Sicilia, il disegno di legge per il riordino del servizio sanitario. Ecco cosa prevede

08 ottobre 2008 21:37
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Il disegno di legge per il riordino del servizio sanitario regionale, approvato oggi dalla giunta di governo ma senza il voto degli assessori dell'Udc Antonello Antinoro e Pippo Gianni, si propone di mettere "il cittadino al centro del sistema - si legge in una nota dell'assessorato alla Sanità- e intende garantire un'assistenza sanitaria efficace, appropriata ed omogenea, partendo dal territorio e 'avvicinando' i servizi sanitari all'utente". Il provvedimento prevede una nuova articolazione funzionale dell'assessorato che si svilupperà non più su cinque dipartimenti ma in due: il dipartimento regionale per la pianificazione strategica e quello per le attività sanitarie. Con l'entrata in vigore della nuova legge decadranno i manager e saranno nominati i nuovi direttori generali. Cesseranno le loro funzioni le attuali Ausl e le aziende ospedaliere: verranno istituite le Asp (aziende sanitarie provinciali) e le Ao (aziende ospedaliere) che diventeranno operative con la nomina dei nuovi manager. Il numero delle aziende passerà da 29 a 17, e poi a 14 con l'accorpamento delle aziende universitarie di Palermo, Catania e Messina con alcune aziende ospedaliere dei tre capoluoghi.

Per quanto riguarda il servizio di emergenza-urgenza del 118, il ddl prevede che il sistema, che mantiene l'articolazione in "territoriale di emergenza" e "sistema ospedaliero", avrà una centrale operativa in ciascuno dei due bacini regionali (occidentale e orientale) dotata di risorse tecnologiche e professionali. E' prevista anche l'istituzione di un comitato regionale e sarà individuato un referente del 118 in ogni Asp. Le Aziende sanitarie opereranno in rete per garantire, con il sistema telematico, il collegamento e il coordinamento delle funzioni socio-sanitarie ed assistenziali per assicurare al cittadino l'appropriatezza del percorso di accoglienza. Viene delineato un sistema di controlli per verificare l'adeguatezza dell'azione svolta dai manager rispetto agli indirizzi programmatici del piano sanitario e dei piani attuativi. Le Aziende devono verificare la qualità, la congruità e l'appropriatezza delle prestazioni, dei tassi di occupazione dei posti letto e dei livelli di utilizzazione delle dotazioni tecnologiche e attivano le procedure di "governo clinico" anche per contenere il "rischio clinico" connesso all'espletamento delle funzioni sanitarie. Sul sistema dei controlli vigilerà l'assessorato alla Sanità con un apposito ufficio.

 

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Fonte: ansa
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