"Mi chiedo come faranno gli esponenti della maggioranza a dire ai 'loro' sindaci che stanno approvando delle norme che non permetteranno l'uso delle telecamere per controllare siti di interesse pubblico e la sicurezza di intere
aree urbane e non consentiranno l'uso delle immagini ai fini processuali". Se lo chiede la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
"Le norme del
governo equiparando le videoriprese alle intercettazioni, di fatto, 'accecano' i cosiddetti 'occhi elettronici'tanto sbandierati nelle campagne elettorali e mettono in discussione la gran parte dei piani di sicurezza cittadini. Per noi -prosegue - il ddl intercettazioni introduce norme molto pericolose per la sicurezza dei cittadini: in nome di una 'falsa tutela della privacy', si indebolisce in modo sproporzionato uno strumento essenziale ed
insostituibile per la 'ricerca della prova'. Uno strumento che in questi anni ha portato alla soluzione di numerosissimi casi, non solo legati alla criminalita' organizzata e al terrorismo".
"Inoltre, il provvedimento contiene anche un duro un attacco al diritto ad informare e ad essere informati e il tentativo di mettere un bavaglio agli organi di stampa: televisioni, giornali, radio e siti internet non potranno piu' scrivere di cronaca giudiziaria. E' uno scempio -conclude Ferrante- altro che battaglia di civilta'".