Una mano lava l’altra e tutte e due…Continuate voi, perché ci sono due versione del seguito ed ognuno ha il diritto di scegliere quella che gli pare a seconda degli umori prevalenti e dell’argomento affrontato.
A noi serve soltanto segnalare che nella giornata di martedì il tempo volgeva al bello. E che notizia è? direte.
Aspettate, non abbiate fretta. Non stiamo scrivendo di politica ma di meteopolitica, che è più difficile da capire della meteorologia. Quest'ultima si avvale di tecnologia avanzata, satelliti ed altri convegno infernali che scovano le nuvole, indovinano i percorsi ed esaminano lo stato di gravidanza.
La meteopolitica non è una scienza esatta e la percentuale d’imprevedibilità è altissima. Martedì la giunta di governo è tornata a riunirsi ed ha approvato alcuni provvedimenti, come il piano energetico. I meteorologi avrebbero detto, sbagliando, che il tempo volge al buono perché il Presidente della Regione è riuscito a compattare gli assessori dell’Udc e del Pdl attorno alle sue proposte. Concedendo qualcosa? Così è, a quanto pare ma non ci mettiamo la mano sul fuoco, come fanno i giornali.
Il nostro scetticismo è dovuto a due indizi. Il primo riguarda il nuovo rinvio della nomina dei nuovi direttori generali dell’amministrazione regionale. E’ l’ennesimo rinvio; siccome è il Governatore a volere il rinnovamento, ne dobbiamo dedurne che è stato costretto a mordere il freno.
Il secondo motivo dello scetticismo è dovuto ad una singolare coincidenza. Mentre gli assessori si stringevano attorno al loro Presidente – naturalmente, si fa per dire – veniva depositato in Assemblea un disegno di legge, firmato da trenta deputati del Pdl e dell’Udc, che modifica la legge elettorale in una delle norme più qualificanti - "simul stabunt vel simul cadent", che significa la fine della contemporaneità per l’elezione del Presidente della Regione e dell’Assemblea. Il principio adottato costituisce il pilastro della legge elettorale con il suffragio diretto: come insieme staranno così insieme cadranno. E’ stato scelto per combattere l’instabilità dei governi. Prima che fosse adottata, infatti, i governi duravano una stagione e certe volte anche meno. Essa assegna maggiori poteri al Presidente perché la concomitanza fa sì che egli abbia disponga di una forte deterrenza. Basta minacciare le dimissioni, insomma, per mettere a tacere i rivoltosi.
Questo sistema vigeva anche nei comuni, ma non ha resistito. La stessa cosa sta accadendo alla Regione.
Perché si vuole cambiare oggi?
La risposta è semplice: la maggioranza di centrodestra da mesi ha ingaggiato un autentico braccio di ferro con il Governatore.
Il deposito del disegno di legge, tuttavia, non mette in moto dall’oggi al domani il meccanismo di modifica della legge elettorale. Si possono prevedere tempi lunghi, stando alle procedure, ma la scelta è il sintomo inequivocabile che la maggioranza ha voluto dare un avvertimento al Presidente in carica.
Raffaele Lombardo, dunque, non s’illuda di avere ammorbidito gli alleati-avversari.
Come affermavamo all’inizio, i meteorologi possono prevedere il tempo che fa,i politologi no.