Un decreto legislativo, il numero 626 del 19 settembre 1994, impone ai datori di lavoro, pubblici e privati, di predisporre misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività. Il decreto, all’articolo 2, comma 4, impone al datore di lavoro l’elaborazione di un documento contenente una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale siano specificati i criteri
adottati per la valutazione stessa; l’individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale; il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.
L’impone a tutti, quindi anche all’Assemblea regionale siciliana. E invece non è successo niente. Il piano obbligatorio per la sicurezza non è stato elaborato.
Siccome non è successo niente, se ne può scrivere senza traumi. Resta però il fatto che l’omissione del piano è grave.
Il ritardo è lungo dodici anni, la Sicilia già con una legge regionale del 1997, all’articolo 35, istituiva presso la Presidenza della Regione e ciascun assessorato un servizio di protezione e prevenzione che avrebbe dovuto provvedere all’elaborazione del documento previsto nel decreto legislativo.
Ritardo ancor più grave se si pensa che Palazzo dei Normanni non è solo la sede istituzionale più importante dell’Isola, il Parlamento della nostra Regione, ma è il luogo di maggior pregio artistico e storico.
Il ritardo non è sfuggito all’assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda, che ha inviato una nota al dirigente generale del dipartimento del personale Gaspare Carlo Lo Nigro e al deputato questore Paolo Ruggirello.
Nella lettera si sollecita l’elaborazione del piano sicurezza da adottare nei locali demaniali assegnati all’Ars.
Ruggirello ha già cominciato a occuparsi della questione, che presenta al momento delle difficoltà, alcune delle quali di difficile comprensione. Numerose sono infatti le lacune che devono essere colmate per rispondere ai requisiti richiesti dalla legge. Manca per esempio del tutto un piano per permettere l’evacuazione in sicurezza dei dipendenti regionali in caso di attentato o incendio. Carenti anche i controlli ai varchi, dove non funzionano o mancano i metal detector.
Palazzo dei Normanni è sprovvisto di sistemi di sicurezza funzionanti, alcune apparecchiature sono state acquistate e non sono state rese efficienti, altre non sono nemmeno state installate e giacciono nei magazzini.
Il dirigente-ingegnere che dovrebbe occuparsi della predisposizione dei presidi di sicurezza non sarebbe in grado di adempiere al suo compito per ragioni che non conosciamo, e quindi l’Assemblea deve rivolgersi a consulenti esterni.
Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali dovrebbe provvedere all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro; ad elaborare misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure; ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori.
Niente di tutto questo è stato fatto.
(s.d.)
Solo una precisazione normativa: il decreto legislativo 626/94 è stato abrogato e sostituito dal decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81.