Berlusconi sul caso Englaro: ''Ecco perché Eluana non doveva morire''

08 marzo 2009 23:42
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"Un governo democraticamente eletto ha il diritto e il dovere di prendere delle decisioni. La morale può essere soggettiva, la legge no. Soprattutto su temi fondamentali come quelli che implicano la vita e la morte, non si possono lasciare vuoti normativi, perchè è in quel vuoto che nasce il problema". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un'intervista
pubblicata al quotidiano spagnolo "El Mundo", affronta i temi legati alla bioetica e difende le decisioni prese dall'esecutivo rispetto al caso di Eluana Englaro. 


"La magistratura, a differenza del Parlamento, non ha il potere di fare le leggi, ha invece l'onere e l'onore di applicarle. Se c'è un vuoto, il compito di colmarlo con una legge -sottolinea ancora il premier- spetta al Parlamento. Ma poichè questa legge sul 'fine vita' in Italia non c'era, noi abbiamo naturalmente portato in Parlamento la nostra proposta, con la libertà per i nostri parlamentari di votare secondo coscienza. Nel caso di Eluana non è stata interrotta una cura, non si è messo fine a un accanimento terapeutico. Semplicemente, a una donna malata si volevano togliere acqua e alimenti, e di qui nasceva la necessità e l'urgenza di un provvedimento del governo che poi il Parlamento avrebbe approvato o respinto, e i magistrati applicato". 

Quanto all'eventuale peso esercitato dal Vaticano, "le scelte del governo italiano -rivendica Berlusconi- sono assolutamente autonome. E lo sono state anche in questo caso. E' ovvio che in una società libera la Chiesa possa esprimere il proprio punto di vista, come tutti. Mi stupirei se non lo facesse, specie quando sono in gioco alcuni valori che per i cristiani sono essenziali. Piuttosto, noto che i critici del mio governo strumentalizzano le dichiarazioni di esponenti della Chiesa, definendole ingerenze quando appaiono in sintonia con il governo, e invece critiche del tutto legittime quando sembrano divergere".

 

© Riproduzione riservata
Fonte: Adnkronos
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Anonimo 09 marzo 2009   16:36

Dal vangelo di Arcore -La morale può essere soggettiva, la legge no- Parabola prima... secondo "lui".

Bene, prendiamo atto, la Legge non è soggettiva.

Allora, signor cavaliere senza cavallo, perché la legge per lei è divenuta soggettiva tanto da renderla "l'ectoplasma dei tribunali", e... dulcis in fundo,  si condanna un corrotto senza stabilire l'esistenza del corruttore.

Che strana sentenza!

Già, ma Lei con faccia tosta, "ad tola, nel mio dialetto, i'... prospero, per i siciliani", afferma che la Legge non è soggettiva, mentre in ogni sua manifestazione politica, mi limito a questo perché d'altro no so parlare, essa è piegata tanto da esclamare "Leges coactae berlusconi siluere".

La Signora che le è sfuggita dalle grinfie, ma anche a quelle degli uomini con la gonna, per farla breve, come tanti altri, purtroppo, che non sono in condizione di potersi esprimere, lei li vuole sofferenti in eterno togliendo loro ogni diritto  e dignità perché il Grande bau le può fare ottenere voti cattolici!

Lei, al Potere da ormai 14 anni, si accorge di queste disgrazie solo allorché le fa comodo per raccimolare consensi.

Ci dica: "Nei precedenti 14 anni dov'è stato"? La stessa domanda la formulo alle sinistre Sinistre che da 14 anni non sanno risolvere il conflitto d'interessi che l'accompagna... e che ora raccontano, dopo che "Martin per molti punti perse la cappa",  che vogliono rifondare il PC!

E l'Estero non deve ridere di noi! Leggendo la stampa estera, oltre che ridere ci spernacchiano. Oviamente , siccome sono rispettosi e mantengono la fila anche dal lattaio, il gesto lo indirizzano gerarchimente, prima al kapo, poi, viia via, giù verso l'ultimo lacché.

kiriosomega

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