato per violazione degli articoli 3, 5, 24, 100, 103, 113 e 114 della Costituzione e dell’art. 15, comma 2 dello Statuto Speciale della Regione Siciliana;
  • art. 77, relativo alle norme in materia di concessione di contributi, impugnato per violazione degli articoli 97, e 81 ( 3° e 4° comma), della Costituzione.

 

Pesante il giudizio che il Commissario dello Stato, Alberto Di Pace , ha espresso sulla manovra finanziaria siciliana per il 2009. Secondo l’alto rappresentante dello Stato, si è dovuto rilevare, ancora una volta, che il DDL della Finanziaria regionale 2009 è stato scritto e approvato ispirandosi al classico modo di legiferare, “alla siciliana”, dell’ARS – in passato già più volte contestato e “cassato” dal suo ufficio di vigilanza di legittimità costituzionale – ossia il cosiddetto metodo “omnibus”, quando i legislatori, a torto, ritengono di poter legiferare, con il solo utilizzo di un singolo atto di legge, su ogni possibile cosa dell’universo mondo. Addirittura, l’Ufficio del Commissario in ben 47 casi, non è riuscito neanche ad individuare - con l’evidenza che dovrebbe contraddistinguere la scrittura di una norma di legge “erga omnes”- neppure i reali destinatari di talune provvidenze pubbliche ivi previste; mentre nella prevalenza dei casi "non è neppure indicata la finalità per la quale il contributo è assegnato".

Tutto questo – ha tratto la conclusione il Dr. Di Pace – in palese violazione del disposto principio costituzionale in materia del “buon andamento della pubblica amministrazione”. Questione sulla quale il suo ufficio non ha mai nel passato, come nel presente, potuto e voluto accordare alcun tipo di deroghe all’ARS.

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Anonimo 11 maggio 2009   19:24
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 maggio 2009. Visualizza »

ma i funzionari dell'assemblea regionale che ci stanno a fare?

solo a riscaldare le sedie e a rubare l'elevatissimo stipendio?

al di là della buona o cattiva qualità della legislazione , ritengo che i funzionari che assistono il presidente dell'assemblea regionale debbano evitare che queste norme incostituzionali siano votate dall'ARS, è il loro compito.

suggerisco al presidente cascio di fare un ripulisti nel suo ufficio legislativo .

 

 spiace dirlo, ma un commento ke se la prende con l'"Ufficio Legislativo" della Presidenza della Regione pecca per scarsa conoscenza dei meccanismi decisIonali degli EE.LL. Nell'approvazione di una legge di bilancio gli equilibri (ke portano alla formulazione normativa finale) sono tutti e soltanto POLITICI: ogni organismo legale 'interno' è -e sempre sarà- assolutamente prigioniero di logike politiche, contro le quali c'è -a livello squisitamente legale- ben poco dafare Semmai, si può aggiungere ke anche il Commissario di Stato (nn faccio riferimento kiaramente al caso di specie..) ha peccato a volte x scarsa 'terzietà': basti pensare al periodo in cui a Roma c'era un governo di segno avverso rispetto al timone dell'Ars_ Ki è senza pekkato scagli la prima pietra, con buona pace di Islamici e Maomettani vv 

Anonimo 11 maggio 2009   00:54
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Il provvedimento del Commissario dello Stato, a mio avviso è sacrosanto. La Sicilia dimostra sempre di non sapere utilizzare l'autonomia speciale se non per volgari perorazioni di interessi individuali, spesso antitetici agli interessi della collettività intera. La spartizione indiscriminata, non regolamentata e clientelare di contributi, oltre ad essere discutibile dal punto di vista etico e politico, mortifica l'attività legislativa, riducendo la norma al rango di strumento di soddisfazione dell'individuale arbitrio di ciascun deputato regionale, privandondola, nel contempo, dei caratteri di generalità e di astrattezza che dovrebbero connotarla secondo il dettato costituzionale.

Se questa è la capacità di autodeterminazione della Sicilia, ben venga la colonizzazione romana !

 

giovanni de santis - trapani

Condivido in pieno le considerazioni di Giovanni De Santis

Anonimo 10 maggio 2009   11:33

ma i funzionari dell'assemblea regionale che ci stanno a fare?

solo a riscaldare le sedie e a rubare l'elevatissimo stipendio?

al di là della buona o cattiva qualità della legislazione , ritengo che i funzionari che assistono il presidente dell'assemblea regionale debbano evitare che queste norme incostituzionali siano votate dall'ARS, è il loro compito.

suggerisco al presidente cascio di fare un ripulisti nel suo ufficio legislativo .

 

Anonimo 10 maggio 2009   10:57
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Ancora una volta è il Commissario dello Stato l'unica autorità che "limita" i danni dei "90 ladroni". L'attuale ARS si dimostra (maggioranza e opposizione complice) tra le peggiori della storia regionale; non solo ha mantenuto tutti i privilegi del passato (fra tutti il contributo ai parlamentari per "aggiornamento culturale"), se ne fotte della trasparenza (vedi vicenda missioni dei deputati), si crogiola nel proprio mondo dorato mentre i siciliani non possono più campare, ma, per bocca del suo presidente Cascio (forse uno dei più ipocriti politici presenti in Italia, ha il coraggio di attaccare il Commissario dello Stato e preannuncia conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale (vedi altro articolo su Siciliainformazioni). Ora, oltre a rendersi veramente ridicolo, egli dimostra la sua ignoranza giuridica (o è in malafede) visto che il Commissario ha agito in perfetta aderenza ai propri compiti istituzionali, per cui di quale conflitto parla il Cascio? La Corte costituzionale, se lorsignori avranno il coraggio di proseguire il contenzioso, deciderà sulle singole disposizioni impugnate. Lâ??esito è scontato, visto che le osservazioni del Commissario sono costituzionalmente ineccepibili. Occorre rammentare che le disposizioni impugnate sarebbero potute essere molte di più se un sollevazione popolare e sindacale non avesse fatto stralciare le norme sullâ??assunzione di altri 500 dirigenti e ulteriore personale senza concorso alla Regione. Allora viva il Commissario dello Stato e abbasso lâ??ARS!!!

ancora parole, ma chi paga è sempre la maggioranza delle persone che non arriva neanche a metà mese

Anonimo 10 maggio 2009   09:51
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Ancora una volta è il Commissario dello Stato l'unica autorità che "limita" i danni dei "90 ladroni". L'attuale ARS si dimostra (maggioranza e opposizione complice) tra le peggiori della storia regionale; non solo ha mantenuto tutti i privilegi del passato (fra tutti il contributo ai parlamentari per "aggiornamento culturale"), se ne fotte della trasparenza (vedi vicenda missioni dei deputati), si crogiola nel proprio mondo dorato mentre i siciliani non possono più campare, ma, per bocca del suo presidente Cascio (forse uno dei più ipocriti politici presenti in Italia, ha il coraggio di attaccare il Commissario dello Stato e preannuncia conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale (vedi altro articolo su Siciliainformazioni). Ora, oltre a rendersi veramente ridicolo, egli dimostra la sua ignoranza giuridica (o è in malafede) visto che il Commissario ha agito in perfetta aderenza ai propri compiti istituzionali, per cui di quale conflitto parla il Cascio? La Corte costituzionale, se lorsignori avranno il coraggio di proseguire il contenzioso, deciderà sulle singole disposizioni impugnate. Lâ??esito è scontato, visto che le osservazioni del Commissario sono costituzionalmente ineccepibili. Occorre rammentare che le disposizioni impugnate sarebbero potute essere molte di più se un sollevazione popolare e sindacale non avesse fatto stralciare le norme sullâ??assunzione di altri 500 dirigenti e ulteriore personale senza concorso alla Regione. Allora viva il Commissario dello Stato e abbasso lâ??ARS!!!

Sono d'accordo anch'io sulla completa inadeguatezza di un'Ente come l'ARS a legiferare solo e sempre a favore di privilegi di una ristretta cerchia di personaggi "siciliani". NOn si può neanche parlare di razzismo, ma di semplice costatazione di fatti... E' indiscutibile l'enorme quantità di privilegi economici elargiti a se stessi dall'ARS: una pioggia di soldi pubblici nelle tasche di una elite politica e non solo... Il tutto a discapito della popolazione e di una terra (la Sicilia) che potenzialmente, per ricchezze naturali e storiche, oscura tutto il bacino mediterraneo. Come sempre parlano di difficoltà, di mafia, di impossibilità, etc... Parole, parole, parole. Ipocrisie politiche. I soldi ci sono ma spariscono magicamente... Le spese superano sempre, ma sempre, le entrate. Resta il fatto che una città "ricca" come Palermo nel 2009 raziona l'acqua nelle abitazioni (peggio che in Africa). Nel 2009 ancora non esiste un sitema di comunicazioni stradali e ferroviarie decenti (provate ad andare in treno p.e. da Siracusa, altra città patrimonio europeo, a Palermo); c'è da sbellicarsi dalle risate... ma non poi tanto. Si organizza un G8 dell'ambiente nei pressi di uno dei siti (Priolo) dove la mortalità per cancro è una delle più alte in Italia (basta parlare con le famiglie locali non con le statistiche....) e non si fa nulla di concreto per evitarlo (parole, parole, parole). Una terra dove il sole domina per gran parte dell'anno (gratis) ed ancora si ci chiede "ma, forse, se riuscissimo a trovare una fonte alternativa al petrolio..." E di casi paradossali come questo, qui in Sicilia ce ne sono molti (spazzatura, ospedali, sanità, trasporti urbani,..) da poter riempire i quotidiani ogni giorno, ma è meglio parlare di calcio e simili... Una terra solare, ricca di storia millenaria, con un mare stupendo, una cultura culinaria unica rilegata ad essere un territorio desolato scarsamente servito e povero dove il vero popolo è costretto ad inventarsi come arrivare a fine mese. Per l'ARS l'importante è arricchirsi oggi, per poi pensare a come farlo domani.

A.E.

Anonimo 09 maggio 2009   20:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 maggio 2009. Visualizza »

Sono quello di prima il commento è partito subito per errore. Volevo dire che se lo Stato definisce una norma regionale contraria al "buon andamento", significa che non esiste più alcuna autonomia regionale, nemmeno ordinaria. Le regioni possono fare tutto ciò che non dispiace al governo. Mah!

E allora chi censurerà mai le norme del Parlamento italiano contrarie al buon andamento? Ce ne sono così tante...

Ma perché può fare questi abusi questo prefetto/poliziotto che nessun altra regione ha se non noi?

Perché sa che le sue impugnative vanno in Corte Costituzionale e non nell'Alta Corte per la Regione  Siciliana come dovrebbero e quindi che ha un "compare" che avallerà qualsiasi suo abuso.

Siamo un possedimento italiano. Via da Roma! Subito! O almeno Roma rispetti i patti. Poi se le leggi sono buone o cattive questo lo dovremmo decidere noi cittadini col voto e non un poliziotto qualunque.

Il provvedimento del Commissario dello Stato, a mio avviso è sacrosanto. La Sicilia dimostra sempre di non sapere utilizzare l'autonomia speciale se non per volgari perorazioni di interessi individuali, spesso antitetici agli interessi della collettività intera. La spartizione indiscriminata, non regolamentata e clientelare di contributi, oltre ad essere discutibile dal punto di vista etico e politico, mortifica l'attività legislativa, riducendo la norma al rango di strumento di soddisfazione dell'individuale arbitrio di ciascun deputato regionale, privandondola, nel contempo, dei caratteri di generalità e di astrattezza che dovrebbero connotarla secondo il dettato costituzionale.

Se questa è la capacità di autodeterminazione della Sicilia, ben venga la colonizzazione romana !

 

giovanni de santis - trapani

Anonimo 09 maggio 2009   19:53

e' da qualche tempo avendo seguito da vicino l'iter formativo di questa come di altre leggi, che mi vado formando il convincimento, che forse a questo punto è meglio lasciare al Commissario dello Stato il compito di legiferare per la Sicilia al posto di una Assemblea di rango costituzionale leggitimamente eletta dal popolo siciliano. ormai negli uffici si vive nel terrore che arrivi la telefonata del Commissario o dei suoi collaboratori, che già in via preventiva riempiono gli stessi di fax che richiedono, chiarimenti su ciò che si deve fare, come se gli uffici e della Regione o dell'Assemblea, ma mi corre obbligo anche e sopratutto della Deputazione nella sua intierezza così come del Governo, non abbiano chiaro il ruolo istituzionale e costituzionale che svolgono nello svolgimento del proprio lavoro o del proprio mandato. Io incomincio ad avere il fondato sospetto che dietro a questo ennessimo attacco all'istituto autonomistico, via sia la malsana e bislacca idea di mandare a scatafascio tutto, mettendo dentro tutte le vicende degli ultmi giorni, dai fondi FAS all'impugnative di oggi. In politica, ci possono stare errori, ci stanno ahimè anche interessi non sempre leciti, ma Dio non voglia che qualcuno per la sua incapacità a fare politica, e solo in forza di posizioni preminenti possa giocare con il futuro e il destino di questa terra. Sarebbe un danno ancora peggiore di quello che ha provocato e continua a provocare la mafia. A tutto questo bisogna dire NO!  

Anonimo 09 maggio 2009   19:01

Berlusconici di Sicilia, antiautonomisti viscerali, dove siete?

Ieri Tremonti ha congelato senza motivo i quasi 5 miliardi di fondi FAS che spettano alla Sicilia per le sue infrastrutture con la benedizione del PDLino Castiglione e contro i suoi stessi colleghi di partito Scajola e Micciché.

Ma per chi stanno andando a votare i Siciliani? Per i loro negrieri.

Se lavorate per distruggere l'unico soggetto politico che ancora ci difende sapete cosa ci aspetta nei prossimi anni. Senza l'MPA per noi è finita. I governi saranno sempre più nordisti e non avremo più alcuna voce in capitolo.

Il resto sono ripicche, e chiacchiere.

Anonimo 09 maggio 2009   18:26

Sono quello di prima il commento è partito subito per errore. Volevo dire che se lo Stato definisce una norma regionale contraria al "buon andamento", significa che non esiste più alcuna autonomia regionale, nemmeno ordinaria. Le regioni possono fare tutto ciò che non dispiace al governo. Mah!

E allora chi censurerà mai le norme del Parlamento italiano contrarie al buon andamento? Ce ne sono così tante...

Ma perché può fare questi abusi questo prefetto/poliziotto che nessun altra regione ha se non noi?

Perché sa che le sue impugnative vanno in Corte Costituzionale e non nell'Alta Corte per la Regione  Siciliana come dovrebbero e quindi che ha un "compare" che avallerà qualsiasi suo abuso.

Siamo un possedimento italiano. Via da Roma! Subito! O almeno Roma rispetti i patti. Poi se le leggi sono buone o cattive questo lo dovremmo decidere noi cittadini col voto e non un poliziotto qualunque.

Anonimo 09 maggio 2009   18:22

Nel merito potrebbe anche avere ragione, non lo so...

Ma è chiaro che siamo davanti ad un abuso di potere da parte di un funzionario dello stato.

Il Commissario non è stato eletto da nessuno ed ha solo il compito di verificare la COSTITUZIONALITA' delle norme non la loro OPPORTUNITA'. E' una cosa completamente diversa, ci vuole così tanto a capirlo?

Intanto non si deve permettere di dire che un cattivo modo di legiferare si possa definire "alla siciliana". E' un insulto razzista gravissimo, bastante per chiederne la rimozione. Non esiste un modo buono di legiferare da definire "all'italiana" e uno cattivo "alla siciliana". Nessuno in questo paese si può ergere a moralista soprattutto in questi termini volgari e offensivi.

E poi che razza di sindacato di costituzionalità è quello secondo cui una legge è incostituzionale perché contraria al "buon andamento della pubblica amministrazione"? Questo "buon andamento" si valuta politicamente non giuridicamente. E' una norma di indirizzo, volutamente vaga, della nostra Costituzione.

Anonimo 09 maggio 2009   18:12
Ancora una volta è il Commissario dello Stato l'unica autorità che "limita" i danni dei "90 ladroni". L'attuale ARS si dimostra (maggioranza e opposizione complice) tra le peggiori della storia regionale; non solo ha mantenuto tutti i privilegi del passato (fra tutti il contributo ai parlamentari per "aggiornamento culturale"), se ne fotte della trasparenza (vedi vicenda missioni dei deputati), si crogiola nel proprio mondo dorato mentre i siciliani non possono più campare, ma, per bocca del suo presidente Cascio (forse uno dei più ipocriti politici presenti in Italia, ha il coraggio di attaccare il Commissario dello Stato e preannuncia conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale (vedi altro articolo su Siciliainformazioni). Ora, oltre a rendersi veramente ridicolo, egli dimostra la sua ignoranza giuridica (o è in malafede) visto che il Commissario ha agito in perfetta aderenza ai propri compiti istituzionali, per cui di quale conflitto parla il Cascio? La Corte costituzionale, se lorsignori avranno il coraggio di proseguire il contenzioso, deciderà sulle singole disposizioni impugnate. Lâ??esito è scontato, visto che le osservazioni del Commissario sono costituzionalmente ineccepibili. Occorre rammentare che le disposizioni impugnate sarebbero potute essere molte di più se un sollevazione popolare e sindacale non avesse fatto stralciare le norme sullâ??assunzione di altri 500 dirigenti e ulteriore personale senza concorso alla Regione. Allora viva il Commissario dello Stato e abbasso lâ??ARS!!!

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