Non crediamo affatto che sia stata una rivoluzione, che il Governatore abbia fatto "piazza pulita" degli avversari, che sia stato seppellito il sistema di potere che viene fatto risalire all’ex Presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. Non crediamo che sia stata smantellata una rete che favoriva i vecchi equilibri. Crediamo, invece, che Raffaele Lombardo abbia voluto effettuare un piccolo, necessario strappo al sistema che aveva ereditato, e che questo compito se lo sia assegnato per ragioni di sopravvivenza.
Sui temi oggi sul tappeto – la sanità in testa – Lombardo corre il rischio di dovere scegliere il ricorso alle urne, in ogni caso di rimanere impaludato all’interno di una struttura che non controllla e che costituisce il deterrente più forte per potere sedere al tavolo con gli alleati da pari a pari.
Insomma, se non avesse fatto quello che ha fatto, ad ogni piè sospinto avrebbe rischiato gli sberleffi da parte delle corazzate che lo assediano, e cioè PDL e UDC.
La forzatura, dunque, era uno stato di necessità cui non ha potuto sottrarsi. Stando ai nomi, ha cercato di evitare il peggio ed ha fato i conti a tavolino prima d’impelagarsi nel corpo a corpo sulla nomina dei direttori, in maniera da mantenere la maggioranza all’interno della giunta di governo.
Quattro assessori si sono allontanati al momento del voto sulle nomine dei nuovi dirigenti, ma gli altri sono rimasti e questo ha consenentito il varo della nuova nomenclatura.
A restarci male sono stati soprattutto gli assessori dell’UDC, a restarci bene l’ala di Forza Italia rappresentata da Gianfranco Miccichè, che ha così potuto incassare il premio di una difficile alleanza con il governatore.
Nelle ore successive alla giunta di governo, conclusasi alle quattro e mezzo del mattino, sono circolate le voci di possibili dimissioni degli assessori scontenti, cioè gli assessori dell’UDC, e non solo. Ma non è successo nulla.
In Commissione Sanità, a Palazzo dei Normanni, PDL e UDC hanno segnato un punto a loro favore su una norma qualificante del piano di riforma dell’assistenza sanitaria. MPA e PD non hanno la maggioranza in commissione, il PD ha abbandonato i lavori.
Questo punto a favore deve avere ripagato gli scontenti dello scacco subito in giunta di governo. Forse.
Che quattro Assessori Regionali si alzino e non partecipino ad una votazione della Giunta di Governo , non è un fatto simbolico ,è un atto politico ,grave ,pesante.
Sotto Cuffaro non accadde mai. Il buon Totò pretendeva ed otteneva l'unanimità sugli atti di Giunta. Non era politicamente accettata nemmeno l'astensione.
Questo dissenso ,così platealmente manifestato, è senza dubbio un Preludio.
Non è un atto ritirabile. Avrà conseguenze.
Per me la Crisi di Governo è alle porte. Il conflitto è reale e la mediazione appare difficilissima.
Lombardo ha suscitato troppe fondate antipatie. A breve gli arriveranno le cannonate di risposta.
E poi quel Segretario prov. MPA Direttore Generale.......The face underground...A facci ' n tierra !
Sì, proprio un bel cambio di rotta rispetto al passato....per la prima volta un politico di professione in carica (segretario provinciale dell'MPA) viene nominato dirigente generale!!!???
Erano circolate voci sulle dimissioni degli assessori scontenti. Ma non è successo nulla. Perche cosa doveva succedere : le dimissioni !! Ma non se ne parla nemmeno. Abbandonare le poltrone, ma scherziamo!!!!
E' una davvero una bella rivoluzione, suggellata addirittura anche dal Grande Premier, nel giorno in cui che l'unico che gli ha dato confidenza è stato lo Zar Lombardo!!!
In Sicilia siamo finalmente a posto!!!
ma non doveva pensarci bob :)?