"No al governo delle truffe. Non aspettiamo certo domani per fare opposizione. L'opposizione il giorno dopo la lasciamo agli altri". A parlare e' Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, oggi in piazza Navona per promuovere la raccolta delle firme contro il lodo Alfano. L'ex pm non usa mezzi termini per criticare il Berlusconi quater: "quando c'e' la dittatura alle porte, la resistenza si fa subito".
Di Pietro lancia un ramoscello d'ulivo verso il Pd: "c'e' chi fa opposizione dura e pura e chi invece fa un'opposizione gentile e vanno rispettate tutte e due. Non siamo contro gli alleati ma per denunciare un'anomalia che si trova nel Paese". La gente, avverte Di Pietro, "non guarda alle sigle ma ai risultati".
"Ci dicono che non dobbiamo manifestare. Ci sono alcuni, anche di altri partiti che ci chiedono perche' la piazza. Ma se non manifestiamo ora quando dobbiamo farlo? E dove dobbiamo farlo se non a piazza Navona dove c'e' stato il primo atto di democrazia?". Antonio Di Pietro prende la parola dal palco di piazza Navona dove l'Italia dei Valori sta manifestando contro il lodo Alfano sulla giustizia. L'ex pm difende la scelta di scendere in piazza oggi e il 25 ottobre, in occasione della manifestazione organizzata dal Pd ("Io ci saro' con il Pd"). "Noi siamo qui -esordisce l'ex pm- non solo per protestare contro il lodo Alfano. Qui c'e' l'Italia che non si arrende e non vuole rassegnarsi".
"Ci stiamo avvicinando verso una dittatura dolce, e' ora di fare fronte comune", ripete piu' volte Antonio Di Pietro dal palco di piazza Navona prima di chiudere il suo intervento in occasione della manifestazione organizzata dall'Idv per la raccolta di firme contro il lodo Alfano. L'ex pm alza la voce sempre di piu' e dice: "stavolta non ci faremo fregare da nessuno. Io non mi faro' prendere in giro da Berlusconi che e' un furbacchione.
Di Pietro punta il dito sulla riforma della scuola: "ma quale riforma e' una disgrazia!". E ancora: "la norma salva-manager questa si' che e' una impunita'. Non dobbiamo rassegnarci, dobbiamo porre le condizioni per un'alternativa possibile". Di Pietro denuncia anche la mancanza di libera informazione: "senza una libera informazione non c'e' democrazia la gente deve sapere quel che succede per questo ho deciso di iniziare cosi'", dice il leader dell'Idv che in apertura della manifestazione ha dato la parola a Stefano Ferrante, del Cdr de La7 che ha lanciato un appello contro i 25 licenziamenti annunciati dalla sua azienda.
Forza, Tonino, siamo tutti con te: meno male che c'è ancora un cuore in questo paese, meno male che c'è ancora chi ci vede e chi ascolta. Di Pietro, non mollare!!!!! Il futuro dell'Italia è nelle tue mani. Io ti sostengo
ma si, facciamolo primo ministro ....per acclamazione (della piazza) così manda tutti gli avversari nel "gabbio" - come dicono a Roma - e lui il puro, il limpido, il superonesto resta da solo a governare un popolo di carcerati!
Il modo di far politica di Di Pietro è poco costruttivo anzi per la precisione è sfascista e giustizialista, non mi piace proprio.